Categoria: Comunicati stampa

In vista del Referendum sul dimezzamento dei tempi di ottenimento della cittadinanza

26 Marzo 2025

SABATO 29 MARZO, DALLE 15:00, A VIGEVANO Via Berrutti, 2 (Sala adiacente al cine-teatro Odeon)

Sosteniamo convintamente il referendum sulla cittadinanza che punta a dimezzare i tempi di ottenimento (dagli attuali 10 anni a 5).
Abbiamo raccolto, insieme ad altre forze politiche, la firme necessarie a svolgerlo ed ora inizia la campagna elettorale per il voto che sarà l’8 e il 9 Giugno assieme ai 4 quesiti della CGIL a tema lavoro.

A Vigevano vogliamo iniziare così questo percorso che ci porterà al voto: lo facciamo con una inziativa per discutere il tema della discriminazione, del pregiudizio e del razzismo.

Vi aspettiamo numerosi.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani comunisti/e

UN’OPERA “ETERNA” (OVVIAMENTE NON PER LA DURATA, MA PER I TEMPI “GEOLOGICI” DI COSTRUZIONE): IL NUOVO PONTE SUL TICINO

8 Marzo 2025

Apprendiamo che sono stati appaltati i lavori per la costruzione delle rampe di accesso al nuovo ponte sul Ticino. Si prevede che le opere saranno iniziate “entro l’Estate” e “saranno terminate dopo un anno”, quindi verso la fine del 2026.
Allora, se non ci saranno ulteriori ritardi, per mettere in funzione il ponte, saranno occorsi ben 15 anni! Difatti i lavori del ponte sono iniziati nell’ormai lontano 2011 per un ponte che misura 1.700 metri.
Sono state spese somme enormi senza arrivare, ad oggi, ad un serio risultato.
Per fare un esempio: l’autostrada del Sole, iniziata nel 1964, è stata costruita in 8 anni, ma ha una lunghezza di 800 chilometri.
Altro esempio: la ferrovia adriatica (591 km. tra Ancona e Lecce) fu costruita in soli 9 anni dal 1863 al 1872.
Questi raffronti danno l’idea di come vengono effettuati i lavori odierni con una serie di appalti, subappalti, società fallite, ecc. È una situazione scandalosa.
Il ponte nuovo del Ticino è evidentemente un’opera necessaria anche per liberare il ponte precedente dal traffico automobilistico e lasciare lo spazio per il raddoppio della Milano – Mortara.

Anche questa è un’opera di cui si parla da decenni senza che ci sia stata la realizzazione con enormi disagi per più di ventimila pendolari.

In realtà la volontà politica dei vari governi nazionali e della Regione Lombardia è sempre stata quella di favorire il trasporto privato a scapito di quello pubblico con tutte le ovvie conseguenze negative: inquinamento, lunghe code, ritardi sul posto di lavoro, spese private per la manutenzione dei propri mezzi, ecc.
Ci vorrebbe, evidentemente, una politica diversa nel campo dei trasporti, ma prevalgono gli interessi dei costruttori e del trasporto privato rispetto ad una programmazione che assicuri una mobilità efficiente per lavoratori, studenti, cittadini.
Purtroppo, quando e se sarà in funzione il nuovo ponte, assisteremo alle solite passerelle di personaggi politici con il taglio di nastri in pompa magna, discorsi sulle opportunità di sviluppo per Vigevano e la Lomellina, ecc. ecc.
Speriamo che, per elementare decenza, ci sia risparmiato questo grottesco spettacolo.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

La situazione in Palestina. Intervento di HANI GABER – Console e rappresentante per il Nord Italia dell’ambasciata Palestinese

2 Marzo 2025

Intervento di Hani Gaber

Intervento di Carla Gagliardini.

Intervento di Giovanni Gregorio

“Questa è una giornata simbolica per la città, simbolica di quanto è caduta in basso la politica”

1 Marzo 2025

Tratto dalla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/edoardo.casati.18

EDOARDO CASATI

Oggi (26 febbraio 2025) é una giornata simbolica per la città.

Simbolica di quanto é caduta in basso la politica.

Le dimissioni della giunta Ceffa-Segú, infatti, sarebbero dovute arrivare entro ieri.

Non essendo arrivate la data delle elezioni slitta: non si voterà più nel 2025 ma nel 2026.

L’altra notizia di oggi, poi, é la composizione della nuova giunta: fuori i tre assessori leghisti (Avalle, Ghia e Alessandrino) e dentro tre persone di Forza Italia/persone fidate di Segú.

Non c’è solo, quindi, quella che é una manovra vergognosa fatta per prendere tempo e spianarsi la strada per le prossime elezioni (credo sperando di poter trasformare Ceffa in un martire cancellando mesi e mesi di indagini e arresti domiciliari) ma c’è anche una totale mancanza di rispetto verso quella che é la volontà della cittadinanza espressa nelle ultime elezioni del 2020.

La composizione della giunta, infatti, ha delle percentuali nettamente diverse rispetto a quelle che i partiti hanno preso (e quindi che gli elettori hanno indicato).

Il che denota una bassissima considerazione della gente e di ciò che dice tramite il voto.

Consiglieri che dalla maggioranza vanno in opposizione, altri che dall’opposizione vanno in maggioranza.

Consiglieri che votano contro la giunta, salvo poi votare a favore dopo promesse di cadreghe varie.

Questo é il vero dato politico di questa giornata. Non i giochini o i pronostici sul voto.

Davanti ai problemi reali c’è un utilizzo degli elettori come fossero valigie che si possono spotare, senza problemi, a destra o a sinistra.

Sia chiaro: l’alternativa necessaria a questa destra deve uscire dall’idea di politica clientelare.

Dimissioni

17 Febbraio 2025

ADRIANO ARLENGHI

Tutti in piazza, una città intera in piazza per chiedere alla giunta di dimettersi e di smetterla con i trasformismi per rimanere attaccata alle poltrone. Mettere a disposizione le loro competenze per salvare Vigevano, ecco l’invito rivolto ai cittadini da Cristina per un rinnovamento sociale.

L’appuntamento è alle 10.30. Io ci giungo in treno ed in ritardo. Ci trovo un sacco di gente. Non conosco a fondo la questione ma non ho dubbi che esista qui un problema di legalità che impone di ricreare il tessuto democratico ed amministrativo in modo nuovo. Dimissioni e adesso basta sono gli slogan che vanno per la maggiore.

Non c’è tantissime gente ma ipotizzo un due o forse trecento persone, ma la schiera delle partiti e i gruppi presenti era veramente notevole. Ci sono andato pur non essendo Vigevano la mia città, perché mi piaceva l’idea di vedere come una comunità è in grado probabilmente di modificare gli assetti politici. Quando il potere è sordo e non ascolta.

Ci sono andato anche per trovare gli amici di sempre e sono rimasto stupito ma felicemente contento di avere ritrovato pure Iole. Una vita nel volontariato ed oggi nonostante i suoi 90 e passa anni, continua a essere in piazza per dire la sua in rappresentanza di un pezzo della società civile. Anzi a un certo punto ha anche visto di poter parlare al microfono. Alcuni interventi sono stati veramente importanti.

Insomma una città che nonostante i tanti acciacchi e problemi che possiede, si condanna all’immobilità merita certamente lo slogan collettivo: sindaco dimettiti.

IOLE

La situazione in Medio Oriente

7 Febbraio 2025

Prosegue il ciclo gli incontri dal titolo “Cultura e politica per l’alternativa. Un mondo nuovo è possibile” a cura del Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” – Rete delle Alternative di Vigevano.

Si tratta della prima parte del ciclo 2025.

Sabato 1 marzo, alle ore 15:30, presso la Biblioteca Civica Lucio Mastronardi di Vigevano, si svolgerà il 3° appuntamento su “La situazione in Medio Oriente”. Parteciperanno Hani Gaber (console e rappresentante per il nord Italia dell’Ambasciata Palestinese) e Carla Gagliardini (militante dell’Associazione Verso il Kurdistan – Odv).

Carceri: ennesimo suicidio per sovraffolamento e pochi agenti. Manca un’ottica rieducativa e reintroduzione nella società

6 Febbraio 2025

Martedì 28 gennaio 2025 è avvenuto l’ennesimo suicidio in carcere.
Di questo, sembra colpire e creare particolare indignazione la storia che sta dietro.
L’uomo aveva sofferto di alcolismo e ludopatia, aveva già manifestato atti di autolesionismo e da tempo aveva “un marcato stato depressivo”. È stato condannato dopo una rapina da 55€ commessa in un momento di “profondo disagio” (dice la sentenza); aveva restituito i soldi alla vittima e versato il risarcimento.
Allarghiamo però la vista alla situazione in generale, non solo al caso specifico.

COMPRENDERE NON SIGNIFICA GIUSTIFICARE.

Significa che nell’ottica rieducativa del carcere questa morte e tante altre potevano essere evitate, prevedendo ad esempio un’alternativa alla reclusione.

Significa rendersi conto dello stato in cui versano le carceri italiane: sovraffollate e con pochi agenti; non riescono ad assicurare un’assistenza sanitaria adeguata. Un contesto simile rende impossibile il lavoro all’interno.

Significa avere chiaro che le istituzioni servono per andare oltre quelle reazioni -comprensibili- che chiunque può avere di fronte ai crimini (rabbia, paura, insicurezza…) e per assicurarsi che non si commettano più. Questo non solo tramite una pena, insufficiente da questo punto di vista, ma tramite un percorso che miri alla reintroduzione nella società.

Finché vedremo il carcere sempre e solo come un luogo in cui rinchiudere più gente possibile, non diminuiranno questi casi e nemmeno la criminalità.

Iara Savoia
Rifondazione Comunista Vigevano