Chiediamo che il comune aderisca alla mobilitazione di questa sera (domenica 27) alle ore 22:00 organizzata da Gaza Last Day – Ultimo giorno di Gaza.
In tutta Italia hanno aderito molti comuni e non solo. Suoneranno campane dei luoghi di culto e dei palazzi comunali. Suoneranno sirene di ambulanze e navi, i fischietti e le pentole di privati cittadini.
Il comune di Vigevano resta in silenzio, ma noi non ci scoraggiamo. Non soltanto su questo gesto simbolico ma anche su ciò che ne consegue.
Nelle prossime settimane, infatti, i consigli comunali potranno votare l’interruzione ai rapporti tra i comuni ed Israele.
Un tema tutt’altro che lontano: passa nelle nostre università (in combutta con la ricerca militare israeliana), nei supermercati in cui facciamo la spesa (dove si vendono prodotti israeliani) ed anche nelle farmacie comunali dove si vendono farmaci israeliani.
Si tratta di azioni pacifiche che possono comunque colpire la fornitura militare di chi sta perpetrando il genocidio a Gaza, dal momento che un Comune ha ovviamente delle possibilità relative di intervento nei conflitti internazionali.
GIOVANI COMUNISTI/E
RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO
ALCUNE IMMAGINI DEL PRESIDIO PER LA PALESTINA
DEL NOVEMBRE 2023 A VIGEVANO IN PIAZZA CALZOLAIO D’ITALIA
Tra Brics e Cina, chiacchieriamo del nuovo mondo che sta nascendo e delle prospettive politiche del socialismo con caratteristiche cinesi con Samuele Soddu (giornalista e responsabile nazionale Esteri dei/delle Giovani Comunisti/e alla festa provinciale di Rifondazione Comunista presso la Cooperativa lavoratori di Bereguardo.
Le parole di Lidia Menapace e di Giovanni Pesce, il Comandante Visone, ci consegnano un ideale testimone da raccogliere in questo anno di ottantesimo anniversario della Liberazione dal Nazi-Fascismo.
Ora tocca a noi ora lottare contro una nuova forma di fascismo, autoritarismo, razzismo, violenza e guerra sempre più diffusa per (ri)costruire diritti, giustizia sociale, uguaglianza.
Tesserati al Partito della Rifondazione Comunista, scegli da che parte stare.
Sostieni l’ideale di comunismo e libertà che attraversava le fila delle nostre partigiane e dei nostri partigiani.
Lo dobbiamo a Lidia e Giovanni, e a tutti le persone che hanno dato la vita per la nostra libertà.
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Il Congresso si è aperto con la relazione del segretario della federazione compagno Piero Rusconi.
Sono seguiti i saluti del Movimento 5 stelle, della CGIL, dei Giovani Democratici, di Sinistra Italiana,
dell’Udu (Unione degli universitari), nonché un messaggio orale dell’U.S.B. (Unione sindacale di base) e un articolato messaggio scritto dell’ANPI provinciale di Pavia. C’è stata inoltre la relazione del compagno Paolo Walter Cattaneo sulla situazione finanziaria della federazione e relazioni sulla comunicazione da parte del compagno Rino Arrigoni e della compagna Iara Savoia.
Nel dibattito sono intervenuti 11 compagni e le conclusioni sono state fatte dal compagno Matteo Prencipe. È stato votato all’ unanimità un documento finale contenente gli impegni della Federazione per i prossimi mesi, a partire dai referendum promossi dalla CGIL sul lavoro e per il diritto alla cittadinanza ai quali abbiamo contribuito nella raccolta firme.
Ci siamo posti l’obiettivo di rilanciare la battaglia per la pace, per sostenere il popolo palestinese, per il disarmo e contro le basi militari straniere nel nostro Paese e contro la deriva antidemocratica del governo di destra espressa nel DDL sulla sicurezza, per le condizioni di vita e di lavoro delle classi popolari, per un salario e pensioni adeguate, contro il precariato, per impedire ulteriori tagli ai servizi sociali e alla sanità. A livello della nostra Provincia siamo impegnati nella lotta contro il consumo di suolo (compresi i progetti di “agrivoltaico”), lo spargimento di fanghi in agricoltura, le varie criticità ambientali e per le questioni sociali come il diritto all’abitazione.
Infine è stato eletto il nuovo Comitato politico federale ed è stata eletta la nuova Commissione provinciale di garanzia.
Sono stati elette/i le/ i delegati al Congresso regionale e i delegati al Congresso Nazionale che si svolgerà a Montecatini il 7-8-9 febbraio 2025 che sono: Piero Rusconi, Giuseppe Abbà, Vladimiro Lionello, Edoardo Casati. Il compagno Piero Rusconi è stato riconfermato segretario provinciale e il il compagno Paolo Walter Cattaneo come tesoriere. Il segretario della federazione in una prossima riunione degli organismi dirigenti avanzerà proposte per la segreteria provinciale e per gli incarichi di lavoro. Partito della Rifondazione Comunista Federazione Provinciale di Pavia.
Testo dell’Anpi Provinciale di Pavia come contributo per il dibattito congressuale.
nel ringraziarvi per l’invito che ci avete rivolto inviamo un nostro contributo per il vostro dibattito congressuale.
Ci troviamo in una situazione sicuramente preoccupante, drammatica e per molti versi inedita, non solo per quello che sta accadendo nel nostro paese ma anche a livello internazionale.
L’elezione di Trump apre molte incognite e ipotizza scenari più che allarmanti a livello mondiale, con le società dei tecno-miliardari a sostegno. Questo avviene in un quadro europeo sempre più spostato a destra, segnato da una rinnovata corsa al riarmo (compreso quello nucleare) che brucia enormi risorse colpendo le condizioni di vita di milioni di persone e rimuovendo la necessità e l’urgenza di misure efficaci di contrasto al cambiamento climatico.
La guerra ha assunto caratteri permanenti con decine di conflitti aperti. Lo scontro in atto in Ucraina si trascina con il suo carico di morti e distruzioni, così come in Medio Oriente si profila l’ennesima spartizione di zone d’influenza sulla pelle di popoli e paesi (Siria, Libano), così come il futuro della Cisgiordania e di Gaza distrutta da quindici mesi di bombardamenti, 47.000 morti ed oltre 110.000 feriti. Una reazione indiscriminata all’attacco di Hamas del 7 ottobre, sulla quale la Corte internazionale di Giustizia dell’ONU ha ritenuto di accogliere l’accusa di genocidio formulata dal Sudafrica. Purtroppo tale posizione, come la successiva ordinanza per impedire la carestia, è rimasta lettera morta in ambito internazionale.
L’Anpi è parte del movimento pacifista, che attraverso diverse reti nazionali quali Europe for Peace, Rete italiana Pace e Disarmo, Assisi Pace Giusta, Fondazione Perugia Assisi e Sbilanciamoci, ha contribuito alle tante iniziative nel nostro paese per il “cessate il fuoco” nelle zone di guerra. In particolare, Anpi si è fatta promotrice di due campagne nazionali, per la raccolta fondi per le attività di Emergency a Gaza e per la richiesta di riconoscimento dello Stato di Palestina e intende proseguire su questo impegno.
Due anni di governo di destra hanno reso evidente la direzione di marcia di una coalizione che – vale sempre la pena ricordarlo – non è maggioranza nel paese ma l’ottiene a livello parlamentare grazie ad un sistema elettorale distorto che favorisce ed alimenta disaffezione e allontanamento dal voto sempre crescenti.
Due anni nei quali le scelte del governo di destra mescolano uno pseudo nazionalismo conservatore, spinte autoritarie e neoliberiste, oltre a mantenere aperte insofferenze o evidenti politiche di riscrittura non solo verso il patrimonio storico dell’antifascismo e della lotta di Liberazione, ma anche verso le strategie eversive del neofascismo degli anni ’70.
L’elenco dei provvedimenti legislativi che puntano a limitare diritti e colpire il dissenso è molto lungo e forse troppo sottovalutato: dal decreto contro i Rave dell’ottobre 2022 a
quello contro le ONG impegnate a salvare migranti in mare; dal decreto Cutro a quello per l’apertura di centri di detenzione per migranti in Albania; dal decreto “eco vandali” contro le manifestazioni di protesta delle organizzazioni ambientaliste a quello sulle carceri; dallo scontro frontale con la Magistratura con la separazione delle carriere per arrivare al ddl 1660 – definito dall’Associazione Antigone “il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana” – contro il quale anche l’Anpi ha preso posizione insieme a molte realtà democratiche, associazioni, sindacati, partiti e movimenti. Quelli ripresi rappresentano passaggi molto concreti di una messa in discussione dell’impianto democratico, già molto logorato nel corso degli anni.
A questi atti si aggiungono due progetti: il cosiddetto “premierato” o presidenzialismo (fumoso nei contenuti ma con l’evidente obiettivo di colpire il modello democratico parlamentare, già fortemente incrinato, e rafforzare una impostazione autoritaria) e la legge sull’Autonomia differenziata che resta la “secessione dei ricchi”. Ci siamo battuti insieme a un ampio coordinamento di forze sociali, sindacali e politiche per l’abrogazione della legge Calderoli. La dichiarazione di non ammissibilità del referendum ora non deve disperdere la consapevolezza sulla posta in gioco, perché l’attuale legge sull’autonomia differenziata è uscita colpita dalla sentenza del novembre scorso della Consulta su numerosi articoli e quindi non è possibile consentire la prosecuzione di quel progetto come se non fosse accaduto niente. Occorre rimettere in campo energie e intelligenze, su questo tema e su quelli che saranno oggetto dei referendum ammessi che riguardano diritti civili e sociali importanti.
Impegnarsi su questo non è parlare d’altro rispetto alla situazione di crisi sociale e politica nella quale ci troviamo: Oxfam Italia nel suo rapporto parla che il 5% delle famiglie più ricche detiene il 47,7% della ricchezza nazionale; 5,7 milioni di persone sono in povertà assoluta e la disoccupazione ai minimi storici del 5,7% (sbandierata dal governo) è determinata dall’aumento di chi non cerca più lavoro, che per troppi è sempre più precario, malpagato.
Ricostruire il senso della nostra democrazia significa decidere quale prospettiva può avere il nostro Paese: se solidale, di uguaglianza, contro le logiche di guerra, partecipata, di cambiamento.
Proprio nell’anno dell’80° Anniversario della Liberazione, attorno al tema dell’antifascismo
– fondamento della nostra Repubblica – inteso come indispensabile collegamento tra memoria e presente, riteniamo necessario e possibile rilanciare un movimento plurale di forze sociali, associative e politiche, in grado di misurarsi con le questioni che abbiamo sinteticamente indicato. Per non rassegnarsi ad un presente che non vogliamo subire. Per mantenere vivo il patrimonio delle donne e degli uomini della Resistenza, tradotto in chiare lettere nella Costituzione della Repubblica.
I migliori auguri di buon lavoro per la vostra assemblea.
Sabato 25 la Federazione Pavese di Rifondazione Comunista si ritrova a Pavia presso il Social Bistrot Viale Sardegna 64 per discutere delle sfide politiche e sociali che attendono la nostra provincia nei prossimi anni e rinnovare i propri organismi dirigenti.
Tra i temi al centro del dibattito la crisi abitativa, soprattutto nella città di Pavia sede di una importante Università che attira migliaia di studenti da tutta Italia e il diritto alla casa per i ceti meno abbienti, il lavoro e la lotta alla precarietà, la promozione di un modello di sviluppo economico sostenibile, per la salvaguardia del nostro territorio, contro il continuo consumo di suolo.
Siamo il PARTITO DELLA COSTITUZIONE, è il titolo del nostro congresso, siamo quelli che vogliono difendere la Costituzione nata 80 anni fa dalla Resistenza Antifascista, per questo in primavera saremo impegnati insieme a tante altre forze politiche e sociali a sostenere il referendum contro la legge che vuole l’Autonomia Differenziata con la quale si vuole disgregare il nostro Paese.
Comunicato stampa del Comitato referendario per l’abrogazione della legge sulla Autonomia differenziata
21 agosto 2024 • 14:31
In sole tre settimane abbiamo raggiunto mezzo milione di firme digitali, il numero previsto dalla Costituzione per promuovere il referendum abrogativo dell’Autonomia differenziata. Un risultato davvero straordinario, e per certi versi inaspettato per la sua rapidità, peraltro conseguito in pieno agosto, un mese per nulla favorevole a questo genere di iniziative.
Contrariamente a quanto sostiene qualche mal informato esponente del Governo, che ci ricorda la difficoltà nel chiedere e validare tutti i certificati elettorali dei firmatari, per le sottoscrizioni on line la procedura è automatica, grazie al collegamento della piattaforma con l’anagrafe nazionale (ANPR).
A queste vanno aggiunte le centinaia di migliaia di firme raccolte nei banchetti che abbiamo organizzato capillarmente in tutte le Regioni, queste sì da certificare una per una, cosa che ovviamente faremo con il massimo rigore.
Consideriamo quello appena compiuto solo il primo passo. Abbiamo ancora un mese a disposizione e intendiamo utilizzarlo per intero. Proseguirà quindi il nostro impegno nell’invitare le persone a firmare sia sul web che nelle piazze, nelle feste di partito, nei luoghi di lavoro. Contemporaneamente, moltiplicheremo le iniziative per spiegare le ragioni della nostra mobilitazione e i pericoli che corriamo a causa di una legge profondamente sbagliata, che aumenterà inevitabilmente i divari territoriali e le diseguaglianze sociali, minerà alle fondamenta il nostro welfare universalistico, danneggerà allo stesso tempo lavoratori e imprese.
Siamo convinti che, se adeguatamente informati, gli elettori respingeranno il tentativo di dividere e indebolire irrimediabilmente il Paese, compromettendone la coesione sociale e le prospettive di sviluppo. Decisioni di questa portata non possono essere assunte in una logica di scambio tra forze politiche e al riparo da una discussione e un confronto pubblici, che invece devono coinvolgere il numero più ampio possibile di cittadine e cittadini, nelle cui mani va restituito il futuro dell’Italia.
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