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Coca? No, Gaza Cola. Il Cairoli beve solidale

24 Dicembre 2025

Fonte: L’INFORMATORE VIGEVANESE cartaceo del 24 Dicembre 2025

VIGEVANO – Il sapore è quello canonico, zuccherino aromatico, della bevanda analcolica più famosa del pianeta. Ma lo scopo è molto profondo, perché la Gaza Cola non è una semplice bibita: acquistarla vuol dire schierarsi e contribuire, nel proprio piccolo, a sostenere la causa palestinese. Da qualche giorno anche al bar del Liceo Cairoli la propone. Il prezzo non è concorrenziale: costa 2-euro esattamente come le altre bibite, ma la capienza è minore (25 centilitri anziché 33). L’iniziativa arriva da un gruppo di professori. La proposta è stata poi lanciata al gestore del locale al pianterreno dell’ex collegio convitto Saporiti, che ha accettato. Il primo stock era di 48 lattine. Poi si vedrà se farne arrivare altre, a seconda delle vendite. In questo caso il ricavato netto servirà per contribuire a costruire una scuola in Palestina. O meglio, tre tende didattiche.

La piattaforma Go-FundMe illustra questo progetto voluto da due attivisti, Klara Jarova e Feyal Adel, che questi docenti hanno deciso di sposare. “Queste tende – spiegano – saranno un rifugio sicuro, un luogo per l’apprendimento e una fonte di speranza che restituirà la gioia dell’infanzia. Oltre all’istruzione, le tende offriranno spazi per il gioco e le attività ricreative, permettendo ai bambini di esprimersi attraverso il disegno, il gioco e la musica, rafforzando la fiducia in se stessi e sviluppando capacità di cooperazione e perseveranza”.

La Gaza Coca, che prende il nome dalla città al centro dell’attuale conflitto israelo-palestinese, è un progetto nato a Londra senza scopo di lucro, avviato due anni fa e diffusosi poi in Italia come “alternativa etica” alla cola della multinazionale.

d.m.

Mense: contro i tagli e gli appalti al ribasso chiediamo scaglioni progressivi

13 Novembre 2025

Torna alla ribalta il problema mense. Le famiglie presentano alla giunta comunale e all’assessore incaricato della ristorazione scolastica molti problemi: pulizia delle stoviglie, pietanze fredde, pasta in bianco senza alcun condimento ancora a mollo nell’acqua di cottura. Inoltre presenza di prosciutto non gradito a bimbi di alcune confessioni religiose, cibo buttato perché non appetitoso.

Di fronte alle giustificate segnalazioni e lamentele dei genitori che intendono anche ritirare i propri figli dalle mense ci preme sottolineare che il problema sta a monte, nella responsabilità dell’attuale classe dirigente politica della giunta di Vigevano.

Sappiamo che i comuni, per via dell’obbligo di pareggio di bilancio per gli enti locali (che noi abbiamo sempre contestato), hanno non poche difficoltà economiche e quindi scelgono le vie più semplici per ridurre i costi. La privatizzazione dei servizi, gli appalti al prezzo con maggior ribasso e di conseguenza la scarsa qualità del servizio e dei cibi.

Queste scelte peggiorano continuamente la situazione delle mense scolastiche.

Difficoltà che certo non assolvono una amministrazione che manca di coraggio politico, ma che comunque siamo consapevoli del fatto che complicano la gestione comunale.

Davanti a queste difficoltà, quindi, come opposizione propositiva, forniamo una soluzione che potrebbe permettere di compiere un primo passo verso la gratuità, evitando di scompigliare più di tanto i conti.

La proposta in questione parte dal semplice principio costituzionale riconosciuto nell’articolo 3 della Costituzione.

É possibile, dunque, impostare la retta della mensa con una base progressiva (calcolata in base al reddito).

Questo potrebbe essere il primo passo per permettere a chi non può pagare di non farlo, senza (per un primo momento) estendere la gratuità a tutti se questa dovesse momentaneamente risultare insostenibile per le casse della città.

Non dimentichiamo il fatto che tra questi bambini ritirati perché non gradiscono il cibo ce ne sono anche altri che non usufruiscono della mensa per mancanza di risorse delle famiglie.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano