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Senza arretrare di un millimetro

5 Marzo 2026

“La posizione della Spagna è la stessa che abbiamo avuto sull’Ucraina o su Gaza.
No alla rottura di un diritto internazionale che protegge tutti.
No a risolvere i conflitti con le bombe.
In tre parole: no alla guerra.
Il mondo, l’Europa e la Spagna ci sono già passati.
Ventitré anni fa gli Stati Uniti ci trascinarono in una guerra per eliminare le (inesistenti) armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, per portare la democrazia e garantire la sicurezza globale.
In realtà, produsse l’effetto opposto, scatenando una grave crisi migratoria ed economica.
Quello che sappiamo è che da questa guerra non uscirà un ordine internazionale più giusto.
E non ne usciranno nemmeno salari più alti, né servizi pubblici migliori, né un ambiente più sano.
Anzi, quello che per ora possiamo intravedere è più incertezza economica, aumento del prezzo del petrolio e anche del gas.
Per questo, in Spagna siamo contrari a questo disastro, perché riteniamo che i governi siano qui per migliorare la vita delle persone, per dare soluzioni ai problemi, non per peggiorarla.
Ed è assolutamente inaccettabile che quei dirigenti che sono incapaci di assolvere a questo compito usino il fumo della guerra per nascondere il proprio fallimento e, nel frattempo, riempire le tasche di pochi, i soliti, gli unici che vincono quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili.
Alcuni diranno che è ingenuo puntare sulla diplomazia. L’ingenuità è pensare che la soluzione sia la violenza.
O pensare che essere seguaci ciechi e servili significhi guidare.
Io credo che questa posizione non sia affatto ingenua, ma coerente e, proprio per questo, non saremo complici di qualcosa che è male per il mondo, che è contrario ai nostri valori, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno.
Perché noi abbiamo una fiducia assoluta nella forza economica, istituzionale e direi anche morale del nostro Paese, e perché in momenti come questo ci sentiamo più orgogliosi che mai di essere spagnoli.
Non siamo soli, il governo è con chi deve stare: con i valori della Costituzione, dell’UE, con la Carta dell’ONU, con la PACE.

Chiediamo a Stati Uniti, Israele e Iran, tutta la responsabilità necessaria perché si fermino prima che sia troppo tardi.
Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra illegalità: è così che cominciano i più grandi disastri dell’umanità”.