Categoria: In Evidenza

Soccorriamo il pronto soccorso

23 Ottobre 2025

Sabato pomeriggio presso l’Ospedale Civile di Vigevano si è verificato l’ennesimo episodio di violenza, da parte di una persona ubriaca o comunque alterata che spazientita dall’attesa ha prima invitato gli altri astanti ad uscire, poi ha cominciato a spaccare  tutto, mettendo  fuori uso il Pronto Soccorso per diverse ore, dirottando così tutte le urgenze  verso la Clinica Beato Matteo, creando code e attese  che avrebbero potuto originare conseguenze anche gravi.

Noi condanniamo in maniera netta ed inequivocabile quanto è successo e ribadiamo che la mancanza di presidi di forze di sicurezza (che in passato esistevano) in luoghi come: Ospedali, Stazioni, edifici di pubblica utilità, vuol dire accettare supinamente i rischi.

Le risorse economiche devono essere impegnate per il miglioramento della vita delle persone e dei servizi socio sanitari onde evitare lunghe attese o chiusure di presidi e non spesi per acquistare armi per improbabili aggressioni da parte di paesi stranieri.

Soltanto una reale presenza delle Istituzioni, in concertazione con tutte le forze politiche, può prima  arginare e poi risolvere una situazione sempre più fuori controllo.

La propaganda e demagogia fatta sinora dalle destre (ronde/esercito) non risolve il problema, anzi lo accentua creando false speranze nella popolazione.

Invitiamo tutti a farsi parte attiva di queste problematiche in prima persona e non delegando a chi da molti anni di fatto pensa più ad interessi  personali che non al bene collettivo.

La situazione  in cui versa la città è sotto gli occhi di tutti.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Vigevano, l’opposizione vuole vigilare sul cantiere al mercato coperto

21 Ottobre 2025

Fonte Tele Pavia: Vigevano, l’opposizione vuole vigilare sul cantiere del mercato coperto dopo il taglio dei tigli

Democrazia al Lavoro: Cgil, 25 ottobre manifestazione nazionale a Roma

13 Ottobre 2025

Per aumentare salari e pensioni, Per dire NO al riarmo, Per investire su sanità e scuola, Per dire NO alla precarietà, Per una vera riforma fiscale. Concentramento a P.zza della Repubblica, ore 13:30; conclusione a P.zza San Giovanni in Laterano

DICHIARAZIONE SUL TENTATIVO DELLA FREGATA NAVALE ITALIANA DI MINARE LA FLOTTIGLIA GLOBAL SUMUD

01 Ottobre 2025

30 settembre 2025

Il Ministero degli Affari Esteri italiano ci ha informato che la fregata navale che segue la nostra flottiglia emetterà presto una chiamata radio, offrendo ai partecipanti l’”opportunità” di abbandonare la nave e tornare a riva prima di raggiungere la cosiddetta “zona critica”. Siamo assolutamente chiari: questa non è protezione. È sabotaggio. È un tentativo di demoralizzare e frammentare una missione umanitaria pacifica che i governi non sono riusciti ad assumersi, anche se è il loro silenzio e la loro complicità che hanno portato a questo punto

Questa è codardia mascherata da diplomazia. Se l’Italia cercasse davvero di proteggere vite umane, non agirebbe come complice di Israele, né farebbe pressione sui civili affinché si ritirassero. Userebbe la sua flotta navale per garantire il passaggio sicuro di volontari pacifici a Gaza, per far rispettare il diritto internazionale e per consegnare rifornimenti salvavita. Qualsiasi cosa di meno è complicità.

Ogni singolo partecipante a bordo è arrivato con la piena consapevolezza dei rischi. Non siamo qui con false illusioni. Siamo qui perché è molto più pericoloso rimanere in silenzio di fronte al genocidio, alla fame e alle punizioni collettive che salpare trasportando aiuti umanitari. Il governo italiano lo sa, eppure invece di usare la sua considerevole potenza navale per rompere un assedio illegale, sceglie di scortarci solo fino al punto di pericolo e poi cercare di allontanarci, riportandoci a riva a mani vuote, mentre Israele continua a massacrare e affamare il popolo palestinese nella più totale impunità

Lo ripetiamo: la flottiglia prosegue. La Marina italiana non farà deragliare questa missione. La richiesta umanitaria di rompere il blocco non può essere ritirata in porto e la nostra responsabilità morale non può essere abbandonata a mare. Ogni miglio nautico che percorriamo, ogni minaccia che affrontiamo, non fa che sottolineare ciò che i governi non sono riusciti a fare e ciò che i cittadini comuni sono ora costretti a fare.

Il blocco di Israele è illegale. Il suo assedio è criminale. E il silenzio del mondo è intollerabile. Se il governo italiano vuole essere ricordato per il suo coraggio, deve navigare con noi.

Contatti e aggiornamenti per i media:

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Scioperi e manifestazioni per Gaza

18 Settembre 2025

Rifondazione Comunista sostiene tutti gli scioperi e le manifestazioni contro il genocidio a Gaza.

È un fatto molto positivo e inedito da molti anni che la Cgil e i sindacati di base abbiano indetto scioperi per la Palestina riprendendo la migliore tradizione internazionalista del movimento operaio.

Rifondazione invita a scioperare e partecipare alle manifestazioni perché di fronte all’orrore e ai crimini che sta commettendo il governo di Israele è davvero inaccettabile la complicità del governo italiano e della stessa Unione Europea.

Domani venerdì 19 settembre la Cgil ha indetto lo sciopero di 4 ore in tutto il settore privato con manifestazioni in tutta Italia.

Lunedì 22 ci sarà lo sciopero generale di 8 ore di tutte le categorie del pubblico e del privato dei sindacati di base con blocchi dei porti e manifestazioni.

Purtroppo per ragioni ben note nel nostro paese la convergenza delle organizzazioni sindacali in scadenze unitarie non è cosa usuale come noi auspicheremmo. Ma ora il dato più importante da sottolineare è quello che il nostro paese indica alla classe lavoratrice di tutta Europa la strada della mobilitazione contro il genocidio, il riarmo e la guerra.

Invitiamo tutte le compagne e i compagni a partecipare e tutte le strutture territoriali a promuovere la massima partecipazione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Paolo Benvegnù, responsabile lavoro
Partito della Rifondazione Comunista

Vigevano è una città sconnessa

9 Agosto 2025

Non potrebbe esserci titolo più azzeccato per descrivere la crisi del settore industriale e produttivo del nostro territorio.

Qualche giorno fa, infatti, una trentina di aziende Vigevanesi hanno rivolto un accorato appello al sindaco per chiedere l’internet veloce.

Una necessità vera per chi lavora nel settore dell’industria 4.0.
In questo momento alcune zone del nostro territorio hanno una velocità di download di 27 mega (per capire: su Milano viaggiano tra i 5000 e i 6000).

Questo rappresenta un grosso limite per chi lavora.
Parliamo delle industrie che a Vigevano già ci sono e non riescono a lavorare bene, sia di quelle che a Vigevano potrebbero venirci, magari dal milanese dove trovano costi molti più alti di quelli che troverebbero qui, ma che proprio per questo limite decidono di guardare altrove.

Parliamo anche dei singoli lavoratori e delle singole lavoratrici: la diffusione dello smart working richiama la necessità di poter usufruire di una connessione veloce anche da casa e la nostra città, sempre per via dei suoi costi inferiori, potrebbe richiamare lavoratori e lavoratrici che, pur impiegati/e al di fuori di Vigevano, potrebbero considerare di stabilirsi qui per vivere.

Già in occasione delle comunali 2020 avevamo inserito nel programma elettorale la strategia di attirare aziende e singole persone dal milanese ma, oltre all’intervento sui servizi, ora è necessario mettere in cima all’agenda anche un intervento sulla connessione veloce.
Ne va del rilancio produttivo del nostro territorio e delle possibilità di posti di lavoro.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista.

Giovani comunisti/e.

Negati i risarcimenti per le tombe di Vigevano

7 Agosto 2025

Foto tratta dall’INFORMATORE VIGEVANESE.

Si è concretizzato l’ultimo atto della vergognosa vicenda del cimitero urbano.
Le tombe, danneggiate dalla tempesta di agosto 2023, non verranno risarcite dall’assicurazione (a cui il comune ha chiesto i rimborsi).

Si tratta di una vicenda che ha le sue radici lontane, se vogliamo anche prima del ciclone. Già 3 anni fa, infatti, avevamo denunciato le condizioni del cimitero urbano e, attraverso foto e video, la scarsissima manutenzione di alberi e di tutto ciò che nel cimitero può diventare pericoloso per chi si reca a fare visita ai propri cari defunti.

Dopo il ciclone che ha portato alla città e al cimitero danni per 40 milioni di euro (tra alberi caduti, abitazioni rovinate, automobili distrutte) i cittadini, molti dei quali che non avevano nemmeno più un luogo in cui far riposare i propri cari defunti, sono stati costretti a mettere mano alle propria tasche per pagare le ricostruzioni o le messe in sicurezza delle tombe di famiglia. Il tutto a seguito di vergognose promesse del sindaco che urlava ai quattro venti il fatto che le famiglie sarebbero state rimborsate.
Promessa ora rimangiata e di cui dovrebbe fare ammenda.

Ci viene da chiederci perché le responsabilità devono essere solo dell’assicurazione, che comunque ci auguriamo venga portata a risarcire grazie all’azione legale dell’ufficio comunale preposto.
Le responsabilità sono anche politiche, del sindaco e della giunta, dato che il ciclone, potentissimo, si è abbattuto sulla città trovandola già scarsamente tenuta.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

GIOVANI COMUNISTI/E

INIZIO DIBATTIMENTO PRESSO TRIBUNALE PAVIA SUL CASO VIGEVANO

È notizia di questi giorni il rinvio a giudizio del Sindaco Andrea Ceffa e delle altre persone coinvolte nell’inchiesta per corruzione a Vigevano.

Ancora una volta ribadiamo la nostra volontà nel non volerci sostituire alla Magistratura, che farà il suo lavoro.

Ci preoccupano però le due condanne già arrivate (tramite rito abbreviato e patteggiamento) poiché rendono evidente un utilizzo opaco delle cariche in aziende partecipate pubbliche.

Le commistioni tra poteri politici e potentati economici sono le vera causa dell’immobilismo che Vigevano subisce da anni.

Come già chiaramente detto in passato, chiediamo per il bene di tutta la cittadinanza che le persone a vario titolo coinvolte si facciano da parte dando le dimissioni.

Questo scenario ha portato più del 50% degli aventi diritto al voto a rinunciare all’esercizio di questo diritto e dovere.

Ed è in previsione delle prossime elezioni comunali che chiediamo ai cittadini di tornare ad essere parte attiva, per dare un’inversione di tendenza nella gestione della cosa pubblica.

Rifondazione Comunista si adopererà in tal senso, perché la situazione è ora assolutamente insostenibile e sotto gli occhi di tutte e tutti.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

23 Luglio 2025