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Vigevano: la giunta leghista si schiera contro i pendolari e difende l’operato di Trenord e di Regione Lombardia

La giunta di centro-destra a guida leghista di Vigevano ha respinto, durante la seduta del Consiglio Comunale del 10/03/2021, una mozione presentata dalla minoranza in cui si reclamava il sostegno a favore dei pendolari organizzati nell’Associazione Mi.Mo.Al.

L’Associazione è stata oggetto di minaccia di denuncia per “diffamazione”, con relativa richiesta di 10 mila euro per “danno d’immagine”, da parte di Trenord per un video che in modo ironico proponeva – con dati documentati – i disservizi e i disagi che quotidianamente, da innumerevoli anni, i pendolari sono costretti a subire. L’Associazione ha utilizzato lo stesso video con cui Trenord si autopromuoveva e si autoincensava (senza alcun pudore: decantando il servizio fornito ai pendolari di tutta la Regione Lombardia), sovrapponendo semplicemente i dati reali delle inefficienze e irregolarità che sono di dominio pubblico.

Nonostante la mozione sia stata emendata nel senso richiesto dalle destre, sono stati rigettati sia l’emendamento sia la mozione, dopo sguaiate e strumentali profusioni di sostegno e di appoggio ai pendolari.

I pendolari e i problemi del pessimo stato della linea ferroviaria locale non interessano affatto alla giunta leghista e ai suoi alleati, perché sono contro il trasporto pubblico e contro l’incremento del trasporto ferroviario, se non in campagna elettorale per raccattare consensi.

Loro rispondono – eccome! – agli interessi di chi vuole cementificare e devastare il territorio, di chi ha stravolto il piano regolatore che non c’è più, di chi vuole l’autostrada Broni – Mortara e la superstrada Vigevano-Malpensa.

E naturalmente ben si guardano dal contrapporsi, anche semplicemente con una dichiarazione (come richiedeva la mozione bocciata), alla Giunta Regionale lombarda di centro destra a guida leghista a cui si sono sempre allineati come esecutori supini.

Denunciamo la gravità di questo ennesimo comportamento e invitiamo i pendolari e i cittadini vigevanesi a prendere atto che questa giunta governa contro l’interesse della maggioranza della popolazione, nonostante le demagogiche e roboanti affermazioni verbali.

Pensiamo invece che proprio il Comune – in quanto istituzione pubblica – dovrebbe essere il garante in merito all’efficienza e alla funzionalità della tratta Alessandria – Mortara – Milano, verificando anche la possibilità di avviare un’azione diretta contro l’ente gestore della linea.

Rifondazione Comunista denuncia la provocazione e l’intimidazione di Trenord, non solo per l’inconsistenza delle accuse, che sfiora il ridicolo, ma anche per le gravi implicazioni che riguardano la libertà di espressione e di critica.

Rifondazione Comunista ribadisce con coerenza il proprio sostegno alla lotta dei pendolari e della loro Associazione, per il presente e per il futuro, per migliorare e rilanciare il trasporto pubblico.

Partito della Rifondazione Comunista

Circolo Hugo Chavez Frias Vigevano

15/03/2021

La paura

ADRIANO ARLENGHI

Da sempre abituati a vedere collocato sul nostro territorio tutte le porcherie prodotte non soltanto dalla nostra Regione ma anche da mezza Italia, quando ieri sono stati diffusi i siti tra i quali sarà scelto il vincitore per creare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi, in molti sui social hanno cominciato a tremare.

Vuoi vedere che alla fine sceglieranno la Lomellina? Si sono detti, considerando anche il fatto che una delle venti centrali nucleari del piano di Donald Cattin negli anni ’70 avrebbe potuto essere costruita dalle parti di Sartirana Lomellina.

Io me li ricordo bene quei tecnici venuti da Roma a misurare i parametri del territorio e la rabbia della gente.

Mi ricordo ancora quelle assemblee infuocate e affollate da centinaia di persone, che sostenevano come l’avventura nucleare anche in tempo di pace per generare energia, fosse una scelta sbagliata.

Per mille motivi e non ultimo il fatto che il decadimento dell’uranio o del plutonio si sarebbe verificato lungo l’arco di centinaia di generazioni.

Una presenza costante e spaventosa, considerando i tempi biblici di decadimento delle sostanze radioattive.

Ricordo con molta lucidità ancora il grande movimento antinucleare nascente che anche in questa terra di lomellina si era mobilitata per dire di no all’avventura nucleare e la fatica per raccogliere le firme per proclamare un referendum nazionale.

Vinto infine anche grazie all’emozione collettiva della tragedia, una delle più grandi mai generate dall’uomo moderno di Chernobyl.

Bambini che abbiamo in tanti e per lunghi anni ospitato in città in estate, per ripulire almeno un poco il loro sistema immunitario.

Così grazie all’opposizione di un mondo ecologista ancora in fasce che studiava i testi di Barry Commoner e leggeva della Carson “Silent Spring”, l’Italia non scelse la via nucleare.

Immagino che così i rifiuti radioattivi, che ora per decisione europea dovranno essere stoccati in un solo luogo, siano minimi rispetto a ciò che avrebbe potuto essere.

Ricordo anche le grandi manifestazioni di Montalto di Castro e soprattutto quel serpentone umano che si era messo in cammino all’alba e che da Casale era giunto sino a Trino Vercellese.

Dove esisteva ed esiste tutt’ora una piccola centrale nucleare da 300 Megawatt, le cui scorie in mancanza di un sito ufficiale nazionale per poterle stoccare, sono ancora tutte lì nella centrale stessa.

Il tempo galantuomo ha dimostrato come sia possibile generare energia dal sole, dall’acqua, dal vento, dalle maree.

Forse anche per questo, in un tempo in cui la scelta era complessa e difficile, decisi che aveva un senso farmi anticipare un pezzo dei soldi della mia liquidazione, per installare pannelli solari fotovoltaici sul tetto della mia casa e così azzerare o quasi il costo del consumo di energia.

Ho ritrovato di recente tra vecchie carte i volantini di quel tempo.

Le fotografie di quando con le auto dalle pareti tappezzate di plexiglass e di slogan si girava per Mortara per dire di votare no alla scelta nucleare.

Di quando un’ amministrazione comunale sensibile al tema, decise di piazzare i cartelli “Mortara città denuclearizzata” in tutte le entrate della città.

In Lombardia non è previsto, questa la cronaca di oggi, un sito di stoccaggio.

Il sito ancora da decidere potrebbe così essere vicino ma non vicinissimo.

Le aree scelte sono in Piemonte tra le province di Torino e di Alessandria. Nei comuni di Caluso, Mazzè, Rondissone, Carmagnola, Alessandria, Quargento, Bosco Marengo.

Tiriamo dunque un sospiro di sollievo anche se continuiamo a batterci contro tutto il nucleare sia quello ad uso civile che ad uso militare: il peggior uso possibile di una scoperta scientifica dell’umanità.

Per poter vivere in un mondo non radioattivo.