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Vigevano (r)esiste

21 Aprile 2026

Domenica 26 aprile 2026, presso Palazzo Merula a Vigevano, si terrà “Vigevano [r]esiste”, una giornata dedicata alla Festa della Liberazione nazionale e che desidera riunire arte, musica e partecipazione civile dedicata ai temi della Resistenza, con particolare attenzione alla prospettiva locale vigevanese e femminista, promossa da Arte il Faro e Rete Antifascista di Vigevano. L’iniziativa propone un ricco programma che si compone di momenti di riflessione, produzione artistica e di intrattenimento, coinvolgendo realtà locali, associazioni e giovani del territorio.

Il programma

La giornata si apre alle ore 11.00 con la conferenza “Donne che [r]esistono”, un confronto sulle forme di resistenza femminile in ambito locale, nazionale e internazionale. Intervengono Nicla Spezzati, Anna Carraro, Maria Antonietta Arrigoni, Andrea Franceschetti e Marco Savini.

Alle 15.30 spazio ai più giovani con il Rap delle Pietre d’Inciampo, a cura degli studenti del Liceo Ginnasio Statale Benedetto Cairoli di Vigevano

Alle 17.00 la conferenza-spettacolo “Anime Ribelli: Ada Rossi e Ursula Hirschmann – pioniere d’Europa”, con Giovanni Taurasi, Elisa Lolli e Nicola Bonacini, dedicata a Ada Rossi e Ursula Hirschmann, due figure fondamentali per la circolazione del pensiero federalista europeo.

Dalle 19.00 viene proposto un aperi-cena a cura di Coop, seguito alle 20.30 dalle esibizioni dei cantanti ALIBI, Shant e DJ UC. La serata si conclude alle 21.00 con l’esibizione della band Kuadra.

Arte e partecipazione

Per tutta la giornata saranno attive le iniziative artistiche e gli stand. Tra queste, [r]esistenze visive, a cura di Anna Carraro e del Collettivo Rosa Luxemburg di Vigevano, un laboratorio di serigrafia con Daniele Ehilà e Fellow Flora, e la mostra documentaria “Velia e Giacomo” dedicata a Giacomo Matteotti e Velia Titta, a cura di ANPPIA.

Sotto il porticato di Palazzo Merula, sarà allestita l’area stand che ospiterà realtà associative e creative del territorio, tra cui l’iniziativa di Vigevano Bene Comune, Libri al Kilo, le associazioni Centro Antiviolenza Kore, ANPI Vigevano, L’Articolo 3 Vale Anche Per Me, Oltre Lo Scatto e Libera Vigevano, insieme ad artisti e artigiani indipendenti (Irene del Re, Valeria Garagiola. Nico Bromo, Bianca Maria Costa Barbè, Alice Maria Salvador, Lara Mancini, Sara Padovan, Andrew Heredia).

“Vigevano [r]esiste” si propone come momento di incontro e confronto fruttuoso con la comunità locale, desiderosa di dare spazio a nuove realtà e visioni all’interno del panorama locale vigevanese, coinvolgendo diverse voci che dimostrano la ricchezza e la varietà di energie attive nella nostra cittadina.




Karlotta: collettivo femminista intersezionale. Gruppo di lettura per la lotta consapevole

14 Aprile 2025

PRIMO INCONTRO

Lavoro e disuguaglianze.

Inauguriamo il GDL con un primo incontro sullo sfruttamento e le disuguaglianze lavorative in occasione della Festa del Primo Maggio. Vi aspettiamo in Cooperativa Portalupi per discutere insieme e presentare il libro che leggeremo durante il mese di maggio.

01/05/2025 – 15.00 h

COOPERATIVA PORTALUPI.

SE NON CI ARRIVATE, FIDATEVI

27 Novembre 2023

di Micaela Bongi

Ingovernabili, come reclama lo striscione di apertura. E ingovernate. «Oggi i maschi stanno dietro», avvertono le ragazze dal camion. E poi tutte (e tutti: tanti, i maschi) stanno di lato, a destra, a sinistra, camminano in ogni direzione ovunque.

Senza testa, senza capo (e senza coda), anarchiche e libere.

È una vera marea, quella romana che insieme alle moltissime piazze gremite in tutta Italia dà il segno di una presenza consapevole della necessità di esserci. Per gridare o solo parlare, fare rumore e stare in silenzio, incontrarsi, fluire in un’onda o improvvisare, senza parole d’ordine in un disordine preciso e potente.

È un lunghissimo filo che si srotola e riannoda tutte le generazioni e storie che non si sono mai interrotte ma che vanno sempre raccontate di nuovo. Da capo, o dalla coda.

Il femminicidio di Giulia Cecchettin e il grido pieno di dolore e rabbia di sua sorella Elena, «bruciate tutto», hanno scatenato una nuova carica sovversiva.

Una carica che fa paura e che da subito ha incontrato resistenza, il tentativo di arginarla e isolarla come se si dovesse evitare la replicazione di un virus. Basta ascoltare i talk show, leggere alcuni giornali per imbattersi nella resistenza a tratti grottesca di un sistema che per perpetuarsi cerca di mettere in campo strategie antichissime e di negare l’evidenza.

Il patriarcato? Roba finita in soffitta da decenni, macché, secoli fa. Ora finalmente c’è una presidente del consiglio donna, la dimostrazione più lampante che quel sistema di potere è stato abbattuto. Quella stessa presidente del consiglio che ieri postava su Facebook «le leggi ci sono, le istituzioni ci sono, compatte, per prevenire e combattere l’abominio della violenza contro le donne» e «voglio dire alle donne italiane che non sono sole, e che quando hanno paura 1522 è il numero da chiamare».

Le leggi (che privilegiano l’aspetto repressivo e non hanno mai adeguati finanziamenti) e un numero di telefono (utile, importante e da diffondere il più possibile, certo) e passa la paura. Torniamo a dio, patria e famiglia e a fare figli per aumentare il bonus.

Torniamo (anche questo si sente in tv) alle madri di una volta, le madri che evidentemente si vogliono obbedienti e silenti. Altro che educazione sentimentale e sessuale, la rassicurante famiglia «tradizionale» è l’ancora di salvezza.

Centinaia di migliaia di donne ieri sono arrivate nelle piazze sapendo che è la loro libertà a metterle in pericolo perché minaccia il castello dove si arrocca il sistema di potere maschile. Siamo abituate a tornare a casa al buio con il cuore in gola, e il nemico è spesso dentro casa.

Ma da quella libertà indietro non intendiamo tornare e nessuna in quelle piazze ieri era sola.

Forse non tutti i maschi che ieri si sono immersi nella marea pensano che davvero bisogna «bruciare tutto», ma si sono fidati. Se non ci arrivate, fidatevi.