Dopo il successo del primo incontro, vi invitiamo giovedì 5 febbraio, alle ore 21, presso la saletta del Cinema Teatro Odeon Vigevano in via Berruti 2, al secondo “Tavolo Tecnico” a tema: “l’amministrazione e i suoi strumenti”.
Cosa può fare in concreto un’amministrazione per valorizzare i #quartieri della città e prendersene davvero #cura?
Qual è il modello migliore per promuovere la costruzione di un maggiore #benessere sociale del tessuto cittadino?
Quali sono gli strumenti di cui una buona #amministrazione può avvalersi?
Queste saranno alcune delle questioni di cui ci parleranno Michele Lissia, sindaco di Pavia, e Sara Santagostino, vice-sindaca di Settimo Milanese, assieme alla nostra candidata sindaca Rossella Buratti.
Ha vinto il governo Draghi. E’ la prima cosa che ha dichiarato Enrico Letta.
E quindi il segno del voto non è certo di sinistra.
Il PD vince dentro un nuovo bipolarismo da cui sono fuori metà degli elettori. Risulta egemonico tra l’elettorato che si dichiara di sinistra e antifascista anche se non mette in discussione le politiche neoliberiste del passato e si identifica con l’uomo della troika, il riarmo, la finzione ecologica, la precarietà del lavoro e i bassi salari, le privatizzazioni e i tagli. Nelle città i candidati del PD non rappresentavano la rottura con l’immobiliarismo e le privatizzazioni dei servizi. ma la più sicura garanzia degli interessi forti congiunta con la capacità di interloquire sul piano valoriale con l’opinione pubblica progressista e democratica.
Il pericolo della destra fascistoide e l’amplificazione dei novax hanno funzionato per cementare un elettorato moderato e progressista intorno a chi nel governo appare rappresentare il senso di responsabilità e il buonsenso. Bisognerà leggere dentro la composizione sociale e le ragioni del voto e del non voto. Il dato certo è che l’astensionismo è alto, il M5S si sgonfia ma la sinistra anticapitalista non intercetta nulla.
La nostra area non tocca palla. Nonostante il valore delle candidature in campo. Ringrazio le compagne e i compagni che si sono spesi come candidati sindaco e consiglieri. Davvero grazie a Paolo Berdini, Angelo d’Orsi, Gabriele Mariani, Dora Palumbo e a tutti gli altri.
Per la sinistra che sta all’opposizione del governo Draghi e alternativa ai poli esistenti il risultato è pessimo, in alcuni casi disastroso. Da anni insistiamo sulla necessità che vi sia un soggetto o almeno uno spazio unitario. Ci si risponde con scelte identitarie che non accettano neanche di fare coalizione intorno a una candidatura a sindaca/o e il risultato è una delegittimazione reciproca e una marginalizzazione dallo stesso confronto pubblico.
Dall’altro lato una parte della sinistra antiliberista e ambientalista sceglie di stare nell’alleanza col PD e M5S con risultati a volte significativi come a Bologna, in altre insoddisfacenti come a Milano. La loro linea, che non condividiamo, certo non viene messa in discussione dal presentare 5 candidature a sinistra del centrosinistra. A Napoli si elegge ma non entra la nostra compagna Elena Coccia, a Torino c’è stata un’unità più larga (ovviamente anche là Rizzo e PCL non han voluto), e si è preso un 2,40%, a Milano è deludente il risultato di un’esperienza bella e vera come Milano in Comune, a Bologna divisi si perde l’occasione di eleggere.
Unico segnale positivo forte è stato quello dell’esperimento in Calabria dove intorno alla candidatura di Luigi De Magistris si è costruito uno schieramento unitario largo che ha riunito tutta la sinistra di opposizione al governo Draghi, cittadinanza attiva, associazionismo, movimenti. Il PC e il PCL non avevano la forza di presentarsi e quindi nessuno ha potuto parlare di frammentazione e dispersione. Non mi pare interessante la competizione nella sinistra radicale e il conto che a Roma e Bologna Pap ci supera, mentre a Milano o Torino siamo sopra noi. Neanche i magri risultati delle liste supercomuniste.
Il dato è che così frammentati non si costituisce un punto riferimento, si viene facilmente resi invisibili dai media, si crea passività nell’elettorato. Non basta ovviamente soltanto l’unità ma è il minimo indispensabile. Siamo gli unici ad averla nel dna e a riproporla continuamente e non credo sia sbagliato.
Il problema più grosso però rimane quello di costruire una proposta che parli e coinvolga a livello di massa con un profilo capace di aprirsi uno spazio nel bipolarismo.
P.S.: in Calabria Mimmo Lucano prende 9779 voti in tutte le circoscrizioni ma non viene eletto a causa della legge che pone lo sbarramento al 4 per ogni singola lista.
Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea è presente in tutti i capoluoghi di provincia (20) che vanno al voto il 3 e 4 ottobre (ed ovviamente nei 6 capoluoghi di Regione) , in forme diverse – talora con liste col proprio simbolo, talora con simboli compositi con il PCI e PAP, talora in coalizione con queste forze o, in tre casi, con presenza di propri candidati in liste di sinistra alternativa, civiche ed ambientaliste in opposizione al PD, ai 5 stelle, ed alla destra.
Abbiamo lavorato ovunque per larghi schieramenti unitari di alternativa ma spesso non è stato possibile conseguire il risultato a causa di posizioni settarie di altre formazioni o della linea di subalternità al PD di altre. Le qualità delle candidature alla carica di sindaca/o da noi sostenute segnala le potenzialità per un’alternativa di sinistra e ambientalista nel nostro paese, ma al tempo stesso l’emergenza democratica di un’informazione che oscura completamente chi è fuori del partito trasversale del neoliberismo.
Significativa anche la nostra presenza negli altri 117 comuni superiori al 15.000 abitanti non capoluogo, dove siamo presenti in circa la metà di essi con modalità simili a quelle descritta per i capoluoghi. In nessun caso il simbolo del PRC SE è presente sulla scheda in coalizioni con la presenza del PD.
Va segnalato che in pochi circoscritti casi dobbiamo constatare che la linea indicata da anni dalla direzione, dal cpn e dal congresso non è stata perseguita sul territorio nonostante proprio le amministrative a doppio turno siano occasione per esplicitare la necessità di un’alternativa ai poli esistenti. Si tratta di un problema politico che va affrontato nella maniera democratica che ci contraddistingue.
Importante anche la nostra partecipazione alle elezioni regionali della Calabria dove sosteniamo il candidato presidente Luigi de Magistris con un’ampia coalizione civica, di sinistra e ambientalista.
Questa estesa e significativa partecipazione è il risultato positivo dell’impegno militante di migliaia di compagne e compagni sui vari territori – cui va tutto il nostro ringraziamento – e fa ben sperare in molti risultati positivi di elezione di consigliere/i.
Questa attenzione delle/dei militanti del PRC SE alla presentazione di liste nelle amministrative dipende principalmente dal fatto che, come scriviamo nel nostro documento congressuale unitario, “Il Comune rimane l’istanza più vicina al cittadino e per questo è prioritario renderlo nuovamente permeabile ai conflitti e ai bisogni popolari. L’azione che riguarda gli enti locali non può mai essere fine a se stessa ma deve essere uno dei livelli della ricostruzione del nostro radicamento sociale, per dare voce ai bisogni popolari, costruire comunità, difendere ambiente e beni comuni. Gli enti locali e le regioni prima che luogo della rappresentanza sono terreni di lotta e della sperimentazione e costruzione di alternative“.
Per dare la massima informazione e diffusione di questa importante partecipazione, nei prossimi giorni pubblicheremo una tabella con il dettaglio di tutti i comuni superiori dove siamo presenti, con simboli e coalizioni, cui stiamo lavorando in collaborazione con le federazioni.
Pubblicheremo anche l’elenco dei principali piccoli comuni in cui siamo presenti, anche qui diffusamente, con la realistica possibilità in alcuni di essi, in particolare in Abruzzo, di eleggere o riconfermare sindache e sindaci.
* Responsabile Enti Locali ed Ufficio Elettorale della Direzione Nazionale del PRC SE.
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