Tag: Rifondazione comunista Vigevano

Banchetto al mercato del Circolo di Rifondazione Comunista di Vigevano per raccolta firme a sostegno della legge popolare 1% Equo

3 Ottobre 2026

Ottimo risultato ottenuto con il banchetto: in poche ore raccolte 25 firme, si prosegue domani mattina in Piazza Ducale.

Tornano i banchetti di Rifondazione Comunista di Vigevano

1° Ottobre 2026

Nei giorni 3 e 4 Ottobre al mercato e in Piazza Ducale, dalle ore 10,00 alle ore 12,00 saremo presenti per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare 1% equo.

Propone un contributo dell’1% sui patrimoni dell’1% più ricco della popolazione con più di 2 milioni di euro.

Non è una tassa su tutti. E’ un contributo mirato.

2.000.000 di €. Solo chi supera questa soglia, il 99% non paga nulla.

Non è una tassa sul ceto medio.

Non è una tassa sulla prima casa.

E’ selettiva. Non generalizzata. Oggi l’1% più ricco (500 mila persone di cui la metà ereditieri) paga meno di insegnanti e infermieri. Questo non è giusto né sostenibile. Per questo chiediamo che chi ha di più contribuisca di più.

Le risorse raccolte saranno vincolate per legge. Serviranno a finanziare la sanità pubblica. Scuola, università e istruzione gratuita. Case popolari e diritto all’abitare. Tutela dell’ambiente e del territorio. Servizi per la disabilità e la cura.

Leggi simili esistono già in Norvegia, Svizzera e Spagna, e se ne sta discutendo a livello mondiale. In Italia manca una grande campagna popolare unitaria.

L’1% EQUO nasce per questo.

La raccolta firme in tutto il paese ha avuto un ottimo successo, sono già state raccolte 70mila firme con cartaceo e online. L’obiettivo è di raccoglierne 100mila entro la fine di ottobre.

Invitiamo la cittadinanza a firmare presentandosi ai banchetti sabato 3 e domenica 4 ottobre con un documento d’identità valido.

Per firmare online vai sul sito: www.unpercentoequo.it

Vi aspettiamo numerosi.

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

Il caso. Mensa scolastica a Mortara con “pasto in bianco” per chi non paga. Il sindaco: “Serve a far emergere le famiglie sconosciute”

26 Settembre 2026

Fonte: Mensa scolastica a Mortara con “pasto in bianco” per chi non paga. Il sindaco: «Serve a far emergere le famiglie sconosciute» – L’informatore

Bruno Romani

Bruno Romani

bruno.romani@ievve.com

Il Comune spiega la decisione in un comunicato, ma le opposizioni (Pd, Avs e Prc) attaccano: «È una scelta discriminatoria»

L’idea era nata con l’inizio della mensa scolastica a Mortara. Molti bambini non avevano pagato il conto agli uffici del Comune e ancor più le loro famiglie risultavano sconosciute. Per questo la decisione è stata quella di fornire un “pasto in bianco” a coloro che non avevano ottemperato, nella speranza che questo facesse emergere le insolvenze. Il sindaco Fabio Farina è stato eletto nella lista civica “Sveglia Mortara” ma ha un passato politico. Prima militante della Lega (è stato vicesindaco) e poi presidente di AsMortara spa, l’azienda comunale, quando sindaco è stato Ettore Gerosa di Fratelli d’Italia. Oggi Farina spiega così le decisioni della sua giunta: «Non sono stati solo i pagamenti insoluti a farci prendere la decisione del pasto in bianco. Ma soprattutto la volontà di portare alcune famiglie sconosciute verso la scuola e quindi verso la regolarizzazione». In un comunicato oggi l’amministrazione comunale spiega: «La deliberazione della Giunta non nasce per escludere i bambini dalla mensa. Nasce per affrontare situazioni rimaste irrisolte, a partire da quelle dei minori che frequentano la scuola ma non risultano iscritti al servizio. Includere significa anche conoscere le esigenze di ciascun bambino e mettere ogni famiglia nelle condizioni di accedere regolarmente alla mensa. Per questo abbiamo riaperto le iscrizioni fino al 30 settembre 2026. La domanda consente agli uffici di organizzare il servizio e di acquisire le informazioni necessarie su eventuali allergie, intolleranze o altre esigenze alimentari. Chiediamo alle famiglie di completarla nell’interesse dei figli».

La nota del Comune poi precisa: «Fino alla regolarizzazione, per gli alunni non iscritti è previsto un “pasto in bianco temporaneo”, secondo le modalità stabilite dal servizio competente e tenendo conto delle esigenze sanitarie segnalate. Il bambino riceve un pasto, mentre gli uffici lavorano con la famiglia per arrivare all’iscrizione e all’accesso ordinario al servizio».

Si capisce dal sindaco che un pasto in bianco viene ritenuto molto meglio di un panino portato da casa. Inoltre, appena le famiglie si presentano, possono concordare un piano di rateizzazione. «Gli insoluti sono passati da 33.003,58 euro ad agosto a 25.788,11 euro al 25 settembre. Sono stati recuperati 7.215,47 euro, quasi il 22%. Anche oggi gli uffici hanno incontrato famiglie intenzionate a pagare o a rateizzare. Quando si indicano una strada e tempi chiari, molte posizioni possono essere risolte». Inoltre 49 utenti hanno avuto l’esenzione «dopo la valutazione del Servizio sociale, per un valore complessivo annuo medio di 42.500 euro. Riconoscere le difficoltà reali e intervenire concretamente è parte della stessa politica di inclusione». Aggiunge il Comune. Le situazioni che resteranno insolute saranno poi approfondite con controlli dei Servizi sociali e della polizia locale anche a domicilio «per individuare eventuali bisogni di sostegno e verificare se emergano criticità riguardanti la cura e la tutela del minore».

La decisione della giunta mortarese ha di fatto sollevato il tema che sta dietro l’angolo, ovvero quello della discriminazione. Hanno sollevato forti critiche i partiti di sinistra e il Partito Democratico, che hanno emesso questo comunicato: «Il “pasto in bianco” ai figli degli inadempienti è una misura discriminatoria: i bambini non possono pagare per le difficoltà o le responsabilità degli adulti».

Poi il comunicato prosegue: «La scelta dell’Amministrazione comunale di Mortara di introdurre il cosiddetto “pasto in bianco” per gli alunni appartenenti a famiglie con debiti superiori ai 150 euro per la mensa scolastica merita una riflessione seria. È difficile ritenere educativa o socialmente neutra una scelta attraverso la quale un minore si vede servire a scuola un pasto diverso da quello dei propri compagni a causa di una situazione economica o di un comportamento imputabile alla propria famiglia. Non tutti i debiti, infatti, nascono dalla stessa situazione: possono esserci dimenticanze, difficoltà temporanee, problemi economici, incomprensioni amministrative o situazioni di fragilità. Ed è proprio per questo che la condizione economica della famiglia dovrebbe essere affrontata con strumenti rivolti agli adulti e ai servizi competenti, non attraverso il trattamento differenziato di un bambino durante un momento educativo e di socialità quale è la mensa.

Nel caso di una difficoltà economica, sarebbe più opportuno interrogarsi sulla possibilità di sostenere la famiglia anziché far ricadere la conseguenza sul minore. Il Comune ha certamente il diritto e il dovere di recuperare le somme dovute per i servizi erogati. La morosità non può essere ignorata e le famiglie che possono pagare devono essere chiamate a farlo. Ma recuperare un credito e colpire il minore sono due cose diverse.

La stessa Amministrazione riferisce che molti genitori, dopo il sollecito, hanno regolarizzato spontaneamente la propria posizione e che per alcune situazioni sono già possibili rateizzazioni. Perché allora non rafforzare proprio questi strumenti? Mortara dispone già di un sistema di agevolazioni collegato all’ISEE e di un Ufficio Servizi Sociali che prende in considerazione la situazione economica delle famiglie.

Come forze politiche non ci limitiamo quindi a chiedere la cancellazione del provvedimento, ma proponiamo di discutere concretamente un modello diverso: solleciti e recupero del credito rivolti direttamente ai genitori, senza coinvolgere i bambini; piani di rateizzazione automatici e sostenibili per chi dimostra una temporanea difficoltà; verifica della situazione ISEE e presa in carico dei nuclei realmente in difficoltà economica; istituzione o rafforzamento di un fondo comunale per la morosità incolpevole della mensa, eventualmente attraverso risorse comunali, donazioni e forme di solidarietà territoriale; colloqui riservati con le famiglie prima di qualsiasi intervento sul servizio; un sistema di recupero progressivo dei crediti, con tempi e modalità chiare, che distingua chi non paga per scelta da chi non riesce temporaneamente a pagare; mantenimento del medesimo pasto per tutti i bambini, lasciando alla relazione tra Comune e famiglia la gestione della posizione debitoria.

In altre parole: si può essere rigorosi con i conti senza essere punitivi con i bambini. La mensa non è soltanto un servizio da pagare. È anche un momento della giornata scolastica nel quale i bambini mangiano insieme, stanno con i propri compagni e vivono una dimensione di comunità. Il Comune deve recuperare i propri crediti, ma non deve trasformare la mensa scolastica nel luogo in cui i bambini vengono chiamati a rispondere dei problemi degli adulti».

CULTURA E POLITICA PER L’ALTERNATIVA. UN MONDO NUOVO È POSSIBILE. CICLO AUTUNNO 2026 DEL COLLETTIVO “ROSA LUXEMBURG” DI VIGEVANO

25 Settembre 2026

Sempre, conoscere per agire. Il criminale embargo e l’aggressione dell’imperialismo Usa a Cuba. La sempre viva presenza di Mao Tse-tung a 50 anni dalla sua morte. Lo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale e la privatizzazione della salute. La Lombardia quale laboratorio privilegiato di questa nefasta dinamica. Cultura e politica come premessa indispensabile per agire nella storia e nella società.

Vigevano – Biblioteca Civica Lucio Mastronardi
Corso Cavour 82

– sabato 24 ottobre 2026 – ore 15.30-18

Giù le mani da Cuba! Contro il blocco economico e contro le trame dell’imperialismo Usa per strangolare Cuba e il popolo cubano.

Relatori
Giuseppe Abbà – studioso di storia
Irma Dioli – segreteria nazionale Associazione di Amicizia Italia-Cuba
In collaborazione con l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba – Circolo di Pavia

– sabato 14 novembre 2026 – ore 15.30-18

Ribellarsi è giusto! 1976-2026, a 50 anni dalla morte di Mao Tse-tung. Alcune considerazioni sul ruolo e sull’opera del grande rivoluzionario.

Relatore
Giorgio Riolo – Rete delle Alternative

– sabato 12 dicembre 2026 – ore 15.30-18

La salute non è una merce. Come opporsi allo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale e alla privatizzazione della salute di cui la Regione Lombardia è la principale fautrice.

Relatore
Marco Caldiroli – presidente di Medicina Democratica

Organizza Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative Vigevano

Vedi programma nella locandina.

La mobilitazione. Nuova riserva di caccia tra Vigevano e Gambolò: sabato la protesta con passeggiata e biciclettata

18 Settembre 2026

Fonte: https://www.informatorevigevanese.it/attualita/2026/09/18/news/nuova-riserva-di-caccia-tra-vigevano-e-gambolo-sabato-la-protesta-con-passeggiata-e-biciclettata-569621/

Alle 11 è previsto un momento di riflessione con l’attore Stefano Chiodaroli

Ilaria Dainesi

Ilaria Dainesi

ilaria.dainesi@ievve.com

Una passeggiata e una biciclettata per contestare l’istituzione della nuova azienda faunistico-venatoria (AFV) Dei Duca nel territorio tra Vigevano e Gambolò. È la mobilitazione organizzata per domani, sabato 19 settembre, da cittadini, associazioni e proprietari di terreni agricoli e boschivi contrari alla riserva, alla vigilia dell’apertura della stagione venatoria. I ritrovi sono fissati alla Sforzesca, alla Cooperativa Portalupi, al piazzale della Chiesetta e al Centro sociale di Belcreda; la partenza è alle 9,30 per il percorso a piedi e alle 10 per la biciclettata. Entrambi gli itinerari raggiungeranno la Chiesetta del Crocifisso, dove alle 11 è previsto un momento di riflessione con l’attore Stefano Chiodaroli.

L’iniziativa nasce dall’assemblea organizzata venerdì scorso al centro sociale di Belcreda, alla quale hanno partecipato abitanti e frequentatori della zona. Tra le questioni sollevate c’è soprattutto quella dell’accessibilità alle aree interessate. Alcuni partecipanti hanno riferito di aver trovato cartelli che vieterebbero o limiterebbero l’ingresso in determinate zone e di essere stati invitati ad allontanarsi da persone in borghese indicate come vigilanti. Le associazioni chiedono agli enti competenti di verificare la legittimità della segnaletica e le qualifiche degli addetti alla vigilanza. Durante l’incontro è stata inoltre prospettata la possibilità di presentare un ricorso urgente contro il provvedimento regionale del 31 luglio che ha autorizzato la nuova riserva.  

Vigevano: mercoledì 9 Settembre è successo qualcosa d’importante

11 Settembre 2026

Un corteo si è riunito al Ponte della Giacchetta, mercoledì 9 settembre nel punto in cui Alexander, giovane di 24 anni, è stato aggredito e buttato nel naviglio a causa della sua sessualità. Alexander è morto nella solitudine.
Alla testa del corteo, uno striscione recitava: “SIAMO TUTTə COINVOLTə”.

La morte di Alexander ci costringe a fare i conti con quello che non siamo: una città accogliente, umana, aperta a tuttə.
Alexander ci ricorda con dolore chi sta ai margini, escluso nella solitudine, senza nessuno a cui chiedere aiuto né un posto sicuro dove sentirsi a casa.

Il silenzio assordante dei nostri corpi in marcia ha illuminato di speranza le strade di Vigevano. Una città che vuole ascoltare esiste. Che la morte di Alexander non rimanga invisibile.

VIGEVANO BENE COMUNE



Edoardo Casati eletto nuovo coordinatore nazionale dei Giovani Comunist/e

7 Settembre 2026

Si è svolta a Roma il 5 ed il 6 settembre l’VIII Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti/e. Più di 100 delegati e delegate da tutta Italia si sono riuniti per definire la linea politica ed eleggere il gruppo dirigente che guiderà l’organizzazione nei prossimi tre anni.

Grande soddisfazione è stata mostrata per il raddoppio degli iscritti e lo sviluppo del radicamento territoriale, che vede la giovanile tornare ad essere presente in tutte le regioni d’Italia.

Dopo la relazione introduttiva del Coordinatore Nazionale uscente Paolo Bertolozzi vi sono stati i saluti di Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista e di varie organizzazioni che negli anni hanno collaborato con i Giovani Comunisti/e.

Al termine di una Conferenza che ha visto la conferma del percorso unitario anche tramite un documento è stato eletto come nuovo coordinatore nazionale il vigevanese Edoardo Casati, 22 anni, laureando in Scienze Politiche e collaboratore giornalista, che succede a Paolo Bertolozzi.

Obiettivo del nuovo gruppo dirigente è continuare il positivo lavoro svolto in questi anni e puntare ad un ancora maggiore crescita per quanto riguarda iscritti e presenza territoriale.
I giovani hanno ancora voglia di organizzarsi e di fare militanza, serve un’organizzazione sempre più capace di cogliere quelle istanze che stanno a cuore al mondo giovanile. Non solo criticando il presente ma cogliendo la sfida di immaginare l’orizzonte e portare proposte concrete che risolvano davvero i problemi delle persone. Con l’obiettivo di portare avanti chi è nato indietro.
Dal 2023 (data dell’ultima conferenza nazionale che si era tenuta a Solaio) l’organizzazione è aumentata del 100% negli iscritti e del 300% nel seguito social. Per quanto riguarda il dato dei social, in particolare su Instagram, la piattaforma Liberi Network (che monitora la crescita specifica sulla piattaforma Instagram) colloca i Giovani Comunisti al secondo posto tra tutte le giovanili di partito, dietro solo ai Giovani Democratici, per crescita dei follower.

Per quanto riguarda il dato degli iscritti questo è rafforzato dalla presenza della giovanile in tutte le regioni d’Italia e in quasi tutte le province. In alcuni luoghi, poi, interi circoli o addirittura intere federazioni provinciali di Rifondazione Comunsita sono gestite da giovani e composte a maggioranza da iscritti ed iscritte under 30.

Il Nobel per la pace ai bambini di Gaza: un riconoscimento per tutta l’infanzia in guerra

15 Agosto 2026

Tratto da Avvenire: https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-nobel-per-la-pace-ai-bambini-di-gaza-un-premio-per-tutta-linfanzia-in-guerra_111905

Copia dell’Appello pubblicato giorni fa su “AVVENIRE” dal prof. EUGENIO MAZZARELLA, chiedendovi di proporlo al voto dei Vostri Consigli Comunali.

All’appello ha aderito anche il nostro segretario Maurizio Acerbo.


di Eugenio Mazzarella

Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Ci sono i bambini ucraini e quelli russi, ci sono i piccoli iraniani e sudanesi.

Dare il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, uccisi perché non l’hanno avuta la pace, e che stanno ancora morendo perché la pace promessa non è arrivata, «è un atto di verità e di giustizia». Lo ha detto bene ad Avvenire padre Ibrahim Faltas, frate francescano direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa, ed ha colto benissimo il senso della proposta: «Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace significa dare ancora valore alla parola pace, significa fermare nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio».

Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Ci sono i bambini ucraini e quelli russi, ci sono i piccoli iraniani e sudanesi. L’infanzia in guerra, tutta e di tutti i tempi, si può riconoscere nella candidatura al Nobel. Il premio per la Pace che non hanno avuto, per la mancanza di pace di cui sono morti, è un premio all’infanzia in tutte le guerre, ai bambini ridotti all’oscenità, con le loro madri, della categoria – l’ipocrisia della lingua di chi li uccide – dei “danni collaterali”.

La lingua ne uccide più della spada. È vero. E mai come oggi lo vediamo nel mare di menzogne in cui anneghiamo, in cui si inabissa l’etica, la politica, il diritto internazionale. Una menzogna che ci prende alla gola. Ma se è vero questo, è vero anche che la lingua può salvarne più della spada, se è parola di pace. E questa parola dobbiamo dirla. Perché è parola “non uccidere”, è parola la pace, il “patto”, il com-promesso che la sa promettere insieme ai propri popoli, è parola quella della diplomazia che le guerre le evita o le chiude. Diamo parola ad Oslo, alla pace nella memoria dei bambini cui è stata negata e che nella pace negata hanno perso la vita. E diamo parola ad Oslo alla nostra coscienza, denunciando noi stessi, l’omertà delle nostre omissioni di pace, di dialogo, di fraternità. Non c’è niente che somigli ad un uomo, all’uomo migliore che possiamo essere, che un bambino.

Fatelo vivere quel bambino, fateli vivere i bambini. Il Maestro della civilizzazione cristiano-europea i bambini li benediceva, nonostante i consigli ciechi dei suoi stessi discepoli, che volevano allontanarli, perché fastidiosi, dalla sua vista. Imponeva loro le mani e chiedeva che li si lasciasse venire a Lui, «perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 19,13-15). Non faceva altro che riprendere al dettaglio della necessità di ogni giorno, il Salmo 8, dove la gloria del Signore, la sua forza contro i suoi nemici, gli odi e l’assassinio che ne viene, sale a Lui e si afferma «dalla bocca dei bimbi e dei lattanti». Chi salva un bambino, salva il seme degli uomini. Lo si dica ad Oslo, diamo giustizia e verità ai nostri figli. Siamo stanchi di vedere in braccio a troppe madri sudari bianchi che sono fagotti con dentro, lavati del loro sangue, i loro bambini, piccoli sudari bianchi per nascondere a Dio cui li presentano la vergogna del sangue versato.

RIFONDAZIONE: FESTA NAZIONALE DAL 26 AL 30 AGOSTO ci vediamo a Limena (Padova)!

4 Agosto 2026

In un tempo segnato da guerre, disuguaglianze, precarietà e attacchi ai diritti, c’è ancora più bisogno di incontrarsi, discutere, organizzarsi e lottare.

La Festa Nazionale di Rifondazione Comunista sarà cinque giorni di politica, dibattiti, cultura, musica, socialità e ottima cucina, ma soprattutto un luogo di partecipazione, confronto e costruzione collettiva.

Questa Festa nasce grazie allo straordinario impegno della Federazione di Padova, dei Circoli, delle compagne e dei compagni, delle volontarie e dei volontari che, con passione e militanza, stanno lavorando per rendere possibile un appuntamento fondamentale per tutto il Partito. A loro va il nostro più sentito ringraziamento.

 Pra’ del Donatore – Via Magarotto 27, Limena (PD)

 26–30 agosto 2026

 Sarà l’occasione per rafforzare il nostro impegno comune, costruire iniziative, rilanciare le lotte e dare forza a un’alternativa fondata sulla pace, sulla giustizia sociale, sul lavoro, sui diritti, sull’uguaglianza e sulla difesa dell’ambiente.

 Anche il vostro contributo è importante.

Sostenete la Festa con una donazione e aiutateci a costruire insieme questo grande momento di partecipazione.

Tax-the rick day: 31 ottobre. 20 eventi. 20 regioni. Una stessa idea

1° Agosto 2026

Mancano esattamente 3 mesi. La risposta del Paese è già fortissima: abbiamo superato le 63.000 firme!

Ma non ci fermiamo qui. La raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare sull’imposta sui grandi patrimoni si concluderà il 13 novembre, e per darci la spinta finale faremo qualcosa di mai visto: il 31 ottobre saremo in piazza con 20 eventi in contemporanea, uno in ogni regione d’Italia!

Musica, dibattiti, cultura e socialità per ribadire un concetto semplice: Ricchi non abbiate paura, è solo equità!

NON HAI ANCORA FIRMATO?
Puoi farlo adesso in due modi semplici:

* Online con SPID/CIE tramite il link in bio
* Ai banchetti presenti nelle piazze e nei mercati di tutta Italia!

Nel frattempo stiamo componendo la mappa nazionale degli eventi del 31 ottobre, e vogliamo farlo insieme a voi.