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Chi teme ancora Mastronardi?

17 Giugno 2025

L’Amministrazione Comunale di Vigevano ha di fatto smantellato il “Parco Letterario” dedicato a Lucio Mastronardi.

Si tratta di un percorso letterario risalente agli anni 2009/10, finanziato dalla Regione Lombardia, consistente in 12 postazioni fisse. Queste targhe, in ferro e alluminio, raccontavano la relazione che lo scrittore aveva con gli spazi urbani in cui erano ubicate. Naturalmente esse richiedevano manutenzione periodica; l’ultima era stata eseguita nel 2019 ed era stata integrata con un ulteriore ampliamento dei contenuti. Questo percorso era contestuale al “Premio Mastronardi” collegato alla significativa rassegna letteraria a cui hanno partecipato importanti scrittori, la cui ultima edizione risale allo stesso anno.

Sorprendentemente quest’anno l’Amministrazione ha pensato bene di coprire tutte le postazioni occultando il precedente “percorso” con una App Turistica (che poteva essere semplicemente affiancata in modo distinto).

E’ questa la “Vigevano capitale della cultura” che si vuole promuovere? O è piuttosto la rappresentazione della grettezza intellettuale che Mastronardi denunciava nelle sue opere? Anche da morto continua a essere inviso a quella parte di vigevanesi per cui l’unica cosa che conta è l’arricchimento individuale (fa’ i danè).

A nostro parere questa scelta è vergognosa perché cancella definitivamente il rapporto stretto tra Vigevano e il suo maggior rappresentante letterario.

Chiediamo pertanto che venga ripristinato sia il “Parco Letterario” sia il Premio  Mastronardi.

Partito della Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e

Circolo “Hugo Chavez Frias”

Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” – Rete delle Alternative

Vigevano

17/06/2025

Sì alla cittadinanza per chi nasce, vive e lavora in Italia. Invito di Edoardo Casati alla comunità araba a votare sì

27 Maggio 2025

Contro il riarmo europeo: ipocrisia pacifista e guerra permanente

8 Aprile 2025

MILU’ CHISARI

Oggi l’EUROPA si arma fino ai denti, si veste da colosso bellico e si prepara a combattere guerre che non ha ancora dichiarato, ma che ha già deciso di finanziare. Von der leyen ha parlato chiaro: rearm europe, ottocento miliardi di euro in spese militari, bond europei, incentivi a produrre più armi, più munizioni, più morte. Chiamano questa porcheria “difesa”. Chiamano questa mostruosità “autonomia strategica”. Ma non è altro che guerra preventiva contro il futuro dei popoli.

Mentre i nostri ospedali cadono a pezzi, mentre le scuole fatiscenti vengono abbandonate, mentre milioni di giovani migrano per cercare di sopravvivere, mentre le famiglie vivono sotto sfratto e sotto ricatto, l’Unione Europea lancia la sua corsa al riarmo. e nel farlo, ottiene l’applauso di chi, fino a ieri, si dichiarava pacifista. Gente come Vecchioni, gli intellettuali da salotto, i cantori della borghesia perbene, che adesso si travestono da strateghi della NATO e parlano di “pace giusta” come se la guerra fosse uno strumento di moralità.

Ma quale pace giusta? Non esiste una pace fondata sul riarmo. Non esiste una pace costruita sulle bombe. Non esiste una pace che si prepara ordinando fucili.

Questi signori sono gli stessi che tacciono sulle fosse comuni a Gaza, sulla pulizia etnica del popolo palestinese, sulle migliaia di bambini uccisi da Israele con armi prodotte anche in Europa. Gli stessi che giustificano il genocidio in nome del diritto alla difesa, che versano lacrime di coccodrillo per kyiv ma chiudono gli occhi davanti a Rafah. Sono i complici di un sistema che esporta democrazia a colpi di missile e lascia morire la democrazia vera – quella dei diritti, dei lavoratori, della partecipazione – soffocata da tagli, repressione e disillusione.

Nessuno parla di cessate il fuoco, nessuno parla di negoziati veri. perché la guerra, oggi, fa girare l’economia dei padroni, mentre noi la paghiamo con il gas, con la benzina, con l’inflazione e con la vita.

L’Unione Europea si sta preparando al futuro che il capitale vuole: un futuro di guerra permanente, militarizzazione, controllo sociale. e i governi obbediscono. Perché il riarmo non serve solo contro i nemici esterni, ma anche – e soprattutto – contro quelli interni. contro chi protesta, chi occupa, chi blocca, chi sciopera. contro chi non accetta l’ordine dei padroni. Contro chi sogna un mondo senza frontiere, senza eserciti, senza sfruttatori.

L’esercito serve a reprimere. Serve a garantire che i padroni possano continuare a saccheggiare. Serve a tenere buoni i proletari quando il sistema inizierà a crollare sotto il peso delle sue contraddizioni. Non a difendere i popoli, ma a difendere il potere.

Il riarmo è la continuazione della guerra di classe con altri mezzi. È lo strumento con cui il capitalismo tenta di sopravvivere, distruggendo ogni alternativa. e chi lo appoggia – consapevole o no – è complice di questo crimine. Non ci sono più mezze misure, non ci sono più posizioni intermedie. O sei con chi costruisce pace e giustizia, o sei con chi fabbrica guerra e dominio.

Noi non accettiamo questa logica. Noi siamo per il disarmo unilaterale delle potenze, per l’uscita immediata dall’apparato NATO, per la chiusura delle basi militari sul nostro territorio. Noi siamo per la solidarietà tra popoli, non tra eserciti. per la libertà di Gaza, del Donbass, del Sahara occidentale, del Kurdistan. Siamo contro tutte le guerre, tranne una: quella contro il sistema che le produce.

Chiamiamolo col suo nome: il riarmo è terrorismo di stato. È colonialismo mascherato. È fascismo tecnologico. E se oggi non lo fermiamo, domani ci verranno a cercare casa per casa, per arruolarci o per zittirci.

Partita alla grande la campagna per il referendum sulla cittadinanza!

30 Marzo 2025

A Vigevano abbiamo organizzato un’iniziativa che ci ha portato a discutere di stereotipi, pregiudizi e delle difficoltà vissute da chi cerca di ottenere la cittadinanza italiana.

In Italia migliaia di persone vivono, lavorano e studiano, contribuendo all’economia del Paese, ma senza godere di tutti i diritti civili e sociali. Questo non è giusto. Per questo abbiamo raccolto firme e faremo campagna per il referendum, che si terrà l’8 e il 9 giugno, e che darà la possibilità di dimezzare i tempi per ottenere la cittadinanza italiana, riducendoli dagli attuali 10 anni a 5.

L’iniziativa è stata un ottimo punto di partenza per la campagna referendaria. Abbiamo iniziato con la proiezione del documentario Il nostro paese, che racconta le difficoltà degli immigrati privi di cittadinanza, per poi proseguire con un’attività sui pregiudizi, curata dalla nostra compagna Iara, laureata all’UniPv in Scienze e tecniche psicologiche. La serata si è conclusa con un dibattito aperto.

Un ottimo esempio di come la politica possa essere coinvolgente e appassionante, senza per questo perdere la serietà delle tematiche affrontate.

Da qui partirà la nostra campagna, che attraverserà i quartieri popolari delle nostre città. Distribuiremo volantini tradotti in più lingue per raggiungere tutte le persone che vogliono lottare – anche attraverso il voto – per vedersi riconosciuti i diritti che spettano loro.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani Comunisti/e.

In vista del Referendum sul dimezzamento dei tempi di ottenimento della cittadinanza

26 Marzo 2025

SABATO 29 MARZO, DALLE 15:00, A VIGEVANO Via Berrutti, 2 (Sala adiacente al cine-teatro Odeon)

Sosteniamo convintamente il referendum sulla cittadinanza che punta a dimezzare i tempi di ottenimento (dagli attuali 10 anni a 5).
Abbiamo raccolto, insieme ad altre forze politiche, la firme necessarie a svolgerlo ed ora inizia la campagna elettorale per il voto che sarà l’8 e il 9 Giugno assieme ai 4 quesiti della CGIL a tema lavoro.

A Vigevano vogliamo iniziare così questo percorso che ci porterà al voto: lo facciamo con una inziativa per discutere il tema della discriminazione, del pregiudizio e del razzismo.

Vi aspettiamo numerosi.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani comunisti/e

Ancora risse in centro a Vigevano. I cittadini non si sentono al sicuro

25 Novembre 2024

L’altro giorno un’altra rissa in Via Dante (a Vigevano).
Con eventi come questi paghiamo il prezzo di 25/30 anni di politiche giovanili assenti.

Pensare di poter combattere avvenimenti del genere solo attraverso le forze dell’ordine é pura follia.

I cittadini non si sentono al sicuro e questa paura noi la percepiamo.
Serve, quindi, andare alla radice, serve capire le motivazioni profonde degli episodi di microcriminalità.

Avvenimenti del genere (non giustificabili) sono legati a situazione di disagio e marginalità.
Giovani e famiglie intere che vivono in condizioni di disagio sociale e che, non venendo aiutati dalla nostra città, finiscono per non sentirsi parte della nostra comunità.

Serve urgentemente pensare a lungo termine, capendo che il contributo delle forze dell’ordine (assolutamente necessario) serve solo a tamponare e inseguire situazioni che hanno radici ben più profonde.
Serve una risposta del pubblico con politiche giovanili, spazi di aggregazioni e interventi coordinati: da una parte le forze dell’ordine e dall’altra le associazioni, gli enti e le realtà che si occupano di prevenzione e di contrasto al disagio sociale in città e nel territorio. 

Il riconoscimento dello stato di Palestina

25 Novembre 2024

Poco più di un anno fa, a Vigevano, eravamo in piazza per la Palestina.

Da tanto tempo non si vedeva una manifestazione così partecipata in cui si evidenziava la presenza di ragazze e ragazzi arabi, della comunità islamica e di cittadini Vigevanesi.

Un importante aiuto è arrivato da alcune studentesse vigevanesi che ci hanno dato una mano ad organizzare la piazza e a diffondere la voce, distribuire i volantini, invitando a scendere in piazza.

Dopo un anno, però, la situazione non è certo migliorata, anzi…

Gaza è devastata: ad oggi i morti sono più 44.000 e Israele ha allargato il conflitto attaccando anche il sud del Libano.

La Corte Penale Internazionale, a conferma della barbarie in corso, ha chiesto l’arresto del primo ministro Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Gallant per crimini di guerra.

Davanti a questa distruzione immensa si potrebbe pensare che il ruolo di Comuni come il nostro sia marginale e che quindi anche manifestare in solidarietà ad un popolo sia una cosa inutile. Così, invece, non è; abbiamo vissuto più di un anno di mobilitazioni intense: ogni settimana ci sono manifestazioni nelle principali città e molte università sono state (o sono tutt’ora) occupate dalle “acampade”. Queste ultime, poi, in molti casi hanno anche ottenuto delle vittorie che sono così importanti da sbeffeggiare chiunque non crede nell’utilità della mobilitazione politica. Molte università, infatti, hanno interrotto i rapporti con le università dello stato che sta perpetrando il genocidio, uscendo dal tunnel della “preparazione alla guerra”. Non dobbiamo vivere quello che sta succedendo a Gaza come un fatto a sé stante ma, anzi, dobbiamo ricollegarlo al rischio generale di escalation bellica.

È passato un anno dalla manifestazione ma le nostre rivendicazioni sono ancora attualissime.

In questi giorni L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha prodotto una lettera in cui chiede alle forze antifasciste e di opposizione di presentare mozioni e documenti, nei consigli comunali e in parlamento, che ponga l’importante questione del riconoscimento dello stato di Palestina.

Per noi è una condizione, politica e giuridica, necessaria per poter affrontare tutto il resto.

La solidarietà ai popoli oppressi non si può fermare solo alle parole.

Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani Comunisti/e.

Interventi dei compagni del circolo Prc di Vigevano alla manifestazione di un anno fa.

Circostanze di vita

3 Luglio 2024

Questo Sabato, dalle ore 16, vi invitiamo a “CIRCOSTANZE DI VITA”.

I Giovani Comunistə hanno organizzato, assieme a @ero_forestiero , questa iniziativa pubblica che servirà all’associazione per acquistare tutto il materiale necessario allo svolgimento delle sue attività: corsi di italiano per le persone straniere che hanno la necessità di imparare la lingue per integrarsi.

L’ingresso é a offerta (a partire da 5 euro) e l’iniziativa darà la possibilità di acquistare, sempre per sostenere l’associazione, sia le foto presenti alla mostra fotografica sia la fanzine, realizzata dagli studenti e contenente alcune storie di vita degli uomini e delle donne che seguono questi corsi.

Vedi questo link per ulteriori informazioni: Ero Forestiero

La politica è convivialità

27 Maggio 2024

GRIGLIATA CON OPZIONI VEGETARIANE E VEGANE

Sabato 1 Giugno, dalle 12:30, presso la nostra sede di Mortara (PV) in via Cadorna 5.

Il modo migliore per sconfiggere l’individualismo é, semplicemente, stare assieme.
Organizziamo quindi una grigliata per passare assieme un momento di divertimento.
Saranno ovviamente presenti delle opzioni vegetariane e vegane.

La quota di partecipazione é fissata alla cifra simbolica di 5 euro.
Sarà anche possibile tesserarsi ai/alle GC.