Categoria: Mondo

Italia tradisce Cuba all’Onu

8 Luglio 2026

L’Italia si è astenuta durante la votazione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per riaprire il dibattito sull’impatto del blocco degli Stati Uniti contro Cuba, risultando uno dei pochi paesi dell’UE ad aver adottato tale posizione.
È l’ennesima infamia del governo Meloni. Con questo voto l’Italia tradisce Cuba che ci ha aiutato con il suo personale sanitario ci ha aiutato durante la pandemia.
Il popolo cubano sta subendo un criminale blocco totale genocida da parte di Trump e il governo italiano non ha la dignità di votare insieme alla maggior parte dei paesi europei e del mondo.

Nonostante l’ignavia meloniana è stata approvata, a stragrande maggioranza degli Stati membri – con 136 voti a favore e 9 contrari – nel corso di una sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione sul tema «Necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba».

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Anna Camposampiero, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

30 anni di attività del circolo culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano

29 Aprile 2026

Collettivo Culturale Rosa Luxemburg di Vigevano

Il Collettivo Culturale Rosa Luxemburg è attivo sul piano culturale e politico da quasi 30 anni.

Pur in un contesto generale non propizio, tra innumerevoli difficoltà economiche e politiche, ha sempre operato a favore di una cultura critica e di un agire politico a fianco delle forze politiche e dei movimenti sociali alternativi. A fianco dei soggetti deboli su scala nazionale e su scala mondiale.

La Rete delle Alternative ci ha offerto l’opportunità di uscire dall’isolamento e da un certo provincialismo perché ha sempre mantenuto un orizzonte internazionale sulle tematiche che, di volta in volta, abbiamo proposto e discusso.

Le prime iniziative risalgono agli inizi del 1996 ma solo il 12 marzo 2005 abbiamo creato la sezione locale, intitolandola a Rosa Luxemburg. Le iniziative sono state moltissime e hanno affrontato argomenti variegati.

Il primo di questi obiettivi è stato quello di tentare di assolvere a un compito formativo e pedagogico. Da qui le iniziative su “Marx e i marxismi”, “il marxismo critico”, analisi dei principi di economia, lezioni di storia, di filosofia e di letteratura, serate culturali dedicate alla Resistenza e all’antifascismo.

Allo stesso tempo abbiamo voluto conoscere e approfondire le tematiche del Movimento Altermondialista e dei Forum Sociali Mondiali. Critica del neoliberismo, della globalizzazione, del neocolonialismo, dell’imperialismo ecc. Sovranità alimentare, agricoltura biologica, OGM, beni comuni, altreconomia, sviluppo sostenibile, proprietà intellettuale, cambiamenti climatici, crisi ambientale. Tutti temi collocati entro la visione della giustizia sociale, della giustizia ambientale, della giustizia climatica. Il nostro impegno si è sviluppato anche sul terreno delle questioni internazionali, in particolare su Kurdistan, Palestina, Chiapas.

Non sono poi mancate le “nuove tematiche”, con incontri dedicati a lavoro, precarietà, consumo critico, Teologia della Liberazione, diritti di cittadinanza, diritti di genere, fenomeni migratori e diritti dei migranti, ecc.

Infine abbiamo affrontato tematiche inerenti alle questioni locali e alla storia di Vigevano e dell’area circostante.

Abbiamo anche proposto concerti (come quelli antifascisti dei Cantosociale o quelli dedicati a Fabrizio De André), happening letterari a più voci (come quello su Pasolini con reading, musica, video), recitazione, canti, mostre e cineforum.

A Vigevano il Collettivo ha rappresentato inoltre un punto di riferimento, un polo di aggregazione e di socializzazione e continuerà il proprio impegno come soggetto promotore di cultura e di politica.

Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative di Vigevano

Cuba chiede aiuto, Vigevano risponde

12 marzo 2026

Il 13 febbraio Cuba ha inviato una lettera aperta al mondo.

La piccola isola caraibica, da oltre 60 anni sotto un criminale embargo imposto dagli Stati Uniti d’America, sta chiedendo ai paesi del mondo di mobilitarsi per permetterle di continuare ad assicurare alla sua popolazione una vita degna.

NON POSSIAMO RESTARE A GUARDARE.

Raccogliamo tutto ciò che può essere inviato sull’isola tramite un container organizzato dall’associazione di amicizia “Italia-Cuba”, con l’obiettivo di dare ossigeno ad un popolo forte, generoso e consapevole delle sfide che ha affrontato e che affronterà.

Cuba è la stessa che, durante la pandemia da COVID, ha inviato in Italia un totale di 497 medici: 51 nel 2022, 120 nel 2023, 176 nel 2024, essenziali per evitare il collasso del nostro sistema sanitario.

RACCOGLIAMO:
– medicinali (qualsiasi)
– latte in polvere per bambini
– tonno
– olio (qualsiasi)
– riso
– pasta
– farina bianca
– prodotti in scatola

AIUTA CUBA OGGI!
Condividi, dona, mobilitati.
Ogni piccolo gesto salva vite.

SCORRI LE FOTO E SCOPRI COME POTER FARE.



La lettera, scritta da una donna comune e tradotta da una associazione di solidarietà, è un grido aperto al mondo


Ecco un estratto della lettera inviata al mondo. VI INVITIAMO A SEGUIRE QUESTA PAGINA per ricevere aggiornamenti su date e luoghi per poter consegnare il materiale. Grazie in anticipo a tutti quelli e a tutte quelle che daranno una mano alla nostra isola preferita.

PER I MIEI NONNI: Denuncio il fatto che a Cuba gli anziani muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l’arrivo di farmaci per malattie cardiache, ipertensione e diabete. Non si tratta di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate e minacciate. E nel frattempo, un nonno cubano si stringe il petto e aspetta.

PER I MIEI FIGLI: Denuncio il fatto che le incubatrici a Cuba abbiano dovuto essere chiuse per mancanza di carburante. Che i neonati stiano lottando per la propria vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che le madri cubane abbiano visto la vita dei loro figli messa in pericolo perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 145 chilometri dalle loro coste.

PER I MEDICI: Denuncio il fatto che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite durante la pandemia mentre il mondo intero era al collasso, ora non hanno più siringhe, anestesia e apparecchiature radiologiche. Non perché non sappiamo come produrle. Non perché ci manchino i talenti. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere a forniture, pezzi di ricambio e tecnologia. I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza alcun aiuto. Contro ogni previsione. Contro blocchi e bugie. Eppure, l’impero ci punisce per avercela fatta.

La loro guerra la paghiamo noi!

10 marzo 2026

La guerra di Trump e Netanyahu in Medio Oriente ha esposto tutti noi a nuove difficoltà economiche.
Le accise sui carburanti sono ormai schizzate alle stelle mentre questo governo che, con Giorgia Meloni, prometteva di abolirle ora é impegnato a trovare infantili giustificazioni.
Come Rifondazione Comunista ci opponiamo a qualsiasi tipo di speculazione economica sul carburante e chiediamo che si attivi un sistema di accise mobili come già proposto dalle opposizioni in parlamento.
Questo é l’unico modo razionale per tutelare la mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.
Dall’altra parte condanniamo l’attacco imperialista degli USA contro l’Iran pur esprimendo le nostre più forti critiche contro il regime islamista degli ayatollah e chiediamo che al più presto si aprano dei tavoli di pace per evitare un’ulteriore escalation.

RIFONDAZIONE E GIOVANI COMUNISTI/E

Senza arretrare di un millimetro

5 Marzo 2026

“La posizione della Spagna è la stessa che abbiamo avuto sull’Ucraina o su Gaza.
No alla rottura di un diritto internazionale che protegge tutti.
No a risolvere i conflitti con le bombe.
In tre parole: no alla guerra.
Il mondo, l’Europa e la Spagna ci sono già passati.
Ventitré anni fa gli Stati Uniti ci trascinarono in una guerra per eliminare le (inesistenti) armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, per portare la democrazia e garantire la sicurezza globale.
In realtà, produsse l’effetto opposto, scatenando una grave crisi migratoria ed economica.
Quello che sappiamo è che da questa guerra non uscirà un ordine internazionale più giusto.
E non ne usciranno nemmeno salari più alti, né servizi pubblici migliori, né un ambiente più sano.
Anzi, quello che per ora possiamo intravedere è più incertezza economica, aumento del prezzo del petrolio e anche del gas.
Per questo, in Spagna siamo contrari a questo disastro, perché riteniamo che i governi siano qui per migliorare la vita delle persone, per dare soluzioni ai problemi, non per peggiorarla.
Ed è assolutamente inaccettabile che quei dirigenti che sono incapaci di assolvere a questo compito usino il fumo della guerra per nascondere il proprio fallimento e, nel frattempo, riempire le tasche di pochi, i soliti, gli unici che vincono quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili.
Alcuni diranno che è ingenuo puntare sulla diplomazia. L’ingenuità è pensare che la soluzione sia la violenza.
O pensare che essere seguaci ciechi e servili significhi guidare.
Io credo che questa posizione non sia affatto ingenua, ma coerente e, proprio per questo, non saremo complici di qualcosa che è male per il mondo, che è contrario ai nostri valori, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno.
Perché noi abbiamo una fiducia assoluta nella forza economica, istituzionale e direi anche morale del nostro Paese, e perché in momenti come questo ci sentiamo più orgogliosi che mai di essere spagnoli.
Non siamo soli, il governo è con chi deve stare: con i valori della Costituzione, dell’UE, con la Carta dell’ONU, con la PACE.

Chiediamo a Stati Uniti, Israele e Iran, tutta la responsabilità necessaria perché si fermino prima che sia troppo tardi.
Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra illegalità: è così che cominciano i più grandi disastri dell’umanità”.

Campagna delle Uova di Pasqua per la realizzazione dell’ospedale a Shengal (Nord Iraq) e per aiuti sanitari in Rojava

16 Febbraio 2026

Da oggi parte la Campagna di prenotazioni delle Uova di Pasqua – al latte o fondenti -insieme agli altri prodotti del paniere (marmellate di arance, Gaza Cola e Birra AZADI’).

Questi i prodotti della Campagna in offerta minima:

– Uova di Pasqua, al latte o fondente, gr. 500: euro 19   

– Marmellata di arance: euro 3,50 (gr.370)

– Lattina di GAZA Cola: euro 3,50 (ml 259)

– Birra AZADI’: euro 4.50 (Cl 33)

Le prenotazioni dovranno essere effettuate entro il 5 marzo.

La consegna avverrà presso la nostra sede di Alessandria, via Mazzini 118.  Per quantitativi significativi, l’Associazione si rende disponibile al trasporto a domicilio. Le uova di Pasqua e tutto quanto il resto sarà disponibile entro la prima quindicina del mese di marzo.

L’IBAN per i bonifici della Campagna e per eventuali contributi straordinari per il Rojava, è il seguente: IT17 Q030 6909 6061 0000 0111 185 intestato all’Associazione Verso il Kurdistan Odv. Causale: Campagna Uova di Pasqua 2026 e Aiuti sanitari per il Rojava

FAI GIRARE E DIFFONDI QUESTA CAMPAGNA!   LE VITTIME RICHIEDONO IMPEGNI PRECISI, QUI ED ORA!

Per info e prenotazioni:  LUCIA (333 5627137)  ANTONIO (335 7564743)

Associazione Verso il Kurdistan Odv                                                             Rete Kurdistan Italia

Chi fosse interessato a qualsiasi prodotto solidale, lo ordini al sottoscritto via e-mail, specificando la quantità entro il 5 marzo. Per favore, ricordatevi di specificare se cioccolato al latte o fondente. Provvederò io a informarvi sulla data di consegna e sulla modalità di ritiro (le stesse di sempre).
Saluti solidali

Vladimiro

Un popolo, la sua storia, la sua cultura e il genocidio. Gli Ezidi in Medio Oriente

16 Febbraio 2026

VLADIMIRO LIONELLO

L’incontro sarà anche l’occasione per un aggiornamento sulla situazione nel nord-est della Siria, in cui le popolazioni che lì vivono sono a rischio di sterminio e la rivoluzione curda sotto attacco militare da parte del “Governo Transitorio Siriano” guidato dal presidente Ahmed al-Shara. Questi, fino a un anno fa, era considerato un pericoloso jihadista, formatosi nelle file di AL-QAEDA e dell’ISIS, poi ha fondatore dell’HTS, altra organizzazione terroristica, che a dicembre 2024 è riuscita, supportata dalla Turchia e col benestare degli Usa e dell’Europa, a raggiungere Damasco e mettere in fuga Bashar al-Assad. L’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES)  
ha perduto più di 2/3 del proprio territorio 
dall’aggressione del “Nuovo esercito siriano” iniziata il 6 gennaio 2026. 
Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio Kobane e la città divenne simbolo globale della resistenza curda contro il terrorismo, e la sua liberazione segnò un punto di svolta nella lotta contro l’ISIS.

Oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate dalle milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli attori ma non la logica: cancellare l’esperimento politico di autogoverno 
– il Confederalismo Democratico – e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza, nel silenzio complice dei media internazionali: troppa democrazia, troppa libertà per le donne e troppo rispetto per l’ambiente, in contrasto con le politiche predatorie delle società capitalistiche. Tutto ciò non è gradito né a Damasco né ad Ankara né all’Occidente. Oltre all’aspetto ideologico ci sono anche quelli economici (risorse energetiche e idriche) e geostrategici.  

Rojava: un’esperienza di democrazia comunitaria

9 Febbraio 2026

La situazione dei curdi nel Rojava è tragica. Un racconto di speranza distrutta dalla brutalità della geopolitica. Il popolo curdo, da sempre oppresso, ha cercato di costruire una democrazia popolare dal basso. Una lotta per l’autodeterminazione si traduceva in un sistema che respingeva le milizie dell’ISIS, che cercava di costruire un futuro dove il potere non fosse imposto dall’alto, ma deciso dalle comunità stesse. Uno spiraglio di luce nel caos della guerra siriana in cui etnie e culture diverse avrebbero convissuto. Ma niente da fare. Pochi giorni fa, un’invasione del governo siriano, sostenuto dalla Turchia e dalle grandi potenze internazionali, ha messo fine a questa volontà. Noi ci chiediamo: se i curdi sono riusciti a creare questo in mezzo alla guerra, perché noi, che viviamo in un mondo più pacifico e privilegiato, non siamo in grado di fare lo stesso? La loro lotta non è solo una lotta per la sopravvivenza, ma per una visione di un mondo più giusto, una visione che sembra sempre sfuggire, sconfitta dalla crudeltà e dall’indifferenza della politica internazionale. Una democrazia popolare, in cui ogni quartiere ha voce, un potere che non dipende da un’unica autorità, ma si distribuisce senza discriminazioni di genere o religione. La partecipazione non si ferma al voto. Si tratta di responsabilità quotidiana. Prendersi cura del proprio spazio, della propria vita, e di quella degli altri. Questo è il nostro obiettivo.

RIFONDAZIONE & GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

Edoardo Casati

Un popolo, la sua storia, la sua cultura, il genocidio. Gli Ezidi in Medio Oriente

7 Febbraio 2026

Secondo incontro del nuovo ciclo 2026 organizzato dal Collettivo Culturale Rosa Luxemburg.

Vigevano – Biblioteca Civica Lucio Mastronardi –

Corso Cavour 82 – Sabato 21 febbraio 2026 – ore 15.30-18
Un popolo, la sua storia, la sua cultura, il genocidio.
Gli Ezidi in Medio Oriente
relatrice
Carla Gagliardini (autrice del libro)
in occasione della presentazione del libro
Ezidi. Storia e cultura di un popolo in lotta contro il suo genocidio,
RedStarPress, Roma 2025

Carla Gagliardini. Laureata in giurisprudenza e abilitata all’esercizio della professione forense, ha studiato a Cuba, nel Regno Unito e in Bolivia, perfezionando sul campo lo studio delle grandi questioni internazionali. Vicepresidente dell’Anpi provinciale di Alessandria e membro del direttivo dell’Associazione Verso il Kurdistan, svolge i viaggi di monitoraggio dei progetti in corso di realizzazione in Turchia e in Iraq. I suoi articoli sulla politica boliviana e sulla questione ezida e curda sono pubblicati da Patria IndipendenteContropianoDinamo Press e Volere la Luna.

“EZIDI. Storia e cultura di un popolo in lotta contro il suo genocidio” racconta la storia e la cultura di un popolo che prova a rialzarsi dall’ultimo tentativo di genocidio – il 74° ferman – che ha subito nel 2014 per mano dello Stato Islamico. Ci parla della società ezida del distretto di Shengal, regione situata nel governatorato di Ninive, nell’Iraq nord occidentale, al confine con la Siria e vicino alla Turchia. Tratta in modo specifico di quella parte del popolo ezida che ha fondato l’Amministrazione Autonoma di Shengal, forma di autogoverno basata sui principi del confederalismo democratico di cui il leader curdo del Pkk, Abdullah Ocalan, è l’ispiratore.