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NASCE A PAVIA IL COORDINAMENTO PROVINCIALE PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

14 Gennaio 2026

Con l’incontro del 12 gennaio, alla Camera del Lavoro di Pavia, si avvia il percorso territoriale a sostegno del No alla riforma costituzionale, con la costituzione del “Coordinamento provinciale pavese per il NO al Referendum sulla Giustizia”, che vede la partecipazione di associazioni, forze sociali e politiche del territorio, impegnati nella difesa della Costituzione e dei principi democratici.

Il Coordinamento nasce in coerenza con il lavoro e gli obiettivi del Comitato della società civile per il No nel Referendum costituzionale, presentato a livello nazionale lo scorso 20 dicembre e ha l’oobiettivo di organizzare, coordinare e sostenere tutte le iniziative di sostegno al No al referendum (compresa la raccolta firme per il referendum oppositivo alla riforma costituzionale della giustizia in corso e per cui è possibile firmare online, entro il 30 gennaio, attraverso la piattaforma ufficiale di raccolta firme digitali).

L’obiettivo del coordinamento è chiaro: contribuire a difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e contrastare una revisione costituzionale che altera l’equilibrio dei poteri disegnato dalla Carta, anche alla luce del fatto che il referendum sulla giustizia si inserisce, a nostro avviso, in un disegno politico più ampio, che mette in discussione l’assetto costituzionale e democratico del Paese, un progetto che comprende anche autonomia differenziata, premierato e restrizioni al diritto di sciopero e di manifestazione e che rischia di ridurre gli spazi di partecipazione e di controllo democratico.

Un contesto, quello in cui si colloca questa consultazione, che è pure segnato da una profonda crisi democratica e da una crescente disaffezione al voto, legata al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone: per questo la campagna referendaria ha l’obiettivo di parlare alle persone, di rendere comprensibili i contenuti del referendum e di motivare una partecipazione consapevole.

Per questo, nei prossimi mesi, il Coordinamento provinciale pavese organizzerà appuntamenti diffusi sul territorio provinciale, momenti di confronto pubblico e di discussione aperta con le cittadine e i cittadini, anche avvalendosi del contributo di voci autorevoli del mondo giuridico, accademico e della società civile.

Parallelamente prenderanno avvio le attività di comunicazione attraverso tutti i canali.

E’ fondamentale far comprendere ai cittadini ed alle cittadine che la riforma oggetto del referendum non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma riguarda la vita concreta delle persone, che sperimentano ogni giorno cosa significa una giustizia che non funziona: dietro formule complesse e tecnicismi si giocano scelte che incidono direttamente sui diritti e sull’equilibrio dei poteri dello Stato.

Alla base del No vi è inoltre una critica netta all’impianto della riforma: per la prima volta il potere esecutivo interviene in modo così profondo sulla struttura di un altro potere dello Stato, attraverso un percorso accelerato e privo di un reale dibattito pubblico: una forzatura che rischia di indebolire i contrappesi democratici e di alterare l’assetto costituzionale definito dai Costituenti.

Le adesioni al coordinamento, che sono aperte ed in aggiornamento, vedono ad oggi la partecipazione di

ANPI, ARCI, CGIL, COMITATI PER IL NO AD OGNI AUTONOMIA DIFFERENZIATA, LEGAMBIENTE, LIBERA, SUNIA, UDU. ALLEANZA VERDI E SINISTRA, MOVIMENTO 5 STELLE, RIFONDAZIONE COMUNISTA, PARTITO DEMOCRATICO, SINISTRA ITALIANA, PAVIA A COLORI, POSSIBILE.

Il Coordinamento Provinciale per il No al Referendum Giustizia

Link per la firma: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034?fbclid=IwY2xjawPUQJVleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFYb2c0dUpOQlNYaG50UURxc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHpSKkzLRZbEGbFKuLshd2vJG7zBHlJ4Ol9-bgBwb8iBm4TN3wcm62cI6wenV_aem_dgJBxbUaJ9w1eqt8YJMdiw

Firmate con lo SPID per richiedere il referendum sulla riforma Nordio.

Prc: in piazza contro aggressione al Venezuela

3 Gennaio 2025

A Roma, Milano, Napoli, Brescia, Catania, Pisa e altre città italiana oggi presidi unitari contro l’aggressione di Trump al Venezuela:

  • Roma, ore 17 nei pressi dell’ambasciata USA in Via Bissolati, angolo via San Nicola da Tolentino
  • Milano, ore 16 via Principe Amedeo-Largo Donegani
  • Napoli, ore 16 davanti al consolato del Venezuela
  • Pisa, ore 17 Piazza XX settembre
  • Brescia, ore 16 davanti Prefettura in piazza Duomo
  • Catania, ore 18 sotto Prefettura
  • Padova, ore 18 Listòn – Via VIII Febbraio
  • Livorno, ore 18 Piazza Grande

Invitiamo tutte le forze sociali e politiche antifasciste e pacifiste a partecipare per dire no all’aggressione militare a un paese sovrano in aperta violazione del diritto internazionale.

Non vi è alcuna giustificazione a questo atto di banditismo e terrorismo del principale alleato di Netanyahu. Le risorse petrolifere e minerarie del Venezuela appartengono al suo popolo. Questa aggressione e il sequestro del presidente Maduro e di sua moglie arrivano dopo decenni di tentativi di colpo di stato, sanzioni illegali, continua destabilizzazione cominciati fin dalla prima vittoria elettorale di Chavez.

Altri presidi si stanno organizzando per domani e lunedì.

La mancata condanna da parte del governo italiano e dell’Unione Europea è un’altra pagina di vergognoso tradimento dei principi del diritto internazionale dopo la infame complicità con il genocidio in Palestina.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e Anna Camposampiero Responsabile nazionale Esteri del Partito della Rifondazione Comunista


Il presidio a Milano di oggi



Piero Rusconi: segretario provinciale di Rifondazione Comunista Fed. di Pavia, invita a partecipare allo sciopero generale del 12 Dicembre 2025 promosso dalla Cgil

7 Dicembre 2025

Il capitalismo porta la guerra in seno come la nuvola porta la pioggia

27 Novembre 2025

Il 7 dicembre, presso la cooperativa di Bereguardo, Rifondazione Comunista organizza un pranzo di autofinanziamento per trascorrere un momento di convivialità socialità e discutere della situazione politica internazionale.

In Europa soffiano sempre più forte i venti di guerra.

L’Europa impone una politica di riarmo demenziale e pericoloso.
Demenziale perché i soldi spesi per le armi li si tolgono al sociale, case, trasporti, scuola e sanità ma soprattutto pericoloso perché innesca una corsa al riarmo che inevitabilmente porta alla guerra.

Come diceva il compagno Berlinguer “se vuoi la pace prepara la pace” per questo come Rifondazione Comunista siamo impegnati nella costruzione di un ampio movimento popolare contro la guerra e per la pace.
Di questo discuteremo domenica 7 dicembre.
Tutti i cittadini amanti della pace sono invitati. 

I fondi raccolti, come di consuetudini saranno utilizzati per le nostre attività politiche.

RIFONDAZIONE COMUNISTA FED. DI PAVIA


Rifondazione in piazza per due scioperi che potevano essere unificati

23 Novembre 2025

Rifondazione Comunista sostiene e invita ad aderire agli scioperi generali contro la manovra del governo Meloni indetti da Usb e altri sindacati di base per il 28 novembre e dalla Cgil per il 12 dicembre.

Al di là delle valutazioni di merito sulle scelte fatte dai sindacati di base e poi dalla stessa CGIL, per chi come noi si è sempre battuto per la convergenza e l’ unità nelle lotte si tratta di un passo indietro. Un passo indietro che limita la forza, la capacità di incidere realmente delle mobilitazioni contro la manovra finanziaria del governo Meloni. Naturalmente noi partecipiamo e sosteniamo entrambe le scadenze ma, non rinunciamo a ribadire la necessità di costruire un fronte il più largo possibile di opposizione ad una finanziaria che,  da un lato ribadisce le politiche di austerità europee,  e dall’ altro apre la strada al riarmo e all’economia di guerra, reitera  politiche fiscali regressive, i tagli al Welfare e  la salvaguardia di rendite e profitti aumentando ulteriormente le disuguaglianze sociali.
È questo per noi il punto fondamentale. Certo ci sono delle differenze nelle piattaforme ma non tali, a nostro avviso, da impedire almeno l’ indizione dello sciopero nella stessa data. Dietro la potenza moltitudinaria dello sciopero del 3 ottobre e della manifestazione del 4 c’è stata, oltre alle fermissima volontà di opporsi al genocidio, ed  ha agito come lievito alla partecipazione alle giornate di lotta,  l’unità che si è realizzata. Mentre il governo irride alle mobilitazioni di massa e si prepara a nuovi interventi per regolamentare il diritto di sciopero, si prepara a varare una finanziaria che apre il percorso al riarmo e  ridisegna l’ economia e le stesse attività produttive a questo scopo, la risposta deve essere all’ altezza della sfida che ci viene proposta.  Gli scioperi devono essere realmente generali. Bisogna veramente bloccare tutto!

Maurizio Acerbo, segretario Nazionale

Paolo Benvegnu responsabile Lavoro, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Pavia: tanti giovani in corteo, gioiosamente e indignati, contro il genocidio del popolo palestinese

4 Ottobre 2025

Scioperi e manifestazioni per Gaza

18 Settembre 2025

Rifondazione Comunista sostiene tutti gli scioperi e le manifestazioni contro il genocidio a Gaza.

È un fatto molto positivo e inedito da molti anni che la Cgil e i sindacati di base abbiano indetto scioperi per la Palestina riprendendo la migliore tradizione internazionalista del movimento operaio.

Rifondazione invita a scioperare e partecipare alle manifestazioni perché di fronte all’orrore e ai crimini che sta commettendo il governo di Israele è davvero inaccettabile la complicità del governo italiano e della stessa Unione Europea.

Domani venerdì 19 settembre la Cgil ha indetto lo sciopero di 4 ore in tutto il settore privato con manifestazioni in tutta Italia.

Lunedì 22 ci sarà lo sciopero generale di 8 ore di tutte le categorie del pubblico e del privato dei sindacati di base con blocchi dei porti e manifestazioni.

Purtroppo per ragioni ben note nel nostro paese la convergenza delle organizzazioni sindacali in scadenze unitarie non è cosa usuale come noi auspicheremmo. Ma ora il dato più importante da sottolineare è quello che il nostro paese indica alla classe lavoratrice di tutta Europa la strada della mobilitazione contro il genocidio, il riarmo e la guerra.

Invitiamo tutte le compagne e i compagni a partecipare e tutte le strutture territoriali a promuovere la massima partecipazione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Paolo Benvegnù, responsabile lavoro
Partito della Rifondazione Comunista