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I docenti del liceo Cairoli di Vigevano aderiscono allo sciopero generale per il 22 settembre: per difendere la Flotilla, fermare il genocidio a Gaza e stop all’economia di guerra

22 Settembre 2025

Scioperi e manifestazioni per Gaza

18 Settembre 2025

Rifondazione Comunista sostiene tutti gli scioperi e le manifestazioni contro il genocidio a Gaza.

È un fatto molto positivo e inedito da molti anni che la Cgil e i sindacati di base abbiano indetto scioperi per la Palestina riprendendo la migliore tradizione internazionalista del movimento operaio.

Rifondazione invita a scioperare e partecipare alle manifestazioni perché di fronte all’orrore e ai crimini che sta commettendo il governo di Israele è davvero inaccettabile la complicità del governo italiano e della stessa Unione Europea.

Domani venerdì 19 settembre la Cgil ha indetto lo sciopero di 4 ore in tutto il settore privato con manifestazioni in tutta Italia.

Lunedì 22 ci sarà lo sciopero generale di 8 ore di tutte le categorie del pubblico e del privato dei sindacati di base con blocchi dei porti e manifestazioni.

Purtroppo per ragioni ben note nel nostro paese la convergenza delle organizzazioni sindacali in scadenze unitarie non è cosa usuale come noi auspicheremmo. Ma ora il dato più importante da sottolineare è quello che il nostro paese indica alla classe lavoratrice di tutta Europa la strada della mobilitazione contro il genocidio, il riarmo e la guerra.

Invitiamo tutte le compagne e i compagni a partecipare e tutte le strutture territoriali a promuovere la massima partecipazione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Paolo Benvegnù, responsabile lavoro
Partito della Rifondazione Comunista

Vigevano e Mede insieme per Gaza.

10 Agosto 2025

ADRIANO ARLENGHI

Alle ore 21 di ieri sera a Vigevano, a Mede e in tutti i paesi della diocesi di Vigevano le campane delle chiese si sono messe a suonare . Un suono antico, familiare che da secoli scandisce il tempo delle comunità. Per rompere un altro tipo di silenzio: quello dell’indifferenza. Un suono dedicato a chi ha fame a Gaza, a chi muore sotto le bombe, alla tragedia umana che in questi mesi ha colpito migliaia di persone , in particolare le più fragili. Ricordare chi, a Gaza, vive nella privazione più assoluta – senza acqua, senza elettricità, senza pane – significa sentire che quella sofferenza ci riguarda tutti , anche se geograficamente ci appare lontana.

Le campane di ieri sera , suonando tutte insieme, hanno unito le parrocchie, i paesi, le persone, in un gesto corale che voleva andare oltre le parole e le opinioni.

Così è iniziato ieri sera il presidio di pace per Gaza. Centocinquanta persone a Vigevano e decine a Mede, si sono date appuntamento sulle piazze dei loro paesi. Ogni rintocco è stato come un battito del cuore della Lomellina, che si è fatta solidale, ha rifiutato l’idea che la fame oggi, possa ancora essere un’arma di guerra. Per un popolo che ha il diritto di non morire di fame e di lacrime. Il caldo, terribile anche di sera, le zanzare e la vicinanza con il ferragosto non hanno fermato la voglia di esserci di un piccolo popolo di attivisti e di gente comune. Immediatamente al suono delle campane, la piccola folla armata di tamburelli, fischietti, corni , maracas, si è messa a fare rumore e il rumore si è allargato ovunque nella splendida piazza.

Era un suono carico di partecipazione ma si sentiva una grande tristezza di tutti nel cuore, ma anche la convinzione che non si poteva assistere alla barbarie senza dire: non in mio nome. Si è detto anche : ci sentiamo impotenti di fronte all’enormità di quel grande campo di concentramento in cui Israele ha trasformato Gaza. Sappiamo però che saremo davvero impotenti solo se rimarremo muti di fronte allo scandalo della fame usata come arma di sterminio di massa. “Noi che siamo qui stasera non vogliamo rimanere in silenzio, mentre la gente di Gaza viene sterminata. Vogliamo disertare questo silenzio di morte. Vogliamo unire le nostre sirene e le campane delle chiese”.

Perché in piazza? Per chiedere la fine dell’aggressione israeliana e il riconoscimento dello Stato di Palestina, il blocco della vendita di armi e la fine degli accordi economici con Israele anche da parte del governo italiano. Aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, che sta subendo un assedio e una crisi alimentare senza precedenti. Del resto i rapporti presentati da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, non ammette dubbi: il grido di dolore ci giunge ogni giorno anche dalle organizzazioni umanitarie che tentano di resistere, come Action Aid e Medici senza frontiere. Ci parlano di una situazione che ha assunto da tempo i colori della disumanità, della barbarie più totale. Le stesse cose che ci aveva raccontato Hani Gaber console per il Nord Italia della Palestina, che a Vigevano aveva portato quasi piangendo la rabbia e le privazioni del suo popolo.

La gente di Vigevano e di Mede presenti ieri sera avevano risposto ad un invito del coordinamento per la pace di Vigevano e Lomellina, che riprendevano un appello nazionale: “facciamo suonare a distesa le campane dei palazzi comunali, quelle delle chiese, e ogni sirena possibile: ambulanze, navi, barche, porti. Suoniamo ogni fischietto, battiamo le pentole. Facciamo più rumore, più chiasso, più fracasso possibile. Facciamolo insieme: nelle piazze e sulle spiagge. Facciamolo sui balconi e alle finestre. Facciamolo sui social. Facciamolo dappertutto. Che ci sentano fino a Gaza: perché sappiano di non essere soli. Che ci sentano nei palazzi del potere italiano”

Abbiamo presentato lo striscione che Ale Puro, un artista che vive e lavora a Vigevano e che giovanissimo si è affacciato al mondo della street art, ha voluto creare e regalare al coordinamento per la pace. Nello striscione c’era scritto : la pace non tace, ed era una sintesi della necessità di non rimanere indifferenti quando si vede la tragedia che illumina alcune parti del mondo. Decine di persone sono venute a firmarlo mentre la notte nel sagrato del Duomo calava velocemente e la fatica e il sudore annebbiavano la vista. Il collegamento tra le piazze purtroppo per motivi tecnici non è stato possibile e ci sarebbe piaciuto unire le parole di tutti, intrecciando un sentire comune.

Poi tanti gli interventi, con Giancarla che ha parlato del gruppo di donne che da quando è iniziata la guerra in Ucraina scende nella piazza del mercato a Sartirana ogni sabato per chiedere pace, Luisa che ha invitato ad aderire alla marcia Perugia -Assisi di ottobre per la quale sta organizzando un pulmann intero, Luigi che ha raccontato dell’iniziativa per Gaza con i camminatori e i ciclisti che sono giunti da Oropa sino a Mortara e poi sono andati in Prefettura a Milano per portare le firme raccolte. Cinzia Bauci del gruppo artistico Stellerranti , ha letto le poesie selezionate da Marco e da Antonietta di poeti palestinesi, Piero Carcano ha infine recitato altre poesie e ha cantato una canzone di rivolta. Per terminare con uno slogan: il classico free free Palestine , ripreso immediatamente dai presenti e urlato nella notte infinite volte.

In mezzo per tre volte la gente ha fatto rumore con tutto quello che di rumoroso aveva portato con se. Sottolineando in questo modo la voglia di esserci e dire che Gaza non può morire e che è necessario buttare la guerra fuori dalla Storia. I più commoventi sono stati i ragazzi presenti, con i loro fischietti e la loro voglia di futuro. Poi tutti sono tornati alle loro case ed è rimasto sul sagrato solo uno strano silenzio, capace tuttavia di parlare ancora. Per rivendicare un tempo nuovo, un tempo capace di non spargere odio e sofferenza ma indicare la necessità per tutti di potere, usando una bellissima frase di Alex Zanotelli, “continuare a danzare la vita”.

Un grazie commosso va a tutte e a tutti coloro che hanno reso possibile la piazza, alla diocesi, a chi ha partecipato, a chi è intervenuto, a chi crede che il Coordinamento per la pace territoriale sia importante per proseguire nelle iniziative di pace. Le foto delle due piazze sono tratte dalle chat e dalla rete.

Aderiamo all’iniziativa del 9 agosto, perché fare rumore è necessario

2 Agosto 2025

Aderiamo all’iniziativa del 9 agosto, perché fare rumore è necessario.

Assistiamo ogni giorno al genocidio del popolo palestinesi, è giunto il momento di ribadire che il Comune non può e non deve rimanere in silenzio.

Aderiamo alla piazza in maniera propositiva, rilanciando anche le nostre proposte: chiediamo che il Comune riconosca lo stato di Palestina, che si avii una campagna di sensibilizzazione per smettere di vendere nei supermercati locali prodotti israeliani, dando il buon esempio prima di tutto dove il Comune ha la possibilità di incidere. Dalle farmacie comunali alle mense (dove si vendono farmaci e prodotti israeliani).

Oltre a tutto ciò, ovviamente, ci opponiamo anche al riarmo europeo e alla guerra, applicando semplicemente quello che è l’articolo 11 della Costituzione.

Si tratta di azioni pacifiche che possono comunque colpire la fornitura militare di chi sta perpetrando il genocidio a Gaza.

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

GIOVANI COMUNISTI/E

VIGEVANO NON RESTI IN SILENZIO SU GAZA

27 Luglio 2025

Chiediamo che il comune aderisca alla mobilitazione di questa sera (domenica 27) alle ore 22:00 organizzata da Gaza Last Day – Ultimo giorno di Gaza. 

In tutta Italia hanno aderito molti comuni e non solo. Suoneranno campane dei luoghi di culto e dei palazzi comunali. Suoneranno sirene di ambulanze e navi, i fischietti e le pentole di privati cittadini. 

Il comune di Vigevano resta in silenzio, ma noi non ci scoraggiamo. Non soltanto su questo gesto simbolico ma anche su ciò che ne consegue.

Nelle prossime settimane, infatti, i consigli comunali potranno votare l’interruzione ai rapporti tra i comuni ed Israele. 

Un tema tutt’altro che lontano: passa nelle nostre università (in combutta con la ricerca militare israeliana), nei supermercati in cui facciamo la spesa (dove si vendono prodotti israeliani) ed anche nelle farmacie comunali dove si vendono farmaci israeliani. 

Si tratta di azioni pacifiche che possono comunque colpire la fornitura militare di chi sta perpetrando il genocidio a Gaza, dal momento che un Comune ha ovviamente delle possibilità relative di intervento nei conflitti internazionali.

GIOVANI COMUNISTI/E

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO


Contro il riarmo europeo: ipocrisia pacifista e guerra permanente

8 Aprile 2025

MILU’ CHISARI

Oggi l’EUROPA si arma fino ai denti, si veste da colosso bellico e si prepara a combattere guerre che non ha ancora dichiarato, ma che ha già deciso di finanziare. Von der leyen ha parlato chiaro: rearm europe, ottocento miliardi di euro in spese militari, bond europei, incentivi a produrre più armi, più munizioni, più morte. Chiamano questa porcheria “difesa”. Chiamano questa mostruosità “autonomia strategica”. Ma non è altro che guerra preventiva contro il futuro dei popoli.

Mentre i nostri ospedali cadono a pezzi, mentre le scuole fatiscenti vengono abbandonate, mentre milioni di giovani migrano per cercare di sopravvivere, mentre le famiglie vivono sotto sfratto e sotto ricatto, l’Unione Europea lancia la sua corsa al riarmo. e nel farlo, ottiene l’applauso di chi, fino a ieri, si dichiarava pacifista. Gente come Vecchioni, gli intellettuali da salotto, i cantori della borghesia perbene, che adesso si travestono da strateghi della NATO e parlano di “pace giusta” come se la guerra fosse uno strumento di moralità.

Ma quale pace giusta? Non esiste una pace fondata sul riarmo. Non esiste una pace costruita sulle bombe. Non esiste una pace che si prepara ordinando fucili.

Questi signori sono gli stessi che tacciono sulle fosse comuni a Gaza, sulla pulizia etnica del popolo palestinese, sulle migliaia di bambini uccisi da Israele con armi prodotte anche in Europa. Gli stessi che giustificano il genocidio in nome del diritto alla difesa, che versano lacrime di coccodrillo per kyiv ma chiudono gli occhi davanti a Rafah. Sono i complici di un sistema che esporta democrazia a colpi di missile e lascia morire la democrazia vera – quella dei diritti, dei lavoratori, della partecipazione – soffocata da tagli, repressione e disillusione.

Nessuno parla di cessate il fuoco, nessuno parla di negoziati veri. perché la guerra, oggi, fa girare l’economia dei padroni, mentre noi la paghiamo con il gas, con la benzina, con l’inflazione e con la vita.

L’Unione Europea si sta preparando al futuro che il capitale vuole: un futuro di guerra permanente, militarizzazione, controllo sociale. e i governi obbediscono. Perché il riarmo non serve solo contro i nemici esterni, ma anche – e soprattutto – contro quelli interni. contro chi protesta, chi occupa, chi blocca, chi sciopera. contro chi non accetta l’ordine dei padroni. Contro chi sogna un mondo senza frontiere, senza eserciti, senza sfruttatori.

L’esercito serve a reprimere. Serve a garantire che i padroni possano continuare a saccheggiare. Serve a tenere buoni i proletari quando il sistema inizierà a crollare sotto il peso delle sue contraddizioni. Non a difendere i popoli, ma a difendere il potere.

Il riarmo è la continuazione della guerra di classe con altri mezzi. È lo strumento con cui il capitalismo tenta di sopravvivere, distruggendo ogni alternativa. e chi lo appoggia – consapevole o no – è complice di questo crimine. Non ci sono più mezze misure, non ci sono più posizioni intermedie. O sei con chi costruisce pace e giustizia, o sei con chi fabbrica guerra e dominio.

Noi non accettiamo questa logica. Noi siamo per il disarmo unilaterale delle potenze, per l’uscita immediata dall’apparato NATO, per la chiusura delle basi militari sul nostro territorio. Noi siamo per la solidarietà tra popoli, non tra eserciti. per la libertà di Gaza, del Donbass, del Sahara occidentale, del Kurdistan. Siamo contro tutte le guerre, tranne una: quella contro il sistema che le produce.

Chiamiamolo col suo nome: il riarmo è terrorismo di stato. È colonialismo mascherato. È fascismo tecnologico. E se oggi non lo fermiamo, domani ci verranno a cercare casa per casa, per arruolarci o per zittirci.

Il riconoscimento dello stato di Palestina

25 Novembre 2024

Poco più di un anno fa, a Vigevano, eravamo in piazza per la Palestina.

Da tanto tempo non si vedeva una manifestazione così partecipata in cui si evidenziava la presenza di ragazze e ragazzi arabi, della comunità islamica e di cittadini Vigevanesi.

Un importante aiuto è arrivato da alcune studentesse vigevanesi che ci hanno dato una mano ad organizzare la piazza e a diffondere la voce, distribuire i volantini, invitando a scendere in piazza.

Dopo un anno, però, la situazione non è certo migliorata, anzi…

Gaza è devastata: ad oggi i morti sono più 44.000 e Israele ha allargato il conflitto attaccando anche il sud del Libano.

La Corte Penale Internazionale, a conferma della barbarie in corso, ha chiesto l’arresto del primo ministro Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Gallant per crimini di guerra.

Davanti a questa distruzione immensa si potrebbe pensare che il ruolo di Comuni come il nostro sia marginale e che quindi anche manifestare in solidarietà ad un popolo sia una cosa inutile. Così, invece, non è; abbiamo vissuto più di un anno di mobilitazioni intense: ogni settimana ci sono manifestazioni nelle principali città e molte università sono state (o sono tutt’ora) occupate dalle “acampade”. Queste ultime, poi, in molti casi hanno anche ottenuto delle vittorie che sono così importanti da sbeffeggiare chiunque non crede nell’utilità della mobilitazione politica. Molte università, infatti, hanno interrotto i rapporti con le università dello stato che sta perpetrando il genocidio, uscendo dal tunnel della “preparazione alla guerra”. Non dobbiamo vivere quello che sta succedendo a Gaza come un fatto a sé stante ma, anzi, dobbiamo ricollegarlo al rischio generale di escalation bellica.

È passato un anno dalla manifestazione ma le nostre rivendicazioni sono ancora attualissime.

In questi giorni L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha prodotto una lettera in cui chiede alle forze antifasciste e di opposizione di presentare mozioni e documenti, nei consigli comunali e in parlamento, che ponga l’importante questione del riconoscimento dello stato di Palestina.

Per noi è una condizione, politica e giuridica, necessaria per poter affrontare tutto il resto.

La solidarietà ai popoli oppressi non si può fermare solo alle parole.

Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani Comunisti/e.

Interventi dei compagni del circolo Prc di Vigevano alla manifestazione di un anno fa.

L’Anpi lancia due campagne nazionali

11 Ottobre 2024

L’ANPI LANCIA 2 CAMPAGNE NAZIONALI: una raccolta fondi per sostenere le attività di Emergency a Gaza e il riconoscimento dello Stato di Palestina in tutta Italia

4 Ottobre 2024

– PRIMA CAMPAGNA NAZIONALE ANPI

AIUTATECI AD AIUTARLI

Abbiamo deciso, come ANPI, di mettere in campo un’azione concreta per aiutare Gaza, i suoi bambini, le sue donne, i suoi uomini feriti gravemente.

Lanciamo quindi una campagna di raccolta fondi destinati esclusivamente alla preziosa attività sanitaria di EMERGENCY in quella terra martoriata.

Ci appelliamo quindi a tutte le cittadine e i cittadini: dateci una mano!

Pace e solidarietà.

Grazie!

E’ POSSIBILE EFFETTUARE LE DONAZIONI COLLEGANDOSI ALLA PAGINA:  https://insieme.emergency.it/participant/anpi-per-gaza 

– SECONDA CAMPAGNA NAZIONALE

L’ITALIA RICONOSCA LO STATO DI PALESTINA

C’è un solo modo per risolvere una tragedia che dura da quasi 80 anni e che oggi sta incendiando il Medio Oriente: Palestina e Israele, due popoli in due Stati in reciproca sicurezza. Tutti (o quasi) lo dicono ma nessuno fa nulla di concreto. La prima cosa da fare è riconoscere lo Stato di Palestina adesso. Per questo lanciamo una campagna per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Ci rivolgiamo in particolare ai sindaci affinché, come già avvenuto a Firenze e in vari altri Comuni su proposta largamente unitaria, approvino una risoluzione che chieda, con senso di profonda  responsabilità e di pace, questo. ADESSO.

Nei giorni scorsi sono stati approvati ordini del giorno in questo senso dai Comuni di:

– Firenze
– Barberino di Mugello
– Borgo San Lorenzo
– Calenzano
– Campi Bisenzio
– Dicomano
– Empoli
– Firenze
– Lastra a Signa
– Montelupo Fiorentino
– Pontassieve
– Rignano
– Sesto Fiorentino
– Signa
– Vicchio
– Vinci

In allegato è disponibile il testo dell’Ordine del giorno da sottoporre ai Consigli Comunali per approvazione. Saranno impegnati Sezioni e Comitati provinciali ANPI, MA TUTTE LE CITTADINE E I CITTADINI E ASSOCIAZIONI SONO INVITATI A PARTECIPARE A QUESTA BATTAGLIA DI PACE E GIUSTIZIA
 

 Allegati

SCARICA IL TESTO DI ORDINE DEL GIORNO PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI PALESTINA (123.87 KB)