Categoria: News

Ancora risse in centro a Vigevano. I cittadini non si sentono al sicuro

25 Novembre 2024

L’altro giorno un’altra rissa in Via Dante (a Vigevano).
Con eventi come questi paghiamo il prezzo di 25/30 anni di politiche giovanili assenti.

Pensare di poter combattere avvenimenti del genere solo attraverso le forze dell’ordine é pura follia.

I cittadini non si sentono al sicuro e questa paura noi la percepiamo.
Serve, quindi, andare alla radice, serve capire le motivazioni profonde degli episodi di microcriminalità.

Avvenimenti del genere (non giustificabili) sono legati a situazione di disagio e marginalità.
Giovani e famiglie intere che vivono in condizioni di disagio sociale e che, non venendo aiutati dalla nostra città, finiscono per non sentirsi parte della nostra comunità.

Serve urgentemente pensare a lungo termine, capendo che il contributo delle forze dell’ordine (assolutamente necessario) serve solo a tamponare e inseguire situazioni che hanno radici ben più profonde.
Serve una risposta del pubblico con politiche giovanili, spazi di aggregazioni e interventi coordinati: da una parte le forze dell’ordine e dall’altra le associazioni, gli enti e le realtà che si occupano di prevenzione e di contrasto al disagio sociale in città e nel territorio. 

Il riconoscimento dello stato di Palestina

25 Novembre 2024

Poco più di un anno fa, a Vigevano, eravamo in piazza per la Palestina.

Da tanto tempo non si vedeva una manifestazione così partecipata in cui si evidenziava la presenza di ragazze e ragazzi arabi, della comunità islamica e di cittadini Vigevanesi.

Un importante aiuto è arrivato da alcune studentesse vigevanesi che ci hanno dato una mano ad organizzare la piazza e a diffondere la voce, distribuire i volantini, invitando a scendere in piazza.

Dopo un anno, però, la situazione non è certo migliorata, anzi…

Gaza è devastata: ad oggi i morti sono più 44.000 e Israele ha allargato il conflitto attaccando anche il sud del Libano.

La Corte Penale Internazionale, a conferma della barbarie in corso, ha chiesto l’arresto del primo ministro Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Gallant per crimini di guerra.

Davanti a questa distruzione immensa si potrebbe pensare che il ruolo di Comuni come il nostro sia marginale e che quindi anche manifestare in solidarietà ad un popolo sia una cosa inutile. Così, invece, non è; abbiamo vissuto più di un anno di mobilitazioni intense: ogni settimana ci sono manifestazioni nelle principali città e molte università sono state (o sono tutt’ora) occupate dalle “acampade”. Queste ultime, poi, in molti casi hanno anche ottenuto delle vittorie che sono così importanti da sbeffeggiare chiunque non crede nell’utilità della mobilitazione politica. Molte università, infatti, hanno interrotto i rapporti con le università dello stato che sta perpetrando il genocidio, uscendo dal tunnel della “preparazione alla guerra”. Non dobbiamo vivere quello che sta succedendo a Gaza come un fatto a sé stante ma, anzi, dobbiamo ricollegarlo al rischio generale di escalation bellica.

È passato un anno dalla manifestazione ma le nostre rivendicazioni sono ancora attualissime.

In questi giorni L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha prodotto una lettera in cui chiede alle forze antifasciste e di opposizione di presentare mozioni e documenti, nei consigli comunali e in parlamento, che ponga l’importante questione del riconoscimento dello stato di Palestina.

Per noi è una condizione, politica e giuridica, necessaria per poter affrontare tutto il resto.

La solidarietà ai popoli oppressi non si può fermare solo alle parole.

Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani Comunisti/e.

Interventi dei compagni del circolo Prc di Vigevano alla manifestazione di un anno fa.

Sciopero generale del 29 novembre

19 Novembre 2024

Il 29 Novembre tutti in Piazza.

Rifondazione Comunista di Pavia aderisce convintamente allo sciopero generale nazionale proclamato dalla CGil e UIL.

Contro il Governo della Destra che taglia i fondi per la sanità, la scuola e i trasporti.

Contro il Governo che favorisce gli evasori fiscali.

Contro il Governo che aumenta le spese militari.

Per il rinnovo dei contratti di lavoro.

Per un fisco più leggero per chi vive del proprio lavoro.

Per pensioni e salari dignitosi tutti in piazza venerdì 29 Novembre a Pavia.

Concentramento alle ore 9.00 ai Giardini del Castello Visconteo.

Rifondazione Comunista Pavia

Il Governo, il ministro Calderoli e la maggioranza parlamentare di destra escono malconci dalle dichiarazioni di illegittimità di punti significativi della legge Calderoli

15 Novembre 2024

Comunicato stampa 15 novembre 2024

La Corte costituzionale ha esaminato i ricorsi di quattro Regioni che hanno richiesto la dichiarazione di incostituzionalità della legge Calderoli e – mentre ‘ha ritenuto non fondata la questione di costituzionalità dell’intera legge sull’autonomia differenziata delle regioni ordinarie (n. 86 del 2024)’ – ha considerato, invece, ‘illegittime specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo’, come afferma il comunicato emanato dal Palazzo della Consulta.

Naturalmente andrà letta la sentenza con le sue motivazioni; di certo possiamo affermare, come Comitati contro ogni autonomia differenziata, che il Governo, il ministro Calderoli e la maggioranza parlamentare di destra escono malconci dalle dichiarazioni di illegittimità di punti significativi della legge. Basta richiamare alcune disposizioni della legge Calderoli dichiarate incostituzionali per coglierne la portata:

la possibilità che l’intesa tra lo Stato e la regione e la successiva legge di differenziazione trasferiscano materie o ambiti di materie, e non solo specifiche funzioni;

la mancata prescrizione di una legge delega che stabilisca i criteri direttivi per emanare i successivi decreti; infatti, la legge Calderoli li indica nella legge di bilancio 197/2022, fatto che la Corte giudica incostituzionale, ravvisando in questo una lesione delle competenze del Parlamento;

la possibilità di modificare, con decreto interministeriale, le aliquote della compartecipazione al gettito dei tributi erariali prevista per finanziare le funzioni trasferite, in caso di scostamento tra il fabbisogno di spesa e l’andamento dello stesso gettito;

– l’estensione della legge n. 86 del 2024, e dunque dell’art. 116, comma 3 della Costituzione, alle regioni a statuto speciale che, invece, per ottenere maggiori forme di autonomia, possono ricorrere alle procedure previste dai loro statuti speciali.

Inoltre, la Corte afferma che il Parlamento non può essere spogliato delle sue prerogative di emendare le Intese; che la distinzione tra materie LEP e non-LEP non può pregiudicare la garanzia dei diritti civili e sociali; che la clausola di invarianza deve collocarsi in un quadro di valutazione complessiva della finanza pubblica, e dunque vanno definiti i fabbisogni per i LEP e, su questa base, decidere le poste finanziarie.

La Corte infine pone al Parlamento il compito indefettibile di intervenire per colmare i vuoti creati con la dichiarazione di incostituzionalità di disposizioni-chiave della legge 86/2024.

Certo, la Corte afferma che la legge Calderoli non è illegittima nel suo complesso, perché tale legge è volta a disciplinare l’attuazione del comma 3 dell’art 116 della Costituzione, frutto della sciagurata riforma del Titolo V del 2001.

I Comitati contro l’AD – insieme a sindacati, associazioni e partiti che fanno parte del comitato referendario – attraverso il referendum abrogativo totale, chiedono invece che siano cittadine e cittadini a decidere se la legge Calderoli violi o no gli articoli 2, 3, 5 della Costituzione. Secondo i Comitati la legge Calderoli viola quegli articoli perché frantuma l’unità e indivisibilità della Repubblica, lede il principio di solidarietà e di uguaglianza dei cittadini, che verrebbero a godere di diritti differenziati secondo il luogo di residenza. Per questo i Comitati sono certi che, anche qualora il Parlamento intervenisse per sanare le illegittimità costituzionali, come richiede la Consulta, il referendum di abrogazione totale sarà ammesso e la legge Calderoli, attraverso il voto referendario, sarà cancellata.

Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica e

l’uguaglianza dei diritti

Cgil e Uil, Sciopero generale di 8 ore, venerdì 29 novembre, per cambiare la manovra di bilancio

14 Novembre 2024

Fonte: CGIL https://www.cgil.it/speciali/2024/legge-di-bilancio-2025-sciopero-generale-cgil-e-uil/cgil-e-uil-sciopero-generale-di-8-ore-venerdi-29-novembre-per-cambiare-la-manovra-di-bilancio-no7c7zxf

Cgil e Uil, Sciopero generale di 8 ore, venerdì 29 novembre, per cambiare la manovra di bilancio
Aumentare salari e pensioni
Finanziare sanità, istruzione, servizi pubblici
Investire nelle politiche industriali

Il Governo ci infliggerà 7 anni di austerità con:

  • perdita del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati causata da un’inflazione da profitti;
  • crescita della precarietà e del lavoro nero e sommerso;
  • tagli ai servizi pubblici, a partire da Sanità, Istruzione, Trasporto pubblico, Enti locali;
  • rinnovi contrattuali per il pubblico impiego che coprono appena 1/3 dell’inflazione;
  • taglio del cuneo fiscale (con perdite per molti) pagato dagli stessi lavoratori con il maggior gettito Irpef;
  • politiche fiscali che riducono la progressività e che, attraverso condoni e concordati, favoriscono gli evasori;
  • nessun intervento sugli extraprofitti;
  • peggioramento della Legge Monti/Fornero che si applicherà al 99,9% dei lavoratori;
  • insufficiente rivalutazione delle pensioni, con la beffa di un aumento di soli 3 euro al mese per le minime;
  • assenza di una politica industriale e tagli agli investimenti;
  • ritardi nell’attuazione del PNRR e nessuna strategia per il Mezzogiorno;
  • attacco alla libertà di manifestare il dissenso con il Disegno di Legge Sicurezza.

Per queste ragioni rivendichiamo al sistema delle imprese e al governo:

  • DI PRENDERE SOLDI DOVE SONO: extraprofitti, profitti, rendite, grandi ricchezze, evasione fiscale e contributiva
  • UN FINANZIAMENTO STRAORDINARIO per sanità pubblica, servizi sociali, non autosufficienza, Istruzione e ricerca
  • RINNOVO DEI CCNL PUBBLICI E PRIVATI per aumentare il potere d’acquisto, con detassazione degli aumenti
  • PIENA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI, rafforzare ed estendere la quattordicesima
  • RIFORMA DELLE PENSIONI che superi la Legge Monti/Fornero
  • POLITICA INDUSTRIALE PER I SETTORI MANIFATTURIERI E PER I SERVIZI con investimenti per difendere l’occupazione – anche con il blocco dei licenziamenti – creare nuovo lavoro e costruire un modello di sviluppo sostenibile
  • TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA E CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ cambiando la legislazione sul lavoro
  • RITIRO DEL DISEGNO DI LEGGE SICUREZZA e rispetto delle libertà costituzionali.

MOBILITIAMOCI PER CAMBIARE
le scelte ingiuste e sbagliate del Governo

→ Volantino .PDF – editabile .JPG e .PDF – english version

Con i piedi nell’acqua. Donna, canto e lavoro in risaia

12 Novembre 2024

MARCO SAVINI

La cultura materiale contadina spesso produce anche cultura immateriale, e il caso più noto e conosciuto è proprio rappresentato dal lavoro di monda e trapianto che non si può scindere da quel vastissimo repertorio del canto di risaia. Repertorio che, com’è ovvio, è direttamente influenzato dal retroterra di cultura tradizionale di cui erano portatrici le varie squadre di mondine (locali e forestiere) ma anche dal clima storico in cui veniva espresso: lotte sindacali, fase politica, condizioni di lavoro, ecc.

Si tratta di un repertorio molto eterogeneo che attinge a varie fonti: dalle antiche ballate, fino ad arrivare ai canti da cantastorie e alle canzonette d’autore, conosciute a partire dagli Anni Trenta attraverso la radio. Non mancarono creazioni delle mondine, ma più spesso si verificava il fenomeno della “rifunzionalizzazione”, cioè dell’assunzione della melodia di una canzone nota ma con il cambio del testo in funzione delle esigenze del momento o della situazione lavorativa.

È nota anche la combattività sindacale delle mondine, che non si era arrestata neppure negli anni del fascismo, con gli scioperi dal 1927 al 1931 contro la diminuzione del salario.

D’altra parte la cultura popolare, nelle sue varie manifestazioni è sottoposta da anni a fenomeni di logoramento e di oblio, a causa del frammentarsi e dell’esaurirsi dei tradizionali meccanismi di trasmissione tra le generazioni.

La cultura popolare, che è soprattutto una cultura orale, rischia di perdersi con la morte dei depositari della tradizione.

Per fortuna i ricercatori chiamati al convegno hanno realizzato registrazioni sia quando le mondine era ancora al lavoro, sia dopo la fine del lavoro manuale in risaia, con i gruppi canori che si sono formati negli anni Ottanta e Novanta a Ferrera, Mede, Sannazzaro e Valle Lomellina, che si sono esibiti in varie feste popolari, attingendo a una sorta di memoria collettiva dei testi e delle melodie di questa manifestazione tipica del mondo popolare.


Sabato 16 novembre 2024 | ore 21:00 | Auditorium San Dionigi | Piazza Martiri della Liberazione, Vigevano

Curmaia, siur padron!

CONCERTO

Canti, storie e riti della risaia
Con Barabàn – Coro Storie, Canti, Fogli Volanti.
Progetto “Con i piedi nell’acqua – Donna, canto e lavoro tra Lomellina e Oltrepò Pavese”.

Skalibriamoci

5 Novembre 2024

È definitivo il mega programma di SKALIBRIAMOCI mostra-mercato dell’editoria Libera Autogestita Resistente a Cassolnovo dal 15 al 17; novembre al Teatro Verdi, Sale della Biblioteca Civica Oltre 50 libri presentati,70 case editrici tra Concerti, Film, Corti, Documentari, Teatro, Mostra di foto pittura, Reading Laboratori, Fumetti…Entrata Libera