Categoria: Mondo

PRC-SE: BASTA CON L’AGGRESSIONE USA AL VENEZUELA!

25 Agosto 2025

Ancora una volta, gli Stati Uniti hanno rafforzato le loro manovre militari e i comportamenti ostili verso la Repubblica bolivariana del Venezuela, nonostante il loro fallimento in tutti questi anni. Le ultime attività dell’amministrazione Trump hanno visto lo schieramento di navi da guerra e truppe militari statunitensi nelle acque vicine al territorio venezuelano, con la scusa della lotta al narcotraffico. Parallelamente, come se fossimo nel Far West, Washington ha raddoppiato la taglia sul capo del Presidente venezuelano, Nicolás Maduro.

L’obiettivo della Casabianca è quello di destabilizzare la nazione latino-americana, far cadere il governo Maduro ed impadronirsi delle ricche risorse del Paese, a partire dal petrolio.

Le minacce e le ostilità dell’amministrazione Trump verso il Venezuela sono iniziate già durante il suo primo mandato, quando il presidente statunitense voleva imporre un regime fantoccio a Caracas contro la volontà democratica del popolo venezuelano.

La belligeranza aggressiva di Washington è il maggiore ostacolo ad una risoluzione pacifica e diplomatica delle controversie internazionale, in particolare quella tra Venezuela e Guyana rispetto alla sovranità territoriale sulla ricca regione petrolifera dell’Essequibo.

Sin dalla vittoria di Hugo Chávez, la Casabianca ha cospirato attivamente per far cadere il legittimo governo costituzionale e democraticamente eletto della Repubblica Bolivariana del Venezuela, guidato dal Presidente Nicolás Maduro. L’ultimo dispiegamento delle forze militari statunitensi in America Latina rappresenta un ulteriore pericoloso precedente e mette a rischio la pace nella regione.

Di fronte a queste minacce e ai tentativi di destabilizzazione, il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea esige la cessazione di ogni azione provocatoria che aumenta le tensioni nella regione. Proprio perché promuoviamo la pace, la giustizia sociale e ambientale, ci opponiamo senza riserve all’uso della forza o della coercizione nell’agenda imperialista sia in America Latina, che nel resto del pianeta.

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ribadisce la propria solidarietà con il Venezuela e con il presidente Nicolás Maduro, mentre condanna le manovre militari e la retorica aggressiva e guerrafondaia di Washington nei confronti della nazione latinoamericana.

Partito della Rifondazione Comunista

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Vigevano e Mede insieme per Gaza.

10 Agosto 2025

ADRIANO ARLENGHI

Alle ore 21 di ieri sera a Vigevano, a Mede e in tutti i paesi della diocesi di Vigevano le campane delle chiese si sono messe a suonare . Un suono antico, familiare che da secoli scandisce il tempo delle comunità. Per rompere un altro tipo di silenzio: quello dell’indifferenza. Un suono dedicato a chi ha fame a Gaza, a chi muore sotto le bombe, alla tragedia umana che in questi mesi ha colpito migliaia di persone , in particolare le più fragili. Ricordare chi, a Gaza, vive nella privazione più assoluta – senza acqua, senza elettricità, senza pane – significa sentire che quella sofferenza ci riguarda tutti , anche se geograficamente ci appare lontana.

Le campane di ieri sera , suonando tutte insieme, hanno unito le parrocchie, i paesi, le persone, in un gesto corale che voleva andare oltre le parole e le opinioni.

Così è iniziato ieri sera il presidio di pace per Gaza. Centocinquanta persone a Vigevano e decine a Mede, si sono date appuntamento sulle piazze dei loro paesi. Ogni rintocco è stato come un battito del cuore della Lomellina, che si è fatta solidale, ha rifiutato l’idea che la fame oggi, possa ancora essere un’arma di guerra. Per un popolo che ha il diritto di non morire di fame e di lacrime. Il caldo, terribile anche di sera, le zanzare e la vicinanza con il ferragosto non hanno fermato la voglia di esserci di un piccolo popolo di attivisti e di gente comune. Immediatamente al suono delle campane, la piccola folla armata di tamburelli, fischietti, corni , maracas, si è messa a fare rumore e il rumore si è allargato ovunque nella splendida piazza.

Era un suono carico di partecipazione ma si sentiva una grande tristezza di tutti nel cuore, ma anche la convinzione che non si poteva assistere alla barbarie senza dire: non in mio nome. Si è detto anche : ci sentiamo impotenti di fronte all’enormità di quel grande campo di concentramento in cui Israele ha trasformato Gaza. Sappiamo però che saremo davvero impotenti solo se rimarremo muti di fronte allo scandalo della fame usata come arma di sterminio di massa. “Noi che siamo qui stasera non vogliamo rimanere in silenzio, mentre la gente di Gaza viene sterminata. Vogliamo disertare questo silenzio di morte. Vogliamo unire le nostre sirene e le campane delle chiese”.

Perché in piazza? Per chiedere la fine dell’aggressione israeliana e il riconoscimento dello Stato di Palestina, il blocco della vendita di armi e la fine degli accordi economici con Israele anche da parte del governo italiano. Aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, che sta subendo un assedio e una crisi alimentare senza precedenti. Del resto i rapporti presentati da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, non ammette dubbi: il grido di dolore ci giunge ogni giorno anche dalle organizzazioni umanitarie che tentano di resistere, come Action Aid e Medici senza frontiere. Ci parlano di una situazione che ha assunto da tempo i colori della disumanità, della barbarie più totale. Le stesse cose che ci aveva raccontato Hani Gaber console per il Nord Italia della Palestina, che a Vigevano aveva portato quasi piangendo la rabbia e le privazioni del suo popolo.

La gente di Vigevano e di Mede presenti ieri sera avevano risposto ad un invito del coordinamento per la pace di Vigevano e Lomellina, che riprendevano un appello nazionale: “facciamo suonare a distesa le campane dei palazzi comunali, quelle delle chiese, e ogni sirena possibile: ambulanze, navi, barche, porti. Suoniamo ogni fischietto, battiamo le pentole. Facciamo più rumore, più chiasso, più fracasso possibile. Facciamolo insieme: nelle piazze e sulle spiagge. Facciamolo sui balconi e alle finestre. Facciamolo sui social. Facciamolo dappertutto. Che ci sentano fino a Gaza: perché sappiano di non essere soli. Che ci sentano nei palazzi del potere italiano”

Abbiamo presentato lo striscione che Ale Puro, un artista che vive e lavora a Vigevano e che giovanissimo si è affacciato al mondo della street art, ha voluto creare e regalare al coordinamento per la pace. Nello striscione c’era scritto : la pace non tace, ed era una sintesi della necessità di non rimanere indifferenti quando si vede la tragedia che illumina alcune parti del mondo. Decine di persone sono venute a firmarlo mentre la notte nel sagrato del Duomo calava velocemente e la fatica e il sudore annebbiavano la vista. Il collegamento tra le piazze purtroppo per motivi tecnici non è stato possibile e ci sarebbe piaciuto unire le parole di tutti, intrecciando un sentire comune.

Poi tanti gli interventi, con Giancarla che ha parlato del gruppo di donne che da quando è iniziata la guerra in Ucraina scende nella piazza del mercato a Sartirana ogni sabato per chiedere pace, Luisa che ha invitato ad aderire alla marcia Perugia -Assisi di ottobre per la quale sta organizzando un pulmann intero, Luigi che ha raccontato dell’iniziativa per Gaza con i camminatori e i ciclisti che sono giunti da Oropa sino a Mortara e poi sono andati in Prefettura a Milano per portare le firme raccolte. Cinzia Bauci del gruppo artistico Stellerranti , ha letto le poesie selezionate da Marco e da Antonietta di poeti palestinesi, Piero Carcano ha infine recitato altre poesie e ha cantato una canzone di rivolta. Per terminare con uno slogan: il classico free free Palestine , ripreso immediatamente dai presenti e urlato nella notte infinite volte.

In mezzo per tre volte la gente ha fatto rumore con tutto quello che di rumoroso aveva portato con se. Sottolineando in questo modo la voglia di esserci e dire che Gaza non può morire e che è necessario buttare la guerra fuori dalla Storia. I più commoventi sono stati i ragazzi presenti, con i loro fischietti e la loro voglia di futuro. Poi tutti sono tornati alle loro case ed è rimasto sul sagrato solo uno strano silenzio, capace tuttavia di parlare ancora. Per rivendicare un tempo nuovo, un tempo capace di non spargere odio e sofferenza ma indicare la necessità per tutti di potere, usando una bellissima frase di Alex Zanotelli, “continuare a danzare la vita”.

Un grazie commosso va a tutte e a tutti coloro che hanno reso possibile la piazza, alla diocesi, a chi ha partecipato, a chi è intervenuto, a chi crede che il Coordinamento per la pace territoriale sia importante per proseguire nelle iniziative di pace. Le foto delle due piazze sono tratte dalle chat e dalla rete.

Rifondazione Comunista tra gli osservatori internazionali alle elezioni in Venezuela

31 Luglio 2025

Il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) ha vinto le elezioni amministrative di domenica, ottenendo una vittoria senza precedenti e aggiudicandosi 285 su 335 sindaci in scadenza, secondo il primo bollettino ufficiale del Consiglio Elettorale Nazionale (CNE). Hanno votato il 44,05% degli aventi diritto, ovvero 6.273.531 votanti su 14.238.026 iscritti. Il presidente del CNE, Elvis Amoroso, aveva constato già domenica sera, con i dati parziali, tendenze irreversibili nell’assegnazione dei municipi, confermate poi dai risultati definitivi.

“Abbiamo ottenuto una vittoria storica per la forza della Rivoluzione bolivariana”, ha affermato il Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, in un messaggio durante le celebrazioni dell’anniversario della nascita di Ugo Chávez. Maduro ha sottolineato con soddisfazione anche l’altro dato che emerge da questa consultazione elettorale, la conferma del fatto che “far coincidere la prima Consultazione Nazionale dei Giovani con le elezioni comunali è stata una decisione saggia per consolidare il Blocco Storico della Rivoluzione Bolivariana come espressione dell’unità del popolo e del suo diritto a un futuro: ci siamo collegati ai giovani e ora realizzeremo 10.672 progetti nelle comunità”, ha proclamato.

La Consulta Nazionale Giovanile, svoltasi per la prima volta in parallelo alle amministrative, ha visto una buona partecipazione della gioventù venezuelana. Migliaia di delegati e portavoce eletti dalle comunità scolastiche, universitarie, territoriali e produttive saranno ora coinvolti nell’elaborazione e attuazione dei progetti sociali previsti dal Governo. Maduro ha sottolineato che “la voce dei giovani sarà decisiva per la costruzione del socialismo territoriale del futuro”, annunciando che le proposte raccolte saranno immediatamente integrate nel Piano delle Trasformazioni Comunitarie.

Tra gli osservatori internazionali presenti al processo elettorale vi era anche una delegazione di Rifondazione Comunista, rappresentata da Samuele Soddu, portavoce del Dipartimento Esteri dei Giovani Comunisti, che ha preso parte alle attività di monitoraggio in diverse località del paese, sottolineando “il buon livello di partecipazione popolare e l’organizzazione democratica del voto”.

Il PSUV inanella vittorie per 285 sindaci su 335, questo dato conferma una certa stabilità nel coinvolgimento popolare, unito ad una bassissima mobilitazione dell’elettorato oppositore.

*I Forum*

In contemporanea con le elezioni, Caracas ha ospitato due importanti eventi internazionali di carattere politico e culturale: il Forum Internazionale “Per un’umanità umana e un equilibrio dell’universo” e il Forum “Per la Pace contro la Guerra”.

I due incontri, promossi da istituzioni venezuelane e movimenti popolari, hanno riunito centinaia di delegati internazionali provenienti da oltre 50 Paesi: accademici, storici, diplomatici, attivisti, ambasciatori e rappresentanti di organizzazioni progressiste e antimperialiste.

Al centro del dibattito, la difesa della sovranità nazionale, il rifiuto dell’unilateralismo occidentale, la promozione del multipolarismo e dell’integrazione tra i popoli del Sud globale. Particolare attenzione è stata dedicata, inoltre, alla questione palestinese, alla protezione delle identità culturali contro le ingerenze esterne e al contrasto al neofascismo internazionale. Significativa è stata la partecipazione di delegazioni ufficiali provenienti da Russia, Iran, Bolivia, Vietnam, oltre a esponenti di movimenti africani e del mondo arabo.

Samuele Soddu, portavoce del Dipartimento Esteri dei Giovani Comunisti/e

VIGEVANO NON RESTI IN SILENZIO SU GAZA

27 Luglio 2025

Chiediamo che il comune aderisca alla mobilitazione di questa sera (domenica 27) alle ore 22:00 organizzata da Gaza Last Day – Ultimo giorno di Gaza. 

In tutta Italia hanno aderito molti comuni e non solo. Suoneranno campane dei luoghi di culto e dei palazzi comunali. Suoneranno sirene di ambulanze e navi, i fischietti e le pentole di privati cittadini. 

Il comune di Vigevano resta in silenzio, ma noi non ci scoraggiamo. Non soltanto su questo gesto simbolico ma anche su ciò che ne consegue.

Nelle prossime settimane, infatti, i consigli comunali potranno votare l’interruzione ai rapporti tra i comuni ed Israele. 

Un tema tutt’altro che lontano: passa nelle nostre università (in combutta con la ricerca militare israeliana), nei supermercati in cui facciamo la spesa (dove si vendono prodotti israeliani) ed anche nelle farmacie comunali dove si vendono farmaci israeliani. 

Si tratta di azioni pacifiche che possono comunque colpire la fornitura militare di chi sta perpetrando il genocidio a Gaza, dal momento che un Comune ha ovviamente delle possibilità relative di intervento nei conflitti internazionali.

GIOVANI COMUNISTI/E

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO


L’inganno nucleare

28 Aprile 2025

Prosegue il ciclo gli incontri dal titolo “Cultura e politica per l’alternativa. Un mondo nuovo è possibile” a cura del Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative di Vigevano.

Sabato 10 maggio, ore 15:30-18, presso la Biblioteca Civica “Lucio Mastronardi” di Vigevano, si svolgerà il 5° ed ultimo appuntamento della prima parte del ciclo 2025 su L’inganno nucleare.

Parteciperanno

Gian Piero Godio – Legambiente del vercellese

Michela Sericano – Legambiente dell’ovadese

Alberto Deambrogio – Rete delle Alternative

COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG” VIGEVANO.


Nucleare

L’energia nucleare ha costi insostenibili, è pericolosa e genera enormi quantità di scorie radioattive che non possiamo smaltire. Solo le fonti rinnovabili possono fermare il cambiamento climatico, fornire energia pulita e porre fine all’incubo nucleare.

9,2% è la produzione di elettricità globale fornita dal nucleare, ed è costantemente in declino.

Le rinnovabili hanno invece raggiunto quasi il 30%, oltre il triplo del nucleare.

9 sono gli Stati in possesso di armi nucleari: Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia, Cina, India, Pakistan, Corea del Nord e Israele.

112$-189$ (MWh) è il costo dell’energia nucleare rispetto ai 36$-44$ (MWh) dell’energia solare e i 29$-56$ (MWh) dell’energia a terra, secondo il World Nuclear Industry Status Report.Senza il nucleare per un mondo verde e di pace

Il nucleare è un’energia pericolosa come hanno dimostrato, tra gli altri, l’incidente di Chernobyl e quello di Fukushima le cui conseguenze sono ben note: enormi quantità di radiazioni rilasciate, centinaia di migliaia di persone costrette all’evacuazione, fiumi e foreste contaminati, estese aree diventate inabitabili, danni economici incalcolabili. Incidenti del genere hanno chiarito in modo evidente che questa tecnologia non può essere controllata in caso di catastrofe.

Oltre ai rischi legati alle centrali nucleari, un’altra minaccia incombe sulla sicurezza delle persone e del pianeta: le armi atomiche. Qualsiasi Paese abbia accesso al nucleare civile ha la capacità di sviluppare il nucleare militare, ed entrambi sono da sempre interconnessi: basti pensare che i primi reattori nucleari della storia sono stati costruiti proprio per costruire bombe atomiche e per la propulsione delle navi militari. Ancora oggi nucleare civile e militare condividono conoscenze, personale specializzato e fabbriche di componenti: si può dire che uno non esisterebbe senza l’altro ed è per questo che vogliamo che entrambi scompaiano.

Energia nucleare e ordigni atomici rappresentano una minaccia per l’incolumità dell’umanità e del pianeta: l’unica soluzione è fermare l’espansione del nucleare, chiudere le centrali esistenti e rivolgere i nostri sforzi verso energie rinnovabili, sicure e pulite.

Il nucleare non è sicuro

L’energia nucleare non è una fonte di energia rinnovabile e produce inoltre enormi quantità di scorie radioattive che rimarranno pericolose per diverse migliaia di anni: una condanna per l’ambiente e per le generazioni future, perché non esiste una soluzione sicura per smaltirle.

Il nucleare è una falsa soluzione per la crisi climatica

La crisi climatica parla chiaro: entro il 2050 dobbiamo ridurre del 100% l’uso dei combustibili fossili e non c’è tempo affinché il nucleare possa contribuire alla decarbonizzazione.

Perfino due organizzazioni che promuovono il nucleare come la World Nuclear Association e l’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE ammettono che se la capacità di energia nucleare raddoppiasse entro il 2050, le emissioni di gas serra si ridurrebbero di appena il 4%. Per ottenere questo misero risultato dovremmo costruire ben 37 nuovi reattori ogni anno, a partire da ora e fino al 2050,quando in realtà il numero di reattori nel mondo è da tempo in declino. E comunque per ottenere cosa? Per ridurre le emissioni del 4% quando a noi occorre il 100%.

I nuovi reattori in Francia e USA hanno avuto tempi di costruzione ben superiori a 10 anni e costi da 3 a 4 volte quelli previsti. Perché continuare a investire sul nucleare quando esistono fonti energetiche rinnovabili, pulite e meno costose come il solare e l’eolico,che secondo diversi studi e rapporti scientifici possono fornirci il 100% di energia rinnovabile entro il 2050?

Un pessimo affare tornare al nucleare in Italia

Mentre a fasi alterne i governi del nostro Paese mostrano possibili aperture al nucleare, vale la pena ricordare che le cittadine e i cittadini italiani si sono già dimostrati contrari con ben due referendum, nel 1987 e nel 2011. L’Italia inoltre sta tuttora facendo i conti con la gestione delle nostre scorie radioattive e non ha ancora trovato una soluzione a 37 anni di distanza dal referendum che decretò l’uscita dal nucleare.

A dissuaderci dal ritorno al nucleare dovrebbe bastare il fatto che si è rivelato un un fallimento economico sia in Francia sia negli Stati Uniti. I costi dell’impianto francese di Flamanville sono lievitati a 19,1 miliardi di euro (invece dei 3,3 miliardi stimati), mentre due dei quattro reattori in costruzione negli USA sono stati cancellati e gli altri due proseguono a costi esorbitanti: da circa 9 miliardi di dollari si è già passati a una stima di circa 32 miliardi. Non è andata meglio ai due reattori di Hinkley Point, in Gran Bretagna, che dovevano costare 18 miliardi di sterline e oggi sono stimati a 46 miliardi.

GREENPEACE

La situazione in Palestina. Intervento di HANI GABER – Console e rappresentante per il Nord Italia dell’ambasciata Palestinese

2 Marzo 2025

Intervento di Hani Gaber

Intervento di Carla Gagliardini.

Intervento di Giovanni Gregorio

Voci dal Vietnam: cultura, esperienze e solidarietà

2 Dicembre 2024

Venerdì 6 dicembre 2024 – Ore 20:30

Sala Conferenze Palazzo Cambieri, Corso Garibaldi 44 – Mortara (PV)

La sezione ANPI “Fratelli Capettini” di Mortara, in collaborazione con il Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano, è lieta di presentare una serata dedicata alla scoperta della cultura vietnamita, alla riflessione sulla sua storia e alle iniziative di solidarietà internazionale.  

“Voci dal Vietnam: Cultura, Esperienze e Solidarietà” vuole essere un’occasione per approfondire la conoscenza di un Paese straordinario e delle sue molteplici sfaccettature, attraverso contributi qualificati e testimonianze dirette.  

Interventi della serata:  

  • – Giuseppe Abbà, storico ed esperto delle rivoluzioni del XX secolo, offrirà una lettura approfondita delle lotte e delle trasformazioni politiche che hanno caratterizzato la storia moderna del Vietnam.  
  • – Massimiliano Farrell e Jean Pezzoli, viaggiatori e appassionati della cultura vietnamita, condivideranno racconti ed esperienze personali sul territorio vietnamita, analizzando anche l’attuale contesto politico e la filosofia che ispira la vita quotidiana nel Paese.  
  • – Enzo Falcone e Tam Luu, rappresentanti dell’Associazione Care The People, parleranno dei progetti di solidarietà ed educazione sviluppati in Vietnam per migliorare le condizioni di vita delle comunità locali, offrendo esempi concreti di cooperazione internazionale.  

Questa iniziativa mira a creare uno spazio di dialogo e confronto, stimolando una riflessione sul valore della solidarietà globale e sull’importanza di sostenere le popolazioni locali attraverso progetti di sviluppo e collaborazione.

ANPI – Sezione “Fratelli Capettini” – Mortara

Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” – Rete delle Alternative – Vigevano

Oggi parte la Campagna “Arance di Natale.. arance per la vita”

26 Novembre 2024

VLADIMIRO LIONELLO

E’ iniziata la “Campagna Arance di Natale… arance per la vita”.
Vi invito a leggere le locandine allegate poiché è importante conoscere le finalità di questa campagna, i cui ricavati servono a finanziare gli attuali importanti progetti in cui è impegnata l’Associazione Verso il Kurdistan Odv (numerosi altri son stati già realizzati). Potrete verificare, inoltre, le somme consegnate durante l’ultimo viaggio in Iraq di fine settembre. Molti di voi hanno già ricevuto i report quotidiani inviati via whatsapp dal sottoscritto (chi fosse interessato può richiederli via mail).

Quest’anno, purtroppo, la Cooperativa Portalupi, storico luogo di raccolta e supporto, non è agibile poiché sono in corso lavori strutturali importanti e prolungati. Quindi cambiano le modalità di prenotazione e di consegna.
Tutte le prenotazioni vanno fatte scrivendo via mail al sottoscritto entro il 30 novembre. Leo, referente della Cooperativa, è già oberato dagli impegni di ristrutturazione.
Provvederò io a inoltrare il totale degli ordini ad Antonio.
Quest’anno, inoltre, il ritiro dei prodotti sarà contestuale alla consegna e pagherete direttamente ad Antonio. Sarete avvisati per tempo riguardo la data e l’ora. La consegna avverrà presso la Cooperativa Portalupi, alla Sforzesca. Mi raccomando, fin da ora, di attenervi alle indicazioni.

Per i colleghi del Golgi, scrivete via mail al sottoscritto. Successivamente ci accorderemo per la consegna ad Abbiategrasso con le solite modalità.
Gli ordini vanno fatti entro sabato 30 novembre.
Raccomandazione rivolta a chi è di Vigevano e dintorni: ordinate direttamente al sottoscritto, non telefonate ad Antonio Olivieri: ogni anno si generano problemi e confusione, cioè ordini doppi e spiacevoli malintesi.
Grazie e saluti solidali Vladimiro