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Sciopero generale 12 Dicembre a Pavia

13 Dicembre 2025

Ieri lavoratori e lavoratrici sono scesi in piazza insieme alla Cgil per dire NO a una legge di bilancio che non risponde ai bisogni del paese. IL governo Meloni sceglie di non affrontare i problemi che pesano sulla vita quotidiana:

– salari che non tengono il passo con l’inflazione,

– pensioni insufficienti e meno tutele per chi ha lavorato tutta una vita,

– servizi pubblici sotto finanziati,

– famiglie e giovani lasciati senza un sostegno. La Cgil chiede:

– più investimenti nei servizi pubblici, dalla sanità alla scuola,

– un fisco più giusto, che non scarichi il peso su lavoratori e pensionati,

– politiche per il lavoro stabili e dignitose, non precarietà,

– tutele sociali vere, per chi ogni giorno manda avanti il paese.

Lo sciopero non è un capriccio: è un grido collettivo per un’Italia più equa, seria e solidale. Se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo farci sentire. Ieri è stato il primo giorno.

RIFONDAZIONE COMUNISTA, FED. DI PAVIA.

Uno sviluppo senza qualità del lavoro genera territori fragili

28 Novembre 2025

EDOARDO CASATI

Oggi al cinema teatro Odeon per l’iniziativa pubblica sui 120 anni della camera del lavoro di Vigevano.

Un evento importante che non è stato solo una celebrazione. Sicuramente c’é una dimensione storica e di ricordo: é stato importante portare alla luce pezzi di passato che devono fare parte della nostra memoria collettiva. Pezzi che la città non può perdere, perché parte integrante di Vigevano. Quella Vigevano che ha visto (é stato ricordato) avanzamenti sociali importantissimi dati da un PCI che a Vigevano ha raggiunto il 40% e che ha governato in giunta con il PSI negli anni 70.

Ma é stata anche e soprattutto un’occasione per fare il punto sullo stato del nostro territorio, sulla visione della crescita e sulle proposte pratiche per lo sviluppo della Lomellina.

Una Lomellina in difficoltà, che trascina nella difficoltà anche Vigevano. Facciamo parte delle cosiddette “aree interne”: quelle aree del paese che si stanno svuotando sempre di più. Abbandonate dai servizi e, in conseguenza, abbandonate dalle persone che cercano territori più serviti e con maggiori opportunità.

Serve uno sviluppo nuovo, capace di unire i lavoratori e quegli imprenditori che vogliono davvero bene al territorio. Quelli che non prendono i soldi e scappano. Quelli che non si fermano al loro guadagno ma che badano allo sviluppo del tessuto sociale di Vigevano.

In questo il sindacato é molto importante.

Serve coinvolgere le parti sociali per creare una collaborazione stabile e delle strategie condivise. Serve avere il coraggio di toccare nuovi temi abbattendo i tabù: dall’innovazione tecnologica all’intelligenza artificiale, passando per la nuova concezione del lavoro che hanno i più giovani. E tanto altro.

Solo così si potrà rilanciare il nostro territorio per renderlo di nuovo vivibile.

Trasferimento ISEM: la posizione di Rifondazione

20 Giugno 2024

Apprendiamo l’allarme lanciato dai sindacati: secondo quanto si legge la fabbrica ISEM sarebbe intenzionata a trasferirsi a Trecate.

Innanzitutto va detto che la fabbrica in questione, a differenza delle altre due (Fiscatech e Moreschi) che sono state al centro della cronaca locale, è in espansione e che la scelta del trasferimento a Trecate (probabilmente data dalla vicinanza di Trecate con la autostrada A4) è conseguente alla mancanza di infrastrutture della nostra città. Ci teniamo, quindi, ad aprire una piccola parentesi sulla questione delle infrastrutture, ricordando come la giunta Ceffa si sia fatta sfuggire la possibilità più che concreta (come egregiamente segnalato da MIMOAL in passato) del raddoppio parziale della linea Milano – Mortara – Alessandria che potrebbe aumentare i servizi per i pendolari e contribuire alla diminuzione del traffico merci su gomma.

Ricordiamo anche l’enorme perdita di tempo, da parte della giunta Sala e della giunta Ceffa, nel ricorrere il progetto faraonico della cosiddetta “super strada per Malpensa” a cui noi proponiamo come alternativa una circonvallazione a basso impatto ambientale che parta dalla località Soria e che arrivi fino al ponte sul naviglio grande ad Abbiategrasso, proiettando la città al luogo in cui la fabbrica vuole arrivare: Malpensa.

Oltre a ciò, per andare nello specifico della vicenda, ci sembra importante che il comune avvii una seria e trasparente riflessione sulla totale mancanza di attrattività della nostra città per le imprese. “Moreschi non sarà l’ultima” dicevamo nell’ultimo consiglio comunale aperto, e in questo siamo stati profetici.

La crisi del settore calzaturiero e, più in generale di tutto il settore industriale, è ormai sotto gli occhi di tutti e rilanciamo quindi due proposte che, secondo noi, possono servire a pompare un po’ di ossigeno ai lavoratori e alle lavoratrici:

– verificare la possibilità di mettere a bilancio comunale un fondo che aiuti i lavoratori e le lavoratrici della città che versano in condizioni di difficoltà economica.

– verificare la possibilità di intervenire, con degli sgravi, su ciò che è di competenza comunale (dalle tasse di competenza comunale alle rette di asili nido e mensa).

Accanto a tutto ciò, nello specifico della ISEM, esortiamo il comune (nella personalità del sindaco e degli assessori) a mettersi a disposizione delle maestranze e dei sindacati per fare tutto ciò che è in loro potere per trattate con la fabbrica al fine di evitare questo trasferimento. Se poi la decisione del trasferimento, anche dopo le trattative, dovesse essere dichiarata definitiva, ci sembra opportuno studiare la fattibilità di costituire dei trasporti straordinari, il cui pagamento speriamo venga sostenuto dalla ditta (richiamandone il suo senso morale e civico), che possano permettere ai cittadini di continuare a lavorare alla ISEM senza lasciare la nostra città.

Rifondazione Comunista Vigevano

Clir: oltre al danno la beffa

Ad una settimana dall’occupazione del Clir registriamo la totale assenza dei Sindaci dei Comuni Soci sul tema occupazionale. Al riguardo ci risulta che gli affidamenti diretti ad aziende private avvengono senza tener conto delle clausole sociali previste che permetterebbero una giusta ricollocazione del personale; le attività che prima venivano svolte dai lavoratori del Clir vengono, di fatto, svolte da personale di altre aziende (CON CONTRATTI AL RIBASSO???).

Le aziende private affidatarie, pur consapevoli che nel caso di cambio di gestore è previsto il passaggio diretto dei lavoratori, non applicano l’art. 6 del CCNL di settore.

E’ un ulteriore schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori del Clir che in questi giorni hanno continuato a lavorare senza stipendio.

Parona, 5 luglio 2021

FP-CGIL Pavia, FIT-CISL Pavia Lodi