L’Anpi di Cassolnovo presenta sabato 20 dicembre ore 21 al teatro Verdi, entrata ad offerta, lo spettacolo teatrale che trova il filo rosso tra i conflitti di oggi e le guerra a casa nostra del passato, la Lomellina coma l’Ucraina, la Palestina…
Grazie e Buone Feste dall’ANPI Cassolnovo
di Valerio Incerto
(2025)
SINOSSI
Prima guerra mondiale, sul fronte del Piave, due soldati vigevanesi, uno socialista, l’altro anarchico, durante una ritirata si ritrovano in una villa bombardata e abbandonata. Sentendo dei rumori ne esplorano le camere dove, in un armadio, trovano una camicia e un paio di mutande che decidono di sottrarre. Ma il Generale Graziani era nella villa insieme a loro e con l’accusa di saccheggio predispone un plotone di esecuzione per farli fucilare.
Abbiamo realizzato uno spettacolo teatrale a partire da una storia vera ambientata sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale.
Durante il 1917, nel pieno della Grande Guerra, due soldati vigevanesi, Giovanni Bussola e Antonio Santagostino, stremati dalla fame, dal freddo e dalla disperazione trovano rifugio in una villa abbandonata e semi-distrutta dai bombardamenti vicino al fronte del Piave, in località Nervesa. Cercando un fucile che uno dei due aveva perso, esplorano le camere della villa dove in un armadio trovano una camicia ed un paio di mutande che decidono di sottrarre. Ma questo piccolo furto, gesto apparentemente banale in tempi di guerra, viene scoperto dal Generale Graziani.
Sono accusati di saccheggio e condannati alla fucilazione solo per dare l’esempio.
La pièce indaga l’assurdità della guerra, la spietatezza della disciplina militare e l’umanità calpestata per mantenere l’ordine. Un’azione minima – un furto quasi infantile – viene pagata con la vita. Lo spettacolo vuole portare alla conoscenza di tutti un fatto vero accaduto a due cittadini vigevanesi ed evidenziare il tema delle numerose fucilazioni sommarie e senza processo eseguite durante la Grande Guerra.
Testo e regia: Valerio Incerto
Musiche: canti della prima guerra mondiale, Bruckner, Beethoven, Schumann, Valerio Incerto
Attori: Pietro Temporin, Emilio Stangalini, Francesco Maestrone, Simone Lambra.
Ieri lavoratori e lavoratrici sono scesi in piazza insieme alla Cgil per dire NO a una legge di bilancio che non risponde ai bisogni del paese. IL governo Meloni sceglie di non affrontare i problemi che pesano sulla vita quotidiana:
– salari che non tengono il passo con l’inflazione,
– pensioni insufficienti e meno tutele per chi ha lavorato tutta una vita,
– servizi pubblici sotto finanziati,
– famiglie e giovani lasciati senza un sostegno. La Cgil chiede:
– più investimenti nei servizi pubblici, dalla sanità alla scuola,
– un fisco più giusto, che non scarichi il peso su lavoratori e pensionati,
– politiche per il lavoro stabili e dignitose, non precarietà,
– tutele sociali vere, per chi ogni giorno manda avanti il paese.
Lo sciopero non è un capriccio: è un grido collettivo per un’Italia più equa, seria e solidale. Se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo farci sentire. Ieri è stato il primo giorno.
La città è da anni paralizzata in uno stallo rispetto al quale è difficile liberarsi. Vigevano è totalmente tagliata fuori da ogni tipo di dinamica provinciale, regionale e nazionale.
La mancanza di programmazione nella pratica di governo del territorio ha portato Vigevano a perdere più volte l’opportunità del tanto prezioso raddoppio ferroviario ed ha quindi isolato la città, materialmente ed anche politicamente, rispetto ad eventi di caratura regionale e/o nazionale che però si tenevano a pochi chilometri da noi.
Viviamo la necessità di avere un’amministrazione che sia capace di osare, programmare e vivere su progettazioni con respiro ampio.
Hanno fatto il loro tempo quelle amministrazioni che si sono da sempre limitate solamente alla gestione emergenziale dei problemi che si presentavano (per altro, molte volte, senza nemmeno riuscire a risolverli). Dopo decenni di amministrazione leghista e di destra,Vigevano è diventata più insicura, meno efficiente e totalmente priva di qualsiasi attrattività sia rispetto a chi potrebbe trasferirsi o anche solo rispetto a chi potrebbe visitarla.
In questo contesto la candidatura di Rossella Buratti ci sembra positiva.
Innanzi tutto è positiva la sua indipendenza dai vari partiti politici: il suo non avere tessera di partito la rende in grado di garantire a tutte le sensibilità delle varie forze politiche e civiche che vogliono creare un’alternativa politica sociale alla destra.
Si tratta di una persona in grado di valorizzare da una parte le sensibilità del mondo dei lavoratori e delle lavoratrici (che vorrebbero una città da vivere a pieno e non solo un dormitorio in cui alloggiare o un contenitore grigio del posto in cui lavorano) attraverso l’esperienza nella gestione del mondo associazionistico e di volontariato, e dall’altra le sensibilità di quella parte delle categorie produttive (artigianato e piccole aziende) che ancora non hanno voltato le spalle alla città anche quando sarebbe convenuto per loro andare altrove.
Siamo ovviamente i primi a rifiutare una visione solamente personale della politica: le persone riescono ad essere efficaci nel momento in cui vengono affiancate da gruppi che lavorano con affiatamento su basi comuni. Ovviamente, quindi, accanto a questa candidatura devono emergere delle proposte politiche che soddisfino i nostri requisiti, e in virtù di ciò siederemo volentieri al tavolo con altre forze politiche e civiche che condivideranno queste valutazioni sulla figura dell’avvocato Buratti e sulla necessità di rispondere a quella parte ampia di città che vuole un’alternativa politica credibile a questa destra che troppo tempo mal-governa Vigevano.
La nostra presenza al tavolo (e quindi anche nell’eventuale coalizione che si andrà a creare) sarà quella di mettersi a disposizione per la creazione di un lista capace di unire le tematiche sociali con quelle ambientali. Una lista capace di raccogliere diverse sensibilità e anche rispondere ad una necessità impellente per chi vuole creare un futuro per Vigevano: il ricambio generazionale.
Proprio per questo abbiamo già avviato colloqui con realtà ambientaliste e con collettivi studenteschi giovanili della città che sapranno unire alle nostre tematiche delle proposte in grado di costruire una lista forte, che non nasconda la visibilità di nessuno, e che sia anche un valore aggiunto in una coalizione plurale.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, circolo “Hugo Chavez Frias” di Vigevano.
Per dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione
Per contrastare la precarietà
Per vere politiche industriali e del terziario
Per una riforma fiscale equa e progressiva
Lavoratori e pensionati hanno pagato 25 miliardi di tasse in più
Lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati si sono trovati negli ultimi tre anni a pagare 25 miliardi di tasse in più a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef. Si va dai 700 euro di perdita netta per un reddito da 20.000 euro, ai 2.000 euro di perdita per un reddito da 35.000. Questa clamorosa ingiustizia fiscale penalizza i soli redditi fissi (non chi è in flat tax, non le rendite, non i profitti). È un meccanismo che va assolutamente fermato.
Sanità, istruzione, non autosufficienza, casa e sicurezza sempre più trascurate
Questo maggior gettito, inoltre, non è stato neppure destinato dal governo alla spesa sociale. Si pensi alla sanità pubblica: con questa manovra il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale in rapporto al Pil scenderà nel 2028 sotto il 6%, il livello più basso degli ultimi decenni. Già oggi quasi 6 milioni di persone rinunciano a curarsi, e la spesa sanitaria privata a carico delle famiglie vale ogni anno oltre 43 miliardi di euro. Non ci sono risorse adeguate per la sanità, per le scuole, per l’assistenza agli anziani, per garantire il diritto alla casa, per migliorare il trasporto pubblico, per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, che infatti continuano a morire come e più di prima. Per acquistare le armi, però, i soldi si trovano, e li si prende pure a debito.
Pensioni: viene peggiorata la Legge Fornero!
Le politiche di austerità riguardano anche la previdenza, con un ulteriore aumento dell’età pensionabile, che colpirà il 99% delle lavoratrici e dei lavoratori, e con l’azzeramento di ogni forma di flessibilità in uscita (comprese le già insufficienti “opzione donna” e “quote varie”). Sulle pensioni, Meloni e Salvini sono riusciti a fare peggio di Monti e Fornero.
Sempre più giovani fuggono dall’Italia
Le condizioni in cui versa il Paese peggiorano di giorno in giorno: la crescita è allo “zero virgola”, ormai prossima alla recessione; il processo di deindustrializzazione prosegue ormai da tre anni; l’occupazione cresce solo per gli over 50, mentre si contrae ed è sempre più precaria per le nuove generazioni, con centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che fuggono dall’Italia alla ricerca di un lavoro dignitoso e di una vita migliore. Questa è la situazione reale del Paese, che il Governo non fa assolutamente nulla per affrontare.
Gli obiettivi dello sciopero generale
Lo sciopero generale ha due obiettivi: sostenere le categorie in tutte le vertenze aperte con le controparti per il rinnovo dei contratti scaduti, perché i salari vanno alzati innanzitutto con la contrattazione; lanciare una vera e propria vertenza – tutta di merito – nei confronti del Governo, per cambiare la Manovra di Bilancio sulla base delle nostre richieste.
Cosa chiediamo
la restituzione del fiscal drag e la sua neutralizzazione per il futuro;
il rinnovo di tutti i contratti nazionali di lavoro privati e risorse aggiuntive per i Ccnl pubblici per difendere e rafforzare il potere d’acquisto, cui affiancare una vera detassazione degli incrementi per tutte e tutti;
il rafforzamento e l’estensione della quattordicesima per pensionate e pensionati;
il blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile per tutte e tutti, una maggiore flessibilità in uscita e una pensione contributiva di garanzia per precari e discontinui;
vere politiche industriali per i settori manifatturieri e per i servizi, per innovare il nostro sistema produttivo, governare la transizione
ambientale e digitale, difendere l’occupazione e creare nuovo lavoro di qualità;
la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, anche cambiando il sistema degli appalti;
il contrasto alla precarietà e al lavoro povero, nero e sommerso;
il rafforzamento del sistema pubblico dei servizi: sanità, istruzione e ricerca, non autosufficienza, emergenza casa, diritto allo studio, trasporto pubblico;
risorse per le riforme della non autosufficienza, disabilità e assistenza territoriale, e politiche a sostegno della genitorialità;
un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni del lavoro precario nei settori pubblici;
investimenti e misure per eliminare i divari di genere occupazionali e salariali;
una vera strategia per il rilancio del Mezzogiorno.
Prendiamo i soldi dove sono e diciamo No alla folle corsa al riarmo
Per fare tutto questo ci sono due precondizioni. La prima: andare a prendere i soldi dove sono (profitti, extra profitti, grandi ricchezze, evasione fiscale), anche chiedendo un contributo di solidarietà all’1% della popolazione più ricca, per finanziare politiche a beneficio del restante 99%. La nostra proposta garantirebbe 26 miliardi all’anno in più, per finanziare tutto ciò che rivendichiamo, a partire dalla sanità. La seconda: rinunciare alla folle corsa al riarmo, che mira a convertire la nostra e quella europea in un’economia di guerra, e che sottrarrà un’ingentissima mole di risorse alle vere priorità economiche e sociali del Paese. Solo per l’Italia, parliamo di quasi 1.000 miliardi di euro, se si vuole davvero raggiungere il 5% del Pil entro il 2035
Sciopero generale del 12 dicembre 2025, le categorie coinvolte
L’astensione avrà una durata pari all’intera giornata di lavoro per tutti i settori pubblici e privati anche in appalto e strumentali. Nei settori e comparti tenuti al rispetto della Legge n. 146/90 saranno garantite le prestazioni indispensabili, in osservanza delle regolamentazioni di settore.
Trasporto ferroviario: articolazione oraria dello sciopero dalle ore 00.01 del 12/12/2025 alle ore 21 del 12/12/2025.
Vigili del Fuoco: sciopero di 4 ore (senza decurtazione). Per il personale turnista, dalle ore 09.00 alle ore 13.00. Intera giornata per il personale giornaliero ed amministrativo.
L’astensione dal lavoro riguarda anche il personale del comparto “Istruzione e Ricerca” e dell’area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali.
Sono esentati dall’adesione allo sciopero generale nazionale l’igiene ambientale, il personale del Ministero della Giustizia, il personale ATAC S.p.A., esentato per intero il trasporto aereo.
Le presenze della segreteria nazionale nelle piazze
In occasione della giornata di sciopero proclamata dalla Confederazione per l’intera giornata il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sarà a Firenze, concentramento in Piazza Santa Maria Novella, ore 9.00, comizio conclusivo in Piazza del Carmine. Anche la segreteria confederale sarà presente in diverse piazze: Giuseppe Gesmundo sarà a Genova, concentramento presso la Stazione Marittima, ore 9.00, a seguire corteo cittadino e comizio conclusivo davanti alla Prefettura in Largo Lanfranco; Lara Ghiglione sarà a Ferrara, appuntamento in piazzale Medaglie d’oro (Prospettiva), ore 9.30; Luigi Giove sarà a Napoli, concentramento in piazza del Gesù, ore 9.00, comizio conclusivo in piazza Municipio; Daniela Barbaresi sarà a Cagliari, manifestazione in Piazza del Carmine, ore 10.00; Christian Ferrari sarà a Bari, concentramento in Piazza Massari, ore 9.30, comizio conclusivo in Piazza Libertà; Maria Grazia Gabrielli sarà ad Ancona, concentramento in Piazza del Crocifisso, ore 10.00, corteo e comizio conclusivo in Piazza del Papa; Francesca Re David sarà a Brescia, concentramento presso la Fermata metro San Faustino, ore 9.00, corteo e comizio conclusivo in Piazza Paolo VI. → Manifestazioni in tutta Italia contro una Legge di Bilancio ingiusta
Siamo giunti al quarto e ultimo appuntamento del ciclo 2025 degli incontri organizzati dal Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative di Vigevano.
sabato 13 dicembre 2025 – ore 15.30-18
Vigevano – Biblioteca Civica Lucio Mastronardi Corso Cavour 82
La sempre viva presenza di Frantz Fanon.
Colonialismo, imperialismo, la decolonizzazione come processo universale permanente. Relatore
Giorgio Riolo (saggista, Rete delle Alternative)
Organizza il Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative di Vigevano
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