Categoria: Video

Vigevano è di chi la abita, la vive, la attraversa

10 Aprile 2026

E noi vogliamo che queste persone se la riprendano.

Per questo nasce “L’altra piazza”.

Domenica 12 aprile, dalle 10 alle 16, all’angolo di Via Cesare Battisti e Corso Vittorio Emanuele II, la strada si trasforma in uno spazio aperto alla città: 9 realtà, associazioni e progetti di Vigevano saranno presenti con i loro banchetti per raccontarsi, farsi conoscere e mostrare concretamente cosa fanno.

Sarà possibile incontrarle, sostenere le loro attività con offerte e acquistare ciò che producono per il territorio.

Ci saremo anche noi, con l’immancabile Libri al chilo.

È un esercizio di partecipazione, ma anche qualcosa di molto semplice: una giornata per stare insieme e dimostrare che un’altra Vigevano esiste davvero.

Un incontro molto partecipato all’aperitivo con Rossella alla Coop. Portalupi di Vigevano, per una città + sociale, + efficiente, + sicura

15 marzo 2026

Cuba chiede aiuto, Vigevano risponde

12 marzo 2026

Il 13 febbraio Cuba ha inviato una lettera aperta al mondo.

La piccola isola caraibica, da oltre 60 anni sotto un criminale embargo imposto dagli Stati Uniti d’America, sta chiedendo ai paesi del mondo di mobilitarsi per permetterle di continuare ad assicurare alla sua popolazione una vita degna.

NON POSSIAMO RESTARE A GUARDARE.

Raccogliamo tutto ciò che può essere inviato sull’isola tramite un container organizzato dall’associazione di amicizia “Italia-Cuba”, con l’obiettivo di dare ossigeno ad un popolo forte, generoso e consapevole delle sfide che ha affrontato e che affronterà.

Cuba è la stessa che, durante la pandemia da COVID, ha inviato in Italia un totale di 497 medici: 51 nel 2022, 120 nel 2023, 176 nel 2024, essenziali per evitare il collasso del nostro sistema sanitario.

RACCOGLIAMO:
– medicinali (qualsiasi)
– latte in polvere per bambini
– tonno
– olio (qualsiasi)
– riso
– pasta
– farina bianca
– prodotti in scatola

AIUTA CUBA OGGI!
Condividi, dona, mobilitati.
Ogni piccolo gesto salva vite.

SCORRI LE FOTO E SCOPRI COME POTER FARE.



La lettera, scritta da una donna comune e tradotta da una associazione di solidarietà, è un grido aperto al mondo


Ecco un estratto della lettera inviata al mondo. VI INVITIAMO A SEGUIRE QUESTA PAGINA per ricevere aggiornamenti su date e luoghi per poter consegnare il materiale. Grazie in anticipo a tutti quelli e a tutte quelle che daranno una mano alla nostra isola preferita.

PER I MIEI NONNI: Denuncio il fatto che a Cuba gli anziani muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l’arrivo di farmaci per malattie cardiache, ipertensione e diabete. Non si tratta di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate e minacciate. E nel frattempo, un nonno cubano si stringe il petto e aspetta.

PER I MIEI FIGLI: Denuncio il fatto che le incubatrici a Cuba abbiano dovuto essere chiuse per mancanza di carburante. Che i neonati stiano lottando per la propria vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che le madri cubane abbiano visto la vita dei loro figli messa in pericolo perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 145 chilometri dalle loro coste.

PER I MEDICI: Denuncio il fatto che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite durante la pandemia mentre il mondo intero era al collasso, ora non hanno più siringhe, anestesia e apparecchiature radiologiche. Non perché non sappiamo come produrle. Non perché ci manchino i talenti. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere a forniture, pezzi di ricambio e tecnologia. I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza alcun aiuto. Contro ogni previsione. Contro blocchi e bugie. Eppure, l’impero ci punisce per avercela fatta.

Ceffa, Vigevano non si protegge con le pistole

14 Gennaio 2026

Ceffa ha dichiarato di voler imitare Trump quanto a sicurezza, esattamente nei giorni in cui la polizia anti-immigrazione di Trump, la ICE, terrorizza le strade delle città americane. 

Renee Good, 37 anni, americana, trucidata con tre colpi di pistola proprio da un agente di questa nuova polizia che Ceffa invidia. Il primo pensiero è questo.

Da una foto dell’auto su cui stava Renee si vedono ancora l’airbag insanguinato e gli oggetti quotidiani, una lattina, una borraccia termica, uno scovolino, il caricabatterie. È l’immagine di una vita normale spezzata dalla “febbre anti migranti” che Trump utilizza come spot elettorale.

Questo è ciò che invoca Ceffa. 

Siamo la lista che con orgoglio non permetterà alla destra di monopolizzare l’argomento della sicurezza.

Ribadiamo con fermezza quelle che secondo noi sono necessità concrete per ricostruire una città in cui sentirsi sicuri ad uscire di casa. Vogliamo applicare il concetto di mettere in comunicazione le forze dell’ordine con le realtà cittadine che lottano contro il disagio sociale e che lavorano per l’integrazione, ma senza alcuna deriva repressiva e securitaria.

Quello che vedete è una mancanza di cura da parte di chi governa la città di Vigevano

11 Gennaio 2026

La colonna cede in avanti e si è aperta una crepa sulla struttura dell’arco. Un luogo sotto al quale passano, ogni giorno, centinaia di persone. Vigili del fuoco e forze dell’ordine sono stati costretti a transennare la colonna per evitare il passaggio.

In tutto questo il sindaco Ceffa ha dichiarato che “Toccherà al proprietario dell’immobile coinvolto assumersi la responsabilità”. Quello che il signor sindaco ignora è che sono anni che i cittadini mandano segnalazioni di questo genere. Abbiamo condotto una veloce ricerca: in un articolo dell’Informatore Vigevanese del 2017 si parlava già dello stato di pericolo e incuria in cui versavano le strutture portanti della Piazza Ducale.

La responsabilità del bene comune in questione è in capo al demanio. Allora ci domandiamo:

-Il Comune ha mai preso in carico segnalazioni dei cittadini o dei giornali? Sono stati portati a termine degli interventi di manutenzione o quanto meno queste segnalazioni sono state passate al demanio?

– Sono previsti dei rilevamenti infrastrutturali puntuali e ciclici sullo stato dei nostri beni culturali? 

– Funziona la modalità di comunicazione attuale tra comune e cittadini e tra cittadini e comune? 

Ci domandiamo se sia davvero possibile che i nostri rappresentanti non prestino attenzione al bene comune più importante che abbiamo a Vigevano, la Piazza Ducale. Noi ci chiediamo se l’attuale amministrazione abbia cura della nostra città.

RIFONDAZIONE E GIOVANI COMUNISTI/E DI VIGEVANO




La presenza e l’eredità del Presidente Comandante Hugo Chavez nel nuovo Venezuela

4 Gennaio 2026

Rifondazione Comunista condanna senza se e senza ma il bombardamento del Venezuela da parte degli Stati Uniti.

L’aggressione militare voluta da Trump è un crimine, l’ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo le risorse petrolifere di quel paese.

Dopo quanto è successo pochi giorni fa con l’aggressione da parte degli Stati Uniti al Venezuela ci sentiamo in dovere di ripubblicare il video del 1° marzo 2014 con la presenza dell’ambasciatore venezuelano Julian Isaias Rodriguez Diaz a Vigevano per l’intitolazione del nostro circolo.


La presenza e l’eredità del Presidente Comandante Hugo Chavez nel nuovo Venezuela.

Dopo la scomparsa del grande leader e dopo l’esito delle elezioni del 14 aprile, la continuità del processo bolivariano e del “socialismo del XXI secolo”.

Riprese girate il giorno 20 aprile 2013 a Vigevano (Pv) nella “sala dell’ottocento” Palazzo Roncalli – Via del Popolo 17, per l’intitolazione a Hugo Chavez Frias della sede del circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista. Pubblicato il 1° marzo 2014.

Alcune immagini della riunione al Palazzo Roncalli di Vigevano.

Sciopero generale 12 Dicembre a Pavia

13 Dicembre 2025

Ieri lavoratori e lavoratrici sono scesi in piazza insieme alla Cgil per dire NO a una legge di bilancio che non risponde ai bisogni del paese. IL governo Meloni sceglie di non affrontare i problemi che pesano sulla vita quotidiana:

– salari che non tengono il passo con l’inflazione,

– pensioni insufficienti e meno tutele per chi ha lavorato tutta una vita,

– servizi pubblici sotto finanziati,

– famiglie e giovani lasciati senza un sostegno. La Cgil chiede:

– più investimenti nei servizi pubblici, dalla sanità alla scuola,

– un fisco più giusto, che non scarichi il peso su lavoratori e pensionati,

– politiche per il lavoro stabili e dignitose, non precarietà,

– tutele sociali vere, per chi ogni giorno manda avanti il paese.

Lo sciopero non è un capriccio: è un grido collettivo per un’Italia più equa, seria e solidale. Se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo farci sentire. Ieri è stato il primo giorno.

RIFONDAZIONE COMUNISTA, FED. DI PAVIA.

Sciopero Generale del 12 Dicembre 2025 promosso dalla Cgil. A Pavia il presidio si terrà dalle 9.00 davanti alla Prefettura

10 Dicembre 2025

Le motivazioni dello sciopero generale

Per aumentare salari e pensioni

  • Per fermare l’innalzamento dell’età pensionabile
  • Per dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione
  • Per contrastare la precarietà
  • Per vere politiche industriali e del terziario
  • Per una riforma fiscale equa e progressiva

Lavoratori e pensionati hanno pagato 25 miliardi di tasse in più

Lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati si sono trovati negli ultimi tre anni a pagare 25 miliardi di tasse in più a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef.
Si va dai 700 euro di perdita netta per un reddito da 20.000 euro, ai 2.000 euro di perdita per un reddito da 35.000.
Questa clamorosa ingiustizia fiscale penalizza i soli redditi fissi (non chi è in flat tax, non le rendite, non i profitti). È un meccanismo che va assolutamente fermato.

Sanità, istruzione, non autosufficienza, casa e sicurezza sempre più trascurate

Questo maggior gettito, inoltre, non è stato neppure destinato dal governo alla spesa sociale. Si pensi alla sanità pubblica: con questa manovra il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale in rapporto al Pil scenderà nel 2028 sotto il 6%, il livello più basso degli ultimi decenni. Già oggi quasi 6 milioni di persone rinunciano a curarsi, e la spesa sanitaria privata a carico delle famiglie vale ogni anno oltre 43 miliardi di euro.
Non ci sono risorse adeguate per la sanità, per le scuole, per  l’assistenza agli anziani, per garantire il diritto alla casa, per migliorare il trasporto pubblico, per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, che infatti continuano a morire come e più di prima. Per acquistare le armi, però, i soldi si trovano, e li si prende pure a debito.

Pensioni: viene peggiorata la Legge Fornero!

Le politiche di austerità riguardano anche la previdenza, con un ulteriore aumento dell’età pensionabile, che colpirà il 99% delle lavoratrici e dei lavoratori, e con l’azzeramento di ogni forma di flessibilità in uscita (comprese le già insufficienti “opzione donna” e “quote varie”). Sulle pensioni, Meloni e Salvini sono riusciti a fare peggio di Monti e Fornero.

Sempre più giovani fuggono dall’Italia

Le condizioni in cui versa il Paese peggiorano di giorno in giorno: la crescita è allo “zero virgola”, ormai prossima alla recessione; il processo di deindustrializzazione prosegue ormai da tre anni; l’occupazione  cresce solo per gli over 50, mentre si contrae ed è sempre più precaria per le nuove generazioni, con centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che fuggono dall’Italia alla ricerca di un lavoro dignitoso e di una vita migliore. Questa è la situazione reale del Paese, che il Governo non fa assolutamente nulla per affrontare.

Gli obiettivi dello sciopero generale

Lo sciopero generale ha due obiettivi: sostenere le categorie in tutte le vertenze aperte con le controparti per il rinnovo dei contratti scaduti, perché i salari vanno alzati innanzitutto con la contrattazione; lanciare una vera e propria vertenza – tutta di merito – nei confronti del Governo, per cambiare la Manovra di Bilancio sulla base delle nostre richieste.

Cosa chiediamo

  • la restituzione del fiscal drag e la sua neutralizzazione per il futuro;
  • il rinnovo di tutti i contratti nazionali di lavoro privati e risorse aggiuntive per i Ccnl pubblici per difendere e rafforzare il potere d’acquisto, cui affiancare una vera detassazione degli incrementi per tutte e tutti;
  • il rafforzamento e l’estensione della quattordicesima per pensionate e pensionati;
  • il blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile per tutte e tutti, una maggiore flessibilità in uscita e una pensione contributiva di garanzia per precari e discontinui;
  • vere politiche industriali per i settori manifatturieri e per i servizi, per innovare il nostro sistema produttivo, governare la transizione
  • ambientale e digitale, difendere l’occupazione e creare nuovo lavoro di qualità;
  • la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, anche cambiando il sistema degli appalti;
  • il contrasto alla precarietà e al lavoro povero, nero e sommerso;
  • il rafforzamento del sistema pubblico dei servizi: sanità, istruzione e ricerca, non autosufficienza, emergenza casa, diritto allo studio, trasporto pubblico;
  • risorse per le riforme della non autosufficienza, disabilità e assistenza territoriale, e politiche a sostegno della genitorialità;
  • un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni del lavoro precario nei settori pubblici;
  • investimenti e misure per eliminare i divari di genere occupazionali e salariali;
  • una vera strategia per il rilancio del Mezzogiorno.

Prendiamo i soldi dove sono e diciamo No alla folle corsa al riarmo

Per fare tutto questo ci sono due precondizioni.
La prima: andare a prendere i soldi dove sono (profitti, extra profitti, grandi ricchezze, evasione fiscale), anche chiedendo un contributo di solidarietà all’1% della popolazione più ricca, per finanziare politiche a beneficio del restante 99%. La nostra proposta garantirebbe 26 miliardi all’anno in più, per finanziare tutto ciò che rivendichiamo, a partire dalla sanità.
La seconda: rinunciare alla folle corsa al riarmo, che mira a convertire la nostra e quella europea in un’economia di guerra, e che sottrarrà un’ingentissima mole di risorse alle vere priorità economiche e sociali del Paese. Solo per l’Italia, parliamo di quasi 1.000 miliardi di euro, se si vuole davvero raggiungere il 5% del Pil entro il 2035

Sciopero generale del 12 dicembre 2025, le categorie coinvolte

L’astensione avrà una durata pari all’intera giornata di lavoro per tutti i settori pubblici e privati anche in appalto e strumentali. Nei settori e comparti tenuti al rispetto della Legge n. 146/90 saranno garantite le prestazioni indispensabili, in osservanza delle regolamentazioni di settore.

Trasporto ferroviario: articolazione oraria dello sciopero dalle ore 00.01 del 12/12/2025 alle ore 21 del 12/12/2025.

Vigili del Fuoco: sciopero di 4 ore (senza decurtazione). Per il personale turnista, dalle ore 09.00 alle ore 13.00. Intera giornata per il personale giornaliero ed amministrativo.

L’astensione dal lavoro riguarda anche il personale del comparto “Istruzione e Ricerca” e dell’area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali.

Sono esentati dall’adesione allo sciopero generale nazionale l’igiene ambientale, il personale del Ministero della Giustizia, il personale ATAC S.p.A., esentato per intero il trasporto aereo.

Le presenze della segreteria nazionale nelle piazze 

In occasione della giornata di sciopero proclamata dalla Confederazione per l’intera giornata il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sarà a Firenze, concentramento in Piazza Santa Maria Novella, ore 9.00, comizio conclusivo in Piazza del Carmine. Anche la segreteria confederale sarà presente in diverse piazze: Giuseppe Gesmundo sarà a Genova, concentramento presso la Stazione Marittima, ore 9.00, a seguire corteo cittadino e comizio conclusivo davanti alla Prefettura in Largo Lanfranco; Lara Ghiglione sarà a Ferrara, appuntamento in piazzale Medaglie d’oro (Prospettiva), ore 9.30; Luigi Giove sarà a Napoli, concentramento in piazza del Gesù, ore 9.00, comizio conclusivo in piazza Municipio; Daniela Barbaresi sarà a Cagliari, manifestazione in Piazza del Carmine, ore 10.00; Christian Ferrari sarà a Bari, concentramento in Piazza Massari, ore 9.30, comizio conclusivo in Piazza Libertà; Maria Grazia Gabrielli sarà ad Ancona, concentramento in Piazza del Crocifisso, ore 10.00, corteo e comizio conclusivo in Piazza del Papa; Francesca Re David sarà a Brescia, concentramento presso la Fermata metro San Faustino, ore 9.00, corteo e comizio conclusivo in Piazza Paolo VI. 
→ Manifestazioni in tutta Italia contro una Legge di Bilancio ingiusta