Tag: #referendum

Il no vince. Per un’alternativa concreta e reale

23 Marzo 2026

Non siamo statə noi a rendere politico questo referendum. Ogni cittadinə dovrebbe aver la libertà di esprimere un giudizio individuale su questioni singole, non sulla tenuta o meno di un governo. Eppure, la risposta della cittadinanza è stata chiara: la costituzione va preservata.

Così la vittoria del no acquisisce un significato simbolico, un’unità nazionale d’intenti, una dichiarazione
categorica. Esistono milioni di cittadinə pronte a voler dire no ad un sistema corrotto e morente, una
comunità che vuole un Paese differente, vuole una visone, piani a lungo termine, riconosce la necessità
di rifondare e curare un mondo che vaga tra le macerie lasciate dalle parole, dai fatti, dal malgoverno di
questi ultimi decenni.

Noi siamo qui perché vogliamo rappresentare quella parte di cittadinanza.
Noi vogliamo restituire
senso, partecipazione, pluralità ad un mondo che non si sente più rappresentato. Questo è quello che
vogliamo per il nostro Paese. Questo è quello che vogliamo per Vigevano.

Per una città più sociale, più efficiente, più sìCura

VIGEVANO BENE COMUNE – RIFONDAZIONE

Contro la riforma Nordio, perché votare no

14 Marzo 2026

La riforma fa della Magistratura un potere non più indipendente e autonoma, ma agli ordini del Governo.
La riforma è una battaglia di potere: non migliora le garanzie della difesa, non riduce la durata dei processi, non favorisce la certezza del diritto.
Trasforma il Pubblico Ministero in una sorta di “avvocato della polizia” per ottenere più condanne possibili.
AL REFERENDUM DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE, LA DEMOCRAZIA E LA GIUSTIZIA.

Il 22 e 23 marzo votiamo NO al referendum costituzionale

22 Febbraio 2026

MASSIMILIANO FARRELL

La campagna della destra è scorretta e piena di slogan, e questa riforma non risolve i veri problemi della giustizia italiana ⚖️

Non riduce i tempi dei processi, non migliora l’organizzazione dei tribunali, non garantisce più diritti ai cittadini.

È invece un pretesto per mettere mano agli equilibri costituzionali e aprire la strada a un controllo politico sulla magistratura, sottoponendola di fatto all’influenza dell’esecutivo 🏛️❌

L’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono pilastri della nostra democrazia. Indebolirli significa indebolire tutti noi.

Questo è l’ennesimo tentativo di stravolgere la Costituzione 📜, pezzo dopo pezzo.

Noi ci opponiamo perché crediamo nella separazione dei poteri, nei contrappesi democratici e in una giustizia davvero al servizio dei cittadini – non del governo di turno.

✋🏻 Per una giustizia più efficiente servono investimenti, personale, digitalizzazione.

Non riforme che concentrano potere.

Il 22 e 23 marzo difendiamo la Costituzione.

Votiamo NO.

NASCE A PAVIA IL COORDINAMENTO PROVINCIALE PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

14 Gennaio 2026

Con l’incontro del 12 gennaio, alla Camera del Lavoro di Pavia, si avvia il percorso territoriale a sostegno del No alla riforma costituzionale, con la costituzione del “Coordinamento provinciale pavese per il NO al Referendum sulla Giustizia”, che vede la partecipazione di associazioni, forze sociali e politiche del territorio, impegnati nella difesa della Costituzione e dei principi democratici.

Il Coordinamento nasce in coerenza con il lavoro e gli obiettivi del Comitato della società civile per il No nel Referendum costituzionale, presentato a livello nazionale lo scorso 20 dicembre e ha l’oobiettivo di organizzare, coordinare e sostenere tutte le iniziative di sostegno al No al referendum (compresa la raccolta firme per il referendum oppositivo alla riforma costituzionale della giustizia in corso e per cui è possibile firmare online, entro il 30 gennaio, attraverso la piattaforma ufficiale di raccolta firme digitali).

L’obiettivo del coordinamento è chiaro: contribuire a difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e contrastare una revisione costituzionale che altera l’equilibrio dei poteri disegnato dalla Carta, anche alla luce del fatto che il referendum sulla giustizia si inserisce, a nostro avviso, in un disegno politico più ampio, che mette in discussione l’assetto costituzionale e democratico del Paese, un progetto che comprende anche autonomia differenziata, premierato e restrizioni al diritto di sciopero e di manifestazione e che rischia di ridurre gli spazi di partecipazione e di controllo democratico.

Un contesto, quello in cui si colloca questa consultazione, che è pure segnato da una profonda crisi democratica e da una crescente disaffezione al voto, legata al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone: per questo la campagna referendaria ha l’obiettivo di parlare alle persone, di rendere comprensibili i contenuti del referendum e di motivare una partecipazione consapevole.

Per questo, nei prossimi mesi, il Coordinamento provinciale pavese organizzerà appuntamenti diffusi sul territorio provinciale, momenti di confronto pubblico e di discussione aperta con le cittadine e i cittadini, anche avvalendosi del contributo di voci autorevoli del mondo giuridico, accademico e della società civile.

Parallelamente prenderanno avvio le attività di comunicazione attraverso tutti i canali.

E’ fondamentale far comprendere ai cittadini ed alle cittadine che la riforma oggetto del referendum non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma riguarda la vita concreta delle persone, che sperimentano ogni giorno cosa significa una giustizia che non funziona: dietro formule complesse e tecnicismi si giocano scelte che incidono direttamente sui diritti e sull’equilibrio dei poteri dello Stato.

Alla base del No vi è inoltre una critica netta all’impianto della riforma: per la prima volta il potere esecutivo interviene in modo così profondo sulla struttura di un altro potere dello Stato, attraverso un percorso accelerato e privo di un reale dibattito pubblico: una forzatura che rischia di indebolire i contrappesi democratici e di alterare l’assetto costituzionale definito dai Costituenti.

Le adesioni al coordinamento, che sono aperte ed in aggiornamento, vedono ad oggi la partecipazione di

ANPI, ARCI, CGIL, COMITATI PER IL NO AD OGNI AUTONOMIA DIFFERENZIATA, LEGAMBIENTE, LIBERA, SUNIA, UDU. ALLEANZA VERDI E SINISTRA, MOVIMENTO 5 STELLE, RIFONDAZIONE COMUNISTA, PARTITO DEMOCRATICO, SINISTRA ITALIANA, PAVIA A COLORI, POSSIBILE.

Il Coordinamento Provinciale per il No al Referendum Giustizia

Link per la firma: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034?fbclid=IwY2xjawPUQJVleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFYb2c0dUpOQlNYaG50UURxc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHpSKkzLRZbEGbFKuLshd2vJG7zBHlJ4Ol9-bgBwb8iBm4TN3wcm62cI6wenV_aem_dgJBxbUaJ9w1eqt8YJMdiw

Firmate con lo SPID per richiedere il referendum sulla riforma Nordio.

SERVE UN VERO “PIANO CASA” CONTRO L’EMERGENZA ABITATIVA

31 luglio 2025

Già un anno fa denunciavamo la carenza estrema degli alloggi popolari a Vigevano con dati preoccupanti: sono 180 le case di proprietà comunale ancora vuote; il 20% del patrimonio di alloggi in gestione ad Aler è ancora sfitto.

Questi dati significano persone e famiglie che non possono permettersi una casa. E chi governa cerca delle giustificazioni che sono sempre fondate sulla mancanza di soldi.

È vero che i Comuni vivono enormi difficoltà economiche (a causa dei limiti e dei tagli che i governi impongono) ma utilizzare questa come giustificazione (sapendo poi che Stato e Regione sono governati dagli stessi partiti che governano la città) non regge proprio e appare piuttosto campata per aria.

Di questi giorni è infatti la notizia di uno stanziamento di fondi da parte di Regione Lombardia che ha appunto erogato un piano per i comuni di 15,4 milioni di euro con oggetto proprio l’edilizia popolare. Di questi 15,4 milioni alla provincia di Pavia è arrivato 1 milione e 400 mila euro, i quali però sono finiti tutti nelle casse del comune di Voghera, tagliando completamente fuori Vigevano.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a giustificazioni vergognose da parte del consigliere regionale Sala che, attaccando il PD che aveva giustamente fatto notare come a Vigevano ci fosse un problema serio in quanto ad alloggi popolari, si è giustificato dicendo che il bando in questione prevedeva solo città con meno di 50 mila abitanti (e che Vigevano, avendone di più, non potesse usufruire dei soldi della regione).
Ci viene da chiederci, però, che cosa stia effettivamente facendo il consigliere Sala, dai banche del consiglio regionale, per aiutare la nostra città.
Ci viene da chiederci come mai questo bando nello specifico sia stato pensato solamente per le città con un numero di abitanti inferiori a 50.000 abitanti. Forse in giunta regionale non hanno ben presente la situazione pietosa dell’edilizia popolare in regione? E chi dovrebbe essere il politico che porta in regione i disagi della città se non proprio il consigliere regionale cittadino che per giunta è in maggioranza?

In una situazione del genere, in cui le palazzine di Vigevano hanno bisogno di interventi urgentissimi, sarebbe bene che il consigliere Sala desse quantomeno spiegazione del perché di questa mancanza. Sono stati infatti più volte segnalati (anche da noi) problemi in Via Gramsci, in Viale Leopardi, in Brughiera e altre zone della periferia della città.

Ad aprile di quest’anno si è anche svolta un’iniziativa all’auditorium San Dionigi (alla presenza della vice sindaca Segù – allora vice sindaca facente funzioni di sindaca) in cui il segretario regionale del Sunia ha spiegato i dati che abbiamo elencato sopra, dicendo proprio che una delle soluzioni al problema potrebbero essere proprio dei fondi regionali nella cui assegnazione, però, Vigevano non è stata minimamente considerata.
Per fortuna, davanti a battibecchi messi in piedi da chi ha la coda di paglia perché sa che non ha lavorato bene, c’è chi fa delle proposte concrete affrontando i problemi della città in maniera propositiva. Da tempo noi vogliamo essere tra quelli che fanno una politica seria capace di dare delle soluzioni ai cittadini.

Anche per questo abbiamo firmato e sosteniamo la legge di iniziativa popolare (lanciata da Sunia), il cui obiettivo è di garantire la massima tutela costituzionale al diritto all’abitazione, troppo spesso ignorato dalle politiche pubbliche, nonostante la grave emergenza abitativa che riguarda milioni di persone in Italia. La tematica del diritto ad abitare è invece per noi tra le priorità dell’agenda politica in vista delle comunali 2026: avere alloggi accessibili e servizi adeguati è il primo passo per rilanciare la nostra città.

Questo il link per firmare: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/2700001

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

GIOVANICOMUNISTI/E

Intervento di Primo Minelli, coordinatore Anpi Regione Lombardia, all’incontro pubblico dell’Auser di Vigevano per la campagna referendaria

4 Giugno 2025