5 Agosto 2026

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1° Agosto 2026
Mancano esattamente 3 mesi. La risposta del Paese è già fortissima: abbiamo superato le 63.000 firme!
Ma non ci fermiamo qui. La raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare sull’imposta sui grandi patrimoni si concluderà il 13 novembre, e per darci la spinta finale faremo qualcosa di mai visto: il 31 ottobre saremo in piazza con 20 eventi in contemporanea, uno in ogni regione d’Italia!
Musica, dibattiti, cultura e socialità per ribadire un concetto semplice: Ricchi non abbiate paura, è solo equità!
NON HAI ANCORA FIRMATO?
Puoi farlo adesso in due modi semplici:
* Online con SPID/CIE tramite il link in bio
* Ai banchetti presenti nelle piazze e nei mercati di tutta Italia!
Nel frattempo stiamo componendo la mappa nazionale degli eventi del 31 ottobre, e vogliamo farlo insieme a voi.

25 Luglio 2026
Adriano Arlenghi
Ieri sera, partecipando alla simpatica e partecipata iniziativa della pastasciutta antifascista per la pace dei Piccolini di Vigevano, ho avuto la bellissima occasione di incontrare un gruppo di ragazze e ragazzi pieni di energia e di idee che stavano vendendo i libri un tot al chilo e che hanno appena editato e dato alle stampe il primo numero di un nuovissimo giornalino che si chiama Il Riccio.
Il giornale per ora di una sola pagina, di grande dimensione, vuole essere come loro stessi raccontano una voce libera e tagliente di controinformazione e di pensiero critico. E’ firmata dal collettivo Lapis, una realtà giovane che in passato aveva già promosso una serie di iniziative di approfondimento molto stimolanti. Sicuramente interessante è stato conoscere a fondo, dalla loro voce, il loro punto di vista, in un mondo che sta diventando drammaticamente sempre più vecchio anche nella mentalità e nella chiusura verso il futuro.
Così mi sono fatto regalare una copia di questo primo numero uscito proprio in questi giorni, e ho trovato tra le righe parole che meritano di essere lette e condivise da tutti noi, perché ci ricordano che la passione civile non è morta. Tutto a partire da una presentazione iniziale che dice: “vi starete chiedendo, ma voi chi siete? Siamo un gruppo di ragazze e ragazzi, ecco la risposta, che vogliono informarsi scambiarsi opinioni, discutere attorno a tematiche di politica e attualità perché siamo stanche di vedere la nostra città affondare mentre l’Europa si sposta a destra e il mondo brucia tra disillusione e disinformazione che rendono tutto sempre più stretto e soffocante. Per questo noi, il collettivo Lapis, abbiamo deciso di svegliarci e di restituirvi le nostre riflessioni con Il Riccio, una voce di controinformazione che ora tenete tra le mani”
Proseguendo nella lettura, si scopre l’ispirazione profonda che anima questo progetto e richiama direttamente la grande filosofia classica “quando ci viene ricordato che così come Socrate fu il tafano che ronzava nelle orecchie dell’Atene dormiente, noi saremo il riccio che punge le coscienze rassegnate della nostra città” , Così ecco che in questo primo numero che si chiude con un cruciverba … di sinistra, una riflessione profonda e coraggiosa rubrica intitolata : oggi vi parleremo di… ,che si apre con l’evocazione di uno spettro che si aggira per l’Italia.
Questo spettro è l’indifferenza e l’apatia, che dilagano ovunque. Quelli di Lapis si chiedono come si fa a cambiare le cose e affermano con forza che la risposta sta in una vecchia parola, un termine che fa paura: il comunismo. Un concetto su cui tanto è stato scritto e su cui il giornale sceglie di raccontare cosa significa davvero per loro, questa parola complicata. Smontando la propaganda liberale che per anni lo ha associato solo alla dittatura e alla violenza, per riscoprirne invece il valore storico e ideale legato alle lotte del Partito Comunista Italiano fondato nel 1921 e baluardo dei diritti di tutte e tutti.
Come la sanità gratuita, lo sciopero, il divorzio e l’aborto, conquistati da chi si faceva chiamare comunista, “un’eredità da portare avanti non come un mondo sorpassato o assimilabile allo stalinismo o al modello nordcoreano, ma come la convinzione profonda che una società non possa essere fondata sulle disuguaglianze, dove pochi ricchi hanno troppo e molti non hanno niente”. Parola intesa quindi come pratica di vita “che deve essere ripresa, per informarsi, analizzare, comprendere, decostruire i pregiudizi e avere il coraggio di dire no, io non ci sto, devo fare qualcosa, dobbiamo cambiare le cose scendendo dalla macchina dell’individualismo e del consumo, un’auto infuocata che sta bruciando il pianeta”
E nella prima pagina troviamo poi un’intervista molto stimolante curata dalla redazione a Edoardo Casati, dell’esecutivo nazionale dei Giovani Comunisti che approfondisce ulteriormente questi temi cruciali, e l’indicazione a seguire la loro pagina Instagram, per non perdere i prossimi numeri e le attività di questo collettivo.
Un collettivo di giovani straordinario, che a me appare pieno di sogni e di utopie esattamente come ero io e come erano i giovani della mia generazione.
Un collettivo che dimostra come la gioventù vigevanese e naturalmente non solo quella, sappia ancora pensare, lottare e sognare in grande. Un giornale mi dice una ragazza con i capelli azzurri , con un grande entusiasmo e tanta voglia di danzare e cambiare la vita, pensato per i giovani alle 16 e 25 anni. Un tema alla volta, con un glossario per spiegare le parole e appunto un cruciverba per dimostrare che si può unire l’impegno politico e il piacere di stare insieme.
In questo contesto, io non do assolutamente alla parola sogno o utopia un significato di pura speranza o illusione. Tutt’ altro. Ricordo le parole di Umberto Eco: costruire significa prima di tutto pensare e strutturare un mondo; non si fa un testo o un’opera d’arte come si genera per puro istinto, ma definendo prima le regole del gioco. Insomma in un tempo in cui manca il pensiero e il pensiero critico in particolare, questi ragazzi vanno contro corrente e sognano , e sanno benissimo che ogni costrutto umano, arte o figlio che nasce, prima deve essere immaginato, appunto sognato.
Saranno loro a costruire le architravi del futuro. E io non ho dubbi che sarà un futuro capaci di nuovi possibili.
22 Luglio 2026
La #reteantifascista con le associazioni Libera Vigevano – presidio Giorgio Pedone.EMERGENCY Arte Il Faro Sostenibilità Equità Solidarietà Area Soci Coop Vigevano e i sinndacati Spi Cgil Pavia CGIL Pavia SUNIA Pavia organizza il 24/07 alle 19,30 al Parco Berlinguer dei Piccolini e Sabato 25/07 lle ore 19,30 alla Cooperativa Portalupi
La Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi nasce nei giorni immediatamente successivi al 25 luglio 1943 per celebrare la caduta del regime fascista e l’arresto di Benito Mussolini .
Questo storico evento, promosso dalla famiglia contadina dei Cervi a Campegine (Reggio Emilia), è diventato nel tempo uno dei simboli più importanti di condivisione, libertà e Resistenza in Italia.
Vi aspettiamo

18 Luglio 2026
🍝 Piatto gratuito per tutte le persone che lo vorranno, come da tradizione. Sarà possibile, per chi vuole, dare un’offerta facoltativa!
🌱 Per chi ha ancora fame, ci saranno anche taglieri vegani e onnivori
✨Tutti e tutte a tavola dalle 19 alle 21, ma la serata continua con chiusura alle ore 02:00, come tutti i Sabati.
Un grazie speciale a @occhialistilosi l’artista che ha illustrato la locandina di questa edizione interpretando uno degli eventi più importanti per la cooperativa. Inoltre, con il suo collettivo @brus.ride organizza un giro simbolico in bicicletta con arrivo direttamente in Coope, tutte le informazioni le trovate sulla loro pagina!
Vi aspettiamo!


17 Luglio 2026
Il contesto storico.
La destituzione di Mussolini il 25 luglio 1943 fu accolta con entusiasmo da gran parte della popolazione italiana, che sperava nella fine della guerra e della dittatura. I fratelli Cervi, contadini antifascisti di Campegine, trasformarono quella gioia in un gesto concreto: cucinare quintali di pasta e offrirla gratuitamente a chiunque si presentasse in piazza.
Quel gesto è diventato un simbolo della Resistenza e della solidarietà popolare.

9 Luglio 2026
Nei giorni scorsi ci è giunta notizia della prematura scomparsa di una cara amica e compagna, Marilena Catozzo.
Da qualche anno non risiedeva più in Vigevano, ma nella nostra città aveva mantenuto legami di amicizia.
Per un lungo periodo è stata l’anima della Biblioteca per Ragazzi, dove ha lavorato con passione e competenza per poi occuparsi nel nostro Comune.
L’abbiamo conosciuta e frequentata negli anni Settanta quando, spinta dalla curiosità e intelligenza, si era avvicinata agli ambienti dell’allora nuova sinistra, tanto da fare poi attività militante nella sezione vigevanese del PdUP per il Comunismo.
Marilena era dotata di un carattere dolcissimo sempre disponibile ad aiutare e ascoltare il prossimo, era simpatica e autoironica.
Ecco, Marilena: vorremmo che tutte le persone che ti hanno conosciuta ti possano ricordare e che nella loro memoria possa risuonare la tua risata cristallina.
Siamo vicini al tuo compagno e a chi ti ha voluto bene,
GIOVANNI GREGORIO, ANNA BRUNO, PATRIZIA TESSITORE, VLADIMIRO LIONELLO.
8 Luglio 2026
L’Italia si è astenuta durante la votazione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per riaprire il dibattito sull’impatto del blocco degli Stati Uniti contro Cuba, risultando uno dei pochi paesi dell’UE ad aver adottato tale posizione.
È l’ennesima infamia del governo Meloni. Con questo voto l’Italia tradisce Cuba che ci ha aiutato con il suo personale sanitario ci ha aiutato durante la pandemia.
Il popolo cubano sta subendo un criminale blocco totale genocida da parte di Trump e il governo italiano non ha la dignità di votare insieme alla maggior parte dei paesi europei e del mondo.
Nonostante l’ignavia meloniana è stata approvata, a stragrande maggioranza degli Stati membri – con 136 voti a favore e 9 contrari – nel corso di una sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione sul tema «Necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba».
Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Anna Camposampiero, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
3 Luglio 2026
Fonte: L’Informatore vigevanese https://www.informatorevigevanese.it/attualita/2026/07/03/news/i-blackout-elettrici-non-sono-casi-isolati-l-infrastruttura-e-ormai-al-collasso-568911/
La posizione dell’associazione Sostenibilità Equità Solidarietà sui casi registrati nelle ultime settimane.
VIGEVANO – I continui blackout che stanno colpendo diverse zone di Vigevano «non sono incidenti isolati o semplici problemi di attualità legati al meteo. Sono il risultato diretto di anni di immobilismo politico e di scelte urbanistiche che hanno profondamente cambiato la città senza adeguarne le infrastrutture vitali. Come associazione interveniamo con forza nel dibattito locale per denunciare come la crisi energetica odierna sia un fatto consolidato, ampiamente prevedibile e dovuto a fattori strutturali precisi».
Secondo l’associazione Sostenibilità Equità Solidarietà «la città è cambiata e il carico energetico è insostenibile». Ma quali sarebbero, secondo l’associazione, le trasformazioni radicali che hanno messo in crisi l’“ultimo miglio” della rete elettrica cittadina? Ecco un elenco schematico.
Intervenire per evitare il collasso della rete era possibile, afferma SES, «ma la politica locale ha ignorato ogni proposta. In fase di autorizzazione delle varianti urbanistiche, sarebbe bastato imporre alla grande distribuzione l’autonomia energetica tramite pannelli solari sui tetti e sui parcheggi. Un’occasione persa, nonostante le forti pressioni da parte nostra. Allo stesso modo, il Comune ha sprecato l’occasione storica dei fondi PNRR, che avrebbero dovuto digitalizzare e potenziare le reti e gli edifici pubblici. I casi di tre anni fa – con il fine vita della centralina di via Ceriotti che lasciò al buio corso Torino, viale dei Mille e corso Genova per tre giorni, seguito dal guasto in corso Milano nel quartiere Pietrasana – erano i chiari sintomi di una rete al collasso. Enel fu costretta a installare enormi generatori d’emergenza, ma da allora nulla è cambiato».
«Non accettiamo più lo scaricabarile delle varie parti politiche che oggi si dicono preoccupate, ma che quando hanno amministrato o stavano all’opposizione non hanno mosso un dito, sordi alle nostre proposte – dichiara il portavoce Massimo Gallina – Per questo motivo, chiediamo al nuovo sindaco e alla giunta di attivarsi con dei monitoraggi energetici e chiedere un tavolo urgente a Enel Distribuzione per pretendere un cronoprogramma pubblico e trasparente di rifacimento delle cabine elettriche obsolete».
26 Giugno 2026
Sabato siamo a Bereguardo!
Ci trovate all’interno della Festa di Rifondazione Comunista per parlare di giustizia sociale, redistribuzione e della nostra proposta per un’imposta sui grandi patrimoni. L’1% più ricco deve fare la sua parte per garantire diritti, servizi e dignità a tutte e tutti.
Ecco i dettagli del nostro appuntamento:
L’INCONTRO
• Dibattito “IMPOSTA SUI GRANDI PATRIMONI – NE PARLIAMO”.
• Sabato 27 Giugno 2026, dalle ore 18:00 alle 19:30.
• Ospite: Prof. Andrea Fumagalli (Università di Pavia) del comitato Promotore 1% equo
• A Bereguardo (PV), presso la Cooperativa fra lavoratori in Via Ticino 23.
E DOPO IL DIBATTITO?
Rimaniamo insieme per la serata!
• Dalle 19:30: Apertura bar e ottima cucina casalinga a prezzi popolari (con opzioni vegetariane disponibili).
• Dalle 21:00: Si balla in pista con la musica di Maury & Daniela.
Info e prenotazioni: 3519568460 / 3487651870
Non mancare, il confronto dal vivo è il primo passo per cambiare le cose. Vi aspettiamo numerosi! ![]()
Rifondazione Comunista, Fed. di Pavia
