Categoria: Politica

Il festival dell’equità al Merula si è concluso con soddisfazione per l’ottima partecipazione. Prime riflessioni sul dibattito 1%equo

13 Ottobre 2026

Il Festival si è concluso ed è arrivato il momento di ripercorrere insieme i momenti più salienti dell’evento!
Abbiamo assistito alla presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare @unpercentoequo, che si propone di tassare dell’1% i patrimoni superiori ai 2 milioni di euro.

In dialogo con il giornalista Alessio Facciolo (de @araldolomellino) gli economisti Andrea Fumagalli e Piergiorgio Ardeni. Li ringraziamo per la semplicità con cui sono riusciti a spiegare concetti complessi e per aver coinvolto attivamente il pubblico, alimentando il dibattito.

Durante tutta la mattinata, poi, Elvis Lo Fiego ( @elvislofiego ) ha raccolto le firme per la legge e Yuri La Cava ( @yurikuadra ), presidente Arci Casa Aperta, ha compilato le prime tessere del nuovo anno!

Elvis Lo Fiego raccoglie firme per l’1%equo
Yuri La Cava compila le prime tessere Arci
Yuri La Cava Presidente ARCI VIGEVANO

Tornano i banchetti di Rifondazione Comunista di Vigevano

1° Ottobre 2026

Nei giorni 3 e 4 Ottobre al mercato e in Piazza Ducale, dalle ore 10,00 alle ore 12,00 saremo presenti per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare 1% equo.

Propone un contributo dell’1% sui patrimoni dell’1% più ricco della popolazione con più di 2 milioni di euro.

Non è una tassa su tutti. E’ un contributo mirato.

2.000.000 di €. Solo chi supera questa soglia, il 99% non paga nulla.

Non è una tassa sul ceto medio.

Non è una tassa sulla prima casa.

E’ selettiva. Non generalizzata. Oggi l’1% più ricco (500 mila persone di cui la metà ereditieri) paga meno di insegnanti e infermieri. Questo non è giusto né sostenibile. Per questo chiediamo che chi ha di più contribuisca di più.

Le risorse raccolte saranno vincolate per legge. Serviranno a finanziare la sanità pubblica. Scuola, università e istruzione gratuita. Case popolari e diritto all’abitare. Tutela dell’ambiente e del territorio. Servizi per la disabilità e la cura.

Leggi simili esistono già in Norvegia, Svizzera e Spagna, e se ne sta discutendo a livello mondiale. In Italia manca una grande campagna popolare unitaria.

L’1% EQUO nasce per questo.

La raccolta firme in tutto il paese ha avuto un ottimo successo, sono già state raccolte 70mila firme con cartaceo e online. L’obiettivo è di raccoglierne 100mila entro la fine di ottobre.

Invitiamo la cittadinanza a firmare presentandosi ai banchetti sabato 3 e domenica 4 ottobre con un documento d’identità valido.

Per firmare online vai sul sito: www.unpercentoequo.it

Vi aspettiamo numerosi.

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

Il caso. Mensa scolastica a Mortara con “pasto in bianco” per chi non paga. Il sindaco: “Serve a far emergere le famiglie sconosciute”

26 Settembre 2026

Fonte: Mensa scolastica a Mortara con “pasto in bianco” per chi non paga. Il sindaco: «Serve a far emergere le famiglie sconosciute» – L’informatore

Bruno Romani

Bruno Romani

bruno.romani@ievve.com

Il Comune spiega la decisione in un comunicato, ma le opposizioni (Pd, Avs e Prc) attaccano: «È una scelta discriminatoria»

L’idea era nata con l’inizio della mensa scolastica a Mortara. Molti bambini non avevano pagato il conto agli uffici del Comune e ancor più le loro famiglie risultavano sconosciute. Per questo la decisione è stata quella di fornire un “pasto in bianco” a coloro che non avevano ottemperato, nella speranza che questo facesse emergere le insolvenze. Il sindaco Fabio Farina è stato eletto nella lista civica “Sveglia Mortara” ma ha un passato politico. Prima militante della Lega (è stato vicesindaco) e poi presidente di AsMortara spa, l’azienda comunale, quando sindaco è stato Ettore Gerosa di Fratelli d’Italia. Oggi Farina spiega così le decisioni della sua giunta: «Non sono stati solo i pagamenti insoluti a farci prendere la decisione del pasto in bianco. Ma soprattutto la volontà di portare alcune famiglie sconosciute verso la scuola e quindi verso la regolarizzazione». In un comunicato oggi l’amministrazione comunale spiega: «La deliberazione della Giunta non nasce per escludere i bambini dalla mensa. Nasce per affrontare situazioni rimaste irrisolte, a partire da quelle dei minori che frequentano la scuola ma non risultano iscritti al servizio. Includere significa anche conoscere le esigenze di ciascun bambino e mettere ogni famiglia nelle condizioni di accedere regolarmente alla mensa. Per questo abbiamo riaperto le iscrizioni fino al 30 settembre 2026. La domanda consente agli uffici di organizzare il servizio e di acquisire le informazioni necessarie su eventuali allergie, intolleranze o altre esigenze alimentari. Chiediamo alle famiglie di completarla nell’interesse dei figli».

La nota del Comune poi precisa: «Fino alla regolarizzazione, per gli alunni non iscritti è previsto un “pasto in bianco temporaneo”, secondo le modalità stabilite dal servizio competente e tenendo conto delle esigenze sanitarie segnalate. Il bambino riceve un pasto, mentre gli uffici lavorano con la famiglia per arrivare all’iscrizione e all’accesso ordinario al servizio».

Si capisce dal sindaco che un pasto in bianco viene ritenuto molto meglio di un panino portato da casa. Inoltre, appena le famiglie si presentano, possono concordare un piano di rateizzazione. «Gli insoluti sono passati da 33.003,58 euro ad agosto a 25.788,11 euro al 25 settembre. Sono stati recuperati 7.215,47 euro, quasi il 22%. Anche oggi gli uffici hanno incontrato famiglie intenzionate a pagare o a rateizzare. Quando si indicano una strada e tempi chiari, molte posizioni possono essere risolte». Inoltre 49 utenti hanno avuto l’esenzione «dopo la valutazione del Servizio sociale, per un valore complessivo annuo medio di 42.500 euro. Riconoscere le difficoltà reali e intervenire concretamente è parte della stessa politica di inclusione». Aggiunge il Comune. Le situazioni che resteranno insolute saranno poi approfondite con controlli dei Servizi sociali e della polizia locale anche a domicilio «per individuare eventuali bisogni di sostegno e verificare se emergano criticità riguardanti la cura e la tutela del minore».

La decisione della giunta mortarese ha di fatto sollevato il tema che sta dietro l’angolo, ovvero quello della discriminazione. Hanno sollevato forti critiche i partiti di sinistra e il Partito Democratico, che hanno emesso questo comunicato: «Il “pasto in bianco” ai figli degli inadempienti è una misura discriminatoria: i bambini non possono pagare per le difficoltà o le responsabilità degli adulti».

Poi il comunicato prosegue: «La scelta dell’Amministrazione comunale di Mortara di introdurre il cosiddetto “pasto in bianco” per gli alunni appartenenti a famiglie con debiti superiori ai 150 euro per la mensa scolastica merita una riflessione seria. È difficile ritenere educativa o socialmente neutra una scelta attraverso la quale un minore si vede servire a scuola un pasto diverso da quello dei propri compagni a causa di una situazione economica o di un comportamento imputabile alla propria famiglia. Non tutti i debiti, infatti, nascono dalla stessa situazione: possono esserci dimenticanze, difficoltà temporanee, problemi economici, incomprensioni amministrative o situazioni di fragilità. Ed è proprio per questo che la condizione economica della famiglia dovrebbe essere affrontata con strumenti rivolti agli adulti e ai servizi competenti, non attraverso il trattamento differenziato di un bambino durante un momento educativo e di socialità quale è la mensa.

Nel caso di una difficoltà economica, sarebbe più opportuno interrogarsi sulla possibilità di sostenere la famiglia anziché far ricadere la conseguenza sul minore. Il Comune ha certamente il diritto e il dovere di recuperare le somme dovute per i servizi erogati. La morosità non può essere ignorata e le famiglie che possono pagare devono essere chiamate a farlo. Ma recuperare un credito e colpire il minore sono due cose diverse.

La stessa Amministrazione riferisce che molti genitori, dopo il sollecito, hanno regolarizzato spontaneamente la propria posizione e che per alcune situazioni sono già possibili rateizzazioni. Perché allora non rafforzare proprio questi strumenti? Mortara dispone già di un sistema di agevolazioni collegato all’ISEE e di un Ufficio Servizi Sociali che prende in considerazione la situazione economica delle famiglie.

Come forze politiche non ci limitiamo quindi a chiedere la cancellazione del provvedimento, ma proponiamo di discutere concretamente un modello diverso: solleciti e recupero del credito rivolti direttamente ai genitori, senza coinvolgere i bambini; piani di rateizzazione automatici e sostenibili per chi dimostra una temporanea difficoltà; verifica della situazione ISEE e presa in carico dei nuclei realmente in difficoltà economica; istituzione o rafforzamento di un fondo comunale per la morosità incolpevole della mensa, eventualmente attraverso risorse comunali, donazioni e forme di solidarietà territoriale; colloqui riservati con le famiglie prima di qualsiasi intervento sul servizio; un sistema di recupero progressivo dei crediti, con tempi e modalità chiare, che distingua chi non paga per scelta da chi non riesce temporaneamente a pagare; mantenimento del medesimo pasto per tutti i bambini, lasciando alla relazione tra Comune e famiglia la gestione della posizione debitoria.

In altre parole: si può essere rigorosi con i conti senza essere punitivi con i bambini. La mensa non è soltanto un servizio da pagare. È anche un momento della giornata scolastica nel quale i bambini mangiano insieme, stanno con i propri compagni e vivono una dimensione di comunità. Il Comune deve recuperare i propri crediti, ma non deve trasformare la mensa scolastica nel luogo in cui i bambini vengono chiamati a rispondere dei problemi degli adulti».

354.000 FIRME PER LA LEGGE IN DIFESA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE! GRANDE SUCCESSO A MILANO

23 Settembre 2026

Milano, successo a teatro per “Curarsi è un diritto non un privilegio”

354.000 le firme raccolte a oggi a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare per il rafforzamento del SSN! Corte dei conti: In Lombardia oltre otto miliardi di spesa corrente non messa in circolo nel servizio sanitario regionale. Tantissime le testimonianze di attori, magistrati, sacerdoti, esponenti della cultura e della comunicazione, operatori/operatrici sanitari e rappresentanti di associazioni,

Milano, 15 settembre 2026. Sono 354.000 le firme raccolte ad oggi dalla legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del SSN e la valorizzazione del personale”, promossa da una rete nazionale di oltre 100 associazioni e realtà sociali e depositata in Cassazione il 27 aprile 2026: è questo il dato straordinario rimbalzato ieri sera al Teatro della Cooperativa, per la serata speciale di sostegno con attori, magistrati, sacerdoti. “In scena” non una pièce teatrale ma una maratona per la salute con esponenti della cultura e della comunicazione, operatori/operatrici sanitari e rappresentanti di associazioni, quali Francesco Maisto, Mauro Clerici, Renato Sarti, Massimo Cirri, Luca Mangoni, Gherardo Colombo, Margherita Napolitano, don Paolo Selmi, don Massimo Mapelli, Alice Pavan, Camilla Ponti, Maurizio Ambrosini, Cinzia Cena e Paolo Dell’Oca. Alla conduzione l’attore Silvano Piccardi.

Il diritto alla salute per tutti, sancito dall’art. 32 della Costituzione va salvaguardato dagli assalti di stampo “privatistico”, in atto da tempo: “Il rapido superamento della soglia minima di 50.000 firme, prevista per legge, è la testimonianza di quanto sia sentito l’accesso sempre più difficile alle cure per ampi strati di popolazione e di quanto sia urgente l’intervento legislativo per la salvezza del SSN”, hanno sostenuto i rappresentanti del Comitato Promotore Lombardo Vera Addamo, Vittorio Agnoletto, Massimo Cortesi, Andrea Villa, Catello Tramparulo e Marco Caldiroli. Ricordiamo che Comitato Promotore Lombardo è formato da CGIL, ACLI, ARCI, Medicina Democratica, UDU, Auser, Federconsumatori Lombardia, Libera.

In particolare, il Comitato ha sottolineato i temi presenti nella proposta con effetti diretti sulla situazione regionale: la richiesta di incrementare il Fondo sanitario nazionale al 7,5% del PIL entro il 2030, oggi al 6,2%, è la base per il rilancio della sanità e in particolare di quella pubblica. Fra i tanti, un riferimento più che autorevole: la Corte dei conti della Lombardia ha evidenziato, nell’esaminare il bilancio 2025, il paradosso della presenza «di oltre otto miliardi di spesa corrente non messa in circolo nel servizio sanitario regionale».

Risorse disponibili ma non spese per dare gli strumenti e il personale per la sanità pubblica regionale, come per esempio nella prevenzione, su cui è priorità assoluta investire: nel primo semestre 2026 gli infortuni sono aumentati del +6,9% rispetto al primo semestre 2025, al di sopra della media nazionale, con purtroppo 75 morti: in Lombardia, per rispettare lo standard nazionale, servirebbero oltre 1.500 operatori tra tecnici della prevenzione e medici del lavoro. Oggi sono poco più 600! Se si interviene nell’emergenza, si arriva troppo tardi. Altro caso eclatante: alla salute mentale va circa il 3% del Fondo sanitario nazionale, ma in Lombardia solo il 2,8% del fondo sanitario regionale: mancano almeno 300 psichiatri e oltre 2.000 operatori tra psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali.

In sintesi: in Lombardia mancano1.540 medici di medicina generale, 9.300 infermieri, 1921 medici specialisti stimati, in Italia mancano 63.000 infermieri: le conseguenze sono purtroppo note: visite rinviate, reparti sotto pressione, pronto soccorsi pieni, cure sempre più lontane!

Le proposte su maggiori diritti e risorse per il personale hanno la finalità di mantenere e valorizzare le professionalità più necessarie (infermieri, medici di medicina generale, tecnici della prevenzione) per dare concretezza alla medicina territoriale mentre in regione è stata assegnata la gestione di numerosi ospedali di comunità, pagati da tutti, ai privati (e prossimamente anche le case di comunità). I Direttori Generali non hanno un mandato di attuare prioritariamente la prevenzione primaria, funzione pubblica del SSN, ma principalmente di “far quadrare i conti”.

Il diniego alla autonomia differenziata in sanità è netto come l’obiettivo di contenere l’invasione delle assicurazioni che finiscono per sovrapporsi ai Livelli Essenziali di Assistenza (in Lombardia con la “super-intramoenia”).

Fra le priorità indicate: rafforzare i servizi territoriali, con interventi quali un Programma straordinario nazionale di azione per la prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e per la tutela della salute nei luoghi di lavoro; incrementare l’assistenza domiciliare per gli anziani, il diritto alla interruzione volontaria farmacologica, riduzione del danno dalle dipendenze, continuità assistenziale per le persone con cronicità.

Per firmare questo è il link:https://www.salutediritto.it/

Laura Messina

Ufficio stampa CGIL Lombardia

3421309533 laura.messina@cgil.lombardia.it

Carmìna Conte

Ufficio Stampa Medicina Democratica

3931377616

medicinademocraticastampa@gmail.com

Il Nobel per la pace ai bambini di Gaza: un riconoscimento per tutta l’infanzia in guerra

15 Agosto 2026

Tratto da Avvenire: https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-nobel-per-la-pace-ai-bambini-di-gaza-un-premio-per-tutta-linfanzia-in-guerra_111905

Copia dell’Appello pubblicato giorni fa su “AVVENIRE” dal prof. EUGENIO MAZZARELLA, chiedendovi di proporlo al voto dei Vostri Consigli Comunali.

All’appello ha aderito anche il nostro segretario Maurizio Acerbo.


di Eugenio Mazzarella

Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Ci sono i bambini ucraini e quelli russi, ci sono i piccoli iraniani e sudanesi.

Dare il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, uccisi perché non l’hanno avuta la pace, e che stanno ancora morendo perché la pace promessa non è arrivata, «è un atto di verità e di giustizia». Lo ha detto bene ad Avvenire padre Ibrahim Faltas, frate francescano direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa, ed ha colto benissimo il senso della proposta: «Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace significa dare ancora valore alla parola pace, significa fermare nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio».

Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Ci sono i bambini ucraini e quelli russi, ci sono i piccoli iraniani e sudanesi. L’infanzia in guerra, tutta e di tutti i tempi, si può riconoscere nella candidatura al Nobel. Il premio per la Pace che non hanno avuto, per la mancanza di pace di cui sono morti, è un premio all’infanzia in tutte le guerre, ai bambini ridotti all’oscenità, con le loro madri, della categoria – l’ipocrisia della lingua di chi li uccide – dei “danni collaterali”.

La lingua ne uccide più della spada. È vero. E mai come oggi lo vediamo nel mare di menzogne in cui anneghiamo, in cui si inabissa l’etica, la politica, il diritto internazionale. Una menzogna che ci prende alla gola. Ma se è vero questo, è vero anche che la lingua può salvarne più della spada, se è parola di pace. E questa parola dobbiamo dirla. Perché è parola “non uccidere”, è parola la pace, il “patto”, il com-promesso che la sa promettere insieme ai propri popoli, è parola quella della diplomazia che le guerre le evita o le chiude. Diamo parola ad Oslo, alla pace nella memoria dei bambini cui è stata negata e che nella pace negata hanno perso la vita. E diamo parola ad Oslo alla nostra coscienza, denunciando noi stessi, l’omertà delle nostre omissioni di pace, di dialogo, di fraternità. Non c’è niente che somigli ad un uomo, all’uomo migliore che possiamo essere, che un bambino.

Fatelo vivere quel bambino, fateli vivere i bambini. Il Maestro della civilizzazione cristiano-europea i bambini li benediceva, nonostante i consigli ciechi dei suoi stessi discepoli, che volevano allontanarli, perché fastidiosi, dalla sua vista. Imponeva loro le mani e chiedeva che li si lasciasse venire a Lui, «perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 19,13-15). Non faceva altro che riprendere al dettaglio della necessità di ogni giorno, il Salmo 8, dove la gloria del Signore, la sua forza contro i suoi nemici, gli odi e l’assassinio che ne viene, sale a Lui e si afferma «dalla bocca dei bimbi e dei lattanti». Chi salva un bambino, salva il seme degli uomini. Lo si dica ad Oslo, diamo giustizia e verità ai nostri figli. Siamo stanchi di vedere in braccio a troppe madri sudari bianchi che sono fagotti con dentro, lavati del loro sangue, i loro bambini, piccoli sudari bianchi per nascondere a Dio cui li presentano la vergogna del sangue versato.

RIFONDAZIONE: FESTA NAZIONALE DAL 26 AL 30 AGOSTO ci vediamo a Limena (Padova)!

4 Agosto 2026

In un tempo segnato da guerre, disuguaglianze, precarietà e attacchi ai diritti, c’è ancora più bisogno di incontrarsi, discutere, organizzarsi e lottare.

La Festa Nazionale di Rifondazione Comunista sarà cinque giorni di politica, dibattiti, cultura, musica, socialità e ottima cucina, ma soprattutto un luogo di partecipazione, confronto e costruzione collettiva.

Questa Festa nasce grazie allo straordinario impegno della Federazione di Padova, dei Circoli, delle compagne e dei compagni, delle volontarie e dei volontari che, con passione e militanza, stanno lavorando per rendere possibile un appuntamento fondamentale per tutto il Partito. A loro va il nostro più sentito ringraziamento.

 Pra’ del Donatore – Via Magarotto 27, Limena (PD)

 26–30 agosto 2026

 Sarà l’occasione per rafforzare il nostro impegno comune, costruire iniziative, rilanciare le lotte e dare forza a un’alternativa fondata sulla pace, sulla giustizia sociale, sul lavoro, sui diritti, sull’uguaglianza e sulla difesa dell’ambiente.

 Anche il vostro contributo è importante.

Sostenete la Festa con una donazione e aiutateci a costruire insieme questo grande momento di partecipazione.

Tax-the rick day: 31 ottobre. 20 eventi. 20 regioni. Una stessa idea

1° Agosto 2026

Mancano esattamente 3 mesi. La risposta del Paese è già fortissima: abbiamo superato le 63.000 firme!

Ma non ci fermiamo qui. La raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare sull’imposta sui grandi patrimoni si concluderà il 13 novembre, e per darci la spinta finale faremo qualcosa di mai visto: il 31 ottobre saremo in piazza con 20 eventi in contemporanea, uno in ogni regione d’Italia!

Musica, dibattiti, cultura e socialità per ribadire un concetto semplice: Ricchi non abbiate paura, è solo equità!

NON HAI ANCORA FIRMATO?
Puoi farlo adesso in due modi semplici:

* Online con SPID/CIE tramite il link in bio
* Ai banchetti presenti nelle piazze e nei mercati di tutta Italia!

Nel frattempo stiamo componendo la mappa nazionale degli eventi del 31 ottobre, e vogliamo farlo insieme a voi.

Italia tradisce Cuba all’Onu

8 Luglio 2026

L’Italia si è astenuta durante la votazione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per riaprire il dibattito sull’impatto del blocco degli Stati Uniti contro Cuba, risultando uno dei pochi paesi dell’UE ad aver adottato tale posizione.
È l’ennesima infamia del governo Meloni. Con questo voto l’Italia tradisce Cuba che ci ha aiutato con il suo personale sanitario ci ha aiutato durante la pandemia.
Il popolo cubano sta subendo un criminale blocco totale genocida da parte di Trump e il governo italiano non ha la dignità di votare insieme alla maggior parte dei paesi europei e del mondo.

Nonostante l’ignavia meloniana è stata approvata, a stragrande maggioranza degli Stati membri – con 136 voti a favore e 9 contrari – nel corso di una sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione sul tema «Necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba».

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Anna Camposampiero, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Imposta sui grandi patrimoni e giustizia sociale. Ne parliamo con Andrea Fumagalli sabato pomeriggio alla nostra festa provinciale a Bereguardo

26 Giugno 2026

✊ Sabato siamo a Bereguardo!

Ci trovate all’interno della Festa di Rifondazione Comunista per parlare di giustizia sociale, redistribuzione e della nostra proposta per un’imposta sui grandi patrimoni. L’1% più ricco deve fare la sua parte per garantire diritti, servizi e dignità a tutte e tutti.

Ecco i dettagli del nostro appuntamento:

📌 L’INCONTRO

• Dibattito “IMPOSTA SUI GRANDI PATRIMONI – NE PARLIAMO”.

• Sabato 27 Giugno 2026, dalle ore 18:00 alle 19:30.

• Ospite: Prof. Andrea Fumagalli (Università di Pavia) del comitato Promotore 1% equo

• A Bereguardo (PV), presso la Cooperativa fra lavoratori in Via Ticino 23.

🍕 E DOPO IL DIBATTITO?

Rimaniamo insieme per la serata!

• Dalle 19:30: Apertura bar e ottima cucina casalinga a prezzi popolari (con opzioni vegetariane disponibili).

• Dalle 21:00: Si balla in pista con la musica di Maury & Daniela.

📞 Info e prenotazioni: 3519568460 / 3487651870

Non mancare, il confronto dal vivo è il primo passo per cambiare le cose. Vi aspettiamo numerosi! 🏁

Rifondazione Comunista, Fed. di Pavia

Menù della Festa Provinciale a Bereguardo di Rifondazione Comunista, Fed. di Pavia

25 Giugno 2026

Profumi di griglia e piatti popolari condivisi ai tavoli.
La cucina della Festa: semplice, genuina, fatta con cura.
Mangiare insieme è diventato un momento di comunità.

È gradita la prenotazione:

3519568460

3487651870