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Vigevano non è complice. Per una città che ripudia il genocidio, la violenza, la guerra

10 Aprile 2026

La settimana scorsa il parlamento israeliano ha legittimato l’uccisione indiscriminata dei palestinesi detenuti per reato di terrorismo. La nuova norma stabilisce che, per i palestinesi della Cisgiordania condannati per aver ucciso israeliani, la pena diventa quella capitale, da eseguire per impiccagione. I tribunali militari potranno sostituirla con l’ergastolo, legittimando di fatto l’occupazione israeliana, le politiche espansionistiche dei coloni insediati illegalmente nei territori della Palestina. Con questa legge, militari e coloni israeliani sono ufficialmente legittimati a occupare, depredare, uccidere indiscriminatamente chiunque, di palestinese. sia tacciato di terrorismo, ovvero chiunque si opponga alla loro presenza. È genocidio di stato. È un altro passo verso la segregazione e discriminazione etnica.

Chi mantiene relazioni con Israele è complice. Ogni persona uccisa in nome del suprematismo israeliano peserà sulla coscienza di chi tace e si volta dall’altra parte, in silenzio. La guerra perenne del governo di Netanyahu, sostenuta da Trump e dai suoi alleati, sta oltrepassando confini, senza tregua e senza interruzioni. Nonostante la tregua instabile tra Stati Uniti e Iran, Israele continua a colpire gli abitanti del Libano, uccidendone a migliaia. Non possiamo più rimanere in silenzio, guardare senza dire e fare nulla. Libano, Iran, Cuba e poi chi altro? Dobbiamo fare qualcosa, la pace è più necessaria che mai in un pianeta sempre più vicino al collasso climatico.

Ci stiamo organizzando. Anche Vigevano vuole urlare contro questo scempio di vite, questa follia. Anche Vigevano vuole la pace.

VIGEVANO BENE COMUNE – RIFONDAZIONE

IRAN, GUERRA E LA FINE DEL MONDO. Un’alternativa deve essere possibile

19 Marzo 2026

Il 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno sferrato un attacco all’Iran. La guerra ha oltrepassato i confini
e sta dilagando in tutto il Medio Oriente. Un’altra guerra. Altra violenza. Chi ne paga le conseguenze
sono sempre i civili, la popolazione inerme.
Il 9 marzo Trump ha infatti dichiarato che “la guerra finirà presto”. L’Iran è pronto a combattere
contro gli Stati Uniti e Israele “per tutto il tempo necessario”. Secondo le autorità iraniane, gli attacchi
statunitensi hanno causato più di 1.200 morti finora.
Come ben sappiamo, non è la prima volta che Trump dà il suo appoggio a Netanyahu nell’attacco verso
altre potenze, per il petrolio, reificare le logiche d’oppressione del capitalismo. La reazione dell’Iran e
degli altri paesi colpiti può degenerare. La paura dello scoppio di una Terza guerra mondiale è sempre
più reale.
La rottura degli equilibri internazionali segue la follia di Trump e Netanyahu, sopravvivenza di logiche
coloniali ed imperialiste che sembrano dure a morire. Chi vince è la violenza indiscriminata, le lobby
delle armi, chi investe sul riarmo del mondo. Questi pochi stanno arricchendosi sulle miserie di tuttə
noi, testando i limiti di una conflittualità che viene passata come normalità, venduta come una
soluzione senza alternative, anche nella nostra piccola realtà cittadina.
Noi siamo angosciatə e preoccupatə. La guerra ci nasconde i drammi di un futuro che sembra ormai
quasi inevitabile. Per questo vogliamo pensare che un mondo diverso sia ancora possibile. Non solo qui
a Vigevano ma anche nell’unico mondo che abbiamo e viviamo. Agire significa cambiare le retoriche,
poter pensare veramente di non essere solo spettatori di uno spettacolo grande e drammatico. Significa
riacquisire la possibilità di fare qualcosa. Partendo anche dalle cose più piccole. Anche solo credendo
che pace non sia una semplice parola, ma atto consapevole di resistenza quotidiana.

VIGEVANO BENE COMUNE – RIFONDAZIONE

La loro guerra la paghiamo noi!

10 marzo 2026

La guerra di Trump e Netanyahu in Medio Oriente ha esposto tutti noi a nuove difficoltà economiche.
Le accise sui carburanti sono ormai schizzate alle stelle mentre questo governo che, con Giorgia Meloni, prometteva di abolirle ora é impegnato a trovare infantili giustificazioni.
Come Rifondazione Comunista ci opponiamo a qualsiasi tipo di speculazione economica sul carburante e chiediamo che si attivi un sistema di accise mobili come già proposto dalle opposizioni in parlamento.
Questo é l’unico modo razionale per tutelare la mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.
Dall’altra parte condanniamo l’attacco imperialista degli USA contro l’Iran pur esprimendo le nostre più forti critiche contro il regime islamista degli ayatollah e chiediamo che al più presto si aprano dei tavoli di pace per evitare un’ulteriore escalation.

RIFONDAZIONE E GIOVANI COMUNISTI/E

Senza arretrare di un millimetro

5 Marzo 2026

“La posizione della Spagna è la stessa che abbiamo avuto sull’Ucraina o su Gaza.
No alla rottura di un diritto internazionale che protegge tutti.
No a risolvere i conflitti con le bombe.
In tre parole: no alla guerra.
Il mondo, l’Europa e la Spagna ci sono già passati.
Ventitré anni fa gli Stati Uniti ci trascinarono in una guerra per eliminare le (inesistenti) armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, per portare la democrazia e garantire la sicurezza globale.
In realtà, produsse l’effetto opposto, scatenando una grave crisi migratoria ed economica.
Quello che sappiamo è che da questa guerra non uscirà un ordine internazionale più giusto.
E non ne usciranno nemmeno salari più alti, né servizi pubblici migliori, né un ambiente più sano.
Anzi, quello che per ora possiamo intravedere è più incertezza economica, aumento del prezzo del petrolio e anche del gas.
Per questo, in Spagna siamo contrari a questo disastro, perché riteniamo che i governi siano qui per migliorare la vita delle persone, per dare soluzioni ai problemi, non per peggiorarla.
Ed è assolutamente inaccettabile che quei dirigenti che sono incapaci di assolvere a questo compito usino il fumo della guerra per nascondere il proprio fallimento e, nel frattempo, riempire le tasche di pochi, i soliti, gli unici che vincono quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili.
Alcuni diranno che è ingenuo puntare sulla diplomazia. L’ingenuità è pensare che la soluzione sia la violenza.
O pensare che essere seguaci ciechi e servili significhi guidare.
Io credo che questa posizione non sia affatto ingenua, ma coerente e, proprio per questo, non saremo complici di qualcosa che è male per il mondo, che è contrario ai nostri valori, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno.
Perché noi abbiamo una fiducia assoluta nella forza economica, istituzionale e direi anche morale del nostro Paese, e perché in momenti come questo ci sentiamo più orgogliosi che mai di essere spagnoli.
Non siamo soli, il governo è con chi deve stare: con i valori della Costituzione, dell’UE, con la Carta dell’ONU, con la PACE.

Chiediamo a Stati Uniti, Israele e Iran, tutta la responsabilità necessaria perché si fermino prima che sia troppo tardi.
Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra illegalità: è così che cominciano i più grandi disastri dell’umanità”.

La camicia del soldato

14 Dicembre 2025

L’Anpi di Cassolnovo presenta sabato 20 dicembre ore 21 al teatro Verdi, entrata ad offerta, lo spettacolo teatrale che trova il filo rosso tra i conflitti di oggi e le guerra a casa nostra del passato, la Lomellina coma l’Ucraina, la Palestina…

Grazie e Buone Feste dall’ANPI Cassolnovo

di Valerio Incerto

(2025)

SINOSSI

Prima guerra mondiale, sul fronte del Piave, due soldati vigevanesi, uno socialista, l’altro anarchico, durante una ritirata si ritrovano in una villa bombardata e abbandonata. Sentendo dei rumori ne esplorano le camere dove, in un armadio, trovano una camicia e un paio di mutande che decidono di sottrarre. Ma il Generale Graziani era nella villa insieme a loro e con l’accusa di saccheggio predispone un plotone di esecuzione per farli fucilare.

Abbiamo realizzato uno spettacolo teatrale a partire da una storia vera ambientata sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale.

Durante il 1917, nel pieno della Grande Guerra, due soldati vigevanesi, Giovanni Bussola e Antonio Santagostino, stremati dalla fame, dal freddo e dalla disperazione trovano rifugio in una villa abbandonata e semi-distrutta dai bombardamenti vicino al fronte del Piave, in località Nervesa. Cercando un fucile che uno dei due aveva perso, esplorano le camere della villa dove in un armadio trovano una camicia ed un paio di mutande che decidono di sottrarre. Ma questo piccolo furto, gesto apparentemente banale in tempi di guerra, viene scoperto dal Generale Graziani.

Sono accusati di saccheggio e condannati alla fucilazione solo per dare l’esempio.

La pièce indaga l’assurdità della guerra, la spietatezza della disciplina militare e l’umanità calpestata per mantenere l’ordine. Un’azione minima – un furto quasi infantile – viene pagata con la vita. Lo spettacolo vuole portare alla conoscenza di tutti un fatto vero accaduto a due cittadini vigevanesi ed evidenziare il tema delle numerose fucilazioni sommarie e senza processo eseguite durante la Grande Guerra.

Testo e regia: Valerio Incerto

Musiche: canti della prima guerra mondiale, Bruckner, Beethoven, Schumann, Valerio Incerto

Attori: Pietro Temporin, Emilio Stangalini, Francesco Maestrone, Simone Lambra.

Durata: Un’ora circa

Sabato 20 Dicembre 2025 ore 21:00

Teatro Verdi, via Oberdan 6, Cassolnovo (PV)

ingresso a offerta

Il capitalismo porta la guerra in seno come la nuvola porta la pioggia

27 Novembre 2025

Il 7 dicembre, presso la cooperativa di Bereguardo, Rifondazione Comunista organizza un pranzo di autofinanziamento per trascorrere un momento di convivialità socialità e discutere della situazione politica internazionale.

In Europa soffiano sempre più forte i venti di guerra.

L’Europa impone una politica di riarmo demenziale e pericoloso.
Demenziale perché i soldi spesi per le armi li si tolgono al sociale, case, trasporti, scuola e sanità ma soprattutto pericoloso perché innesca una corsa al riarmo che inevitabilmente porta alla guerra.

Come diceva il compagno Berlinguer “se vuoi la pace prepara la pace” per questo come Rifondazione Comunista siamo impegnati nella costruzione di un ampio movimento popolare contro la guerra e per la pace.
Di questo discuteremo domenica 7 dicembre.
Tutti i cittadini amanti della pace sono invitati. 

I fondi raccolti, come di consuetudini saranno utilizzati per le nostre attività politiche.

RIFONDAZIONE COMUNISTA FED. DI PAVIA


Rifondazione in piazza per due scioperi che potevano essere unificati

23 Novembre 2025

Rifondazione Comunista sostiene e invita ad aderire agli scioperi generali contro la manovra del governo Meloni indetti da Usb e altri sindacati di base per il 28 novembre e dalla Cgil per il 12 dicembre.

Al di là delle valutazioni di merito sulle scelte fatte dai sindacati di base e poi dalla stessa CGIL, per chi come noi si è sempre battuto per la convergenza e l’ unità nelle lotte si tratta di un passo indietro. Un passo indietro che limita la forza, la capacità di incidere realmente delle mobilitazioni contro la manovra finanziaria del governo Meloni. Naturalmente noi partecipiamo e sosteniamo entrambe le scadenze ma, non rinunciamo a ribadire la necessità di costruire un fronte il più largo possibile di opposizione ad una finanziaria che,  da un lato ribadisce le politiche di austerità europee,  e dall’ altro apre la strada al riarmo e all’economia di guerra, reitera  politiche fiscali regressive, i tagli al Welfare e  la salvaguardia di rendite e profitti aumentando ulteriormente le disuguaglianze sociali.
È questo per noi il punto fondamentale. Certo ci sono delle differenze nelle piattaforme ma non tali, a nostro avviso, da impedire almeno l’ indizione dello sciopero nella stessa data. Dietro la potenza moltitudinaria dello sciopero del 3 ottobre e della manifestazione del 4 c’è stata, oltre alle fermissima volontà di opporsi al genocidio, ed  ha agito come lievito alla partecipazione alle giornate di lotta,  l’unità che si è realizzata. Mentre il governo irride alle mobilitazioni di massa e si prepara a nuovi interventi per regolamentare il diritto di sciopero, si prepara a varare una finanziaria che apre il percorso al riarmo e  ridisegna l’ economia e le stesse attività produttive a questo scopo, la risposta deve essere all’ altezza della sfida che ci viene proposta.  Gli scioperi devono essere realmente generali. Bisogna veramente bloccare tutto!

Maurizio Acerbo, segretario Nazionale

Paolo Benvegnu responsabile Lavoro, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Interventi dei partiti e associazioni al presidio Pro Palestina promosso dall’Anpi di Mortara il 21 settembre 2025 in Piazza Municipio

22 Settembre 2025

I docenti del liceo Cairoli di Vigevano aderiscono allo sciopero generale per il 22 settembre: per difendere la Flotilla, fermare il genocidio a Gaza e stop all’economia di guerra

22 Settembre 2025