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SERVE UN VERO “PIANO CASA” CONTRO L’EMERGENZA ABITATIVA

31 luglio 2025

Già un anno fa denunciavamo la carenza estrema degli alloggi popolari a Vigevano con dati preoccupanti: sono 180 le case di proprietà comunale ancora vuote; il 20% del patrimonio di alloggi in gestione ad Aler è ancora sfitto.

Questi dati significano persone e famiglie che non possono permettersi una casa. E chi governa cerca delle giustificazioni che sono sempre fondate sulla mancanza di soldi.

È vero che i Comuni vivono enormi difficoltà economiche (a causa dei limiti e dei tagli che i governi impongono) ma utilizzare questa come giustificazione (sapendo poi che Stato e Regione sono governati dagli stessi partiti che governano la città) non regge proprio e appare piuttosto campata per aria.

Di questi giorni è infatti la notizia di uno stanziamento di fondi da parte di Regione Lombardia che ha appunto erogato un piano per i comuni di 15,4 milioni di euro con oggetto proprio l’edilizia popolare. Di questi 15,4 milioni alla provincia di Pavia è arrivato 1 milione e 400 mila euro, i quali però sono finiti tutti nelle casse del comune di Voghera, tagliando completamente fuori Vigevano.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a giustificazioni vergognose da parte del consigliere regionale Sala che, attaccando il PD che aveva giustamente fatto notare come a Vigevano ci fosse un problema serio in quanto ad alloggi popolari, si è giustificato dicendo che il bando in questione prevedeva solo città con meno di 50 mila abitanti (e che Vigevano, avendone di più, non potesse usufruire dei soldi della regione).
Ci viene da chiederci, però, che cosa stia effettivamente facendo il consigliere Sala, dai banche del consiglio regionale, per aiutare la nostra città.
Ci viene da chiederci come mai questo bando nello specifico sia stato pensato solamente per le città con un numero di abitanti inferiori a 50.000 abitanti. Forse in giunta regionale non hanno ben presente la situazione pietosa dell’edilizia popolare in regione? E chi dovrebbe essere il politico che porta in regione i disagi della città se non proprio il consigliere regionale cittadino che per giunta è in maggioranza?

In una situazione del genere, in cui le palazzine di Vigevano hanno bisogno di interventi urgentissimi, sarebbe bene che il consigliere Sala desse quantomeno spiegazione del perché di questa mancanza. Sono stati infatti più volte segnalati (anche da noi) problemi in Via Gramsci, in Viale Leopardi, in Brughiera e altre zone della periferia della città.

Ad aprile di quest’anno si è anche svolta un’iniziativa all’auditorium San Dionigi (alla presenza della vice sindaca Segù – allora vice sindaca facente funzioni di sindaca) in cui il segretario regionale del Sunia ha spiegato i dati che abbiamo elencato sopra, dicendo proprio che una delle soluzioni al problema potrebbero essere proprio dei fondi regionali nella cui assegnazione, però, Vigevano non è stata minimamente considerata.
Per fortuna, davanti a battibecchi messi in piedi da chi ha la coda di paglia perché sa che non ha lavorato bene, c’è chi fa delle proposte concrete affrontando i problemi della città in maniera propositiva. Da tempo noi vogliamo essere tra quelli che fanno una politica seria capace di dare delle soluzioni ai cittadini.

Anche per questo abbiamo firmato e sosteniamo la legge di iniziativa popolare (lanciata da Sunia), il cui obiettivo è di garantire la massima tutela costituzionale al diritto all’abitazione, troppo spesso ignorato dalle politiche pubbliche, nonostante la grave emergenza abitativa che riguarda milioni di persone in Italia. La tematica del diritto ad abitare è invece per noi tra le priorità dell’agenda politica in vista delle comunali 2026: avere alloggi accessibili e servizi adeguati è il primo passo per rilanciare la nostra città.

Questo il link per firmare: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/2700001

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

GIOVANICOMUNISTI/E

CONTRO L’AUMENTO DELLE TARIFFE FERROVIARIE DELLA MILANO – MORTARA

11 Luglio 2025

Foto tratta dall’INFORMATORE VIGEVANESE


Il 1° luglio la Regione Lombardia, giustificandosi con la chiusura della stazione di Porta Genova (secondo noi da evitare) ha deliberato un sistema di calcolo delle tariffe ferroviarie sulla Milano – Mortara che penalizza gravemente i pendolari.
Infatti, ci saranno forti aumenti degli abbonamenti e del singolo biglietto.

Per gli abbonamenti: da 88 a 97- euro mensili da Mortara, da 77 a 88 euro da Vigevano con un aumento medio di 132 euro all’anno per ciascun utente.

Tutto ciò inciderà pesantemente su lavoratrici, lavoratori, studentesse e studenti che devono recarsi a Milano su una linea dove sono vessati praticamente ogni giorno da forti ritardi e disservizi.

CHIEDIAMO CHE LA REGIONE LOMBARDIA REVOCHI LA DELIBERA 4636 DEL 1° LUGLIO 2025 CHE DÀ IL VIA A QUESTI AUMENTI.

A tale proposito il nostro consigliere comunale Giuseppe Abbà ha presentato una mozione al Consiglio Comunale di Mortara per indurre la Regione ad annullare questi aumenti.
Appoggiamo la protesta dei pendolari e della loro associazione.

La Regione Lombardia, governata dalle destre, prosegue nella sua opera di demolizione dei servizi pubblici, dalla sanità al trasporto pubblico.

Piero Rusconi
Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista.

CHIEDIAMO ALLA REGIONE LOMBARDIA DI RINUNCIARE ALLA “BEFFA” DEL BONUS RISARCITORIO PER I PENDOLARI

11 Aprile 2024

Mortara, 9 aprile 2024
Alla Presidente del Consiglio Comunale di Mortara
Al Sindaco del Comune di Mortara

OGGETTO: mozione per un “bonus risarcitorio” adeguato per i pendolari

Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista

APPRESO dalla stampa e dalle prese di posizione dell’associazione pendolari Mi.Mo.Al. delle nuove norme stabilite dalla Regione Lombardia per il “bonus risarcitorio” ai pendolari

CONSTATATO che queste nuove norme costituiscono una vera e propria beffa in quanto l’indennizzo attuale, pur portato al 30 per cento, scatterà solo per i ritardi superiori ai 15 minuti (invece che i precedenti 5 minuti), che le soppressioni parziali continueranno a non essere conteggiate e, nel complesso, con una frequenza circa 3 volte inferiore rispetto al precedente metodo di calcolo

VISTO che, oltretutto, i rimborsi non saranno più automatici, ma solo dietro specifica domanda

RILEVATO che, come denuncia Mi.Mo.Al, i viaggiatori dovranno pagare tre volte i disservizi: quando acquisteranno l’abbonamento, con indennizzo da richiedere personalmente che maturerà molto più difficilmente rispetto al precedente bonus e con uno spostamento delle risorse finanziarie delle penali devolute ad altri e non meglio definiti utilizzi

CHIEDE che nel prossimo Consiglio Comunale sia discussa e votata la seguente


Per la mozione sul salario minimo:
Contro il “lavoro povero”: garanzia del salario minimo a 10 euro all’ora anche per i lavoratori degli appalti pubblici.

Mortara, 9 aprile 2024
Alla Presidente del Consiglio Comunale di Mortara
Al Sindaco del Comune di Mortara
OGGETTO: mozione per il salario minimo

Il sottoscritto Giuseppe Abbà consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista

VISTO che nel nostro Paese è ben noto il fenomeno della povertà lavorativa, in altri termini anche lavoratrici e lavoratori stabilmente impiegate/i (talora anche qualificate/i) che si trovano ad avere gravi problemi di insufficienza del reddito da lavoro

CONSIDERATO che questo fenomeno, oltre a non corrispondere al dettato costituzionale italiano, viola un principio del “pilastro europeo dei diritti” che recita “i lavoratori hanno diritto ad una retribuzione equa che offra un tenore di vita dignitoso. Sono garantite retribuzioni minime adeguate che soddisfino i bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie in funzione delle condizioni economiche e sociali nazionali, salvaguardando nel contempo l’accesso al lavoro”

RICORDATO che questa situazione ha preoccupato forze politiche e sindacali del nostro Paese che hanno depositato in sede parlamentare o attraverso leggi di iniziativa popolare la richiesta dell’istituzione del salario minimo orario

CHIEDE
che nel prossimo Consiglio Comunale sia discussa e votata la seguente

REGIONE LOMBARDIA: AL VIA LA BEFFA DEGLI INDENNIZZI IRRAGGIUNGIBILI

07 aprile 2024

Fonte: https://www.mimoal.it/regione-lombardia-al-via-la-beffa-degli-indennizzi-irraggiungibili/

Dopo quasi quattro mesi dall’avvio del nuovo contratto di servizio, e dopo l’inutile (per noi rappresentanti dei viaggiatori) incontro del 7 febbraio, la montagna ha partorito il classico topolino spacciandolo per un gigante:

– Regione Lombardia ha istituito il sistema del bonus risarcitorio dal lontano 2003, e ciò ne faceva una Regione all’avanguardia nella difesa dei diritti degli utenti; il voler essere la “Locomotiva d’Italia” implica anche il dovere di stabilire adeguate misure compensatorie per gli utenti a fronte dei disservizi provocati dall’Impresa di trasporto in house,

– l’indennizzo attuale, pur portato al 30%, scatterà solo per ritardi superiori ai 15 minuti, invece che i precedenti 5, le soppressioni parziali continueranno a non essere conteggiate, e, nel complesso, con una frequenza circa tre volte inferiore rispetto al precedente metodo di calcolo,

– la pressante richiesta dei rappresentanti dei viaggiatori, “sentiti” ma evidentemente non “ascoltati”, di rendere lo strumento automatico è stata per ora del tutto disattesa,

– altrettanto disattesa è stata la richiesta di allargare la platea ai titoli di viaggio integrati, riconoscendo l’indennizzo sulla base del concetto di tratta abitualmente frequentata,

– la ciliegina, non finale ma servita addirittura come antipasto, era già arrivata con la decisione di Regione Lombardia di destinare più di 2 milioni di euro annui delle penali per finanziare un protocollo di sicurezza che nulla attiene con la qualità del servizio e senza garanzie sulla reale efficacia,

– da parte nostra non si riesce a capire se l’assessorato regionale alla sicurezza sia lì solo per dimostrare di esistere e se sia completamente avulso rispetto al prendersi responsabilità e nello stanziare risorse, come nel caso specifico,

– in definitiva, i viaggiatori abbonati pagheranno 3 volte i disservizi: quando acquisteranno l’abbonamento, con un indennizzo, da richiedere personalmente, che maturerà assai più difficilmente rispetto al precedente bonus e con uno spostamento delle risorse finanziare delle penali che, anziché ristorare, saranno devoluti a non meglio definiti e quantificati utilizzi.

E’ questo che l’Assessorato ai trasporti intende per “rispetto dei diritti dei viaggiatori”? NOI NON CI STIAMO!!!

Milano, 26 marzo 2024

I Rappresentanti Regionali dei Viaggiatori, Franco Aggio

Manuel Carati

Giorgio Dahò

Andrea Mazzucotelli

Francesco Ninno


Leggiamo dalla stampa la denuncia di MIMOAL. Concordiamo in pieno con le loro contrarietà al nuovo accordo sui rimborsi.

Avevamo già denunciato la volontà, della regione, di ricalcolare il concetto di ritardo, tagliando fuori dal rimborso tutti i ritardi inferiori ai 15 minuti.

Ricordati i dati segnalati dalla stessa associazione di difesa dei pendolari:

Nel 2023 abbiamo avuto il 25,7% di ritardi superiori ai 5 minuti e il 5,4% di corse cancellate.

Ribadiamo che, per le istituzioni politiche, le persone e il bene comune dovrebbero venire prima del profitto (e del conseguente taglio dei servizi).

La priorità delle istituzioni locali dovrebbe essere quella di spingere per il raddoppio (iniziando anche solo con quello parziale) per fornire alla nostra città una alternativa sostenibile al trasporto (merci e di linea) su gomme.

RIFONDAZIONE COMUNISTA – VIGEVANO