Il 1° luglio la Regione Lombardia, giustificandosi con la chiusura della stazione di Porta Genova (secondo noi da evitare) ha deliberato un sistema di calcolo delle tariffe ferroviarie sulla Milano – Mortara che penalizza gravemente i pendolari. Infatti, ci saranno forti aumenti degli abbonamenti e del singolo biglietto.
Per gli abbonamenti: da 88 a 97- euro mensili da Mortara, da 77 a 88 euro da Vigevano con un aumento medio di 132 euro all’anno per ciascun utente.
Tutto ciò inciderà pesantemente su lavoratrici, lavoratori, studentesse e studenti che devono recarsi a Milano su una linea dove sono vessati praticamente ogni giorno da forti ritardi e disservizi.
CHIEDIAMO CHE LA REGIONE LOMBARDIA REVOCHI LA DELIBERA 4636 DEL 1° LUGLIO 2025 CHE DÀ IL VIA A QUESTI AUMENTI.
A tale proposito il nostro consigliere comunale Giuseppe Abbà ha presentato una mozione al Consiglio Comunale di Mortara per indurre la Regione ad annullare questi aumenti. Appoggiamo la protesta dei pendolari e della loro associazione.
La Regione Lombardia, governata dalle destre, prosegue nella sua opera di demolizione dei servizi pubblici, dalla sanità al trasporto pubblico.
Piero Rusconi Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista.
Mortara, 9 aprile 2024 Alla Presidente del Consiglio Comunale di Mortara Al Sindaco del Comune di Mortara
OGGETTO: mozione per un “bonus risarcitorio” adeguato per i pendolari
Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista
APPRESO dalla stampa e dalle prese di posizione dell’associazione pendolari Mi.Mo.Al. delle nuove norme stabilite dalla Regione Lombardia per il “bonus risarcitorio” ai pendolari
CONSTATATO che queste nuove norme costituiscono una vera e propria beffa in quanto l’indennizzo attuale, pur portato al 30 per cento, scatterà solo per i ritardi superiori ai 15 minuti (invece che i precedenti 5 minuti), che le soppressioni parziali continueranno a non essere conteggiate e, nel complesso, con una frequenza circa 3 volte inferiore rispetto al precedente metodo di calcolo
VISTO che, oltretutto, i rimborsi non saranno più automatici, ma solo dietro specifica domanda
RILEVATO che, come denuncia Mi.Mo.Al, i viaggiatori dovranno pagare tre volte i disservizi: quando acquisteranno l’abbonamento, con indennizzo da richiedere personalmente che maturerà molto più difficilmente rispetto al precedente bonus e con uno spostamento delle risorse finanziarie delle penali devolute ad altri e non meglio definiti utilizzi
CHIEDE che nel prossimo Consiglio Comunale sia discussa e votata la seguente
MOZIONE “Il Consiglio Comunale di Mortara chiede alla Regione Lombardia di cancellare le nuove norme relative al bonus risarcitorio per i pendolari e i viaggiatori, tornando al sistema del 2003. Inoltre, chiede alla Regione di risolvere l’insostenibile (da troppo tempo ormai) situazione della linea Mortara – Milano che, nel 2023, ha avuto il 25.7 per cento di ritardi e il 5.4 per centro di corse cancellate”. Giuseppe Abbà
Per la mozione sul salario minimo: Contro il “lavoro povero”: garanzia del salario minimo a 10 euro all’ora anche per i lavoratori degli appalti pubblici.
Mortara, 9 aprile 2024 Alla Presidente del Consiglio Comunale di Mortara Al Sindaco del Comune di Mortara OGGETTO: mozione per il salario minimo
Il sottoscritto Giuseppe Abbà consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista
VISTO che nel nostro Paese è ben noto il fenomeno della povertà lavorativa, in altri termini anche lavoratrici e lavoratori stabilmente impiegate/i (talora anche qualificate/i) che si trovano ad avere gravi problemi di insufficienza del reddito da lavoro
CONSIDERATO che questo fenomeno, oltre a non corrispondere al dettato costituzionale italiano, viola un principio del “pilastro europeo dei diritti” che recita “i lavoratori hanno diritto ad una retribuzione equa che offra un tenore di vita dignitoso. Sono garantite retribuzioni minime adeguate che soddisfino i bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie in funzione delle condizioni economiche e sociali nazionali, salvaguardando nel contempo l’accesso al lavoro”
RICORDATO che questa situazione ha preoccupato forze politiche e sindacali del nostro Paese che hanno depositato in sede parlamentare o attraverso leggi di iniziativa popolare la richiesta dell’istituzione del salario minimo orario
CHIEDE che nel prossimo Consiglio Comunale sia discussa e votata la seguente
MOZIONE “Il Consiglio Comunale di Mortara impegna il Sindaco e la Giunta a sostenere in sede Anci, nonché in tutte le sedi opportune, di concerto con i sindacati, tutti gli atti e le misure che portino all’istituzione di un salario minimo per i lavoratori sia pubblici che privati, portando avanti tutte le necessarie iniziative nei confronti del Parlamento volte all’adozione di provvedimenti legislativi tesi a tutelare i lavoratori da retribuzioni indebitamente basse e ad introdurre l’adeguamento per tutti coloro che lavoreranno in un appalto comunale di un salario minimo di 10 euro l’ora e ad introdurre la precondizione obbligatoria, nella stesura del testo degli appalti comunali, che tutte le lavoratrici e i lavoratori che saranno impegnati da chi si aggiudicherà un appalto del Comune di Mortara dovranno percepire un salario minimo di 10 euro l’ora”. Giuseppe Abbà
Il Partito della Rifondazione Comunista scende in piazza a Mortara domenica 17 dicembre, alle ore 15 e 30, a favore del popolo palestinese in lotta, per chiedere lo stop immediato del genocidio in corso a Gaza e per il riconoscimento internazionale di uno stato palestinese.
Il presidio statico si terrà in piazza del Teatro, e aderiscono, oltre al Prc, anche i Giovani Comunisti, Unione Popolare, l’Associazione Culturale Islamica di Mortara, la sezione Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia “Fratelli Capettini” di Mortara e il Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano.
“La strage di civili, soprattutto donne e bambini, in corso a Gaza ed in Palestina dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso – dichiara Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista – non ci può lasciare indifferenti o titubanti in nome di una presunta equidistanza e del diritto di Israele alla difesa. 6.600 bambini sono stati uccisi a Gaza, e questi numeri confermano che si tratta di un vero e proprio genocidio che non ha paragoni con altre drammatiche vicende accadute in epoche recenti. Le varie dichiarazioni del mondo occidentale, del mondo arabo e quelle stesse dell’Onu, di condanna di Hamas e della risposta spropositata di Israele, non incidono minimamente su quello che sta succedendo: Israele, indisturbato, sta distruggendo un popolo in modo calcolato, con una reazione che non è di guerra all’attacco di Hamas, ma di un pianificato eccidio, in continuità con 75 anni di sistematica epurazione ed espulsione dei palestinesi dai propri territori”. L’obiettivo finale di Israele, secondo i rappresentanti di Rifondazione Comunista, è quello di distruggere qualsiasi entità palestinese al fine di una totale annessione dell’intero territorio, continuando a ignorare tutti i deliberati dell’Onu, gli accordi di Oslo e le dichiarazioni dei vari governanti che ripetono ormai in modo quasi rituale e acritico la necessità di due stati. “In questo momento drammatico – prosegue Giuseppe Abbà – al di là e oltre le necessarie analisi politiche sulle responsabilità di Israele, e sulle ragioni del progressivo indebolimento della capacità di guida politica e di delegittimazione dell’Autorità Nazionale Palestinese, è necessario attivare tutti i percorsi di mobilitazione per un immediato cessate il fuoco, rimarcando la distanza tra i governi, compreso il nostro, appiattiti su posizioni neutrali o di aperto supporto al governo israeliano, e le società civili che in larga misura stanno manifestando per la Palestina libera. Importante in questo percorso è il contrasto alla disinformazione e alla limitazione delle voci critiche, affinché le notizie e le immagini che arrivano dalla Palestina grazie al lavoro di giornaliste e giornalisti, tra cui i 63 reporter uccisi finora a Gaza, le voci che dal mondo ebraico si esprimono contro le scelte del governo israeliano, possano trovare sponda in un’opinione pubblica che in ogni piazza ed in ogni paese si mobilita per fermare questo genocidio”.
La guerra non è la soluzione e combattere per la pace significa stare dalla parte dei popoli oppressi.
Per questo Rifondazione scende in piazza: è urgente fermare il massacro, chiedere una tregua immediata che consenta la fornitura di aiuti umanitari, la fine dell’apartheid e dell’occupazione israeliana e la riapertura di serie trattative.
La discussione e la riflessione sul futuro di quell’area dipendono anche da ciò che succede ora.
Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per offrirti l'esperienza più pertinente ricordando le tue preferenze e ripetendo le visite. Facendo clic su "Accetta", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie.
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.