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Il riconoscimento dello stato di Palestina

25 Novembre 2024

Poco più di un anno fa, a Vigevano, eravamo in piazza per la Palestina.

Da tanto tempo non si vedeva una manifestazione così partecipata in cui si evidenziava la presenza di ragazze e ragazzi arabi, della comunità islamica e di cittadini Vigevanesi.

Un importante aiuto è arrivato da alcune studentesse vigevanesi che ci hanno dato una mano ad organizzare la piazza e a diffondere la voce, distribuire i volantini, invitando a scendere in piazza.

Dopo un anno, però, la situazione non è certo migliorata, anzi…

Gaza è devastata: ad oggi i morti sono più 44.000 e Israele ha allargato il conflitto attaccando anche il sud del Libano.

La Corte Penale Internazionale, a conferma della barbarie in corso, ha chiesto l’arresto del primo ministro Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Gallant per crimini di guerra.

Davanti a questa distruzione immensa si potrebbe pensare che il ruolo di Comuni come il nostro sia marginale e che quindi anche manifestare in solidarietà ad un popolo sia una cosa inutile. Così, invece, non è; abbiamo vissuto più di un anno di mobilitazioni intense: ogni settimana ci sono manifestazioni nelle principali città e molte università sono state (o sono tutt’ora) occupate dalle “acampade”. Queste ultime, poi, in molti casi hanno anche ottenuto delle vittorie che sono così importanti da sbeffeggiare chiunque non crede nell’utilità della mobilitazione politica. Molte università, infatti, hanno interrotto i rapporti con le università dello stato che sta perpetrando il genocidio, uscendo dal tunnel della “preparazione alla guerra”. Non dobbiamo vivere quello che sta succedendo a Gaza come un fatto a sé stante ma, anzi, dobbiamo ricollegarlo al rischio generale di escalation bellica.

È passato un anno dalla manifestazione ma le nostre rivendicazioni sono ancora attualissime.

In questi giorni L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha prodotto una lettera in cui chiede alle forze antifasciste e di opposizione di presentare mozioni e documenti, nei consigli comunali e in parlamento, che ponga l’importante questione del riconoscimento dello stato di Palestina.

Per noi è una condizione, politica e giuridica, necessaria per poter affrontare tutto il resto.

La solidarietà ai popoli oppressi non si può fermare solo alle parole.

Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani Comunisti/e.

Interventi dei compagni del circolo Prc di Vigevano alla manifestazione di un anno fa.

Circostanze di vita

3 Luglio 2024

Questo Sabato, dalle ore 16, vi invitiamo a “CIRCOSTANZE DI VITA”.

I Giovani Comunistə hanno organizzato, assieme a @ero_forestiero , questa iniziativa pubblica che servirà all’associazione per acquistare tutto il materiale necessario allo svolgimento delle sue attività: corsi di italiano per le persone straniere che hanno la necessità di imparare la lingue per integrarsi.

L’ingresso é a offerta (a partire da 5 euro) e l’iniziativa darà la possibilità di acquistare, sempre per sostenere l’associazione, sia le foto presenti alla mostra fotografica sia la fanzine, realizzata dagli studenti e contenente alcune storie di vita degli uomini e delle donne che seguono questi corsi.

Vedi questo link per ulteriori informazioni: Ero Forestiero

La politica è convivialità

27 Maggio 2024

GRIGLIATA CON OPZIONI VEGETARIANE E VEGANE

Sabato 1 Giugno, dalle 12:30, presso la nostra sede di Mortara (PV) in via Cadorna 5.

Il modo migliore per sconfiggere l’individualismo é, semplicemente, stare assieme.
Organizziamo quindi una grigliata per passare assieme un momento di divertimento.
Saranno ovviamente presenti delle opzioni vegetariane e vegane.

La quota di partecipazione é fissata alla cifra simbolica di 5 euro.
Sarà anche possibile tesserarsi ai/alle GC.

NO AI RIGURGITI FASCISTI E AL DEGRADO

9 Maggio 2024

Negli ultimi tempi il muro del caseggiato che ospita la sede del nostro partito, in C.so G. Garibaldi n.46, è stato ripetutamente imbrattato con scritte inneggianti al duce, svastiche e ingiurie nei nostri confronti.

Siamo intervenuti a ritinteggiare, ma puntualmente le scritte sono ricomparse.

Abbiamo denunciato il tutto alle autorità e sporto querela per diffamazione.

Questi fatti, oltre ad offendere la memoria antifascista della nostra città, sono sintomi di degrado morale e materiale del quartiere e danneggiano in questo modo la rispettabilità dei residenti e le attività commerciali della zona.

Chiediamo pertanto la collaborazione dei vicini del nostro caseggiato per vigilare affinché questi fatti non si ripetano.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo H. Chavez Frias di Vigevano.

Giovani Comunisti/e

Diminuiti i fondi per le politiche giovanili

11 Aprile 2024

Leggiamo dalla stampa locale una dichiarazione dell’assessore Semplici della Giunta di Vigevano che spiega come i fondi per le attività legate ai giovani siano inesorabilmente scesi dai 65 mila di inizio consigliatura ai 15 mila attuali.

Innanzitutto riteniamo positivo che vengano detti, pubblicamente, i numeri delle voci di spesa del comune che (al netto della pubblicazione in bilancio ogni anno) non hanno quasi mai sufficiente spazio. Rendere conto ai cittadini di come vengono spesi i soldi che arrivano dalle loro tasche e segnalare, per esempio, che Vigevano spende 90 mila euro per le luminarie di Natale e solo 15 mila per i giovani.

Le tematiche relative alle politiche giovanili sono sempre state considerate, dalla giunta Sala come dalla giunta Ceffa, di serie B, nonostante la città presenti problemi come centinaia di giovani che, ogni anno, si trasferiscono altrove per cercare delle opportunità migliori. A questo aggiungiamo il problema del crescente numero di episodi di violenza tra i giovani; tutto ciò non è altro che l’esito della mancanza di spazi di aggregazione giovanili in cui i ragazzi si possano esprimere.

Che futuro possono avere i giovani se non hanno nemmeno voce in capitolo per poterlo costruire?

Questi problemi, per noi, sono e saranno sempre di importanza vitale perché crediamo rappresentino una vera e propria emergenza. Alle emergenze bisogna rispondere con proposte puntuali e radicali: invitiamo l’amministrazione a “riprendere in mano” la proposta di creare uno spazio di condivisione culturale per i giovani e la proposta di ricostituire il consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze che permetterebbe ai giovani e alle giovani vigevanesi di avere un’istituzione in cui porre quelle che sono le rivendicazioni della generazione che un domani dovrebbe prendere in mano la gestione della città che, troppe volte, è stata costretta ad abbandonare.

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e Vigevano

Perché questa petizione è importante

19 Marzo 2024

Lanciata da Giovani Comunisti/e

Ogni anno assistiamo alla somministrazione delle prove INVALSI che hanno, come dichiara il ministero, l’obbiettivo di verificare le competenze degli studenti in alcuni ambiti, valutandoli poi tramite punteggi e inserendoli in una graduatoria.

Come studenti e insegnanti contestiamo nel merito  il sistema di valutazione che portano questo prove, che passa dall’essere in capo agli insegnanti (che  conoscono studenti e studentesse ed eventuali particolarità delle classi) all’essere gestita da agenzie esterne che, oltre a non conoscere le specificità delle singole scuole, costano anche molto alle casse dello Stato e propongono un sistema standardizzato per valutare percorsi individuali diversi tra loro.

Infine la distribuzione dei fondi europei del PNRR, finalizzati alla dispersione scolastica sono vanificati nell’obiettivo, in quanto in base al decreto del Ministero n. 57/2022 i fondi vanno paradossalmente a escludere proprio le scuole con punteggio inferiore, stabilito dalle prove INVALSI, rispetto a quelle con punteggio superiore, creando così scuole di serie A e scuole di serie B.

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Video presidio di solidarietà per il popolo palestinese a Vigevano il giorno 12 novembre 2023

13 Novembre 2023

350 persone in piazza, a Vigevano, da quanto non accadeva?
Eppure l’abbiamo fatto. Le abbiamo portate noi.

Al presidio organizzato come Giovani Comunisti (giovanile di Rifondazione Comunista – Unione Popolare) assieme ad alcuni giovani studenti di Vigevano, hanno partecipato più di 350 persone.

Una piazza importantissima che, aggiungendosi alle tantissime piazze in tutta Italia, dice un messaggio molto chiaro: noi non ci voltiamo dall’altra parte.
Il presidio chiede due cose: lo stop immediato ai bombardamenti su Gaza e il riconoscimento, da parte dello stato italiano, dello stato di Palestina. Nel pratico chiediamo di applicare gli accordi di Oslo del 1993 che erano un tentativo di pace e un tentativo di definire i confini dei due stati (accordi che, però, Israele non rispetta).

Il fatto che fossimo l’unica forza politica presente é molto grave ed é rappresentativo dell’ipocrisia che, anche a livello locale, regna in quasi tutte le forze politiche.

Nel video intervento di chiusura del presidio di Edoardo Casati (rappresentante locale del circolo di Rifondazione – Unione Popolare)

Presidio di solidarietà per il Popolo Palestinese a Vigevano

8 Novembre 2023

Il silenzio è impossibile di fronte ai massacri che avvengono ogni giorno nella Striscia di Gaza a danni dei palestinesi; quella che dai media ci viene proposta come una difesa da parte di Israele è in realtà un massacro di civili inermi che vivono senza il necessario per farlo.

Le statistiche parlano chiaro: di più 10 mila morti (più di quelli in Ucraina in due anni) circa 5 mila sono bambini e circa 3 mila sono donne; qui non si parla di numeri: si parla di persone che avevano sogni e desideri. Naturalmente condanniamo le azioni terroristiche e violente di Hamas, ma siamo schierati con forza col popolo palestinese.

L’ONU e l’intera comunità internazionale devono subito intervenire con risolutezza sulla questione palestinese.

Chiediamo lo stop di quello che è a tutti gli effetti un genocidio e di cessare il fuoco subito.

Chiediamo la libertà dei prigionieri delle carceri israeliane e degli ostaggi civili.

L’obiettivo deve essere la costruzione di un nuovo stato democratico, multietnico e multireligioso.

Israele deve retrocedere oltre la linea verde delimitata dagli accordi di Oslo del 1993.