Categoria: News

Un altro licenziamento: ancora inefficienza, ancora ingiustizia, ancora silenzio

16 Febbraio 2026

Oggi vi raccontiamo una triste storia di diritti calpestati e di un lavoratore punito per aver parlato. Antonio Consiglio, autista di bus a Vigevano dal 1998, è stato licenziato dopo aver denunciato pubblicamente le condizioni pericolose in cui è costretto a lavorare. In un’intervista, ha raccontato di dover guidare mezzi obsoleti e mal funzionanti ma la sua denuncia è stata la causa della sua espulsione dall’azienda. Nonostante la sua richiesta di essere assegnato a veicoli più sicuri, l’unica risposta ricevuta è stata il licenziamento. L’amministrazione locale ha deciso di voltare lo sguardo, rimanendo in silenzio. I sindacati si sono già mobilitati: attaccare i diritti di uno è attaccare i diritti di tutti i lavoratori e le lavoratrici. Questo non è un caso isolato: tanti altri non parlano per paura, lavorano nell’insicurezza, vengono licenziati nell’indifferenza. Questo è un licenziamento punitivo, contro la libertà di parola e il diritto a lavorare in condizioni sicure. Questo è il metodo repressivo di un sistema che non vuole essere messo in discussione.
Noi siamo dalla parte di Antonio e di tutti i lavoratori e le lavoratrici malpagate, maltrattate, licenziate nell’ingiustizia. Noi vogliamo posti di lavoro sicuri, che si prendano cura dei propri dipendenti. Noi vogliamo imprenditori e imprenditrici che curino la comunità, non che lucrino sulle teste dei lavoratori.
Noi vogliamo una città che manifesti contro queste ingiustizie. Noi vogliamo una Vigevano + sociale, + efficiente, + SìCura.

RIFONDAZIONE & GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

Campagna delle Uova di Pasqua per la realizzazione dell’ospedale a Shengal (Nord Iraq) e per aiuti sanitari in Rojava

16 Febbraio 2026

Da oggi parte la Campagna di prenotazioni delle Uova di Pasqua – al latte o fondenti -insieme agli altri prodotti del paniere (marmellate di arance, Gaza Cola e Birra AZADI’).

Questi i prodotti della Campagna in offerta minima:

– Uova di Pasqua, al latte o fondente, gr. 500: euro 19   

– Marmellata di arance: euro 3,50 (gr.370)

– Lattina di GAZA Cola: euro 3,50 (ml 259)

– Birra AZADI’: euro 4.50 (Cl 33)

Le prenotazioni dovranno essere effettuate entro il 5 marzo.

La consegna avverrà presso la nostra sede di Alessandria, via Mazzini 118.  Per quantitativi significativi, l’Associazione si rende disponibile al trasporto a domicilio. Le uova di Pasqua e tutto quanto il resto sarà disponibile entro la prima quindicina del mese di marzo.

L’IBAN per i bonifici della Campagna e per eventuali contributi straordinari per il Rojava, è il seguente: IT17 Q030 6909 6061 0000 0111 185 intestato all’Associazione Verso il Kurdistan Odv. Causale: Campagna Uova di Pasqua 2026 e Aiuti sanitari per il Rojava

FAI GIRARE E DIFFONDI QUESTA CAMPAGNA!   LE VITTIME RICHIEDONO IMPEGNI PRECISI, QUI ED ORA!

Per info e prenotazioni:  LUCIA (333 5627137)  ANTONIO (335 7564743)

Associazione Verso il Kurdistan Odv                                                             Rete Kurdistan Italia

Chi fosse interessato a qualsiasi prodotto solidale, lo ordini al sottoscritto via e-mail, specificando la quantità entro il 5 marzo. Per favore, ricordatevi di specificare se cioccolato al latte o fondente. Provvederò io a informarvi sulla data di consegna e sulla modalità di ritiro (le stesse di sempre).
Saluti solidali

Vladimiro

Un popolo, la sua storia, la sua cultura e il genocidio. Gli Ezidi in Medio Oriente

16 Febbraio 2026

VLADIMIRO LIONELLO

L’incontro sarà anche l’occasione per un aggiornamento sulla situazione nel nord-est della Siria, in cui le popolazioni che lì vivono sono a rischio di sterminio e la rivoluzione curda sotto attacco militare da parte del “Governo Transitorio Siriano” guidato dal presidente Ahmed al-Shara. Questi, fino a un anno fa, era considerato un pericoloso jihadista, formatosi nelle file di AL-QAEDA e dell’ISIS, poi ha fondatore dell’HTS, altra organizzazione terroristica, che a dicembre 2024 è riuscita, supportata dalla Turchia e col benestare degli Usa e dell’Europa, a raggiungere Damasco e mettere in fuga Bashar al-Assad. L’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES)  
ha perduto più di 2/3 del proprio territorio 
dall’aggressione del “Nuovo esercito siriano” iniziata il 6 gennaio 2026. 
Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio Kobane e la città divenne simbolo globale della resistenza curda contro il terrorismo, e la sua liberazione segnò un punto di svolta nella lotta contro l’ISIS.

Oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate dalle milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli attori ma non la logica: cancellare l’esperimento politico di autogoverno 
– il Confederalismo Democratico – e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza, nel silenzio complice dei media internazionali: troppa democrazia, troppa libertà per le donne e troppo rispetto per l’ambiente, in contrasto con le politiche predatorie delle società capitalistiche. Tutto ciò non è gradito né a Damasco né ad Ankara né all’Occidente. Oltre all’aspetto ideologico ci sono anche quelli economici (risorse energetiche e idriche) e geostrategici.  

Nessuno vuole il raddoppio, né il Ministro né il Governo; solo l’associazione Mi.Mo.Al

12 Febbraio 2026

Fonte: https://www.facebook.com/associazione.mimoal

Nessuno vuole il raddoppio ferroviario Mortara-Albairate, neanche il ministro delle infrastrutture e il governo; solo l’associazione MI.MO.AL🚆

https://www.facebook.com/share/1DVUuw4B1L

📝 Questo era il nostro post che informava della previsione di legge di nomina del commissario per il raddoppio ferroviario della Mortara-Albairate, per il nuovo ponte San Michele e per l’hub logistico dello scalo merci ferroviario di Alessandria. Tutto contenuto nella legge 105/2025 di conversione del decreto legge 73/2025. A distanza di 7 mesi il commissario non solo non è stato nominato ma nello schema del nuovo decreto legge infrastrutture del 5 febbraio 2026 non è più previsto solo per la Mortara-Albairate, per le altre 2 opere sì.⏳❗

Sperando che nel passaggio parlamentare venga ripresa la decisione del commissario non possiamo che ringraziare al contrario 🙃

– il ministro dei trasporti che dimostra di avere molto a cuore la Mortara-Albairate: infatti dopo il ponte sullo stretto ci siamo noi 🌉➡️🚆

– il governo in generale che anche in questa occasione dimostra l’attaccamento al territorio che l’ha votato: infatti ci attacchiamo al tram, peccato che non c’è neanche quello 🚋😒

– i parlamentari del territorio (tutti della stessa coalizione al governo) che credono in questa opera ma anche in altre (ponte della Becca e in generale ponti sul Po, quadruplicamento ferroviario Pavia-Voghera): infatti tanti annunci mediatici ma mai un provvedimento legislativo che formalizzi tutto ciò 📣📺❌

– le istituzioni del territorio che hanno capito che si fa meno fatica a portare a casa telecamere per la sicurezza e finanziamenti per le sagre che impegnarsi per cose importanti e utili 🎥🎉🤦‍♂️

In tutta questa inconfutabile desolazione istituzionale e territoriale l’associazione MI.MO.AL tiene duro 💪 e continuerà a chiedere questa opera confidando nell’interesse di regione Lombardia e di RFI 🙏🚆

Rojava: un’esperienza di democrazia comunitaria

9 Febbraio 2026

La situazione dei curdi nel Rojava è tragica. Un racconto di speranza distrutta dalla brutalità della geopolitica. Il popolo curdo, da sempre oppresso, ha cercato di costruire una democrazia popolare dal basso. Una lotta per l’autodeterminazione si traduceva in un sistema che respingeva le milizie dell’ISIS, che cercava di costruire un futuro dove il potere non fosse imposto dall’alto, ma deciso dalle comunità stesse. Uno spiraglio di luce nel caos della guerra siriana in cui etnie e culture diverse avrebbero convissuto. Ma niente da fare. Pochi giorni fa, un’invasione del governo siriano, sostenuto dalla Turchia e dalle grandi potenze internazionali, ha messo fine a questa volontà. Noi ci chiediamo: se i curdi sono riusciti a creare questo in mezzo alla guerra, perché noi, che viviamo in un mondo più pacifico e privilegiato, non siamo in grado di fare lo stesso? La loro lotta non è solo una lotta per la sopravvivenza, ma per una visione di un mondo più giusto, una visione che sembra sempre sfuggire, sconfitta dalla crudeltà e dall’indifferenza della politica internazionale. Una democrazia popolare, in cui ogni quartiere ha voce, un potere che non dipende da un’unica autorità, ma si distribuisce senza discriminazioni di genere o religione. La partecipazione non si ferma al voto. Si tratta di responsabilità quotidiana. Prendersi cura del proprio spazio, della propria vita, e di quella degli altri. Questo è il nostro obiettivo.

RIFONDAZIONE & GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

Edoardo Casati

Le olimpiadi della violenza

5 Febbraio 2026

È ufficiale: una divisione dell’ICE, l’agenzia federale che negli Stati Uniti si occupa dell’immigrazione clandestina e delle dogane, sarà presente alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

È la deriva delle Olimpiadi: il messaggio di pace che rappresenta la competizione mondiale è compromesso dai metodi brutali e violenze perpetrate contro indifesi, dalle deportazioni, dalle uccisioni indiscriminate.

Stati Uniti, come Israele, devono essere esclusi dalle olimpiadi invernali.
E cosa fa il nostro governo? Niente.

Noi crediamo che tutto ciò sia un insulto intollerabile alla nostra umanità. Ricordiamo il corteo nazionale organizzato il 7 febbraio a Milano.
La sicurezza non può essere la scusa per dimenticarci da che parte stiamo: quella dell’umanità. Il nostro sindaco dovrebbe ricordarselo.

Rifondazione & Giovani Comunisti/e di Vigevano

Vigevano inaccessibile: annunci, cantieri e diritti calpestati

4 Febbraio 2026

Leggiamo da un articolo dell’Informatore vigevanese che l’amministrazione comunale ha presentato un nuovo progetto per eliminare le barriere architettoniche a Vigevano.

Fin da subito, emergono difficoltà.

La notizia ci irrita, ma non ci stupisce.
Vigevano è una città inaccessibile.
La questione non è mai stata una priorità delle ultime amministrazioni.

Pensiamo che, come già avvenuto, un’operazione del genere renda ancora più inaccessibile la città, più “cantiere”, più inefficiente e per niente sociale.
Servono risposte immediate per rendere Vigevano accessibile, partendo dalla viabilità pedonale alla costruzione di rampe e ascensori.

Noi vogliamo pensare questa città, renderla più sociale ed efficiente.

Una città che SÌcura.

Rifondazione & Giovani Comunisti/e Vigevano

Primo tavolo tecnico con esperti/e del settore della lista “Vigevano SìCura”. Una partecipazione straordinaria

30 Gennaio 2026

Rossella Buratti

Ieri sera sono rimasta colpita ed entusiasta per la partecipazione cittadina al primo “Tavolo Tecnico” con esperti. Ho rivisto la voglia di far parte del cambiamento che avevo già notato negli eventi di Vigevano Partecipa : siamo sulla strada giusta per dare a Vigevano un’alternativa concreta e la #cura che merita.

📍In questo primo incontro abbiamo trattato di alcuni punti fondamentali che, come tutte le tematiche che verranno illustrate anche nei prossimi Tavoli, saranno centrali nella redazione delle linee programmatiche.

🌿Infatti, l’attenzione all’ #ambiente può e deve andare di pari passo ad interventi di #RigenerazioneUrbana a partire da quegli spazi vuoti (troppi!) che potrebbero davvero diventare snodi fondamentali, come dimostrano gli studi operati su alcune città virtuose. Si è poi trattato di #PGT, argomento tra i più complessi, ma fondamentale per comprendere le linee guida entro cui opererà la nuova amministrazione.

🙏Il mio grazie sincero va ai relatori Lorenzo Goppa, Alessandro Doniselli e Giorgio Tognon e a quanti mi hanno aiutata ad organizzare questi incontri.

💬lnformare, condividere, discutere e infine agire: è così che intendo procedere, affiancata sempre da Vigevano SìCura e dalla Coalizione Vigevano 2026 per Rossella Buratti Sindaca.

⏰Vi aspetto ai prossimi appuntamenti e non vedo l’ora di incontrarvi!




NEL GIORNO DELLA MEMORIA ABBIAMO UN SOLO MESSAGGIO: “MAI PIU’”, E QUESTO SIGNIFICA MAI PIU’ PER NESSUNO

27 Gennaio 2026

MILU’ CHISARI

Oggi, 27 gennaio, ricordiamo. Ricordiamo la Shoah, uno dei punti più bassi e disumani della storia dell’umanità. Ricordiamo milioni di persone deportate, umiliate, torturate e uccise in nome dell’odio, del razzismo, del profitto e del potere. Ricordiamo perché dimenticare sarebbe una seconda morte, ancora più infame.
Ma la memoria, se è vera memoria, non può essere solo rituale. Non può essere una data sul calendario, una corona di fiori, un minuto di silenzio che ci assolva la coscienza. La memoria deve essere scomoda, deve interrogare. Altrimenti non serve a nulla.
“Mai più” non doveva essere uno slogan vuoto. Doveva essere una promessa, un monito, un impegno collettivo. E invece oggi siamo qui, nel 2026, a guardare altri popoli sterminati, affamati, bombardati, cancellati. Genocidi che avvengono sotto i nostri occhi, in diretta, normalizzati, giustificati, coperti da un silenzio complice o da una propaganda oscena.
La Shoah avrebbe dovuto insegnarci che nessuna vita vale meno di un’altra, che nessun popolo è sacrificabile, che nessuna violenza è legittima quando colpisce civili, bambini, donne, corpi indifesi. E invece il mondo capitalista e imperialista ha dimostrato di non aver imparato nulla.
Oggi la memoria viene spesso usata come arma politica selettiva: si ricorda solo quando conviene, si piange solo chi è “ricordabile”, si tace quando i carnefici sono alleati, quando il sangue non disturba gli equilibri di potere, quando il profitto viene prima della vita.
Essere fedeli alla memoria della Shoah significa non chiudere gli occhi oggi. Significa rifiutare ogni genocidio, senza gerarchie del dolore. Significa dire che ogni vita conta, sempre. Significa stare dalla parte degli oppressi, non dei potenti.
La memoria non è neutra. O è antifascista, antirazzista, anticolonialista, o è solo retorica.
Ricordare davvero vuol dire lottare. Lottare perché nessun popolo venga più cancellato. Lottare contro la guerra, contro il razzismo, contro il capitalismo che trasforma la morte in calcolo politico. Lottare perché il “mai più” non resti una bugia.
Oggi ricordiamo. Ma soprattutto oggi scegliamo da che parte stare. 

CAMBIO SEDE INCONTRO “TAVOLO TECNICO”

26 Gennaio 2026

✌️In tanti hanno già manifestato l’intenzione di partecipare al primo “Tavolo Tecnico”.

Per questo motivo abbiamo deciso, per non lasciare in piedi nessuno, di spostare l’incontro di giovedì 29 alle ore 21:00 presso una sala del Cinema Teatro Odeon Vigevano (Via Berruti 2) che ringraziamo.

🙏Grazie davvero a tutte le persone che stanno scegliendo di partecipare: è il segnale più bello che una città può dare quando vuole cambiare passo e vede finalmente un’alternativa.

Rossella Buratti e la Coalizione Vigevano 2026 vi aspettano!