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Non possiamo rimanere zitti davanti a coloro che minano la pace nel mondo e portano avanti #genocidi

14 Gennaio 2026

Non possiamo rimanere zitti davanti a coloro che minano la pace nel mondo e portano avanti #genocidi.

Le #olimpiadi sono evento di #pace tra popoli che gareggiano per l’umanità. Noi siamo qui per protestare contro coloro che di #umanità non ne hanno.

Siamo qui, incazzati e preoccupati. Siamo qui per manifestare: chiediamo che #StatiUniti e #Israele vengano respinti dal comitato olimpionico.

Accettare la loro partecipazione significa essere complici.

Siamo qui per ricordare cos’è l’umanità.

Siamo qui per preservarla.

RIFONDAZIONE E GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

Ceffa, Vigevano non si protegge con le pistole

14 Gennaio 2026

Ceffa ha dichiarato di voler imitare Trump quanto a sicurezza, esattamente nei giorni in cui la polizia anti-immigrazione di Trump, la ICE, terrorizza le strade delle città americane. 

Renee Good, 37 anni, americana, trucidata con tre colpi di pistola proprio da un agente di questa nuova polizia che Ceffa invidia. Il primo pensiero è questo.

Da una foto dell’auto su cui stava Renee si vedono ancora l’airbag insanguinato e gli oggetti quotidiani, una lattina, una borraccia termica, uno scovolino, il caricabatterie. È l’immagine di una vita normale spezzata dalla “febbre anti migranti” che Trump utilizza come spot elettorale.

Questo è ciò che invoca Ceffa. 

Siamo la lista che con orgoglio non permetterà alla destra di monopolizzare l’argomento della sicurezza.

Ribadiamo con fermezza quelle che secondo noi sono necessità concrete per ricostruire una città in cui sentirsi sicuri ad uscire di casa. Vogliamo applicare il concetto di mettere in comunicazione le forze dell’ordine con le realtà cittadine che lottano contro il disagio sociale e che lavorano per l’integrazione, ma senza alcuna deriva repressiva e securitaria.

NASCE A PAVIA IL COORDINAMENTO PROVINCIALE PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

14 Gennaio 2026

Con l’incontro del 12 gennaio, alla Camera del Lavoro di Pavia, si avvia il percorso territoriale a sostegno del No alla riforma costituzionale, con la costituzione del “Coordinamento provinciale pavese per il NO al Referendum sulla Giustizia”, che vede la partecipazione di associazioni, forze sociali e politiche del territorio, impegnati nella difesa della Costituzione e dei principi democratici.

Il Coordinamento nasce in coerenza con il lavoro e gli obiettivi del Comitato della società civile per il No nel Referendum costituzionale, presentato a livello nazionale lo scorso 20 dicembre e ha l’oobiettivo di organizzare, coordinare e sostenere tutte le iniziative di sostegno al No al referendum (compresa la raccolta firme per il referendum oppositivo alla riforma costituzionale della giustizia in corso e per cui è possibile firmare online, entro il 30 gennaio, attraverso la piattaforma ufficiale di raccolta firme digitali).

L’obiettivo del coordinamento è chiaro: contribuire a difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e contrastare una revisione costituzionale che altera l’equilibrio dei poteri disegnato dalla Carta, anche alla luce del fatto che il referendum sulla giustizia si inserisce, a nostro avviso, in un disegno politico più ampio, che mette in discussione l’assetto costituzionale e democratico del Paese, un progetto che comprende anche autonomia differenziata, premierato e restrizioni al diritto di sciopero e di manifestazione e che rischia di ridurre gli spazi di partecipazione e di controllo democratico.

Un contesto, quello in cui si colloca questa consultazione, che è pure segnato da una profonda crisi democratica e da una crescente disaffezione al voto, legata al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone: per questo la campagna referendaria ha l’obiettivo di parlare alle persone, di rendere comprensibili i contenuti del referendum e di motivare una partecipazione consapevole.

Per questo, nei prossimi mesi, il Coordinamento provinciale pavese organizzerà appuntamenti diffusi sul territorio provinciale, momenti di confronto pubblico e di discussione aperta con le cittadine e i cittadini, anche avvalendosi del contributo di voci autorevoli del mondo giuridico, accademico e della società civile.

Parallelamente prenderanno avvio le attività di comunicazione attraverso tutti i canali.

E’ fondamentale far comprendere ai cittadini ed alle cittadine che la riforma oggetto del referendum non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma riguarda la vita concreta delle persone, che sperimentano ogni giorno cosa significa una giustizia che non funziona: dietro formule complesse e tecnicismi si giocano scelte che incidono direttamente sui diritti e sull’equilibrio dei poteri dello Stato.

Alla base del No vi è inoltre una critica netta all’impianto della riforma: per la prima volta il potere esecutivo interviene in modo così profondo sulla struttura di un altro potere dello Stato, attraverso un percorso accelerato e privo di un reale dibattito pubblico: una forzatura che rischia di indebolire i contrappesi democratici e di alterare l’assetto costituzionale definito dai Costituenti.

Le adesioni al coordinamento, che sono aperte ed in aggiornamento, vedono ad oggi la partecipazione di

ANPI, ARCI, CGIL, COMITATI PER IL NO AD OGNI AUTONOMIA DIFFERENZIATA, LEGAMBIENTE, LIBERA, SUNIA, UDU. ALLEANZA VERDI E SINISTRA, MOVIMENTO 5 STELLE, RIFONDAZIONE COMUNISTA, PARTITO DEMOCRATICO, SINISTRA ITALIANA, PAVIA A COLORI, POSSIBILE.

Il Coordinamento Provinciale per il No al Referendum Giustizia

Link per la firma: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034?fbclid=IwY2xjawPUQJVleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFYb2c0dUpOQlNYaG50UURxc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHpSKkzLRZbEGbFKuLshd2vJG7zBHlJ4Ol9-bgBwb8iBm4TN3wcm62cI6wenV_aem_dgJBxbUaJ9w1eqt8YJMdiw

Firmate con lo SPID per richiedere il referendum sulla riforma Nordio.

Torna il libro al kilo a Vigevano. Domenica 18 Gennaio in Piazza Ducale dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 18

13 Gennaio 2026

Torniamo a salvare libri dal macero o dalla polvere di qualche cantina e torniamo a mettere in pratica il concetto di un politica che si finanzia in modo pulito.

Un piccolo ripasso sulle regole: vieni al banchetto, scegli i libri che più ti piacciono e pesali. 1 KG di libri costa solo 10 euro.

Accanto ai libri potrete acquistare, anche qui ad un prezzo stracciato che diminuisce all’aumentare dei kili di libri presi, le nostre totebag personalizzate. Non solo delle borse in cui mettere i libri ma la rappresentazione di un’idea di città che potrete portare sempre con voi.

Vi aspettiamo! Anche solo per fare quattro chiacchiere su ciò che non va in città e su ciò che faremo quando al governo ci saremo noi.

RIFONDAZIONE E GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

Quello che vedete è una mancanza di cura da parte di chi governa la città di Vigevano

11 Gennaio 2026

La colonna cede in avanti e si è aperta una crepa sulla struttura dell’arco. Un luogo sotto al quale passano, ogni giorno, centinaia di persone. Vigili del fuoco e forze dell’ordine sono stati costretti a transennare la colonna per evitare il passaggio.

In tutto questo il sindaco Ceffa ha dichiarato che “Toccherà al proprietario dell’immobile coinvolto assumersi la responsabilità”. Quello che il signor sindaco ignora è che sono anni che i cittadini mandano segnalazioni di questo genere. Abbiamo condotto una veloce ricerca: in un articolo dell’Informatore Vigevanese del 2017 si parlava già dello stato di pericolo e incuria in cui versavano le strutture portanti della Piazza Ducale.

La responsabilità del bene comune in questione è in capo al demanio. Allora ci domandiamo:

-Il Comune ha mai preso in carico segnalazioni dei cittadini o dei giornali? Sono stati portati a termine degli interventi di manutenzione o quanto meno queste segnalazioni sono state passate al demanio?

– Sono previsti dei rilevamenti infrastrutturali puntuali e ciclici sullo stato dei nostri beni culturali? 

– Funziona la modalità di comunicazione attuale tra comune e cittadini e tra cittadini e comune? 

Ci domandiamo se sia davvero possibile che i nostri rappresentanti non prestino attenzione al bene comune più importante che abbiamo a Vigevano, la Piazza Ducale. Noi ci chiediamo se l’attuale amministrazione abbia cura della nostra città.

RIFONDAZIONE E GIOVANI COMUNISTI/E DI VIGEVANO




Chi l’ha detto che la sicurezza è un tema di destra?

9 Gennaio 2026

Vogliamo costruire una Vigevano bella da vivere e gli episodi di microcriminalità stanno rendendo difficile la quotidianità nella nostra città.

I fatti di Capodanno hanno fatto molto discutere: minori e non solo, in possesso di armi da fuoco, sparano in Piazza Ducale, si riprendono e postano il video del fatto compiuto. È l’ultimo di una serie di misfatti che vanno dai piccoli furti alle risse, devastazioni di negozi, bar e beni pubblici.

È vergognoso che il Sindaco e la giunta comunale non si prendano alcuna responsabilità, dando la colpa all’opposizione, alla “sinistra radicale”, come se non fossero loro a governare da vent’anni la città. La percezione delle persone è di vivere in un luogo insicuro, con la crescente paura di uscire di casa.

Noi a questa paura vogliamo trovare soluzioni, non con grida xenofobe e razziste, non con politiche securitarie di uno Stato di polizia, non con proclami fumosi e inconsistenti. Pensiamo che l’amministrazione debba diventare punto di riferimento per coloro che da anni lottano contro emarginazione e marginalità sociale, prevenendo e curando la nostra comunità. Noi vogliamo:

  • Un piano di illuminazione pubblica per una città meno buia e insicura;
  • La creazione di una “consulta comunale per la sicurezza e la solidarietà sociale”, dove cittadini e rappresentanti delle associazioni vigevanesi possano interagire con le forze dell’ordine;
  • Più spazi sociali, iniziative ed eventi, per ripopolare le vie e le piazze della nostra città deserta.

Siamo tutti vittime di una destra che rincorre le tragedie senza soluzioni, senza visione di una città reale, più efficiente e sociale. Noi vogliamo intervenire per evitare che Vigevano diventi groviglio di paure e insicurezze, una città pronta a esplodere. Vogliamo una città più sociale, più efficiente, più sicura.

RIFONDAZIONE E GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

Il Bacaro di via del Popolo si trasferisce

7 Gennaio 2026

Il locale che è stato per anni un punto di riferimento per le serate del weekend di molti giovani vigevanesi continuerà la sua attività fuori dal centro città.

Per anni i locali si sono spostati a seconda delle mode: in centro città, poi sul lungo Ticino, all’ormai ex mercato coperto e ora nuovamente in centro.
Questo spostamento continuo fa trasparire molta sofferenza da parte della città per quel poco di movida che esiste.

Serve avviare una riflessione seria sul divertimento. Dobbiamo portare il comune ad essere il collante tra il diritto al divertimento che reclamano le nuove generazioni e il diritto al riposo chiesto da un’altra parte di cittadinanza.

Il comune deve aiutare con ogni mezzo l’apertura e lo sviluppo di spazi che contribuiscono al tempo libero.
Serve ad una città che ha bisogno di ricostruire un tessuto sociale giovane, una città che non deve lasciare che i casi di microcriminalità rovinino la sua possibilità di essere vissuta.
Serve ad una città che non deve diventare solo muri e regolamenti ma anche luoghi in cui sentirsi parte di una comunità.

RIFONDAZIONE & GIOVANI COMUNISTI/E – VIGEVANO

Ieri pomeriggio siamo scesi in piazza a Pavia per difendere il diritto internazionale

5 Gennaio 2026

Milù Chisari

Abbiamo manifestato contro l’aggressione imperialista degli Stati Uniti al Venezuela: contro gli interessi petroliferi, contro i golpe militari in stile USA, contro ogni ingerenza che calpesta la sovranità dei popoli.

La nostra posizione è coerente e non a geometria variabile. Abbiamo condannato l’aggressione russa all’Ucraina, senza però dimenticare il conflitto nel Donbass e le discriminazioni subite dalle minoranze linguistiche russofone. Allo stesso modo, abbiamo sempre denunciato le violazioni sistematiche del diritto internazionale perpetrate da Israele nei confronti del popolo palestinese.

Oggi condanniamo con forza la palese violazione del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani da parte degli Stati Uniti in Venezuela. Il popolo venezuelano è l’aggredito, l’amministrazione Trump l’aggressore.

Siamo dalla parte del popolo venezuelano e del suo diritto all’autodeterminazione. Come in ogni Paese, una parte della popolazione sostiene il proprio presidente, Nicolás Maduro, e scende in piazza per difenderlo; un’altra parte lo contesta apertamente. Non dobbiamo però affidarci a una narrazione mediatica che mostra in modo unilaterale solo le manifestazioni anti-Maduro, oscurando ogni altra voce.

Va infine ricordato che grazie alla Rivoluzione Bolivariana e al governo di Hugo Chávez il Venezuela ha riconquistato il controllo della propria sovranità nazionale e delle proprie risorse petrolifere. È proprio questa autonomia che oggi gli Stati Uniti cercano di sottrarre.