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NEL GIORNO DELLA MEMORIA ABBIAMO UN SOLO MESSAGGIO: “MAI PIU’”, E QUESTO SIGNIFICA MAI PIU’ PER NESSUNO

27 Gennaio 2026

MILU’ CHISARI

Oggi, 27 gennaio, ricordiamo. Ricordiamo la Shoah, uno dei punti più bassi e disumani della storia dell’umanità. Ricordiamo milioni di persone deportate, umiliate, torturate e uccise in nome dell’odio, del razzismo, del profitto e del potere. Ricordiamo perché dimenticare sarebbe una seconda morte, ancora più infame.
Ma la memoria, se è vera memoria, non può essere solo rituale. Non può essere una data sul calendario, una corona di fiori, un minuto di silenzio che ci assolva la coscienza. La memoria deve essere scomoda, deve interrogare. Altrimenti non serve a nulla.
“Mai più” non doveva essere uno slogan vuoto. Doveva essere una promessa, un monito, un impegno collettivo. E invece oggi siamo qui, nel 2026, a guardare altri popoli sterminati, affamati, bombardati, cancellati. Genocidi che avvengono sotto i nostri occhi, in diretta, normalizzati, giustificati, coperti da un silenzio complice o da una propaganda oscena.
La Shoah avrebbe dovuto insegnarci che nessuna vita vale meno di un’altra, che nessun popolo è sacrificabile, che nessuna violenza è legittima quando colpisce civili, bambini, donne, corpi indifesi. E invece il mondo capitalista e imperialista ha dimostrato di non aver imparato nulla.
Oggi la memoria viene spesso usata come arma politica selettiva: si ricorda solo quando conviene, si piange solo chi è “ricordabile”, si tace quando i carnefici sono alleati, quando il sangue non disturba gli equilibri di potere, quando il profitto viene prima della vita.
Essere fedeli alla memoria della Shoah significa non chiudere gli occhi oggi. Significa rifiutare ogni genocidio, senza gerarchie del dolore. Significa dire che ogni vita conta, sempre. Significa stare dalla parte degli oppressi, non dei potenti.
La memoria non è neutra. O è antifascista, antirazzista, anticolonialista, o è solo retorica.
Ricordare davvero vuol dire lottare. Lottare perché nessun popolo venga più cancellato. Lottare contro la guerra, contro il razzismo, contro il capitalismo che trasforma la morte in calcolo politico. Lottare perché il “mai più” non resti una bugia.
Oggi ricordiamo. Ma soprattutto oggi scegliamo da che parte stare. 

Coca? No, Gaza Cola. Il Cairoli beve solidale

24 Dicembre 2025

Fonte: L’INFORMATORE VIGEVANESE cartaceo del 24 Dicembre 2025

VIGEVANO – Il sapore è quello canonico, zuccherino aromatico, della bevanda analcolica più famosa del pianeta. Ma lo scopo è molto profondo, perché la Gaza Cola non è una semplice bibita: acquistarla vuol dire schierarsi e contribuire, nel proprio piccolo, a sostenere la causa palestinese. Da qualche giorno anche al bar del Liceo Cairoli la propone. Il prezzo non è concorrenziale: costa 2-euro esattamente come le altre bibite, ma la capienza è minore (25 centilitri anziché 33). L’iniziativa arriva da un gruppo di professori. La proposta è stata poi lanciata al gestore del locale al pianterreno dell’ex collegio convitto Saporiti, che ha accettato. Il primo stock era di 48 lattine. Poi si vedrà se farne arrivare altre, a seconda delle vendite. In questo caso il ricavato netto servirà per contribuire a costruire una scuola in Palestina. O meglio, tre tende didattiche.

La piattaforma Go-FundMe illustra questo progetto voluto da due attivisti, Klara Jarova e Feyal Adel, che questi docenti hanno deciso di sposare. “Queste tende – spiegano – saranno un rifugio sicuro, un luogo per l’apprendimento e una fonte di speranza che restituirà la gioia dell’infanzia. Oltre all’istruzione, le tende offriranno spazi per il gioco e le attività ricreative, permettendo ai bambini di esprimersi attraverso il disegno, il gioco e la musica, rafforzando la fiducia in se stessi e sviluppando capacità di cooperazione e perseveranza”.

La Gaza Coca, che prende il nome dalla città al centro dell’attuale conflitto israelo-palestinese, è un progetto nato a Londra senza scopo di lucro, avviato due anni fa e diffusosi poi in Italia come “alternativa etica” alla cola della multinazionale.

d.m.

Pavia: tanti giovani in corteo, gioiosamente e indignati, contro il genocidio del popolo palestinese

4 Ottobre 2025

MOBILITAZIONE E SCIOPERO GENERALE 3 OTTOBRE – FERMARE IL GENOCIDIO A GAZA E DIFESA DELLA GLOBAL SUMUD FLOTTILLA 

2 Ottobre 2025

Vale la legge del più forte. La legge del mare internazionale che non vale più. Uno Stato accusato di genocidio, decide arbitrariamente il blocco, dice che le acque sono sue, sequestra il pacifico naviglio della Flottilla e arresta i suoi membri compresi Parlamentari di vari Stati europei. 

Gli Stati europei a doppio standard tra cui l’Italia, mentre straparlano di diritto internazionale e guerra si inchinano al sopruso. L’unica risposta a questa pavidità, vigliaccheria e complicità del Governo Meloni, è la mobilitazione e sciopero generale.

Rifondazione Comunista, invita a mobilitarsi subito in tutte le piazze lombarde e sostenere la proclamazione dello sciopero generale di 8 ore indetto da tutti i sindacati di base e CGIL per Venerdì 3 ottobre.

Rifondazione Comunista Lombardia – La Segreteria Regionale

DICHIARAZIONE SUL TENTATIVO DELLA FREGATA NAVALE ITALIANA DI MINARE LA FLOTTIGLIA GLOBAL SUMUD

01 Ottobre 2025

30 settembre 2025

Il Ministero degli Affari Esteri italiano ci ha informato che la fregata navale che segue la nostra flottiglia emetterà presto una chiamata radio, offrendo ai partecipanti l’”opportunità” di abbandonare la nave e tornare a riva prima di raggiungere la cosiddetta “zona critica”. Siamo assolutamente chiari: questa non è protezione. È sabotaggio. È un tentativo di demoralizzare e frammentare una missione umanitaria pacifica che i governi non sono riusciti ad assumersi, anche se è il loro silenzio e la loro complicità che hanno portato a questo punto

Questa è codardia mascherata da diplomazia. Se l’Italia cercasse davvero di proteggere vite umane, non agirebbe come complice di Israele, né farebbe pressione sui civili affinché si ritirassero. Userebbe la sua flotta navale per garantire il passaggio sicuro di volontari pacifici a Gaza, per far rispettare il diritto internazionale e per consegnare rifornimenti salvavita. Qualsiasi cosa di meno è complicità.

Ogni singolo partecipante a bordo è arrivato con la piena consapevolezza dei rischi. Non siamo qui con false illusioni. Siamo qui perché è molto più pericoloso rimanere in silenzio di fronte al genocidio, alla fame e alle punizioni collettive che salpare trasportando aiuti umanitari. Il governo italiano lo sa, eppure invece di usare la sua considerevole potenza navale per rompere un assedio illegale, sceglie di scortarci solo fino al punto di pericolo e poi cercare di allontanarci, riportandoci a riva a mani vuote, mentre Israele continua a massacrare e affamare il popolo palestinese nella più totale impunità

Lo ripetiamo: la flottiglia prosegue. La Marina italiana non farà deragliare questa missione. La richiesta umanitaria di rompere il blocco non può essere ritirata in porto e la nostra responsabilità morale non può essere abbandonata a mare. Ogni miglio nautico che percorriamo, ogni minaccia che affrontiamo, non fa che sottolineare ciò che i governi non sono riusciti a fare e ciò che i cittadini comuni sono ora costretti a fare.

Il blocco di Israele è illegale. Il suo assedio è criminale. E il silenzio del mondo è intollerabile. Se il governo italiano vuole essere ricordato per il suo coraggio, deve navigare con noi.

Contatti e aggiornamenti per i media:

Hasina Kathrada: ‪+44 1414 620 950‬

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Anpi Vigevano: presidio pro-Gaza in Piazza Ducale

25 Settembre 2025

Il circolo “Hugo Chavez Frias” del partito della Rifondazione Comunista ha dato la propria adesione a questa importante iniziativa di mobilitazione a sostegno del Popolo Palestinese organizzata dall’Anpi di Vigevano ed invita alla massima partecipazione a tutta la cittadinanza.

Interventi dei partiti e associazioni al presidio Pro Palestina promosso dall’Anpi di Mortara il 21 settembre 2025 in Piazza Municipio

22 Settembre 2025