Categoria: Palestina

STOP GENOCIDIO! VITA TERRA LIBERTÀ PER IL POPOLO PALESTINESE!

3 Marzo 2024

Vigevano – Biblioteca Civica Lucio Mastronardi – Corso Cavour 82

Sabato 9 marzo 2024 – ore 15:30-18

La Palestina e la questione palestinese oggi.
La morsa colonialistica e la pulizia etnica di Israele e dell’Occidente collettivo.

La sempre presente aspirazione del popolo palestinese alla liberazione e alla pace.

Partecipano:

Susanna Sinigaglia

pubblicista, attivista per la pace

Ahmad Saleh

Comunità Palestinese Milano, già medico 118 e cittadino onorario di Vigevano

Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” – Rete delle Alternative – Vigevano

Rifondazione Comunista Mortara: presidio per la Palestina

15 Dicembre 2023

Il Partito della Rifondazione Comunista scende in piazza a Mortara domenica 17 dicembre, alle ore 15 e 30, a favore del popolo palestinese in lotta, per chiedere lo stop immediato del genocidio in corso a Gaza e per il riconoscimento internazionale di uno stato palestinese.

Il presidio statico si terrà in piazza del Teatro, e aderiscono, oltre al Prc, anche i Giovani Comunisti, Unione Popolare, l’Associazione Culturale Islamica di Mortara, la sezione Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia “Fratelli Capettini” di Mortara e il Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano.

“La strage di civili, soprattutto donne e bambini, in corso a Gaza ed in Palestina dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso – dichiara Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista – non ci può lasciare indifferenti o titubanti in nome di una presunta equidistanza e del diritto di Israele alla difesa. 6.600 bambini sono stati uccisi a Gaza, e questi numeri confermano che si tratta di un vero e proprio genocidio che non ha paragoni con altre drammatiche vicende accadute in epoche recenti. Le varie dichiarazioni del mondo occidentale, del mondo arabo e quelle stesse dell’Onu, di condanna di Hamas e della risposta spropositata di Israele, non incidono minimamente su quello che sta succedendo: Israele, indisturbato, sta distruggendo un popolo in modo calcolato, con una reazione che non è di guerra all’attacco di Hamas, ma di un pianificato eccidio, in continuità con 75 anni di sistematica epurazione ed espulsione dei palestinesi dai propri territori”. L’obiettivo finale di Israele, secondo i rappresentanti di Rifondazione Comunista, è quello di distruggere qualsiasi entità palestinese al fine di una totale annessione dell’intero territorio, continuando a ignorare tutti i deliberati dell’Onu, gli accordi di Oslo e le dichiarazioni dei vari governanti che ripetono ormai in modo quasi rituale e acritico la necessità di due stati. “In questo momento drammatico – prosegue Giuseppe Abbà – al di là e oltre le necessarie analisi politiche sulle responsabilità di Israele, e sulle ragioni del progressivo indebolimento della capacità di guida politica e di delegittimazione dell’Autorità Nazionale Palestinese, è necessario attivare tutti i percorsi di mobilitazione per un immediato cessate il fuoco, rimarcando la distanza tra i governi, compreso il nostro, appiattiti su posizioni neutrali o di aperto supporto al governo israeliano, e le società civili che in larga misura stanno manifestando per la Palestina libera. Importante in questo percorso è il contrasto alla disinformazione e alla limitazione delle voci critiche, affinché le notizie e le immagini che arrivano dalla Palestina grazie al lavoro di giornaliste e giornalisti, tra cui i 63 reporter uccisi finora a Gaza, le voci che dal mondo ebraico si esprimono contro le scelte del governo israeliano, possano trovare sponda in un’opinione pubblica che in ogni piazza ed in ogni paese si mobilita per fermare questo genocidio”.

La guerra non è la soluzione e combattere per la pace significa stare dalla parte dei popoli oppressi.

Per questo Rifondazione scende in piazza: è urgente fermare il massacro, chiedere una tregua immediata che consenta la fornitura di aiuti umanitari, la fine dell’apartheid e dell’occupazione israeliana e la riapertura di serie trattative.

La discussione e la riflessione sul futuro di quell’area dipendono anche da ciò che succede ora.

RIFONDAZIONE COMUNISTA MORTARA – GIOVANI COMUNISTI/E

Mobilitiamoci per cambiare scuola e Università. Per sodalizzare con il popolo palestinese

17 Novembre 2023

SCUOLA E UNIVERSITÀ SI FERMANO!

È stato proclamato uno sciopero nazionale per tutta la giornata del 17 novembre 2023 a cui come GC aderiamo con convinzione. È importante che ogni studentessa e ogni studente si fermi per protestare contro il continuo impoverimento di tutto il settore dell’istruzione e della conoscenza.

Chiediamo che venga portata avanti una politica di ampliamento degli studentati e l’intervento dello stato per impedire la speculazione selvaggia sui costi degli affitti.

Vogliamo il rifinanziamento pubblico delle università per migliorare la vita della popolazione studentesca. Diciamo basta ai finanziamenti privati delle grandi aziende che impongono alle università l’indirizzo dello studio e della ricerca!

Richiediamo la piena attuazione delle carriere alias a scuola e in università. Vogliamo percorsi di educazione emotiva e sessuale durante l’orario di lezione, oltre alla figura dello psicologo scolastico in ogni istituto.

Riteniamo fondamentale l’abrogazione dei percorsi PCTO. L’inserimento di attività pratiche nelle scuole non può essere una scusa per educare le nuove generazioni a un lavoro non sicuro e non pagato.

Gli stessi PCTO sono purtroppo portati avanti anche in collaborazione con il complesso militare-industriale, indirizzando così le menti al suprematismo, al militarismo, alla svalutazione della vita umana. Necessitiamo di uno Stato che educhi a stare dalla parte dei popoli e contro il colonialismo, in Palestina come altrove.

Desideriamo infine che le università italiane si schierino pubblicamente contro il regime di apartheid ed il genocidio in atto da parte di Israele, e che cessino, intanto, ogni rapporto con questo.

GIOVANI COMUNISTI/E


Video presidio di solidarietà per il popolo palestinese a Vigevano il giorno 12 novembre 2023

13 Novembre 2023

350 persone in piazza, a Vigevano, da quanto non accadeva?
Eppure l’abbiamo fatto. Le abbiamo portate noi.

Al presidio organizzato come Giovani Comunisti (giovanile di Rifondazione Comunista – Unione Popolare) assieme ad alcuni giovani studenti di Vigevano, hanno partecipato più di 350 persone.

Una piazza importantissima che, aggiungendosi alle tantissime piazze in tutta Italia, dice un messaggio molto chiaro: noi non ci voltiamo dall’altra parte.
Il presidio chiede due cose: lo stop immediato ai bombardamenti su Gaza e il riconoscimento, da parte dello stato italiano, dello stato di Palestina. Nel pratico chiediamo di applicare gli accordi di Oslo del 1993 che erano un tentativo di pace e un tentativo di definire i confini dei due stati (accordi che, però, Israele non rispetta).

Il fatto che fossimo l’unica forza politica presente é molto grave ed é rappresentativo dell’ipocrisia che, anche a livello locale, regna in quasi tutte le forze politiche.

Nel video intervento di chiusura del presidio di Edoardo Casati (rappresentante locale del circolo di Rifondazione – Unione Popolare)

Presidio di solidarietà per il Popolo Palestinese a Vigevano

8 Novembre 2023

Il silenzio è impossibile di fronte ai massacri che avvengono ogni giorno nella Striscia di Gaza a danni dei palestinesi; quella che dai media ci viene proposta come una difesa da parte di Israele è in realtà un massacro di civili inermi che vivono senza il necessario per farlo.

Le statistiche parlano chiaro: di più 10 mila morti (più di quelli in Ucraina in due anni) circa 5 mila sono bambini e circa 3 mila sono donne; qui non si parla di numeri: si parla di persone che avevano sogni e desideri. Naturalmente condanniamo le azioni terroristiche e violente di Hamas, ma siamo schierati con forza col popolo palestinese.

L’ONU e l’intera comunità internazionale devono subito intervenire con risolutezza sulla questione palestinese.

Chiediamo lo stop di quello che è a tutti gli effetti un genocidio e di cessare il fuoco subito.

Chiediamo la libertà dei prigionieri delle carceri israeliane e degli ostaggi civili.

L’obiettivo deve essere la costruzione di un nuovo stato democratico, multietnico e multireligioso.

Israele deve retrocedere oltre la linea verde delimitata dagli accordi di Oslo del 1993.

Palestina libera: presidio in piazza Ducale della comunità islamica a Vigevano

21 Ottobre 2023

A Vigevano (PV) la comunità islamica accoglie il nostro striscione alla testa del presidio e tutti mostrano i nostri volantini!

Un grande lavoro fatto dal nostro circolo Rifondazione Comunista Vigevano per portare le nostre parole d’ordine al centro del presidio. PALESTINA LIBERA!

PALESTINA – ISRAELE: ALLA RADICE DI 75 ANNI DI OPPRESSIONE

13 Ottobre 2023

Siamo ovviamente addolorati per le immagini di vittime provocate dagli scontri armati di questi giorni, ma cosa c’è alla radice di questi tragici fatti?

  1. Nel 1948 si formò lo Stato d’Israele che nasce occupando territori palestinesi ed espellendo centinaia di migliaia di persone anche con massacri (Deir Yassin del 9 aprile 1948 per citarne uno).
  2. Lo Stato israeliano si espande occupando Cisgiordania e parte della Siria nel 1967 e in varie occasioni porzioni di Libano.
  3. Centinaia di migliaia di coloni israeliani hanno occupato territori palestinesi, devastando campi e raccolti, con sempre nuovi insediamenti.
  4. Israele, Stati Uniti e varie nazioni europee hanno fatto fallire gli accordi di Oslo e hanno impedito la nascita di uno Stato palestinese.
  5. Israele ha violato decine di risoluzioni Onu che chiedevano il ritiro dei territori occupati.
  6. Centinaia di palestinesi, di cui molti minori, dall’inizio di quest’anno sono stati uccisi dall’esercito israeliano.
  7. Nella striscia di Gaza (un territorio lungo 41 chilometri e largo 7) sono rinchiusi ben due milioni e mezzo di palestinesi in una sorta di grande prigione a cielo aperto e attualmente sottoposti (come già più volte nel passato) a pesantissimi bombardamenti israeliani anche su ospedali, scuole, case d’abitazione e sono privati di cibo, acqua, elettricità.
  8. Migliaia sono i detenuti politici palestinesi nelle carceri israeliane.
  9. Israele, oltre a possedere centinaia di ordigni nucleari, è pesantemente armato dagli Stati Uniti che lo utilizzano per controllare il Medio Oriente e le sue risorse petrolifere.
  10. Il governo Netanyahu è sostanzialmente formato da gruppi estremisti di destra e da fanatici religiosi.

Una volta i governi italiani, anche nostri avversari, tentavano di svolgere una politica volta a costruire la pace in Medio Oriente. L’attuale nostro Governo, invece, è supinamente sdraiato sull’atlantismo e la sudditanza agli Stati Uniti.

Ovviamente non ci piace un partito di fondamentalismi religiosi come Hamas, ma d’altronde, all’inizio era stato incoraggiato proprio dai governi israeliani per dividere i Palestinesi. Adesso, com’era successo per i Talebani, si ribella all’Occidente.

Impegniamoci per una politica estera di pace dalla quale l’Italia, nel centro del Mediterraneo, avrebbe tutto da guadagnare, contro il bellicismo degli U.S.A. e della loro creatura israeliana.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI PAVIA

Palestina libera!

Palestina: fermare la strage !

Marco Consolo *

Mentre scriviamo, secondo il Ministero della Sanità di Gaza, è di almeno 119 morti, tra cui 31 bambini, l’ultimo bilancio dei bombardamenti aerei compiuti dalle forze di occupazione israeliana nella Striscia di Gaza, dove predomina il movimento palestinese Hamas. Sono almeno 830 i feriti, tra cui molti bambini, come denunciato dall’UNICEF. Anche in Cisgiordania ci sono 7 morti e circa 500 feriti.

In queste ore è in atto il bombardamento di Gaza da parte delle truppe israeliane e non si fermano i razzi lanciati da Gaza su Israele. Dopo i massacri degli anni scorsi  con i bombardamenti di “Piombo fuso” e “Margine protettivo”, assistiamo all’ennesimo attacco criminale contro Gaza, dove 2 milioni di persone vivono assediati da 14 anni in una prigione a cielo aperto, sottoposte a un “bloqueo” criminale ed in balia della potenza occupante, senza nessuna protezione internazionale.

Ancora una volta, la provocazione è venuta dalla repressione israeliana (arrivata a profanare i luoghi sacri alle tre religioni durante le celebrazioni del Ramadan), dalla ininterrotta pulizia etnica a Gerusalemme Est occupata,  dal boicottaggio delle elezioni palestinesi con la proibizione di realizzarle nella legittima capitale dello Stato di Palestina.

In una situazione di apartheid anti-palestinese, continuano la violenza e le provocazioni delle forze di occupazione e dei coloni, le flagranti violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in spregio arrogante ed impune alle molteplici risoluzioni dell’ONU, con detenzioni arbitrarie e omicidi. Sono oltre 5.000 i-le prigionieri-e politici nelle carceri israeliane (decine i bambini), la gran parte sottoposti a “detenzione amministrativa”, senza accuse e senza processo, vittime di isolamento e di torture fisiche e psicologiche. La cosiddetta “comunità internazionale” si mantiene  indifferente (quando non complice diretta) all’occupazione, all’espansione senza limiti delle illegali colonie, alla demolizioni delle case palestinesi,  al rifiuto israeliano di accettare il diritto al ritorno dei profughi e di negoziare davvero la creazione di uno Stato di Palestina.

Dopo 4 elezioni in 2 anni, traballa ancora il governo di Benjamin Netanyahu, rinviato a giudizio, con gravi accuse di corruzione da cui cerca di sviare l’attenzione con la guerra. Da quando è tornato al governo, (il più a destra della storia) Netanyahu non ha mai voluto seri negoziati con i palestinesi (nonostante Abbas sia un leader palestinese moderato), e si è opposto più o meno apertamente all’opzione “due popoli, due Stati”, in alleanza con il fondamentalismo religioso suprematista.  Lo ha potuto fare, grazie al sostegno degli Stati Uniti a Israele, da anni avamposto politico-militare dell’imperialismo nella regione mediorientale, ricca di petrolio e di importanza strategica.

Come sottolineato da diversi esponenti dell’ebraismo non sionista (da Ilan Pappe ai “rabbini contro l’occupazione, dagli obiettori di coscienza a Moni Ovadia), non esiste alcun “diritto divino” perché insediamenti ebraici occupino territori. Così come non esiste nessun diritto di proprietà israeliano su Gerusalemme Est, con la sfacciata pulizia etnica degli abitanti palestinesi. Lo sa bene la parte migliore della società israeliana, che con coraggio prova a alzare la voce contro questa ennesima strage.

Come sancito dall’ONU, bisogna applicare il diritto internazionale e la pace deve basarsi sulle frontiere internazionali del 1967. Ma non ci sarà mai pace senza giustizia, e senza un vero appoggio internazionale al popolo palestinese e alle sue legittime rivendicazioni. In sua assenza, è ipocrita far finta di stupirsi se un popolo oppresso da più di 70 anni cerca di esercitare il proprio diritto all’autodifesa.   Ed è profondamente ipocrita parlare di simmetria tra occupanti e occupati, tra vittime e carnefici, di fronte all’uso letale della forza militare da parte dello Stato occupante.

Rimandiamo al mittente le probabili e trite accuse di anti-semitismo, che abbiamo sempre condannato senza mezzi termini. In Italia storicamente gli anti-semiti hanno nome e cognome, a partire dalla destra con chiare radici fasciste, accolta a braccia aperte da settori della comunità ebraica, in particolare a Roma.

In queste ore facciamo appello alla mobilitazione per cessare il fuoco e fermare l’assedio a Gaza. Mentre il complice governo italiano balbetta, da parte nostra non smetteremo di chiedere il ritiro dai territori occupati, il blocco immediato della demolizioni di case palestinesi e  degli insediamenti dei coloni, la fine della pulizia etnica. Siamo per boicottare il regime d’apartheid israeliano, interrompere ogni accordo militare con lo Stato d’Israele, applicare le risoluzioni ONU.

Per il diritto all’autodeterminazione, per il riconoscimento dello Stato di Palestina !

*Resp. Area Esteri e Pace,  PRC-SE