Il 1° luglio la Regione Lombardia, giustificandosi con la chiusura della stazione di Porta Genova (secondo noi da evitare) ha deliberato un sistema di calcolo delle tariffe ferroviarie sulla Milano – Mortara che penalizza gravemente i pendolari. Infatti, ci saranno forti aumenti degli abbonamenti e del singolo biglietto.
Per gli abbonamenti: da 88 a 97- euro mensili da Mortara, da 77 a 88 euro da Vigevano con un aumento medio di 132 euro all’anno per ciascun utente.
Tutto ciò inciderà pesantemente su lavoratrici, lavoratori, studentesse e studenti che devono recarsi a Milano su una linea dove sono vessati praticamente ogni giorno da forti ritardi e disservizi.
CHIEDIAMO CHE LA REGIONE LOMBARDIA REVOCHI LA DELIBERA 4636 DEL 1° LUGLIO 2025 CHE DÀ IL VIA A QUESTI AUMENTI.
A tale proposito il nostro consigliere comunale Giuseppe Abbà ha presentato una mozione al Consiglio Comunale di Mortara per indurre la Regione ad annullare questi aumenti. Appoggiamo la protesta dei pendolari e della loro associazione.
La Regione Lombardia, governata dalle destre, prosegue nella sua opera di demolizione dei servizi pubblici, dalla sanità al trasporto pubblico.
Piero Rusconi Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista.
Il Congresso si è aperto con la relazione del segretario della federazione compagno Piero Rusconi.
Sono seguiti i saluti del Movimento 5 stelle, della CGIL, dei Giovani Democratici, di Sinistra Italiana,
dell’Udu (Unione degli universitari), nonché un messaggio orale dell’U.S.B. (Unione sindacale di base) e un articolato messaggio scritto dell’ANPI provinciale di Pavia. C’è stata inoltre la relazione del compagno Paolo Walter Cattaneo sulla situazione finanziaria della federazione e relazioni sulla comunicazione da parte del compagno Rino Arrigoni e della compagna Iara Savoia.
Nel dibattito sono intervenuti 11 compagni e le conclusioni sono state fatte dal compagno Matteo Prencipe. È stato votato all’ unanimità un documento finale contenente gli impegni della Federazione per i prossimi mesi, a partire dai referendum promossi dalla CGIL sul lavoro e per il diritto alla cittadinanza ai quali abbiamo contribuito nella raccolta firme.
Ci siamo posti l’obiettivo di rilanciare la battaglia per la pace, per sostenere il popolo palestinese, per il disarmo e contro le basi militari straniere nel nostro Paese e contro la deriva antidemocratica del governo di destra espressa nel DDL sulla sicurezza, per le condizioni di vita e di lavoro delle classi popolari, per un salario e pensioni adeguate, contro il precariato, per impedire ulteriori tagli ai servizi sociali e alla sanità. A livello della nostra Provincia siamo impegnati nella lotta contro il consumo di suolo (compresi i progetti di “agrivoltaico”), lo spargimento di fanghi in agricoltura, le varie criticità ambientali e per le questioni sociali come il diritto all’abitazione.
Infine è stato eletto il nuovo Comitato politico federale ed è stata eletta la nuova Commissione provinciale di garanzia.
Sono stati elette/i le/ i delegati al Congresso regionale e i delegati al Congresso Nazionale che si svolgerà a Montecatini il 7-8-9 febbraio 2025 che sono: Piero Rusconi, Giuseppe Abbà, Vladimiro Lionello, Edoardo Casati. Il compagno Piero Rusconi è stato riconfermato segretario provinciale e il il compagno Paolo Walter Cattaneo come tesoriere. Il segretario della federazione in una prossima riunione degli organismi dirigenti avanzerà proposte per la segreteria provinciale e per gli incarichi di lavoro. Partito della Rifondazione Comunista Federazione Provinciale di Pavia.
Testo dell’Anpi Provinciale di Pavia come contributo per il dibattito congressuale.
nel ringraziarvi per l’invito che ci avete rivolto inviamo un nostro contributo per il vostro dibattito congressuale.
Ci troviamo in una situazione sicuramente preoccupante, drammatica e per molti versi inedita, non solo per quello che sta accadendo nel nostro paese ma anche a livello internazionale.
L’elezione di Trump apre molte incognite e ipotizza scenari più che allarmanti a livello mondiale, con le società dei tecno-miliardari a sostegno. Questo avviene in un quadro europeo sempre più spostato a destra, segnato da una rinnovata corsa al riarmo (compreso quello nucleare) che brucia enormi risorse colpendo le condizioni di vita di milioni di persone e rimuovendo la necessità e l’urgenza di misure efficaci di contrasto al cambiamento climatico.
La guerra ha assunto caratteri permanenti con decine di conflitti aperti. Lo scontro in atto in Ucraina si trascina con il suo carico di morti e distruzioni, così come in Medio Oriente si profila l’ennesima spartizione di zone d’influenza sulla pelle di popoli e paesi (Siria, Libano), così come il futuro della Cisgiordania e di Gaza distrutta da quindici mesi di bombardamenti, 47.000 morti ed oltre 110.000 feriti. Una reazione indiscriminata all’attacco di Hamas del 7 ottobre, sulla quale la Corte internazionale di Giustizia dell’ONU ha ritenuto di accogliere l’accusa di genocidio formulata dal Sudafrica. Purtroppo tale posizione, come la successiva ordinanza per impedire la carestia, è rimasta lettera morta in ambito internazionale.
L’Anpi è parte del movimento pacifista, che attraverso diverse reti nazionali quali Europe for Peace, Rete italiana Pace e Disarmo, Assisi Pace Giusta, Fondazione Perugia Assisi e Sbilanciamoci, ha contribuito alle tante iniziative nel nostro paese per il “cessate il fuoco” nelle zone di guerra. In particolare, Anpi si è fatta promotrice di due campagne nazionali, per la raccolta fondi per le attività di Emergency a Gaza e per la richiesta di riconoscimento dello Stato di Palestina e intende proseguire su questo impegno.
Due anni di governo di destra hanno reso evidente la direzione di marcia di una coalizione che – vale sempre la pena ricordarlo – non è maggioranza nel paese ma l’ottiene a livello parlamentare grazie ad un sistema elettorale distorto che favorisce ed alimenta disaffezione e allontanamento dal voto sempre crescenti.
Due anni nei quali le scelte del governo di destra mescolano uno pseudo nazionalismo conservatore, spinte autoritarie e neoliberiste, oltre a mantenere aperte insofferenze o evidenti politiche di riscrittura non solo verso il patrimonio storico dell’antifascismo e della lotta di Liberazione, ma anche verso le strategie eversive del neofascismo degli anni ’70.
L’elenco dei provvedimenti legislativi che puntano a limitare diritti e colpire il dissenso è molto lungo e forse troppo sottovalutato: dal decreto contro i Rave dell’ottobre 2022 a
quello contro le ONG impegnate a salvare migranti in mare; dal decreto Cutro a quello per l’apertura di centri di detenzione per migranti in Albania; dal decreto “eco vandali” contro le manifestazioni di protesta delle organizzazioni ambientaliste a quello sulle carceri; dallo scontro frontale con la Magistratura con la separazione delle carriere per arrivare al ddl 1660 – definito dall’Associazione Antigone “il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana” – contro il quale anche l’Anpi ha preso posizione insieme a molte realtà democratiche, associazioni, sindacati, partiti e movimenti. Quelli ripresi rappresentano passaggi molto concreti di una messa in discussione dell’impianto democratico, già molto logorato nel corso degli anni.
A questi atti si aggiungono due progetti: il cosiddetto “premierato” o presidenzialismo (fumoso nei contenuti ma con l’evidente obiettivo di colpire il modello democratico parlamentare, già fortemente incrinato, e rafforzare una impostazione autoritaria) e la legge sull’Autonomia differenziata che resta la “secessione dei ricchi”. Ci siamo battuti insieme a un ampio coordinamento di forze sociali, sindacali e politiche per l’abrogazione della legge Calderoli. La dichiarazione di non ammissibilità del referendum ora non deve disperdere la consapevolezza sulla posta in gioco, perché l’attuale legge sull’autonomia differenziata è uscita colpita dalla sentenza del novembre scorso della Consulta su numerosi articoli e quindi non è possibile consentire la prosecuzione di quel progetto come se non fosse accaduto niente. Occorre rimettere in campo energie e intelligenze, su questo tema e su quelli che saranno oggetto dei referendum ammessi che riguardano diritti civili e sociali importanti.
Impegnarsi su questo non è parlare d’altro rispetto alla situazione di crisi sociale e politica nella quale ci troviamo: Oxfam Italia nel suo rapporto parla che il 5% delle famiglie più ricche detiene il 47,7% della ricchezza nazionale; 5,7 milioni di persone sono in povertà assoluta e la disoccupazione ai minimi storici del 5,7% (sbandierata dal governo) è determinata dall’aumento di chi non cerca più lavoro, che per troppi è sempre più precario, malpagato.
Ricostruire il senso della nostra democrazia significa decidere quale prospettiva può avere il nostro Paese: se solidale, di uguaglianza, contro le logiche di guerra, partecipata, di cambiamento.
Proprio nell’anno dell’80° Anniversario della Liberazione, attorno al tema dell’antifascismo
– fondamento della nostra Repubblica – inteso come indispensabile collegamento tra memoria e presente, riteniamo necessario e possibile rilanciare un movimento plurale di forze sociali, associative e politiche, in grado di misurarsi con le questioni che abbiamo sinteticamente indicato. Per non rassegnarsi ad un presente che non vogliamo subire. Per mantenere vivo il patrimonio delle donne e degli uomini della Resistenza, tradotto in chiare lettere nella Costituzione della Repubblica.
I migliori auguri di buon lavoro per la vostra assemblea.
Domenica 10 Settembre 2023 si è conclusa la festa di Rifondazione Comunista Circolo di Vigevano (PV).
Con la festa organizzata a Vigevano chiudiamo la stagione delle feste del PRC nella Provincia di Pavia.
Sono state ben tre le nostre feste nella nostra provincia, oltre a quella di Vigevano abbiamo organizzato le feste di Torre Vecchia Pia e di Bereguardo.
Tutte le feste sono pienamente riuscite, sia dal punto di vista della partecipazione popolare che economico.
Ringraziamo sinceramente tutti/e i cittadini/e che hanno partecipato, portato il loro contributo ai nostri dibattiti e ci hanno permesso un introito economico.
Noi ci finanziamo esclusivamente con queste iniziative, siamo un partito povero che non vuole compromessi con nessun potentato economico.
Ringraziamo anche tutti/e i compagni/e che con il loro lavoro volontario hanno permesso tutto ciò.
Ovviamente continua il nostro lavoro politico, ci vediamo ai banchetti per la raccolta di firme a sostegno della legge popolare per un salario di almeno 10 euro per ora lavorata.
Ci vedremo in piazza contro la legge che stravolgendo la nostra Costituzione vuole introdurre l’Autonomia Differenziata.
Ci vediamo a Roma il 7 di Ottobre con la CGIL e le altre cento organizzazioni sociali contro il Governo Meloni.
Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti Federazione Pavia
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