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Mense: contro i tagli e gli appalti al ribasso chiediamo scaglioni progressivi

13 Novembre 2025

Torna alla ribalta il problema mense. Le famiglie presentano alla giunta comunale e all’assessore incaricato della ristorazione scolastica molti problemi: pulizia delle stoviglie, pietanze fredde, pasta in bianco senza alcun condimento ancora a mollo nell’acqua di cottura. Inoltre presenza di prosciutto non gradito a bimbi di alcune confessioni religiose, cibo buttato perché non appetitoso.

Di fronte alle giustificate segnalazioni e lamentele dei genitori che intendono anche ritirare i propri figli dalle mense ci preme sottolineare che il problema sta a monte, nella responsabilità dell’attuale classe dirigente politica della giunta di Vigevano.

Sappiamo che i comuni, per via dell’obbligo di pareggio di bilancio per gli enti locali (che noi abbiamo sempre contestato), hanno non poche difficoltà economiche e quindi scelgono le vie più semplici per ridurre i costi. La privatizzazione dei servizi, gli appalti al prezzo con maggior ribasso e di conseguenza la scarsa qualità del servizio e dei cibi.

Queste scelte peggiorano continuamente la situazione delle mense scolastiche.

Difficoltà che certo non assolvono una amministrazione che manca di coraggio politico, ma che comunque siamo consapevoli del fatto che complicano la gestione comunale.

Davanti a queste difficoltà, quindi, come opposizione propositiva, forniamo una soluzione che potrebbe permettere di compiere un primo passo verso la gratuità, evitando di scompigliare più di tanto i conti.

La proposta in questione parte dal semplice principio costituzionale riconosciuto nell’articolo 3 della Costituzione.

É possibile, dunque, impostare la retta della mensa con una base progressiva (calcolata in base al reddito).

Questo potrebbe essere il primo passo per permettere a chi non può pagare di non farlo, senza (per un primo momento) estendere la gratuità a tutti se questa dovesse momentaneamente risultare insostenibile per le casse della città.

Non dimentichiamo il fatto che tra questi bambini ritirati perché non gradiscono il cibo ce ne sono anche altri che non usufruiscono della mensa per mancanza di risorse delle famiglie.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

I lavoratori del Clir “non hanno nemmeno i documenti per la dichiarazione dei redditi”. La solidarietà di Rifondazione Comunista con intervento di Giuseppe Abbà

16 giugno 2022

FERMARE IL DDL CONCORRENZA, DIFENDERE ACQUA, BENI COMUNI

14 maggio 2022

ADRIANO ARLENGHI

Non ne parla nessuno, sembra che non interessa a nessuno, eppure ci sono cose come questa, magari anche un po’ difficili da capire, che sono essenziali per il nostro futuro. Per la verità il “solito” Abbà aveva presentato una mozione in consiglio comunale. Vergognosamente cassata da tutti i partiti. Di che si tratta?

Il governo Draghi ha presentato di recente il disegno di legge sulla concorrenza e il mercato, riforma chiesta anche per l’accesso ai fondi europei del PNRR.

Il DDL Concorrenza tuttavia è un manifesto ideologico che, dietro la riproposizione del mantra “crescita, competitività, concorrenza”, si prefigge una nuova ondata di privatizzazioni di beni comuni fondamentali, dall’acqua all’energia, dai rifiuti al trasporto pubblico locale, dalla sanità ai servizi sociali e culturali, fino ai porti e alle telecomunicazioni.

Il Ddl all’art. 6 individua nel privato la modalità ordinaria di gestione dei servizi pubblici rendendo residuale la loro gestione pubblica, per cui gli Enti Locali che opteranno per tale scelta dovranno “giustificare” il mancato ricorso al mercato. Espropriando le comunità locali dalla scelta sui beni comuni (spingendole comunque a gestioni in forma mercantili, come le società per azioni). Azzerando la storica funzione pubblica e sociale dei Comuni.

Questa cosa contraddice la volontà popolare espressa con i referendum del 2011 contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni. Per questo anche in questa campagna elettorale Rifondazione dice di no alle privatizzazioni.

Perché? Semplice, perché portano al sovra sfruttamento delle risorse naturali, peggiorano i servizi, aumentano le tariffe, annullano il controllo democratico, riducono i diritti del lavoro, l’occupazione e i salari, aumentando la profittabilità e la precarietà.

Veniamo da un periodo di emergenza sanitaria, siamo immersi dentro una drammatica crisi eco-climatica e dentro un drastico peggioramento delle condizioni di vita delle persone, ed ora anche dentro una nuova guerra all’interno dell’Europa.

Affrontare queste sfide richiede un radicale stop a un modello sociale basato sui profitti, per costruire un’altra società fondata sul prendersi cura, sulla riappropriazione sociale dell’acqua e dei beni comuni, sulla gestione partecipativa di tutti i servizi pubblici.

Per questo invito gli amici a dire di no, nella maniera che ritengono più opportuna, social, giornali, lettere, al DDL Concorrenza a partire dall’art. 6 e dai provvedimenti su sanità, servizi sociali, trasporti, rifiuti, energia, porti e telecomunicazioni e invito alla più ampia e partecipata mobilitazione per impedire un esito di diffuse privatizzazioni.

Ci sono cose che ci riguardano da vicino e di cui dobbiamo proprio occuparcene. Se non noi chi altro lo deve fare?

Acerbo (Prc-Se): Ponte Morandi, togliere concessione a privati

Pubblicato il 22 apr 2021

Con la chiusura delle indagini sulla strage del Ponte Morandi emerge la miseria e l’indecenza della politica italiana. Centrosinistra e centrodestra sono corresponsabili della privatizzazione delle autostrade, di regole confezionale a favore dei concessionari, dei mancati controlli.

Persino dopo 43 morti le forze politiche di governo, dalla Lega al Pd, non hanno voluto togliere la concessione ai privati responsabili del disastro.

Bisognerebbe processare – alla Pasolini – tutti coloro che hanno votato per la privatizzazione.

È un’offesa alle vittime e all’intero popolo italiano che i governi Conte1 e 2 e lo stesso governo Draghi abbiano lasciato a Atlantia la concessione pensando a tutelare gli azionisti non il diritto dei cittadini alla sicurezza.

La privatizzazione è stata un fallimento e un furto ai danni degli italiani.

Il governo ha il dovere di togliere la concessione ai privati e di ripubblicizzare le autostrade.

Noi di Rifondazione Comunista rivendichiamo di essere stati gli unici ad opporsi alla truffa della privatizzazione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea