Vi aspettiamo Giovedì 19 febbraio per parlare di formazione, innovazione e lavoro, tematiche fondamentali per discutere e progettare il rilancio economico della nostra città.
Come sempre ci saranno ospiti che arricchiranno le riflessioni della serata con la loro personale esperienza e professionalità:
Pietro Resteghini, responsabile organizzativo ITS Incom.
La sempre crescente partecipazione ai nostri Tavoli è la prova che la cittadinanza vigevanese vuole essere informata, coinvolta e finalmente rappresentata da chi propone un’alternativa non solo possibile, ma necessaria.
Appuntamento alla sala Indaco del Cinema-Teatro Odeon di Vigevano, in via Berruti 2, alle ore 21:00!
Per dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione
Per contrastare la precarietà
Per vere politiche industriali e del terziario
Per una riforma fiscale equa e progressiva
Lavoratori e pensionati hanno pagato 25 miliardi di tasse in più
Lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati si sono trovati negli ultimi tre anni a pagare 25 miliardi di tasse in più a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef. Si va dai 700 euro di perdita netta per un reddito da 20.000 euro, ai 2.000 euro di perdita per un reddito da 35.000. Questa clamorosa ingiustizia fiscale penalizza i soli redditi fissi (non chi è in flat tax, non le rendite, non i profitti). È un meccanismo che va assolutamente fermato.
Sanità, istruzione, non autosufficienza, casa e sicurezza sempre più trascurate
Questo maggior gettito, inoltre, non è stato neppure destinato dal governo alla spesa sociale. Si pensi alla sanità pubblica: con questa manovra il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale in rapporto al Pil scenderà nel 2028 sotto il 6%, il livello più basso degli ultimi decenni. Già oggi quasi 6 milioni di persone rinunciano a curarsi, e la spesa sanitaria privata a carico delle famiglie vale ogni anno oltre 43 miliardi di euro. Non ci sono risorse adeguate per la sanità, per le scuole, per l’assistenza agli anziani, per garantire il diritto alla casa, per migliorare il trasporto pubblico, per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, che infatti continuano a morire come e più di prima. Per acquistare le armi, però, i soldi si trovano, e li si prende pure a debito.
Pensioni: viene peggiorata la Legge Fornero!
Le politiche di austerità riguardano anche la previdenza, con un ulteriore aumento dell’età pensionabile, che colpirà il 99% delle lavoratrici e dei lavoratori, e con l’azzeramento di ogni forma di flessibilità in uscita (comprese le già insufficienti “opzione donna” e “quote varie”). Sulle pensioni, Meloni e Salvini sono riusciti a fare peggio di Monti e Fornero.
Sempre più giovani fuggono dall’Italia
Le condizioni in cui versa il Paese peggiorano di giorno in giorno: la crescita è allo “zero virgola”, ormai prossima alla recessione; il processo di deindustrializzazione prosegue ormai da tre anni; l’occupazione cresce solo per gli over 50, mentre si contrae ed è sempre più precaria per le nuove generazioni, con centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che fuggono dall’Italia alla ricerca di un lavoro dignitoso e di una vita migliore. Questa è la situazione reale del Paese, che il Governo non fa assolutamente nulla per affrontare.
Gli obiettivi dello sciopero generale
Lo sciopero generale ha due obiettivi: sostenere le categorie in tutte le vertenze aperte con le controparti per il rinnovo dei contratti scaduti, perché i salari vanno alzati innanzitutto con la contrattazione; lanciare una vera e propria vertenza – tutta di merito – nei confronti del Governo, per cambiare la Manovra di Bilancio sulla base delle nostre richieste.
Cosa chiediamo
la restituzione del fiscal drag e la sua neutralizzazione per il futuro;
il rinnovo di tutti i contratti nazionali di lavoro privati e risorse aggiuntive per i Ccnl pubblici per difendere e rafforzare il potere d’acquisto, cui affiancare una vera detassazione degli incrementi per tutte e tutti;
il rafforzamento e l’estensione della quattordicesima per pensionate e pensionati;
il blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile per tutte e tutti, una maggiore flessibilità in uscita e una pensione contributiva di garanzia per precari e discontinui;
vere politiche industriali per i settori manifatturieri e per i servizi, per innovare il nostro sistema produttivo, governare la transizione
ambientale e digitale, difendere l’occupazione e creare nuovo lavoro di qualità;
la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, anche cambiando il sistema degli appalti;
il contrasto alla precarietà e al lavoro povero, nero e sommerso;
il rafforzamento del sistema pubblico dei servizi: sanità, istruzione e ricerca, non autosufficienza, emergenza casa, diritto allo studio, trasporto pubblico;
risorse per le riforme della non autosufficienza, disabilità e assistenza territoriale, e politiche a sostegno della genitorialità;
un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni del lavoro precario nei settori pubblici;
investimenti e misure per eliminare i divari di genere occupazionali e salariali;
una vera strategia per il rilancio del Mezzogiorno.
Prendiamo i soldi dove sono e diciamo No alla folle corsa al riarmo
Per fare tutto questo ci sono due precondizioni. La prima: andare a prendere i soldi dove sono (profitti, extra profitti, grandi ricchezze, evasione fiscale), anche chiedendo un contributo di solidarietà all’1% della popolazione più ricca, per finanziare politiche a beneficio del restante 99%. La nostra proposta garantirebbe 26 miliardi all’anno in più, per finanziare tutto ciò che rivendichiamo, a partire dalla sanità. La seconda: rinunciare alla folle corsa al riarmo, che mira a convertire la nostra e quella europea in un’economia di guerra, e che sottrarrà un’ingentissima mole di risorse alle vere priorità economiche e sociali del Paese. Solo per l’Italia, parliamo di quasi 1.000 miliardi di euro, se si vuole davvero raggiungere il 5% del Pil entro il 2035
Sciopero generale del 12 dicembre 2025, le categorie coinvolte
L’astensione avrà una durata pari all’intera giornata di lavoro per tutti i settori pubblici e privati anche in appalto e strumentali. Nei settori e comparti tenuti al rispetto della Legge n. 146/90 saranno garantite le prestazioni indispensabili, in osservanza delle regolamentazioni di settore.
Trasporto ferroviario: articolazione oraria dello sciopero dalle ore 00.01 del 12/12/2025 alle ore 21 del 12/12/2025.
Vigili del Fuoco: sciopero di 4 ore (senza decurtazione). Per il personale turnista, dalle ore 09.00 alle ore 13.00. Intera giornata per il personale giornaliero ed amministrativo.
L’astensione dal lavoro riguarda anche il personale del comparto “Istruzione e Ricerca” e dell’area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali.
Sono esentati dall’adesione allo sciopero generale nazionale l’igiene ambientale, il personale del Ministero della Giustizia, il personale ATAC S.p.A., esentato per intero il trasporto aereo.
Le presenze della segreteria nazionale nelle piazze
In occasione della giornata di sciopero proclamata dalla Confederazione per l’intera giornata il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sarà a Firenze, concentramento in Piazza Santa Maria Novella, ore 9.00, comizio conclusivo in Piazza del Carmine. Anche la segreteria confederale sarà presente in diverse piazze: Giuseppe Gesmundo sarà a Genova, concentramento presso la Stazione Marittima, ore 9.00, a seguire corteo cittadino e comizio conclusivo davanti alla Prefettura in Largo Lanfranco; Lara Ghiglione sarà a Ferrara, appuntamento in piazzale Medaglie d’oro (Prospettiva), ore 9.30; Luigi Giove sarà a Napoli, concentramento in piazza del Gesù, ore 9.00, comizio conclusivo in piazza Municipio; Daniela Barbaresi sarà a Cagliari, manifestazione in Piazza del Carmine, ore 10.00; Christian Ferrari sarà a Bari, concentramento in Piazza Massari, ore 9.30, comizio conclusivo in Piazza Libertà; Maria Grazia Gabrielli sarà ad Ancona, concentramento in Piazza del Crocifisso, ore 10.00, corteo e comizio conclusivo in Piazza del Papa; Francesca Re David sarà a Brescia, concentramento presso la Fermata metro San Faustino, ore 9.00, corteo e comizio conclusivo in Piazza Paolo VI. → Manifestazioni in tutta Italia contro una Legge di Bilancio ingiusta
Non potrebbe esserci titolo più azzeccato per descrivere la crisi del settore industriale e produttivo del nostro territorio.
Qualche giorno fa, infatti, una trentina di aziende Vigevanesi hanno rivolto un accorato appello al sindaco per chiedere l’internet veloce.
Una necessità vera per chi lavora nel settore dell’industria 4.0. In questo momento alcune zone del nostro territorio hanno una velocità di download di 27 mega (per capire: su Milano viaggiano tra i 5000 e i 6000).
Questo rappresenta un grosso limite per chi lavora. Parliamo delle industrie che a Vigevano già ci sono e non riescono a lavorare bene, sia di quelle che a Vigevano potrebbero venirci, magari dal milanese dove trovano costi molti più alti di quelli che troverebbero qui, ma che proprio per questo limite decidono di guardare altrove.
Parliamo anche dei singoli lavoratori e delle singole lavoratrici: la diffusione dello smart working richiama la necessità di poter usufruire di una connessione veloce anche da casa e la nostra città, sempre per via dei suoi costi inferiori, potrebbe richiamare lavoratori e lavoratrici che, pur impiegati/e al di fuori di Vigevano, potrebbero considerare di stabilirsi qui per vivere.
Già in occasione delle comunali 2020 avevamo inserito nel programma elettorale la strategia di attirare aziende e singole persone dal milanese ma, oltre all’intervento sui servizi, ora è necessario mettere in cima all’agenda anche un intervento sulla connessione veloce. Ne va del rilancio produttivo del nostro territorio e delle possibilità di posti di lavoro.
Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista.
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