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Mense: contro i tagli e gli appalti al ribasso chiediamo scaglioni progressivi

13 Novembre 2025

Torna alla ribalta il problema mense. Le famiglie presentano alla giunta comunale e all’assessore incaricato della ristorazione scolastica molti problemi: pulizia delle stoviglie, pietanze fredde, pasta in bianco senza alcun condimento ancora a mollo nell’acqua di cottura. Inoltre presenza di prosciutto non gradito a bimbi di alcune confessioni religiose, cibo buttato perché non appetitoso.

Di fronte alle giustificate segnalazioni e lamentele dei genitori che intendono anche ritirare i propri figli dalle mense ci preme sottolineare che il problema sta a monte, nella responsabilità dell’attuale classe dirigente politica della giunta di Vigevano.

Sappiamo che i comuni, per via dell’obbligo di pareggio di bilancio per gli enti locali (che noi abbiamo sempre contestato), hanno non poche difficoltà economiche e quindi scelgono le vie più semplici per ridurre i costi. La privatizzazione dei servizi, gli appalti al prezzo con maggior ribasso e di conseguenza la scarsa qualità del servizio e dei cibi.

Queste scelte peggiorano continuamente la situazione delle mense scolastiche.

Difficoltà che certo non assolvono una amministrazione che manca di coraggio politico, ma che comunque siamo consapevoli del fatto che complicano la gestione comunale.

Davanti a queste difficoltà, quindi, come opposizione propositiva, forniamo una soluzione che potrebbe permettere di compiere un primo passo verso la gratuità, evitando di scompigliare più di tanto i conti.

La proposta in questione parte dal semplice principio costituzionale riconosciuto nell’articolo 3 della Costituzione.

É possibile, dunque, impostare la retta della mensa con una base progressiva (calcolata in base al reddito).

Questo potrebbe essere il primo passo per permettere a chi non può pagare di non farlo, senza (per un primo momento) estendere la gratuità a tutti se questa dovesse momentaneamente risultare insostenibile per le casse della città.

Non dimentichiamo il fatto che tra questi bambini ritirati perché non gradiscono il cibo ce ne sono anche altri che non usufruiscono della mensa per mancanza di risorse delle famiglie.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Soccorriamo il pronto soccorso

23 Ottobre 2025

Sabato pomeriggio presso l’Ospedale Civile di Vigevano si è verificato l’ennesimo episodio di violenza, da parte di una persona ubriaca o comunque alterata che spazientita dall’attesa ha prima invitato gli altri astanti ad uscire, poi ha cominciato a spaccare  tutto, mettendo  fuori uso il Pronto Soccorso per diverse ore, dirottando così tutte le urgenze  verso la Clinica Beato Matteo, creando code e attese  che avrebbero potuto originare conseguenze anche gravi.

Noi condanniamo in maniera netta ed inequivocabile quanto è successo e ribadiamo che la mancanza di presidi di forze di sicurezza (che in passato esistevano) in luoghi come: Ospedali, Stazioni, edifici di pubblica utilità, vuol dire accettare supinamente i rischi.

Le risorse economiche devono essere impegnate per il miglioramento della vita delle persone e dei servizi socio sanitari onde evitare lunghe attese o chiusure di presidi e non spesi per acquistare armi per improbabili aggressioni da parte di paesi stranieri.

Soltanto una reale presenza delle Istituzioni, in concertazione con tutte le forze politiche, può prima  arginare e poi risolvere una situazione sempre più fuori controllo.

La propaganda e demagogia fatta sinora dalle destre (ronde/esercito) non risolve il problema, anzi lo accentua creando false speranze nella popolazione.

Invitiamo tutti a farsi parte attiva di queste problematiche in prima persona e non delegando a chi da molti anni di fatto pensa più ad interessi  personali che non al bene collettivo.

La situazione  in cui versa la città è sotto gli occhi di tutti.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Da Bozambo alla Cgil. Così sono diventato sindacalista

7 Ottobre 2025

Interessante libro di Aldo Burresi che racconta la sua storia di dirigente CGIL del nostro territorio che è poi la storia delle lotte sindacali del nostro territorio.
Vi aspettiamo.

I docenti del liceo Cairoli di Vigevano aderiscono allo sciopero generale per il 22 settembre: per difendere la Flotilla, fermare il genocidio a Gaza e stop all’economia di guerra

22 Settembre 2025

NUOVO CICLO INCONTRI AUTUNNO 2025 DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG” DI VIGEVANO

21 Settembre 2025

Collettivo Culturale Rosa Luxemburg di Vigevano

Il Collettivo Culturale Rosa Luxemburg è attivo sul piano culturale e politico da quasi 30 anni.

Pur in un contesto generale non propizio, tra innumerevoli difficoltà economiche e politiche, ha sempre operato a favore di una cultura critica e di un agire politico a fianco delle forze politiche e dei movimenti sociali alternativi. A fianco dei soggetti deboli su scala nazionale e su scala mondiale.

La Rete delle Alternative ci ha offerto l’opportunità di uscire dall’isolamento e da un certo provincialismo perché ha sempre mantenuto un orizzonte internazionale sulle tematiche che, di volta in volta, abbiamo proposto e discusso.

Le prime iniziative risalgono agli inizi del 1996 ma solo il 12 marzo 2005 abbiamo creato la sezione locale, intitolandola a Rosa Luxemburg. Le iniziative sono state moltissime e hanno affrontato argomenti variegati.

Il primo di questi obiettivi è stato quello di tentare di assolvere a un compito formativo e pedagogico. Da qui le iniziative su “Marx e i marxismi”, “il marxismo critico”, analisi dei principi di economia, lezioni di storia, di filosofia e di letteratura, serate culturali dedicate alla Resistenza e all’antifascismo.

Allo stesso tempo abbiamo voluto conoscere e approfondire le tematiche del Movimento Altermondialista e dei Forum Sociali Mondiali. Critica del neoliberismo, della globalizzazione, del neocolonialismo, dell’imperialismo ecc. Sovranità alimentare, agricoltura biologica, OGM, beni comuni, altreconomia, sviluppo sostenibile, proprietà intellettuale, cambiamenti climatici, crisi ambientale. Tutti temi collocati entro la visione della giustizia sociale, della giustizia ambientale, della giustizia climatica. Il nostro impegno si è sviluppato anche sul terreno delle questioni internazionali, in particolare su Kurdistan, Palestina, Chiapas.

Non sono poi mancate le “nuove tematiche”, con incontri dedicati a lavoro, precarietà, consumo critico, Teologia della Liberazione, diritti di cittadinanza, diritti di genere, fenomeni migratori e diritti dei migranti, ecc.

Infine abbiamo affrontato tematiche inerenti alle questioni locali e alla storia di Vigevano e dell’area circostante.

Abbiamo anche proposto concerti (come quelli antifascisti dei Cantosociale o quelli dedicati a Fabrizio De André), happening letterari a più voci (come quello su Pasolini, che abbiamo anche esportato alla Casa del Popolo di Lodi, con reading, musica, video), recitazione, canti, mostre e cineforum.

A Vigevano in questi anni il Collettivo ha rappresentato un punto di riferimento, un polo di aggregazione e di socializzazione.

Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative

Vigevano

Settembre 2025

Vigevano e Mede insieme per Gaza.

10 Agosto 2025

ADRIANO ARLENGHI

Alle ore 21 di ieri sera a Vigevano, a Mede e in tutti i paesi della diocesi di Vigevano le campane delle chiese si sono messe a suonare . Un suono antico, familiare che da secoli scandisce il tempo delle comunità. Per rompere un altro tipo di silenzio: quello dell’indifferenza. Un suono dedicato a chi ha fame a Gaza, a chi muore sotto le bombe, alla tragedia umana che in questi mesi ha colpito migliaia di persone , in particolare le più fragili. Ricordare chi, a Gaza, vive nella privazione più assoluta – senza acqua, senza elettricità, senza pane – significa sentire che quella sofferenza ci riguarda tutti , anche se geograficamente ci appare lontana.

Le campane di ieri sera , suonando tutte insieme, hanno unito le parrocchie, i paesi, le persone, in un gesto corale che voleva andare oltre le parole e le opinioni.

Così è iniziato ieri sera il presidio di pace per Gaza. Centocinquanta persone a Vigevano e decine a Mede, si sono date appuntamento sulle piazze dei loro paesi. Ogni rintocco è stato come un battito del cuore della Lomellina, che si è fatta solidale, ha rifiutato l’idea che la fame oggi, possa ancora essere un’arma di guerra. Per un popolo che ha il diritto di non morire di fame e di lacrime. Il caldo, terribile anche di sera, le zanzare e la vicinanza con il ferragosto non hanno fermato la voglia di esserci di un piccolo popolo di attivisti e di gente comune. Immediatamente al suono delle campane, la piccola folla armata di tamburelli, fischietti, corni , maracas, si è messa a fare rumore e il rumore si è allargato ovunque nella splendida piazza.

Era un suono carico di partecipazione ma si sentiva una grande tristezza di tutti nel cuore, ma anche la convinzione che non si poteva assistere alla barbarie senza dire: non in mio nome. Si è detto anche : ci sentiamo impotenti di fronte all’enormità di quel grande campo di concentramento in cui Israele ha trasformato Gaza. Sappiamo però che saremo davvero impotenti solo se rimarremo muti di fronte allo scandalo della fame usata come arma di sterminio di massa. “Noi che siamo qui stasera non vogliamo rimanere in silenzio, mentre la gente di Gaza viene sterminata. Vogliamo disertare questo silenzio di morte. Vogliamo unire le nostre sirene e le campane delle chiese”.

Perché in piazza? Per chiedere la fine dell’aggressione israeliana e il riconoscimento dello Stato di Palestina, il blocco della vendita di armi e la fine degli accordi economici con Israele anche da parte del governo italiano. Aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, che sta subendo un assedio e una crisi alimentare senza precedenti. Del resto i rapporti presentati da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, non ammette dubbi: il grido di dolore ci giunge ogni giorno anche dalle organizzazioni umanitarie che tentano di resistere, come Action Aid e Medici senza frontiere. Ci parlano di una situazione che ha assunto da tempo i colori della disumanità, della barbarie più totale. Le stesse cose che ci aveva raccontato Hani Gaber console per il Nord Italia della Palestina, che a Vigevano aveva portato quasi piangendo la rabbia e le privazioni del suo popolo.

La gente di Vigevano e di Mede presenti ieri sera avevano risposto ad un invito del coordinamento per la pace di Vigevano e Lomellina, che riprendevano un appello nazionale: “facciamo suonare a distesa le campane dei palazzi comunali, quelle delle chiese, e ogni sirena possibile: ambulanze, navi, barche, porti. Suoniamo ogni fischietto, battiamo le pentole. Facciamo più rumore, più chiasso, più fracasso possibile. Facciamolo insieme: nelle piazze e sulle spiagge. Facciamolo sui balconi e alle finestre. Facciamolo sui social. Facciamolo dappertutto. Che ci sentano fino a Gaza: perché sappiano di non essere soli. Che ci sentano nei palazzi del potere italiano”

Abbiamo presentato lo striscione che Ale Puro, un artista che vive e lavora a Vigevano e che giovanissimo si è affacciato al mondo della street art, ha voluto creare e regalare al coordinamento per la pace. Nello striscione c’era scritto : la pace non tace, ed era una sintesi della necessità di non rimanere indifferenti quando si vede la tragedia che illumina alcune parti del mondo. Decine di persone sono venute a firmarlo mentre la notte nel sagrato del Duomo calava velocemente e la fatica e il sudore annebbiavano la vista. Il collegamento tra le piazze purtroppo per motivi tecnici non è stato possibile e ci sarebbe piaciuto unire le parole di tutti, intrecciando un sentire comune.

Poi tanti gli interventi, con Giancarla che ha parlato del gruppo di donne che da quando è iniziata la guerra in Ucraina scende nella piazza del mercato a Sartirana ogni sabato per chiedere pace, Luisa che ha invitato ad aderire alla marcia Perugia -Assisi di ottobre per la quale sta organizzando un pulmann intero, Luigi che ha raccontato dell’iniziativa per Gaza con i camminatori e i ciclisti che sono giunti da Oropa sino a Mortara e poi sono andati in Prefettura a Milano per portare le firme raccolte. Cinzia Bauci del gruppo artistico Stellerranti , ha letto le poesie selezionate da Marco e da Antonietta di poeti palestinesi, Piero Carcano ha infine recitato altre poesie e ha cantato una canzone di rivolta. Per terminare con uno slogan: il classico free free Palestine , ripreso immediatamente dai presenti e urlato nella notte infinite volte.

In mezzo per tre volte la gente ha fatto rumore con tutto quello che di rumoroso aveva portato con se. Sottolineando in questo modo la voglia di esserci e dire che Gaza non può morire e che è necessario buttare la guerra fuori dalla Storia. I più commoventi sono stati i ragazzi presenti, con i loro fischietti e la loro voglia di futuro. Poi tutti sono tornati alle loro case ed è rimasto sul sagrato solo uno strano silenzio, capace tuttavia di parlare ancora. Per rivendicare un tempo nuovo, un tempo capace di non spargere odio e sofferenza ma indicare la necessità per tutti di potere, usando una bellissima frase di Alex Zanotelli, “continuare a danzare la vita”.

Un grazie commosso va a tutte e a tutti coloro che hanno reso possibile la piazza, alla diocesi, a chi ha partecipato, a chi è intervenuto, a chi crede che il Coordinamento per la pace territoriale sia importante per proseguire nelle iniziative di pace. Le foto delle due piazze sono tratte dalle chat e dalla rete.

Vigevano è una città sconnessa

9 Agosto 2025

Non potrebbe esserci titolo più azzeccato per descrivere la crisi del settore industriale e produttivo del nostro territorio.

Qualche giorno fa, infatti, una trentina di aziende Vigevanesi hanno rivolto un accorato appello al sindaco per chiedere l’internet veloce.

Una necessità vera per chi lavora nel settore dell’industria 4.0.
In questo momento alcune zone del nostro territorio hanno una velocità di download di 27 mega (per capire: su Milano viaggiano tra i 5000 e i 6000).

Questo rappresenta un grosso limite per chi lavora.
Parliamo delle industrie che a Vigevano già ci sono e non riescono a lavorare bene, sia di quelle che a Vigevano potrebbero venirci, magari dal milanese dove trovano costi molti più alti di quelli che troverebbero qui, ma che proprio per questo limite decidono di guardare altrove.

Parliamo anche dei singoli lavoratori e delle singole lavoratrici: la diffusione dello smart working richiama la necessità di poter usufruire di una connessione veloce anche da casa e la nostra città, sempre per via dei suoi costi inferiori, potrebbe richiamare lavoratori e lavoratrici che, pur impiegati/e al di fuori di Vigevano, potrebbero considerare di stabilirsi qui per vivere.

Già in occasione delle comunali 2020 avevamo inserito nel programma elettorale la strategia di attirare aziende e singole persone dal milanese ma, oltre all’intervento sui servizi, ora è necessario mettere in cima all’agenda anche un intervento sulla connessione veloce.
Ne va del rilancio produttivo del nostro territorio e delle possibilità di posti di lavoro.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista.

Giovani comunisti/e.

Aderiamo all’iniziativa del 9 agosto, perché fare rumore è necessario

2 Agosto 2025

Aderiamo all’iniziativa del 9 agosto, perché fare rumore è necessario.

Assistiamo ogni giorno al genocidio del popolo palestinesi, è giunto il momento di ribadire che il Comune non può e non deve rimanere in silenzio.

Aderiamo alla piazza in maniera propositiva, rilanciando anche le nostre proposte: chiediamo che il Comune riconosca lo stato di Palestina, che si avii una campagna di sensibilizzazione per smettere di vendere nei supermercati locali prodotti israeliani, dando il buon esempio prima di tutto dove il Comune ha la possibilità di incidere. Dalle farmacie comunali alle mense (dove si vendono farmaci e prodotti israeliani).

Oltre a tutto ciò, ovviamente, ci opponiamo anche al riarmo europeo e alla guerra, applicando semplicemente quello che è l’articolo 11 della Costituzione.

Si tratta di azioni pacifiche che possono comunque colpire la fornitura militare di chi sta perpetrando il genocidio a Gaza.

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

GIOVANI COMUNISTI/E