Tag: #giustizia

Contro la riforma Nordio, perché votare no

14 Marzo 2026

La riforma fa della Magistratura un potere non più indipendente e autonoma, ma agli ordini del Governo.
La riforma è una battaglia di potere: non migliora le garanzie della difesa, non riduce la durata dei processi, non favorisce la certezza del diritto.
Trasforma il Pubblico Ministero in una sorta di “avvocato della polizia” per ottenere più condanne possibili.
AL REFERENDUM DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE, LA DEMOCRAZIA E LA GIUSTIZIA.

NASCE A PAVIA IL COORDINAMENTO PROVINCIALE PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

14 Gennaio 2026

Con l’incontro del 12 gennaio, alla Camera del Lavoro di Pavia, si avvia il percorso territoriale a sostegno del No alla riforma costituzionale, con la costituzione del “Coordinamento provinciale pavese per il NO al Referendum sulla Giustizia”, che vede la partecipazione di associazioni, forze sociali e politiche del territorio, impegnati nella difesa della Costituzione e dei principi democratici.

Il Coordinamento nasce in coerenza con il lavoro e gli obiettivi del Comitato della società civile per il No nel Referendum costituzionale, presentato a livello nazionale lo scorso 20 dicembre e ha l’oobiettivo di organizzare, coordinare e sostenere tutte le iniziative di sostegno al No al referendum (compresa la raccolta firme per il referendum oppositivo alla riforma costituzionale della giustizia in corso e per cui è possibile firmare online, entro il 30 gennaio, attraverso la piattaforma ufficiale di raccolta firme digitali).

L’obiettivo del coordinamento è chiaro: contribuire a difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e contrastare una revisione costituzionale che altera l’equilibrio dei poteri disegnato dalla Carta, anche alla luce del fatto che il referendum sulla giustizia si inserisce, a nostro avviso, in un disegno politico più ampio, che mette in discussione l’assetto costituzionale e democratico del Paese, un progetto che comprende anche autonomia differenziata, premierato e restrizioni al diritto di sciopero e di manifestazione e che rischia di ridurre gli spazi di partecipazione e di controllo democratico.

Un contesto, quello in cui si colloca questa consultazione, che è pure segnato da una profonda crisi democratica e da una crescente disaffezione al voto, legata al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone: per questo la campagna referendaria ha l’obiettivo di parlare alle persone, di rendere comprensibili i contenuti del referendum e di motivare una partecipazione consapevole.

Per questo, nei prossimi mesi, il Coordinamento provinciale pavese organizzerà appuntamenti diffusi sul territorio provinciale, momenti di confronto pubblico e di discussione aperta con le cittadine e i cittadini, anche avvalendosi del contributo di voci autorevoli del mondo giuridico, accademico e della società civile.

Parallelamente prenderanno avvio le attività di comunicazione attraverso tutti i canali.

E’ fondamentale far comprendere ai cittadini ed alle cittadine che la riforma oggetto del referendum non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma riguarda la vita concreta delle persone, che sperimentano ogni giorno cosa significa una giustizia che non funziona: dietro formule complesse e tecnicismi si giocano scelte che incidono direttamente sui diritti e sull’equilibrio dei poteri dello Stato.

Alla base del No vi è inoltre una critica netta all’impianto della riforma: per la prima volta il potere esecutivo interviene in modo così profondo sulla struttura di un altro potere dello Stato, attraverso un percorso accelerato e privo di un reale dibattito pubblico: una forzatura che rischia di indebolire i contrappesi democratici e di alterare l’assetto costituzionale definito dai Costituenti.

Le adesioni al coordinamento, che sono aperte ed in aggiornamento, vedono ad oggi la partecipazione di

ANPI, ARCI, CGIL, COMITATI PER IL NO AD OGNI AUTONOMIA DIFFERENZIATA, LEGAMBIENTE, LIBERA, SUNIA, UDU. ALLEANZA VERDI E SINISTRA, MOVIMENTO 5 STELLE, RIFONDAZIONE COMUNISTA, PARTITO DEMOCRATICO, SINISTRA ITALIANA, PAVIA A COLORI, POSSIBILE.

Il Coordinamento Provinciale per il No al Referendum Giustizia

Link per la firma: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034?fbclid=IwY2xjawPUQJVleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFYb2c0dUpOQlNYaG50UURxc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHpSKkzLRZbEGbFKuLshd2vJG7zBHlJ4Ol9-bgBwb8iBm4TN3wcm62cI6wenV_aem_dgJBxbUaJ9w1eqt8YJMdiw

Firmate con lo SPID per richiedere il referendum sulla riforma Nordio.

Festa tesseramento Libera a Vigevano! Fame di verità e giustizia

8 Luglio 2025

Dodici portate che non possono essere digerite da chi sostiene il valore della legalità contro la mafia e la corruzione. È un menu che lascia a stomaco vuoto quello denunciato nella campagna nazionale di Libera dal titolo “Fame di Verità e Giustizia”, a cui il tessuto associativo lomellino intende abbinare un contraltare di tutt’altro sapore nel corso dell’evento organizzato per domenica 13 luglio a partire dalle 18 a palazzo Merula a Vigevano.

Piccole riflessioni su come contrastare, anche con semplici gesti, il menù dell’indegno riassunto da Libera in dodici portate indigeste che comprendono fenomeni come i crimini ambientali, la corruzione, il proliferare delle armi, della violenza e del gioco d’azzardo.

Pensieri di legalità come portate invece sane e gustose, accompagnate da un po’ di buona musica e un aperitivo in compagnia.

L’iniziativa si propone come festa del tesseramento per Libera a livello locale, nel trentennale dalla fondazione dell’associazione contro le mafie voluta da don Luigi Ciotti.

A una prima parte dedicata alla riflessione, seguirà l’intrattenimento musicale dei Cantosociale che proporranno un repertorio di canzoni a tema antimafia ed ecologia con il contorno di un aperitivo gratuito offerto dal Comitato Soci Coop di Vigevano.

Esporranno le loro ricette di legalità il circolo Legambiente Lomellina “Il Colibrì”, la Rete Antifascista di Vigevano, il Sunia provinciale di Pavia, la Cgil provinciale di Pavia, l’associazione “Futuro Sostenibile in Lomellina”, l’associazione “L’Articolo 3 vale anche per me”, l’associazione “La Mortara che Vorrei”, l’associazione culturale “Arte il Faro” Onlus, l’Auser Vigevano, l’Auser Sartirana Solidale, il circolo Lomellina di “Sostenibilità Equità Solidarietà”, il Wwf Lomellina, l’associazione “Ero Forestiero”, il centro antiviolenza Kore, l’associazione “Oltremare”.

ASSOLTO L’EX ASSESSORE DI VOGHERA MASSIMO ADRIATICI

14 Ottobre 2022

Eccesso di legittima difesa, questa è la motivazione con cui il tribunale di Pavia ha mandato assolto Massimo Adriatici dall’accusa di omicidio volontario nei confronti di Youns El Boussettaoui, cittadino straniero senza fissa dimora e con problemi psichici.

Praticamente uccidere una persona disarmata, con un arma da fuoco caricata con munizioni di guerra è meno grave di un omicidio stradale.

Questa sentenza non ci stupisce, in questo paese si creato un clima di violenza e insicurezza tale per cui tutto  si giustifica, anche un omicidio.

In questo paese da anni si pensa di poter affrontare i problemi sociali non con politiche inclusive, di aiuto e solidarietà, cioè politiche sociali ma solo con politiche securitarie.

Questo paese non ha bisogno di più “poliziotti privati” armati con armi da guerra in giro per strada ma di servizi sociali più efficienti.

Pensare di risolvere i problemi sociali con le armi non farà altro che aumentare l’insicurezza e la violenza.

Meno armi più servizi sociali.

Rusconi Piero Rifondazione Comunista Pavia

PLAN CONDOR: finalmente un po’ di giustizia dall’Italia

Dopo un lungo iter processuale, la magistratura italiana ha finalmente ratificato la condanna all’ergastolo per tre ex-militari cileni coinvolti nel “Plan Condor” per l’omicidio e la scomparsa dei corpi dei cittadini italiani Omar Venturelli (nella foto) e Juan José Montiglio.

Come si ricorderà, il “Plan Condor” fu il coordinamento delle dittature civico-militari sudamericane degli anni ’70 e ’80, con la direzione degli Stati Uniti, attraverso il quale si realizzarono azioni repressive contro gli oppositori dei regimi militari imposti nel continente, con un saldo tragico di torture, omicidi e desaparecidos, in Argentina, Brasile, Bolivia, Cile, Paraguay, Uruguay ed in minor misura Colombia Ecuador, Perù e Venezuela.

Il colonnello Rafael Ahumada Valderrama, il maresciallo Orlando Moreno Vásquez e il brigadiere Manuel Vásquez Chauan erano stati condannati dalla Corte d’appello di Roma nel luglio 2019, per l’omicidio e la scomparsa dei due cittadini italiani durante la dittatura civico-militare di Augusto Pinochet. La sentenza è stata confermata dopo che il loro avvocato non ha presentato ricorso.

Secondo notizie di stampa, la procura di Roma avrebbe già inviato i mandati d’arresto corrispondenti al governo cileno di Sebastian Piñera.

Il prossimo 8 luglio, la Corte di Cassazione italiana si pronuncerà sulle altre condanne all’ergastolo emesse nel luglio 2019 dalla Corte d’appello di Roma, in secondo grado, contro un totale di 24 militari e civili di Bolivia, Cile, Uruguay e Perù.

Oltre ai tre condannati in via definitiva, la Cassazione deve pronunciarsi sugli altri 19 imputati, visto che due sono già deceduti: l’ex ministro dell’Interno boliviano, Luis Arce Gómez, e l’uruguaiano José Horacio “Nino” Gavazzo Pereira.

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea esprime la propria soddisfazione per la importantissima sentenza che rappresenta un atto di giustizia sui crimini imprescrivibili.

Il PRC-SE abbraccia tutti i familiari delle vittime, e in particolare la famiglia di Omar Venturelli e di Juan José Montiglio.

Nel riaffermare la nostra solidarietà, insieme a loro esigiamo VERITÀ, GIUSTIZIA, RIPARAZIONE, MEMORIA E GARANZIA DI NON RIPETIZIONE dei crimini.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea