Categoria: Giovani comunisti/e

Contro il riarmo europeo: ipocrisia pacifista e guerra permanente

8 Aprile 2025

MILU’ CHISARI

Oggi l’EUROPA si arma fino ai denti, si veste da colosso bellico e si prepara a combattere guerre che non ha ancora dichiarato, ma che ha già deciso di finanziare. Von der leyen ha parlato chiaro: rearm europe, ottocento miliardi di euro in spese militari, bond europei, incentivi a produrre più armi, più munizioni, più morte. Chiamano questa porcheria “difesa”. Chiamano questa mostruosità “autonomia strategica”. Ma non è altro che guerra preventiva contro il futuro dei popoli.

Mentre i nostri ospedali cadono a pezzi, mentre le scuole fatiscenti vengono abbandonate, mentre milioni di giovani migrano per cercare di sopravvivere, mentre le famiglie vivono sotto sfratto e sotto ricatto, l’Unione Europea lancia la sua corsa al riarmo. e nel farlo, ottiene l’applauso di chi, fino a ieri, si dichiarava pacifista. Gente come Vecchioni, gli intellettuali da salotto, i cantori della borghesia perbene, che adesso si travestono da strateghi della NATO e parlano di “pace giusta” come se la guerra fosse uno strumento di moralità.

Ma quale pace giusta? Non esiste una pace fondata sul riarmo. Non esiste una pace costruita sulle bombe. Non esiste una pace che si prepara ordinando fucili.

Questi signori sono gli stessi che tacciono sulle fosse comuni a Gaza, sulla pulizia etnica del popolo palestinese, sulle migliaia di bambini uccisi da Israele con armi prodotte anche in Europa. Gli stessi che giustificano il genocidio in nome del diritto alla difesa, che versano lacrime di coccodrillo per kyiv ma chiudono gli occhi davanti a Rafah. Sono i complici di un sistema che esporta democrazia a colpi di missile e lascia morire la democrazia vera – quella dei diritti, dei lavoratori, della partecipazione – soffocata da tagli, repressione e disillusione.

Nessuno parla di cessate il fuoco, nessuno parla di negoziati veri. perché la guerra, oggi, fa girare l’economia dei padroni, mentre noi la paghiamo con il gas, con la benzina, con l’inflazione e con la vita.

L’Unione Europea si sta preparando al futuro che il capitale vuole: un futuro di guerra permanente, militarizzazione, controllo sociale. e i governi obbediscono. Perché il riarmo non serve solo contro i nemici esterni, ma anche – e soprattutto – contro quelli interni. contro chi protesta, chi occupa, chi blocca, chi sciopera. contro chi non accetta l’ordine dei padroni. Contro chi sogna un mondo senza frontiere, senza eserciti, senza sfruttatori.

L’esercito serve a reprimere. Serve a garantire che i padroni possano continuare a saccheggiare. Serve a tenere buoni i proletari quando il sistema inizierà a crollare sotto il peso delle sue contraddizioni. Non a difendere i popoli, ma a difendere il potere.

Il riarmo è la continuazione della guerra di classe con altri mezzi. È lo strumento con cui il capitalismo tenta di sopravvivere, distruggendo ogni alternativa. e chi lo appoggia – consapevole o no – è complice di questo crimine. Non ci sono più mezze misure, non ci sono più posizioni intermedie. O sei con chi costruisce pace e giustizia, o sei con chi fabbrica guerra e dominio.

Noi non accettiamo questa logica. Noi siamo per il disarmo unilaterale delle potenze, per l’uscita immediata dall’apparato NATO, per la chiusura delle basi militari sul nostro territorio. Noi siamo per la solidarietà tra popoli, non tra eserciti. per la libertà di Gaza, del Donbass, del Sahara occidentale, del Kurdistan. Siamo contro tutte le guerre, tranne una: quella contro il sistema che le produce.

Chiamiamolo col suo nome: il riarmo è terrorismo di stato. È colonialismo mascherato. È fascismo tecnologico. E se oggi non lo fermiamo, domani ci verranno a cercare casa per casa, per arruolarci o per zittirci.

Manifestazione partecipata degli studenti a Vigevano, un segnale forte per chiedere al Comune, più sicurezza e spazi per i giovani

4 Aprile 2025

EDOARDO CASATI

Non puoi fare politica se non hai empatia e se non sei in grado di comprendere le persone, le loro paure e le loro speranze.

Alle persone la politica deve rispondere.

Tanti giovani, giovani vigevanesi come me, hanno paura ad uscire di casa la sera. Una paura che li limita nel poter vivere a pieno quello che Vigevano offre (che comunque é già poco).

Chi (come l’assessore Scardillo) li ha sbeffeggiati non solo non é capace di governare (questo lo si evince dal poco fatto) ma non ha nemmeno quell’empatia che serve a chi fa politica.

Quella di lunedì mattina é stata una manifestazione importante che ha dato un segnale forte.

Un segnale a tutti quelli che i giovani li vedevano come pigri e disinteressati. Un segnale ad una politica che continua a decidere per noi senza mai coinvolgerci.

Questa città ha molti problemi ma più di tutti c’è una cenere che soffoca ogni fiammella. La cenere di chi ci ritiene incapaci di discutere di come cambiare la città, di chi ci vuole isolare impedendogli di incontrarsi, di confrontarsi, di fare entrare in contatto sensibilità diverse.

Non é stata importante solo per il grido che chiedeva sicurezza, ma anche perché ha centrato il vero punto: a Vigevano mancano gli spazi. E mancano così tanto soprattutto all’interno della crisi profonda che vive la città: senza idee e con una classe dirigente mediocre.

Bene così: passiamo avanti rispetto a critiche inutili di chi, ogni tanto, potrebbe fare più bella figura stando zitto. Insistiamo sulla necessità vera: spazi per incontrarci, spazi in cui fare nascere quello che manca a Vigevano: le idee per cambiarla e le persone capaci di trasformare le idee in realtà.

Partita alla grande la campagna per il referendum sulla cittadinanza!

30 Marzo 2025

A Vigevano abbiamo organizzato un’iniziativa che ci ha portato a discutere di stereotipi, pregiudizi e delle difficoltà vissute da chi cerca di ottenere la cittadinanza italiana.

In Italia migliaia di persone vivono, lavorano e studiano, contribuendo all’economia del Paese, ma senza godere di tutti i diritti civili e sociali. Questo non è giusto. Per questo abbiamo raccolto firme e faremo campagna per il referendum, che si terrà l’8 e il 9 giugno, e che darà la possibilità di dimezzare i tempi per ottenere la cittadinanza italiana, riducendoli dagli attuali 10 anni a 5.

L’iniziativa è stata un ottimo punto di partenza per la campagna referendaria. Abbiamo iniziato con la proiezione del documentario Il nostro paese, che racconta le difficoltà degli immigrati privi di cittadinanza, per poi proseguire con un’attività sui pregiudizi, curata dalla nostra compagna Iara, laureata all’UniPv in Scienze e tecniche psicologiche. La serata si è conclusa con un dibattito aperto.

Un ottimo esempio di come la politica possa essere coinvolgente e appassionante, senza per questo perdere la serietà delle tematiche affrontate.

Da qui partirà la nostra campagna, che attraverserà i quartieri popolari delle nostre città. Distribuiremo volantini tradotti in più lingue per raggiungere tutte le persone che vogliono lottare – anche attraverso il voto – per vedersi riconosciuti i diritti che spettano loro.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani Comunisti/e.

Fioccano proposte

28 Marzo 2025

(Testo del volantino che il Circolo di Rifondazione Comunista di Vigevano distribuisce nei banchetti in Piazza Ducale e al mercato)

Le nostre quattro proposte

CIMITERO URBANO

I danni provocati dal nubifragio di agosto 2023 sono solo la conseguenza della scarsa manutenzione. Proponiamo un intervento straordinario di manutenzione dell’edificio con una maggiore partecipazione comunale.

PERIFERIE E FRAZIONI

Da tempo sono in uno stato pietoso, quasi non fossero parte della città. Proponiamo una riqualificazione degli edifici importanti di queste zone per un maggiore coinvolgimento di queste aree nella vita cittadina.

STRADE E MARCIAPIEDI

Anche la loro manutenzione (che dovrebbe fare parte dell’ordinaria amministrazione) è un problema. Proponiamo un piano straordinario di manutenzione smettendo di fare appalti al ribasso con prodotti scadenti e assegnandoli con criteri che rispettino i diritti e la sicurezza dei lavoratori.

VERDE PUBBLICO

In città ci sono pochi parchi e spesso chiusi, un problema sia per la vita pubblica che per la salute di tutti e tutte. Proponiamo l’ampliamento del parco Parri che deve tornare ad essere pubblico e l’impegno ad edificare riqualificando aree dismesse e non su terreni vergini.

SI RIACCENDE LA SPERANZA

CIRCOLO “HUGO CHAVEZ FRIAS” DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI VIGEVANO

GIOVANI COMUNISTI/E

In vista del Referendum sul dimezzamento dei tempi di ottenimento della cittadinanza

26 Marzo 2025

SABATO 29 MARZO, DALLE 15:00, A VIGEVANO Via Berrutti, 2 (Sala adiacente al cine-teatro Odeon)

Sosteniamo convintamente il referendum sulla cittadinanza che punta a dimezzare i tempi di ottenimento (dagli attuali 10 anni a 5).
Abbiamo raccolto, insieme ad altre forze politiche, la firme necessarie a svolgerlo ed ora inizia la campagna elettorale per il voto che sarà l’8 e il 9 Giugno assieme ai 4 quesiti della CGIL a tema lavoro.

A Vigevano vogliamo iniziare così questo percorso che ci porterà al voto: lo facciamo con una inziativa per discutere il tema della discriminazione, del pregiudizio e del razzismo.

Vi aspettiamo numerosi.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani comunisti/e

“Questa è una giornata simbolica per la città, simbolica di quanto è caduta in basso la politica”

1 Marzo 2025

Tratto dalla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/edoardo.casati.18

EDOARDO CASATI

Oggi (26 febbraio 2025) é una giornata simbolica per la città.

Simbolica di quanto é caduta in basso la politica.

Le dimissioni della giunta Ceffa-Segú, infatti, sarebbero dovute arrivare entro ieri.

Non essendo arrivate la data delle elezioni slitta: non si voterà più nel 2025 ma nel 2026.

L’altra notizia di oggi, poi, é la composizione della nuova giunta: fuori i tre assessori leghisti (Avalle, Ghia e Alessandrino) e dentro tre persone di Forza Italia/persone fidate di Segú.

Non c’è solo, quindi, quella che é una manovra vergognosa fatta per prendere tempo e spianarsi la strada per le prossime elezioni (credo sperando di poter trasformare Ceffa in un martire cancellando mesi e mesi di indagini e arresti domiciliari) ma c’è anche una totale mancanza di rispetto verso quella che é la volontà della cittadinanza espressa nelle ultime elezioni del 2020.

La composizione della giunta, infatti, ha delle percentuali nettamente diverse rispetto a quelle che i partiti hanno preso (e quindi che gli elettori hanno indicato).

Il che denota una bassissima considerazione della gente e di ciò che dice tramite il voto.

Consiglieri che dalla maggioranza vanno in opposizione, altri che dall’opposizione vanno in maggioranza.

Consiglieri che votano contro la giunta, salvo poi votare a favore dopo promesse di cadreghe varie.

Questo é il vero dato politico di questa giornata. Non i giochini o i pronostici sul voto.

Davanti ai problemi reali c’è un utilizzo degli elettori come fossero valigie che si possono spotare, senza problemi, a destra o a sinistra.

Sia chiaro: l’alternativa necessaria a questa destra deve uscire dall’idea di politica clientelare.

Dimissioni

17 Febbraio 2025

ADRIANO ARLENGHI

Tutti in piazza, una città intera in piazza per chiedere alla giunta di dimettersi e di smetterla con i trasformismi per rimanere attaccata alle poltrone. Mettere a disposizione le loro competenze per salvare Vigevano, ecco l’invito rivolto ai cittadini da Cristina per un rinnovamento sociale.

L’appuntamento è alle 10.30. Io ci giungo in treno ed in ritardo. Ci trovo un sacco di gente. Non conosco a fondo la questione ma non ho dubbi che esista qui un problema di legalità che impone di ricreare il tessuto democratico ed amministrativo in modo nuovo. Dimissioni e adesso basta sono gli slogan che vanno per la maggiore.

Non c’è tantissime gente ma ipotizzo un due o forse trecento persone, ma la schiera delle partiti e i gruppi presenti era veramente notevole. Ci sono andato pur non essendo Vigevano la mia città, perché mi piaceva l’idea di vedere come una comunità è in grado probabilmente di modificare gli assetti politici. Quando il potere è sordo e non ascolta.

Ci sono andato anche per trovare gli amici di sempre e sono rimasto stupito ma felicemente contento di avere ritrovato pure Iole. Una vita nel volontariato ed oggi nonostante i suoi 90 e passa anni, continua a essere in piazza per dire la sua in rappresentanza di un pezzo della società civile. Anzi a un certo punto ha anche visto di poter parlare al microfono. Alcuni interventi sono stati veramente importanti.

Insomma una città che nonostante i tanti acciacchi e problemi che possiede, si condanna all’immobilità merita certamente lo slogan collettivo: sindaco dimettiti.

IOLE