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A.A.A. Democrazia cercasi!

17 Febbraio 2023

Oggi, 17 Febbraio, sono ufficialmente 50 giorni dalla convocazione dell’ultimo Consiglio comunale di Vigevano.
Il sindaco Ceffa, infatti, ha convocato l’ultima volta tutti i consiglieri dopo il terremoto causato dalla scomparsa del famoso documento riguardante le dimissioni di 13 consiglieri comunali, in data 28 Dicembre 2022. Nemmeno la minoranza, che ha la possibilità di convocare il consiglio, prova a farlo o sembra averne interesse.

Denunciamo con forza questa situazione in quanto il consiglio comunale, che dovrebbe rappresentare i cittadini, non può e non deve diventare il giocattolo di una maggioranza traballante o di una minoranza nullafacente.

Noi crediamo che il bene della città debba essere messo prima di qualsiasi altro giochino politico, sia della maggioranza sia della minoranza.

Convocate il consiglio e dimostrate ai cittadini che esiste ancora, in questa città, una maggioranza seria e una minoranza che sia opposizione o se è necessario andare ad elezioni anticipate per garantire a Vigevano un governo degno di questo nome.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Giovani Comunisti/e

Unione Popolare

LO SCANDALO DEL PONTE SUL TICINO

5 Ottobre 2022

È ovvio ricordare che la provincia di Pavia è attraversata da importanti fiumi (il Po, il Ticino, il Sesia e altri minori). Ebbene, domanda retorica, da quanti anni sono in corso i lavori sui ponti?

È scandalosa la situazione del ponte sul Ticino a Vigevano: da ben undici anni è in corso la costruzione del nuovo ponte.

Dopo molte interruzioni e fallimenti delle imprese costruttrici si scopre solo ora che non sono state finanziate le rampe di accesso e le strade di connessione, per questo il ponte sul Ticino è diventato la classica “cattedrale nel deserto” nonostante fosse un’opera definita strategica anche per riservare il vecchio ponte alla realizzazione del doppio binario Mortara – Milano (altra opera di cui si parla da oltre cinquant’anni senza essere mai realizzata).

La situazione è tale da suscitare le proteste del Comitato Intercategoriale di Vigevano – Lomellina; la situazione è difficile anche per il Ponte della Becca (confluenza Ticino – Po), tale da suscitare le proteste di un comitato locale.

Così pure per il Ponte della Gerola che, forse, sarà aperto al traffico solo a metà ottobre dopo lunghi mesi di chiusura, per non parlare dell’eterno problema del Ponte delle barche di Bereguardo.

Si sconta così la mancata programmazione dei trasporti e delle infrastrutture, l’aver puntato su progetti irrealizzabili e negativi come l’autostrada Broni – Mortara o altre opere analoghe, invece di puntare al miglioramento della viabilità ordinaria, l’aver bloccato l’adeguamento del trasporto ferroviario, nonostante le migliaia di pendolari.

Le colpe della Provincia di Pavia, della Regione Lombardia e governative sono evidenti: si sono favoriti i grandi potentati economici invece di un adeguato intervento pubblico sul territorio.

I circoli di Rifondazione Comunista della Federazione di Pavia