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Manifestazione partecipata degli studenti a Vigevano, un segnale forte per chiedere al Comune, più sicurezza e spazi per i giovani

4 Aprile 2025

EDOARDO CASATI

Non puoi fare politica se non hai empatia e se non sei in grado di comprendere le persone, le loro paure e le loro speranze.

Alle persone la politica deve rispondere.

Tanti giovani, giovani vigevanesi come me, hanno paura ad uscire di casa la sera. Una paura che li limita nel poter vivere a pieno quello che Vigevano offre (che comunque é già poco).

Chi (come l’assessore Scardillo) li ha sbeffeggiati non solo non é capace di governare (questo lo si evince dal poco fatto) ma non ha nemmeno quell’empatia che serve a chi fa politica.

Quella di lunedì mattina é stata una manifestazione importante che ha dato un segnale forte.

Un segnale a tutti quelli che i giovani li vedevano come pigri e disinteressati. Un segnale ad una politica che continua a decidere per noi senza mai coinvolgerci.

Questa città ha molti problemi ma più di tutti c’è una cenere che soffoca ogni fiammella. La cenere di chi ci ritiene incapaci di discutere di come cambiare la città, di chi ci vuole isolare impedendogli di incontrarsi, di confrontarsi, di fare entrare in contatto sensibilità diverse.

Non é stata importante solo per il grido che chiedeva sicurezza, ma anche perché ha centrato il vero punto: a Vigevano mancano gli spazi. E mancano così tanto soprattutto all’interno della crisi profonda che vive la città: senza idee e con una classe dirigente mediocre.

Bene così: passiamo avanti rispetto a critiche inutili di chi, ogni tanto, potrebbe fare più bella figura stando zitto. Insistiamo sulla necessità vera: spazi per incontrarci, spazi in cui fare nascere quello che manca a Vigevano: le idee per cambiarla e le persone capaci di trasformare le idee in realtà.

Mobilitiamoci per cambiare scuola e Università. Per sodalizzare con il popolo palestinese

17 Novembre 2023

SCUOLA E UNIVERSITÀ SI FERMANO!

È stato proclamato uno sciopero nazionale per tutta la giornata del 17 novembre 2023 a cui come GC aderiamo con convinzione. È importante che ogni studentessa e ogni studente si fermi per protestare contro il continuo impoverimento di tutto il settore dell’istruzione e della conoscenza.

Chiediamo che venga portata avanti una politica di ampliamento degli studentati e l’intervento dello stato per impedire la speculazione selvaggia sui costi degli affitti.

Vogliamo il rifinanziamento pubblico delle università per migliorare la vita della popolazione studentesca. Diciamo basta ai finanziamenti privati delle grandi aziende che impongono alle università l’indirizzo dello studio e della ricerca!

Richiediamo la piena attuazione delle carriere alias a scuola e in università. Vogliamo percorsi di educazione emotiva e sessuale durante l’orario di lezione, oltre alla figura dello psicologo scolastico in ogni istituto.

Riteniamo fondamentale l’abrogazione dei percorsi PCTO. L’inserimento di attività pratiche nelle scuole non può essere una scusa per educare le nuove generazioni a un lavoro non sicuro e non pagato.

Gli stessi PCTO sono purtroppo portati avanti anche in collaborazione con il complesso militare-industriale, indirizzando così le menti al suprematismo, al militarismo, alla svalutazione della vita umana. Necessitiamo di uno Stato che educhi a stare dalla parte dei popoli e contro il colonialismo, in Palestina come altrove.

Desideriamo infine che le università italiane si schierino pubblicamente contro il regime di apartheid ed il genocidio in atto da parte di Israele, e che cessino, intanto, ogni rapporto con questo.

GIOVANI COMUNISTI/E