Categoria: Comunicati stampa

Rojava: un’esperienza di democrazia comunitaria

9 Febbraio 2026

La situazione dei curdi nel Rojava è tragica. Un racconto di speranza distrutta dalla brutalità della geopolitica. Il popolo curdo, da sempre oppresso, ha cercato di costruire una democrazia popolare dal basso. Una lotta per l’autodeterminazione si traduceva in un sistema che respingeva le milizie dell’ISIS, che cercava di costruire un futuro dove il potere non fosse imposto dall’alto, ma deciso dalle comunità stesse. Uno spiraglio di luce nel caos della guerra siriana in cui etnie e culture diverse avrebbero convissuto. Ma niente da fare. Pochi giorni fa, un’invasione del governo siriano, sostenuto dalla Turchia e dalle grandi potenze internazionali, ha messo fine a questa volontà. Noi ci chiediamo: se i curdi sono riusciti a creare questo in mezzo alla guerra, perché noi, che viviamo in un mondo più pacifico e privilegiato, non siamo in grado di fare lo stesso? La loro lotta non è solo una lotta per la sopravvivenza, ma per una visione di un mondo più giusto, una visione che sembra sempre sfuggire, sconfitta dalla crudeltà e dall’indifferenza della politica internazionale. Una democrazia popolare, in cui ogni quartiere ha voce, un potere che non dipende da un’unica autorità, ma si distribuisce senza discriminazioni di genere o religione. La partecipazione non si ferma al voto. Si tratta di responsabilità quotidiana. Prendersi cura del proprio spazio, della propria vita, e di quella degli altri. Questo è il nostro obiettivo.

RIFONDAZIONE & GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

Edoardo Casati

Tavolo a tema Amministrazione, organizzato dalla coalizione di Rossella Buratti con il contributo di Sara Santagostino, vice sindaca di Settimo Milanese

8 Febbraio 2026

Un momento di confronto dedicato ai quartieri, alle frazioni, al cuore della città e al welfare cittadino. Abbiamo discusso di prossimità con la cittadinanza, di come far ripartire quartieri e aree di Vigevano lasciate indietro da vent’anni di mal governo della destra e del rapporto tra pubblico e privato nella gestione del Comune.

Un dialogo concreto e approfondito, arricchito dal contributo di Sara Santagostino, vice-sindaca di Settimo Milanese.

Un ringraziamento finale a Rossella Buratti e a tutti i volontari che hanno organizzato e reso possibile questo tavolo di lavoro.

Un popolo, la sua storia, la sua cultura, il genocidio. Gli Ezidi in Medio Oriente

7 Febbraio 2026

Secondo incontro del nuovo ciclo 2026 organizzato dal Collettivo Culturale Rosa Luxemburg.

Vigevano – Biblioteca Civica Lucio Mastronardi –

Corso Cavour 82 – Sabato 21 febbraio 2026 – ore 15.30-18
Un popolo, la sua storia, la sua cultura, il genocidio.
Gli Ezidi in Medio Oriente
relatrice
Carla Gagliardini (autrice del libro)
in occasione della presentazione del libro
Ezidi. Storia e cultura di un popolo in lotta contro il suo genocidio,
RedStarPress, Roma 2025

Carla Gagliardini. Laureata in giurisprudenza e abilitata all’esercizio della professione forense, ha studiato a Cuba, nel Regno Unito e in Bolivia, perfezionando sul campo lo studio delle grandi questioni internazionali. Vicepresidente dell’Anpi provinciale di Alessandria e membro del direttivo dell’Associazione Verso il Kurdistan, svolge i viaggi di monitoraggio dei progetti in corso di realizzazione in Turchia e in Iraq. I suoi articoli sulla politica boliviana e sulla questione ezida e curda sono pubblicati da Patria IndipendenteContropianoDinamo Press e Volere la Luna.

“EZIDI. Storia e cultura di un popolo in lotta contro il suo genocidio” racconta la storia e la cultura di un popolo che prova a rialzarsi dall’ultimo tentativo di genocidio – il 74° ferman – che ha subito nel 2014 per mano dello Stato Islamico. Ci parla della società ezida del distretto di Shengal, regione situata nel governatorato di Ninive, nell’Iraq nord occidentale, al confine con la Siria e vicino alla Turchia. Tratta in modo specifico di quella parte del popolo ezida che ha fondato l’Amministrazione Autonoma di Shengal, forma di autogoverno basata sui principi del confederalismo democratico di cui il leader curdo del Pkk, Abdullah Ocalan, è l’ispiratore.

Le olimpiadi della violenza

5 Febbraio 2026

È ufficiale: una divisione dell’ICE, l’agenzia federale che negli Stati Uniti si occupa dell’immigrazione clandestina e delle dogane, sarà presente alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

È la deriva delle Olimpiadi: il messaggio di pace che rappresenta la competizione mondiale è compromesso dai metodi brutali e violenze perpetrate contro indifesi, dalle deportazioni, dalle uccisioni indiscriminate.

Stati Uniti, come Israele, devono essere esclusi dalle olimpiadi invernali.
E cosa fa il nostro governo? Niente.

Noi crediamo che tutto ciò sia un insulto intollerabile alla nostra umanità. Ricordiamo il corteo nazionale organizzato il 7 febbraio a Milano.
La sicurezza non può essere la scusa per dimenticarci da che parte stiamo: quella dell’umanità. Il nostro sindaco dovrebbe ricordarselo.

Rifondazione & Giovani Comunisti/e di Vigevano

Secondo tavolo tecnico, giovedì 5/02, ore 21 al cinema Odeon: si discuterà di amministrazione e strumenti amministrativi

4 Febbraio 2026

Ci vediamo giovedì!

😘

🔜Dopo il successo del primo incontro, vi invitiamo giovedì 5 febbraio, alle ore 21, presso la saletta del Cinema Teatro Odeon Vigevano in via Berruti 2, al secondo “Tavolo Tecnico” a tema: “l’amministrazione e i suoi strumenti”.

✅Cosa può fare in concreto un’amministrazione per valorizzare i #quartieri della città e prendersene davvero #cura?

✅Qual è il modello migliore per promuovere la costruzione di un maggiore #benessere sociale del tessuto cittadino?

✅Quali sono gli strumenti di cui una buona #amministrazione può avvalersi?

🤝Queste saranno alcune delle questioni di cui ci parleranno Michele Lissia, sindaco di Pavia, e Sara Santagostino, vice-sindaca di Settimo Milanese, assieme alla nostra candidata sindaca Rossella Buratti.

Vi aspettiamo!

Il nostro simbolo “VIGEVANO BENE COMUNE”

4 Febbraio 2026

Nel nostro simbolo sarà presente la Torre del Bramante.

L’abbiamo scelta perché crediamo che il cambiamento debba partire da qui, dalla città e dalla sua comunità.

Dalla storia che ci ha portato fino a oggi e dalla responsabilità di immaginare il futuro.

Vigevano non è solo un luogo: è il centro di un progetto politico che vuole rimettere in moto energie, idee e partecipazione.

Nel nostro simbolo ci sarà un piccolo pugno sulla parola Vigevano.
Lo abbiamo scelto per il suo doppio significato.
Da una parte richiama una tradizione politica in cui molte e molti di noi si riconoscono.
Dall’altra rappresenta l’azione, la volontà di superare in positivo lo stato di cose presenti.
Vigevano ha bisogno di coraggio, di scelte nette, di persone che non si rassegnano all’immobilismo.
Noi siamo qui per questo.

Nel nostro simbolo ci sarà anche quello di Rifondazione Comunista.

Non vogliamo nasconderci dietro formule ambigue o simboli neutri.

In un tempo segnato dall’anti-politica, crediamo che la collaborazione tra partiti, associazioni e singoli cittadini sia la strada più efficace per costruire risposte concrete ai problemi della città.

Questo progetto è plurale e nasce dal basso.

Le identità non vengono cancellate, ma messe in relazione per costruire un’alternativa reale.

Nel nostro simbolo ci sarà una colomba bianca su sfondo arcobaleno.

Abbiamo proposte concrete e attuabili per Vigevano, ma non dimentichiamo i grandi temi.
Vogliamo vivere in pace.
Una pace vera, che non è solo assenza di conflitto, ma giustizia, diritti, rispetto delle differenze.

Pensiamo che una città giusta non possa prescindere dall’inclusione e dalla dignità di tutte e tutti.

Nel nostro simbolo ci sarà anche lo stendardo palestinese.

Non è una scelta strumentale.
È una presa di posizione chiara e coerente.

Vigevano è stata attraversata da un grande movimento di solidarietà per il popolo palestinese.
Abbiamo organizzato in prima persona tre presidi molto partecipati.
Per noi questo impegno non è episodico, ma una costante politica da portare avanti nel tempo.

Nel nostro simbolo ci sarà una piantina gialla su sfondo verde.

Rappresenta una delle sensibilità presenti nella nostra lista: quella ambientalista.

Ma parla anche di crescita, di futuro, di sostenibilità come scelta politica e non come slogan.

Vogliamo una Vigevano capace di svilupparsi senza consumare il proprio domani.

Una città che sappia prendersi cura del territorio e delle persone che lo abitano.

Ci siamo: ecco il simbolo definitivo.

Tutto questo ha un nome.
Ed è il simbolo con cui ci presenteremo alle elezioni comunali del 2026.

Un simbolo che unisce identità, valori e visioni diverse.
Un progetto politico che nasce dal basso, da un gruppo attivo di persone che lavora, discute e costruisce un’alternativa al declino di Vigevano.

Vogliamo una città diversa, plurale, sociale.
Da qui cominciamo.

Per una VIGEVANO +sociale +efficiente +SìCura

Vigevano inaccessibile: annunci, cantieri e diritti calpestati

4 Febbraio 2026

Leggiamo da un articolo dell’Informatore vigevanese che l’amministrazione comunale ha presentato un nuovo progetto per eliminare le barriere architettoniche a Vigevano.

Fin da subito, emergono difficoltà.

La notizia ci irrita, ma non ci stupisce.
Vigevano è una città inaccessibile.
La questione non è mai stata una priorità delle ultime amministrazioni.

Pensiamo che, come già avvenuto, un’operazione del genere renda ancora più inaccessibile la città, più “cantiere”, più inefficiente e per niente sociale.
Servono risposte immediate per rendere Vigevano accessibile, partendo dalla viabilità pedonale alla costruzione di rampe e ascensori.

Noi vogliamo pensare questa città, renderla più sociale ed efficiente.

Una città che SÌcura.

Rifondazione & Giovani Comunisti/e Vigevano

Primo tavolo tecnico con esperti/e del settore della lista “Vigevano SìCura”. Una partecipazione straordinaria

30 Gennaio 2026

Rossella Buratti

Ieri sera sono rimasta colpita ed entusiasta per la partecipazione cittadina al primo “Tavolo Tecnico” con esperti. Ho rivisto la voglia di far parte del cambiamento che avevo già notato negli eventi di Vigevano Partecipa : siamo sulla strada giusta per dare a Vigevano un’alternativa concreta e la #cura che merita.

📍In questo primo incontro abbiamo trattato di alcuni punti fondamentali che, come tutte le tematiche che verranno illustrate anche nei prossimi Tavoli, saranno centrali nella redazione delle linee programmatiche.

🌿Infatti, l’attenzione all’ #ambiente può e deve andare di pari passo ad interventi di #RigenerazioneUrbana a partire da quegli spazi vuoti (troppi!) che potrebbero davvero diventare snodi fondamentali, come dimostrano gli studi operati su alcune città virtuose. Si è poi trattato di #PGT, argomento tra i più complessi, ma fondamentale per comprendere le linee guida entro cui opererà la nuova amministrazione.

🙏Il mio grazie sincero va ai relatori Lorenzo Goppa, Alessandro Doniselli e Giorgio Tognon e a quanti mi hanno aiutata ad organizzare questi incontri.

💬lnformare, condividere, discutere e infine agire: è così che intendo procedere, affiancata sempre da Vigevano SìCura e dalla Coalizione Vigevano 2026 per Rossella Buratti Sindaca.

⏰Vi aspetto ai prossimi appuntamenti e non vedo l’ora di incontrarvi!




NEL GIORNO DELLA MEMORIA ABBIAMO UN SOLO MESSAGGIO: “MAI PIU’”, E QUESTO SIGNIFICA MAI PIU’ PER NESSUNO

27 Gennaio 2026

MILU’ CHISARI

Oggi, 27 gennaio, ricordiamo. Ricordiamo la Shoah, uno dei punti più bassi e disumani della storia dell’umanità. Ricordiamo milioni di persone deportate, umiliate, torturate e uccise in nome dell’odio, del razzismo, del profitto e del potere. Ricordiamo perché dimenticare sarebbe una seconda morte, ancora più infame.
Ma la memoria, se è vera memoria, non può essere solo rituale. Non può essere una data sul calendario, una corona di fiori, un minuto di silenzio che ci assolva la coscienza. La memoria deve essere scomoda, deve interrogare. Altrimenti non serve a nulla.
“Mai più” non doveva essere uno slogan vuoto. Doveva essere una promessa, un monito, un impegno collettivo. E invece oggi siamo qui, nel 2026, a guardare altri popoli sterminati, affamati, bombardati, cancellati. Genocidi che avvengono sotto i nostri occhi, in diretta, normalizzati, giustificati, coperti da un silenzio complice o da una propaganda oscena.
La Shoah avrebbe dovuto insegnarci che nessuna vita vale meno di un’altra, che nessun popolo è sacrificabile, che nessuna violenza è legittima quando colpisce civili, bambini, donne, corpi indifesi. E invece il mondo capitalista e imperialista ha dimostrato di non aver imparato nulla.
Oggi la memoria viene spesso usata come arma politica selettiva: si ricorda solo quando conviene, si piange solo chi è “ricordabile”, si tace quando i carnefici sono alleati, quando il sangue non disturba gli equilibri di potere, quando il profitto viene prima della vita.
Essere fedeli alla memoria della Shoah significa non chiudere gli occhi oggi. Significa rifiutare ogni genocidio, senza gerarchie del dolore. Significa dire che ogni vita conta, sempre. Significa stare dalla parte degli oppressi, non dei potenti.
La memoria non è neutra. O è antifascista, antirazzista, anticolonialista, o è solo retorica.
Ricordare davvero vuol dire lottare. Lottare perché nessun popolo venga più cancellato. Lottare contro la guerra, contro il razzismo, contro il capitalismo che trasforma la morte in calcolo politico. Lottare perché il “mai più” non resti una bugia.
Oggi ricordiamo. Ma soprattutto oggi scegliamo da che parte stare. 

27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA

27 Gennaio 2025

Anpi: https://www.anpi.it/27-gennaio-giorno-della-memoria-0


Il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli di Auschwitz. E apparve l’orrore.

Il 27 gennaio 2026 celebreremo il Giorno della Memoria.
In questo tempo avvelenato da guerre, da pesanti rotture della legalità internazionale e da una incredibile, diffusa e violenta ignoranza del senso di umanità, ripensiamo all’altissimo prezzo pagato tanti anni fa per il bellicismo dei nazifascisti e per il loro razzismo.

Ricordiamolo insieme quel giorno, perché sono incancellabili le responsabilità del nazismo e del fascismo, è incancellabile la memoria delle leggi razziali, della Shoah, di tutte le vittime, è incancellabile il valore di chi, anche a rischio della vita, si oppose a tutto questo.

Mai più, sempre.