Categoria: Manifestazioni

12 DICEMBRE 1969, PIAZZA FONTANA: STRAGE DI STATO, MANO FASCISTA. MILANO E I COMUNISTI NON DIMENTICANO

12 Dicembre 2023

Sono ormai passati 53 anni da quel drammatico 12 dicembre del 1969 quando una bomba di chiara matrice fascista esplose nell’allora banca dell’agricoltura di piazza Fontana a Milano facendo una vera e propria strage.
 

Ancora oggi i fatti non sono stati mai chiariti grazie agli imbrogli e le deviazioni dei servizi segreti.

I media nazionali sembra che si siano dimenticati di questo triste evento, tanto è vero che non ve ne è traccia in alcun modo, noi Comunisti al contrario ricorderemo sempre agli smemorati che il fascismo è tutto questo e contrasteremo in tutti i modi sempre tutto ciò che gli assomiglia.

RIFONDAZIONE COMUNISTA

SE NON CI ARRIVATE, FIDATEVI

27 Novembre 2023

di Micaela Bongi

Ingovernabili, come reclama lo striscione di apertura. E ingovernate. «Oggi i maschi stanno dietro», avvertono le ragazze dal camion. E poi tutte (e tutti: tanti, i maschi) stanno di lato, a destra, a sinistra, camminano in ogni direzione ovunque.

Senza testa, senza capo (e senza coda), anarchiche e libere.

È una vera marea, quella romana che insieme alle moltissime piazze gremite in tutta Italia dà il segno di una presenza consapevole della necessità di esserci. Per gridare o solo parlare, fare rumore e stare in silenzio, incontrarsi, fluire in un’onda o improvvisare, senza parole d’ordine in un disordine preciso e potente.

È un lunghissimo filo che si srotola e riannoda tutte le generazioni e storie che non si sono mai interrotte ma che vanno sempre raccontate di nuovo. Da capo, o dalla coda.

Il femminicidio di Giulia Cecchettin e il grido pieno di dolore e rabbia di sua sorella Elena, «bruciate tutto», hanno scatenato una nuova carica sovversiva.

Una carica che fa paura e che da subito ha incontrato resistenza, il tentativo di arginarla e isolarla come se si dovesse evitare la replicazione di un virus. Basta ascoltare i talk show, leggere alcuni giornali per imbattersi nella resistenza a tratti grottesca di un sistema che per perpetuarsi cerca di mettere in campo strategie antichissime e di negare l’evidenza.

Il patriarcato? Roba finita in soffitta da decenni, macché, secoli fa. Ora finalmente c’è una presidente del consiglio donna, la dimostrazione più lampante che quel sistema di potere è stato abbattuto. Quella stessa presidente del consiglio che ieri postava su Facebook «le leggi ci sono, le istituzioni ci sono, compatte, per prevenire e combattere l’abominio della violenza contro le donne» e «voglio dire alle donne italiane che non sono sole, e che quando hanno paura 1522 è il numero da chiamare».

Le leggi (che privilegiano l’aspetto repressivo e non hanno mai adeguati finanziamenti) e un numero di telefono (utile, importante e da diffondere il più possibile, certo) e passa la paura. Torniamo a dio, patria e famiglia e a fare figli per aumentare il bonus.

Torniamo (anche questo si sente in tv) alle madri di una volta, le madri che evidentemente si vogliono obbedienti e silenti. Altro che educazione sentimentale e sessuale, la rassicurante famiglia «tradizionale» è l’ancora di salvezza.

Centinaia di migliaia di donne ieri sono arrivate nelle piazze sapendo che è la loro libertà a metterle in pericolo perché minaccia il castello dove si arrocca il sistema di potere maschile. Siamo abituate a tornare a casa al buio con il cuore in gola, e il nemico è spesso dentro casa.

Ma da quella libertà indietro non intendiamo tornare e nessuna in quelle piazze ieri era sola.

Forse non tutti i maschi che ieri si sono immersi nella marea pensano che davvero bisogna «bruciare tutto», ma si sono fidati. Se non ci arrivate, fidatevi.

IN PIAZZA IL 25 NOVEMBRE CON LA MAREA FEMMINISTA, CONTRO LA VIOLENZA PATRIARCALE

25 Novembre 2023

Sono oltre cento in Italia nel 2023 le donne uccise dalla violenza maschile e patriarcale.

Soli pochi giorni fa, un “figlio sano del patriarcato” ha tolto la vita alla giovane Giulia Cecchettin, riaprendo un dibattito pubblico in cui troppo spesso abbiamo sentito negare l’esistenza stessa del patriarcato.

Non ringrazieremo mai a sufficienza Elena Cecchettin, sorella di Giulia, per aver trovato la forza di scandire parole vere e forti, radicate nel suo dolore personale, espresse come fatto politico e pubblico, e per aver ribadito che “il femminicidio non è un delitto passionale, ma è un delitto di potere”.

Le parole di Elena Cecchettin (a cui esprimiamo ancora una volta la nostra solidarietà per gli attacchi ricevuti) hanno impedito che il femminicidio della sorella venisse ancora una volta rappresentato dal sistema mediatico come “follia d’amore”, “raptus di una mela marcia” o venisse strumentalizzato dal Governo che vuole riproporre politiche securitarie e xenofobe per proteggere “le donne italiane” (vedi pacchetto sicurezza proposto da Salvini) anche di fronte all’evidente crudeltà fallimentare di queste ricette.

Anche questo 25 novembre, Giornata mondiale di contrasto alla violenza maschile contro le donne, Non una di meno manifesterà nelle piazze di Roma e Messina (e in tante altre piazze che spontaneamente si stanno organizzando in tante città di Italia) proprio contro il patriarcato come sistema sociale, culturale ed economico.

Come facciamo ogni anno dal 2007 anche questo 25 novembre, le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista saranno nella marea femminista e transfemminista contro la violenza maschile.

Manifesteremo contro il patriarcato e le sue intersezioni con il dominio di classe e di “razza”, contro ogni forma di omobilesbotransfobia, per l’autodeterminazione di tutte e tutti.

Per Giulia, per tutt@, ci impegniamo a fare tutto il rumore possibile.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Europea
Eleonora Forenza, Responsabile Reti Femministe della Sinistra Europea

Video presidio di solidarietà per il popolo palestinese a Vigevano il giorno 12 novembre 2023

13 Novembre 2023

350 persone in piazza, a Vigevano, da quanto non accadeva?
Eppure l’abbiamo fatto. Le abbiamo portate noi.

Al presidio organizzato come Giovani Comunisti (giovanile di Rifondazione Comunista – Unione Popolare) assieme ad alcuni giovani studenti di Vigevano, hanno partecipato più di 350 persone.

Una piazza importantissima che, aggiungendosi alle tantissime piazze in tutta Italia, dice un messaggio molto chiaro: noi non ci voltiamo dall’altra parte.
Il presidio chiede due cose: lo stop immediato ai bombardamenti su Gaza e il riconoscimento, da parte dello stato italiano, dello stato di Palestina. Nel pratico chiediamo di applicare gli accordi di Oslo del 1993 che erano un tentativo di pace e un tentativo di definire i confini dei due stati (accordi che, però, Israele non rispetta).

Il fatto che fossimo l’unica forza politica presente é molto grave ed é rappresentativo dell’ipocrisia che, anche a livello locale, regna in quasi tutte le forze politiche.

Nel video intervento di chiusura del presidio di Edoardo Casati (rappresentante locale del circolo di Rifondazione – Unione Popolare)

Presidio di solidarietà per il Popolo Palestinese a Vigevano

8 Novembre 2023

Il silenzio è impossibile di fronte ai massacri che avvengono ogni giorno nella Striscia di Gaza a danni dei palestinesi; quella che dai media ci viene proposta come una difesa da parte di Israele è in realtà un massacro di civili inermi che vivono senza il necessario per farlo.

Le statistiche parlano chiaro: di più 10 mila morti (più di quelli in Ucraina in due anni) circa 5 mila sono bambini e circa 3 mila sono donne; qui non si parla di numeri: si parla di persone che avevano sogni e desideri. Naturalmente condanniamo le azioni terroristiche e violente di Hamas, ma siamo schierati con forza col popolo palestinese.

L’ONU e l’intera comunità internazionale devono subito intervenire con risolutezza sulla questione palestinese.

Chiediamo lo stop di quello che è a tutti gli effetti un genocidio e di cessare il fuoco subito.

Chiediamo la libertà dei prigionieri delle carceri israeliane e degli ostaggi civili.

L’obiettivo deve essere la costruzione di un nuovo stato democratico, multietnico e multireligioso.

Israele deve retrocedere oltre la linea verde delimitata dagli accordi di Oslo del 1993.

Palestina libera: presidio in piazza Ducale della comunità islamica a Vigevano

21 Ottobre 2023

A Vigevano (PV) la comunità islamica accoglie il nostro striscione alla testa del presidio e tutti mostrano i nostri volantini!

Un grande lavoro fatto dal nostro circolo Rifondazione Comunista Vigevano per portare le nostre parole d’ordine al centro del presidio. PALESTINA LIBERA!

STRAGE STAZIONE DI BOLOGNA: PRC EMILIA ROMAGNA IL 2 AGOSTO IN PIAZZA AL FIANCO DI CITTÁ E FAMILIARI DELLE VITTIME

2 Agosto 2023

Rifondazione Comunista mercoledì 2 agosto sarà in piazza a Bologna nel 43° anniversario della strage fascista alla stazione dei treni, a fianco della cittadinanza e dei familiari delle vittime. Ci saremo per chiedere, ancora una volta, che sia fatta piena luce su una strage che è una ferita che sanguina ancora, per la città di Bologna e l’intera Italia democratica.

A distanza di 43 anni sappiamo che la strage è stata organizzata dalla Loggia massonica P2, eseguita da terroristi fascisti, protetta da servizi deviati dello stato che hanno tramato per depistare le indagini. E sappiamo che l’attentato si inseriva in un disegno eversivo che puntava a rovesciare il sistema democratico del paese attraverso la strategia della tensione e che alcuni dei protagonisti della strage sono sotto indagine anche per la strage di Capaci del ’92 e quelle di Firenze, Milano e Roma del ’93. Tanto che l’associazione dei familiari delle vittime parla della strage di Bologna come di un “ponte tra la strategia della tensione e le bombe del ’92-’93.

I diversi governi che si sono succeduti non hanno fatto nulla per fare chiarezza, e molti esponenti dell’attuale governo di estrema destra, a partire dalla Presidente Giorgia Meloni, hanno in passato negato la verità storica, politica e giudiziaria della strage. Addirittura, il Ministro della giustizia, Carlo Nordio, ha sostenuto la richiesta di annullamento del processo ad uno degli esecutori materiali della strage.

Al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che porterà la voce del governo alla commemorazione davanti alla stazione, chiediamo di aprire gli archivi segreti dello Stato e pretendiamo che sia fatta piena luce sulle responsabilità e le omertà politiche, istituzionali e degli apparati dello stato e dei servizi segreti ai suoi più alti livelli.

Ringraziamo l’Associazione dei Familiari delle Vittime per aver portato avanti nel corso degli anni una strenua lotta per la verità e la giustizia. Rifondazione Comunista continuerà a camminare al suo fianco.

Stefano Lugli e Paola Varesi

Co-segretari Rifondazione Comunista Emilia-Romagna