Tag: Rifondazione comunista Vigevano

Aderiamo all’iniziativa del 9 agosto, perché fare rumore è necessario

2 Agosto 2025

Aderiamo all’iniziativa del 9 agosto, perché fare rumore è necessario.

Assistiamo ogni giorno al genocidio del popolo palestinesi, è giunto il momento di ribadire che il Comune non può e non deve rimanere in silenzio.

Aderiamo alla piazza in maniera propositiva, rilanciando anche le nostre proposte: chiediamo che il Comune riconosca lo stato di Palestina, che si avii una campagna di sensibilizzazione per smettere di vendere nei supermercati locali prodotti israeliani, dando il buon esempio prima di tutto dove il Comune ha la possibilità di incidere. Dalle farmacie comunali alle mense (dove si vendono farmaci e prodotti israeliani).

Oltre a tutto ciò, ovviamente, ci opponiamo anche al riarmo europeo e alla guerra, applicando semplicemente quello che è l’articolo 11 della Costituzione.

Si tratta di azioni pacifiche che possono comunque colpire la fornitura militare di chi sta perpetrando il genocidio a Gaza.

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

GIOVANI COMUNISTI/E

SERVE UN VERO “PIANO CASA” CONTRO L’EMERGENZA ABITATIVA

31 luglio 2025

Già un anno fa denunciavamo la carenza estrema degli alloggi popolari a Vigevano con dati preoccupanti: sono 180 le case di proprietà comunale ancora vuote; il 20% del patrimonio di alloggi in gestione ad Aler è ancora sfitto.

Questi dati significano persone e famiglie che non possono permettersi una casa. E chi governa cerca delle giustificazioni che sono sempre fondate sulla mancanza di soldi.

È vero che i Comuni vivono enormi difficoltà economiche (a causa dei limiti e dei tagli che i governi impongono) ma utilizzare questa come giustificazione (sapendo poi che Stato e Regione sono governati dagli stessi partiti che governano la città) non regge proprio e appare piuttosto campata per aria.

Di questi giorni è infatti la notizia di uno stanziamento di fondi da parte di Regione Lombardia che ha appunto erogato un piano per i comuni di 15,4 milioni di euro con oggetto proprio l’edilizia popolare. Di questi 15,4 milioni alla provincia di Pavia è arrivato 1 milione e 400 mila euro, i quali però sono finiti tutti nelle casse del comune di Voghera, tagliando completamente fuori Vigevano.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a giustificazioni vergognose da parte del consigliere regionale Sala che, attaccando il PD che aveva giustamente fatto notare come a Vigevano ci fosse un problema serio in quanto ad alloggi popolari, si è giustificato dicendo che il bando in questione prevedeva solo città con meno di 50 mila abitanti (e che Vigevano, avendone di più, non potesse usufruire dei soldi della regione).
Ci viene da chiederci, però, che cosa stia effettivamente facendo il consigliere Sala, dai banche del consiglio regionale, per aiutare la nostra città.
Ci viene da chiederci come mai questo bando nello specifico sia stato pensato solamente per le città con un numero di abitanti inferiori a 50.000 abitanti. Forse in giunta regionale non hanno ben presente la situazione pietosa dell’edilizia popolare in regione? E chi dovrebbe essere il politico che porta in regione i disagi della città se non proprio il consigliere regionale cittadino che per giunta è in maggioranza?

In una situazione del genere, in cui le palazzine di Vigevano hanno bisogno di interventi urgentissimi, sarebbe bene che il consigliere Sala desse quantomeno spiegazione del perché di questa mancanza. Sono stati infatti più volte segnalati (anche da noi) problemi in Via Gramsci, in Viale Leopardi, in Brughiera e altre zone della periferia della città.

Ad aprile di quest’anno si è anche svolta un’iniziativa all’auditorium San Dionigi (alla presenza della vice sindaca Segù – allora vice sindaca facente funzioni di sindaca) in cui il segretario regionale del Sunia ha spiegato i dati che abbiamo elencato sopra, dicendo proprio che una delle soluzioni al problema potrebbero essere proprio dei fondi regionali nella cui assegnazione, però, Vigevano non è stata minimamente considerata.
Per fortuna, davanti a battibecchi messi in piedi da chi ha la coda di paglia perché sa che non ha lavorato bene, c’è chi fa delle proposte concrete affrontando i problemi della città in maniera propositiva. Da tempo noi vogliamo essere tra quelli che fanno una politica seria capace di dare delle soluzioni ai cittadini.

Anche per questo abbiamo firmato e sosteniamo la legge di iniziativa popolare (lanciata da Sunia), il cui obiettivo è di garantire la massima tutela costituzionale al diritto all’abitazione, troppo spesso ignorato dalle politiche pubbliche, nonostante la grave emergenza abitativa che riguarda milioni di persone in Italia. La tematica del diritto ad abitare è invece per noi tra le priorità dell’agenda politica in vista delle comunali 2026: avere alloggi accessibili e servizi adeguati è il primo passo per rilanciare la nostra città.

Questo il link per firmare: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/2700001

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

GIOVANICOMUNISTI/E

A tre anni dalla morte di ROBERTO GUARCHI

7 Giugno 2025

Noi del circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista lo vogliamo ricordare, a tre anni dalla sua morte.

Glielo dobbiamo: è stato un compagno generoso, umile e gentile.

Roberto ha lasciato un vuoto incolmabile per noi ma anche una grande eredità di valori politici e umani.

Il suo modo di intendere la politica è stata fonte di ispirazione per tutti e tutte noi, guadagnandosi il rispetto degli oppositori.

Valori di coerenza, giustizia sociale, antifascismo e relazioni umane, sono i principi che hanno ispirato tutta la sua vita. Personale e politica.

È stato un coerente. Coerenza significa avere dignità

Salutiamo un vero compagno e un grande amico

Ciao Roberto, i tuoi compagni/e.

1945-2025: 80 anni di Resistenza e Libertà

24 Aprile 2025

Le parole di Lidia Menapace e di Giovanni Pesce, il Comandante Visone, ci consegnano un ideale testimone da raccogliere in questo anno di ottantesimo anniversario della Liberazione dal Nazi-Fascismo.

Ora tocca a noi ora lottare contro una nuova forma di fascismo, autoritarismo, razzismo, violenza e guerra sempre più diffusa per (ri)costruire diritti, giustizia sociale, uguaglianza.

Tesserati al Partito della Rifondazione Comunista, scegli da che parte stare. 

Sostieni l’ideale di comunismo e libertà che attraversava le fila delle nostre partigiane e dei nostri partigiani. 

Lo dobbiamo a Lidia e Giovanni, e a tutti le persone che hanno dato la vita per la nostra libertà.

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Papa Francesco uomo di pace e giustizia. Lo abbiamo sentito compagno

21 Aprile 2025

La morte di Papa Francesco rappresenta una perdita enorme per l’umanità intera. Anche chi non è credente ha trovato nelle sue parole un riferimento etico e politico.

Papa Francesco, uomo di pace e giustizia, ha contrastato con tutte le sue forze la deriva di un mondo dominato dai signori del denaro e della guerra.

Negli anni del suo pontificato lo abbiamo sentito fratello e compagno di strada nel ripudio della guerra, del razzismo, del capitalismo neoliberista.

Forse solo dall’America Latina della Chiesa dei poveri poteva arrivare un papa “comunista come il Vangelo” che ha incoraggiato apertamente i movimenti popolari, un papa ecologista che con la Laudato Si’ – scritta con la collaborazione di Leonardo Boff – ha proposto l’ecologia integrale e la difesa dei beni comuni, un papa antirazzista che ha contrastato il risorgere del suprematismo bianco occidentale e difeso controcorrente la comune appartenenza all’umanità. Ma sopra ogni cosa sarà ricordato come il papa pacifista che non ha avuto paura di usare la parola genocidio su Gaza, di denunciare la corresponsabilità della NATO nella genesi della guerra in Ucraina, di condannare fino all’ultimo giorno le politiche di riarmo.

Tutti i potenti del mondo oggi gli renderanno omaggio ma in realtà tireranno un sospiro di sollievo per essersi liberati di una voce scomoda.

I poveri della Terra hanno perso una voce sempre schierata dalla loro parte.

Grazie Papa Francesco.

Maurizio Acerbo segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Manifestazione partecipata degli studenti a Vigevano, un segnale forte per chiedere al Comune, più sicurezza e spazi per i giovani

4 Aprile 2025

EDOARDO CASATI

Non puoi fare politica se non hai empatia e se non sei in grado di comprendere le persone, le loro paure e le loro speranze.

Alle persone la politica deve rispondere.

Tanti giovani, giovani vigevanesi come me, hanno paura ad uscire di casa la sera. Una paura che li limita nel poter vivere a pieno quello che Vigevano offre (che comunque é già poco).

Chi (come l’assessore Scardillo) li ha sbeffeggiati non solo non é capace di governare (questo lo si evince dal poco fatto) ma non ha nemmeno quell’empatia che serve a chi fa politica.

Quella di lunedì mattina é stata una manifestazione importante che ha dato un segnale forte.

Un segnale a tutti quelli che i giovani li vedevano come pigri e disinteressati. Un segnale ad una politica che continua a decidere per noi senza mai coinvolgerci.

Questa città ha molti problemi ma più di tutti c’è una cenere che soffoca ogni fiammella. La cenere di chi ci ritiene incapaci di discutere di come cambiare la città, di chi ci vuole isolare impedendogli di incontrarsi, di confrontarsi, di fare entrare in contatto sensibilità diverse.

Non é stata importante solo per il grido che chiedeva sicurezza, ma anche perché ha centrato il vero punto: a Vigevano mancano gli spazi. E mancano così tanto soprattutto all’interno della crisi profonda che vive la città: senza idee e con una classe dirigente mediocre.

Bene così: passiamo avanti rispetto a critiche inutili di chi, ogni tanto, potrebbe fare più bella figura stando zitto. Insistiamo sulla necessità vera: spazi per incontrarci, spazi in cui fare nascere quello che manca a Vigevano: le idee per cambiarla e le persone capaci di trasformare le idee in realtà.

Apprendiamo dalla stampa dell’ennesimo aumento della TARI

3 Aprile 20205

Un aumento vergognoso, tanto che anche pezzi della stessa maggioranza sembra stiano tentando dei flebili passi indietro.

Innanzitutto ci teniamo ad esprimere vicinanza ai lavoratori e alle lavoratirci del settore che sono costretti e costrette a fare i conti con delle politiche che non gli permettono di tenere davvero pulita Vigevano.

Si tratta, infatti, di un aumento ingiustificato perché non sono né migliorate le condizioni effettive del servizio che viene dato ai cittadini, né abbastanza i livelli di raccolta differenziata.

I cittadini che si vedono aumentata la tassa sui rifiuti devono scontrarsi con la dura realtà:

Un servizio pessimo, con una città sempre più sporca ed uno scarica barile delle responsabilità verso i cittadini: come é successo per l’ultima vergogna legata al verde e ramaglie. I cittadini costretti, infatti, ad acquistare il bidoncino e a dover portare, AUTONOMAMENTE, i rifiuti alla sede ASM. Della serie: diminuiscono i servizi ma aumentano i costi.
Una rimozione, quella dei bidoni del verde e ramaglie, che va anche nella direzione opposta a quella che servirebbe per restituire alla città un po’ di decoro ed efficienza sulla raccolta rifiuti.
Rimaniamo dell’idea, infatti, che la raccolta porta a porta abbia dimostrato i suoi limiti oggettivi (peccando in efficienza e rovinando anche il decoro delle vie della città, molte volte costellate da sacchi del rudo in attesa di essere rimossi).
Come alternativa proponiamo quella di posizionare, al posto della raccolta porta a porta che ha fallito, dei bidoni fissi a scomparsa utilizzabili solo dai residenti (cosa verificabile tramite tessera sanitaria come fanno già in altre città) inseguendo quello che é il modello di uno dei comuni più virtuosi d’Italia: Tivoli. Un modello che ha raggiunto livelli incredibili di riciclo (81% contro il nostro misero 61%).
Una misura che giustificherebbe l’attuale costo della Tari e che permetterebbe anche di diminuire il numero di lavoratori impiegati nella raccolta, che invece potrebbero essere utilizzati in un piano serio di pulizia ricorrente della città.

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

UN’OPERA “ETERNA” (OVVIAMENTE NON PER LA DURATA, MA PER I TEMPI “GEOLOGICI” DI COSTRUZIONE): IL NUOVO PONTE SUL TICINO

8 Marzo 2025

Apprendiamo che sono stati appaltati i lavori per la costruzione delle rampe di accesso al nuovo ponte sul Ticino. Si prevede che le opere saranno iniziate “entro l’Estate” e “saranno terminate dopo un anno”, quindi verso la fine del 2026.
Allora, se non ci saranno ulteriori ritardi, per mettere in funzione il ponte, saranno occorsi ben 15 anni! Difatti i lavori del ponte sono iniziati nell’ormai lontano 2011 per un ponte che misura 1.700 metri.
Sono state spese somme enormi senza arrivare, ad oggi, ad un serio risultato.
Per fare un esempio: l’autostrada del Sole, iniziata nel 1964, è stata costruita in 8 anni, ma ha una lunghezza di 800 chilometri.
Altro esempio: la ferrovia adriatica (591 km. tra Ancona e Lecce) fu costruita in soli 9 anni dal 1863 al 1872.
Questi raffronti danno l’idea di come vengono effettuati i lavori odierni con una serie di appalti, subappalti, società fallite, ecc. È una situazione scandalosa.
Il ponte nuovo del Ticino è evidentemente un’opera necessaria anche per liberare il ponte precedente dal traffico automobilistico e lasciare lo spazio per il raddoppio della Milano – Mortara.

Anche questa è un’opera di cui si parla da decenni senza che ci sia stata la realizzazione con enormi disagi per più di ventimila pendolari.

In realtà la volontà politica dei vari governi nazionali e della Regione Lombardia è sempre stata quella di favorire il trasporto privato a scapito di quello pubblico con tutte le ovvie conseguenze negative: inquinamento, lunghe code, ritardi sul posto di lavoro, spese private per la manutenzione dei propri mezzi, ecc.
Ci vorrebbe, evidentemente, una politica diversa nel campo dei trasporti, ma prevalgono gli interessi dei costruttori e del trasporto privato rispetto ad una programmazione che assicuri una mobilità efficiente per lavoratori, studenti, cittadini.
Purtroppo, quando e se sarà in funzione il nuovo ponte, assisteremo alle solite passerelle di personaggi politici con il taglio di nastri in pompa magna, discorsi sulle opportunità di sviluppo per Vigevano e la Lomellina, ecc. ecc.
Speriamo che, per elementare decenza, ci sia risparmiato questo grottesco spettacolo.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.