4 Giugno 2025
Autore: Rino
Campagna referendaria: intervento di Fabio Catalano, Segretario Generale della CGIL Pavia, all’Auser di Vigevano
3 Giugno 2025
Vigevano: Castello, per Rifondazione è «impossibile l’acquisizione e la gestione diretta da parte del Comune»
Vigevano: Castello, per Rifondazione è «impossibile l’acquisizione e la gestione diretta da parte del Comune»
«Ci fa piacere vedere che anche forze politiche di maggioranza si stanno ricredendo»
30 Maggio 2025
Fonte l’INFORMATORE VIGEVANESE di Bruno Ansani: https://www.informatorevigevanese.it/attualita/2025/05/28/news/castello-per-rifondazione-e-impossibile-l-acquisizione-e-la-gestione-diretta-da-parte-del-comune-564297/?fbclid=IwY2xjawKmYWdleHRuA2FlbQIxMQABHgxqpdvw4MZosaiA1X0WmK_gJV3e-x_nL3RGfp1XtsLMhedoSs0x5_JM-Llo_aem_TqQMBn9w2Lzkjn_FzAz6nQ
VIGEVANO – Acquisire il Castello per una gestione diretta da parte del Comune? Questo il progetto proposto allo Stato dall’amministrazione comunale. Ma qualcuno, nella stessa maggioranza, ci sta ripensando, come Forza Italia. Sul tema ora interviene anche Rifondazione Comunista Vigevano.
«Si torna a parlare di acquisire, come comune, il Castello di Vigevano – si legge in un comunicato – Già lo scorso anno il tema era saltato fuori, con tanto di dibattiti ed eventi pubblici in cui le forze politiche cercavano, in maniera abbastanza rocambolesca, di salvare capra e cavoli tra il desiderio (nemmeno troppo nascosto) di poterlo gestire e una realtà fatta di impossibilità oggettiva di acquisto e gestione».
«Ora – prosegue la nota – ci fa piacere vedere come le altre forze politiche si stiano ricredendo ammettendo che la gestione è, ad oggi, impossibile. Innanzitutto c’è un problema economico: guardando gli attuali conti il comune di Vigevano, una volta acquistato il castello, dovrebbe dichiararsi economicamente fallito subito dopo. Successivamente c’è un problema politico: se la parte economica puó essere aggirata con l’utilizzo di una fondazione (cosa per il quale, comunque, era necessario svegliarsi prima) resta l’incapacità di questa giunta e di quelle precendenti nel valorizzare un bene che, potenzialmente, potrebbe essere molto di più di quello che è».
Secondo Rifondazione «la consapevolezza dell’essere inadeguati, nel riuscire a portare a Vigevano l’afflusso turistico che si meriterebbe, porta a formulare delle proposte strampalate. Negli anni, infatti, abbiamo dovuto ascoltare, per il nostro castello, dalla proposta dell’hotel a quella dello street food. Tutte terribilmente inadeguate e ridicole. Chiariamoci: non siamo assolutamente contrari ad una gestione del comune che abbia finalità culturali e ludiche, ma serve innanzitutto la capacità (economica e politica) di inserirlo in progetti di ampio respiro, anche nazionali, che possano oltretutto attirare gli investimenti statali che poi possono permettere al comune di completarne il recupero; una gestione lungimirante, poi, non può esimersi dall’avere una chiara finalità di tutela del bene pubblico anche, vista l’ampiezza delle possibili destinazioni, coinvolgendo i ministeri competenti (principalmente cultura e turismo) e le università del nostro territorio. Serve una volontà politica nuova, alternativa a quella che ha (mal)governato Vigevano negli ultimi anni».
Problemi alle case popolari di Vigevano: via Cesarea è solo la punta dell’iceberg
24 Maggio 2025
Apprendiamo dalla stampa locale che al civico 20 di via Cesarea sei famiglie vivono in condizioni insopportabili causate dal nubifragio del 2023 che ha scoperchiato parte del tetto, con conseguenti infiltrazioni pesanti in casa. Il problema è stato segnalato con rapidità al Comune, che essendo proprietario delle case è intervenuto dopo mesi con un sopralluogo constatando i danni. Hanno mandato degli operai a rattoppare il tetto che con la prima raffica di vento si è portato via ancora le tegole. Gli inquilini hanno segnalato di nuovo la situazione insostenibile con un loro legale al Comune. La risposta di un tecnico è stata che verificheranno con una piattaforma appena possibile, ma il problema non è ancora stato risolto.
Di fronte a questi comportamenti inconcludenti dobbiamo constatare che non ci sono le capacità politiche ed economiche da parte del Comune per una seria manutenzione dell’immobile, come pure per tutti gli altri di proprietà pubblica del Comune o di ALER.
Ci sentiamo in dovere di esprimere tutta la nostra solidarietà agli inquilini disagiati come Rifondazione Comunista e sollecitiamo l’Amministrazione a risolvere i problemi impellenti delle case di proprietà comunale.
Constatiamo che la maggioranza a guida leghista e loro alleati del Comune di Vigevano, ha dimostrato il suo totale fallimento. Negli ultimi vent’anni la situazione della città è decisamente peggiorata, sia dal punto di vista economico sia da quello sociale. È mancato del tutto un progetto complessivo di rilancio della città e di sostegno alle fasce più deboli della popolazione, e questo episodio di via Cesarea è solo la punta dell’iceberg.
RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO
Salutiamo con stima il compagno Carlo Pizzi
29 Maggio 2025
Salutiamo con stima il compagno Carlo Pizzi, esponente politico “storico” del PSI vigevanese, e siamo molto dispiaciuti per la sua scomparsa.
Lo abbiamo conosciuto per il suo carattere mite e sempre disponibile all’ascolto e al dialogo.
Abbiamo apprezzato la sua onestà e la sua correttezza morale e politica.
Abbiamo condiviso i valori dell’antifascismo e della democrazia, sui quali si fonda la nostra Costituzione, a cui Carlo non ha mai abdicato.
Esprimiamo la nostra più sincera solidarietà ai suoi Cari e ai suoi compagni di Partito.
Compagne/i del Circolo “Hugo Chavez Frias” Partito della Rifondazione Comunista Vigevano
Parliamo dei referendum a Vigevano il 2 giugno presso la sede dell’Auser
28 Maggio 2025
VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Sì alla cittadinanza per chi nasce, vive e lavora in Italia. Invito di Edoardo Casati alla comunità araba a votare sì
27 Maggio 2025
Progettiamo insieme una nuova Vigevano
26 Maggio 2025
Tutti i Vigevanesi che ritengono che la loro città meriti di ripensare il proprio futuro dopo anni e anni di declino, figlio dell’inettitudine di un’intera classe politica, possono decidere di rimboccarsi le maniche e lavorare insieme per riprendere ciò che appartiene loro e ridare così vita e speranza a Vigevano.
Partecipiamo e invitiamo a partecipare ai tavoli di discussione libera sui temi che necessitano di grandi scelte e cambiamenti: per cominciare a parlarne, per raccogliere idee ed esperienze, dati, bisogni e sogni, ci troviamo sabato 31 maggio alle 10 presso la Sala dell’Affresco del Castello Sforzesco di Vigevano per la prima di una serie di incontri davvero aperte a tutti.
I primi tre tavoli che coinvolgeranno i cittadini che vorranno partecipare ed esperti dei vari argomenti faranno riferimento a:
– Verde pubblico
– Sociale, giovani e sicurezza
– Cultura e turismo
Partecipa anche tu, ti aspettiamo,
Vigevano ha bisogno di te.

Oggi, 25 maggio 2025, ricorrono centotre anni dalla nascita di Enrico Berlinguer
25 Maggio 2025
MILU’ CHISARI
Oggi, 25 maggio 2025, ricorrono centotre anni dalla nascita di Enrico Berlinguer, e per noi comunisti non è una semplice commemorazione: è un richiamo profondo, doloroso e necessario alla memoria di un uomo che ha segnato la storia, che ha incarnato la speranza, il rigore, l’onestà e la forza morale della sinistra italiana. Ricordarlo oggi, in un tempo in cui la politica sembra smarrita, piegata al mercato, svuotata di ideali, è un atto di resistenza e di amore verso ciò che siamo stati e ciò che vogliamo ancora essere. Berlinguer non fu solo il segretario del Partito Comunista Italiano, fu il volto umano di un sogno collettivo, il simbolo di un comunismo che non si arrendeva ai dogmi né alla rassegnazione, un uomo capace di camminare con fermezza tra il potere e il popolo senza mai appartenere davvero al primo, ma restando sempre fedele al secondo. Il suo pensiero era lucido, sobrio, profondo, distante anni luce dalla retorica e dalla superficialità che oggi infestano il discorso pubblico: parlava di austerità non come rinuncia, ma come scelta di dignità, parlava di questione morale non come slogan, ma come fondamento etico della democrazia, parlava di pace, lavoro, giustizia sociale come di obiettivi concreti da costruire giorno dopo giorno nella realtà quotidiana della lotta politica. Fu capace di dare senso al dolore del popolo, di trasformare la sofferenza in parola, e la parola in proposta, visione, direzione. Il suo carisma era fatto di mitezza e severità, la sua autorevolezza veniva dalla coerenza, dalla vita spesa interamente al servizio di un’idea, mai dalla prepotenza del ruolo o della visibilità. Fu in grado di sfidare il mondo, di proporre una via italiana al socialismo, autonoma tanto da Mosca quanto dalle sirene del capitalismo occidentale, e di farlo senza rinnegare mai il legame profondo con il movimento operaio, con la lotta di classe, con l’anima internazionalista del comunismo. In un’epoca in cui i partiti sembrano diventati comitati elettorali senz’anima, in cui le parole “popolo”, “solidarietà”, “emancipazione” vengono svuotate di senso o dimenticate, la figura di Berlinguer appare come una stella polare smarrita nel buio. Ci manca disperatamente, non per nostalgia ma per urgenza, perché oggi più che mai ci sarebbe bisogno della sua voce, della sua serietà, della sua intransigenza etica, del suo modo rivoluzionario e umano di fare politica. Ci manca nei quartieri dimenticati, nei luoghi di lavoro abbandonati, nei volti dei giovani che non vedono più futuro, nelle parole inascoltate dei militanti che continuano a credere e a lottare nonostante tutto. Ma se è vero che i grandi non muoiono mai, allora Enrico Berlinguer continua a vivere ogni volta che un compagno alza la voce contro l’ingiustizia, ogni volta che un’operaia si organizza, ogni volta che qualcuno decide di non vendersi, di non tradire, di non dimenticare. Il suo nome è scritto nella storia, ma è inciso soprattutto nel presente di chi non si arrende, di chi tiene alta la bandiera rossa con la testa, il cuore e le mani. Ed è a lui che guardiamo oggi, con gratitudine e con impegno, sapendo che il modo più vero per ricordarlo non è la retorica, ma la lotta. La sua eredità non è un ricordo da celebrare, è una responsabilità da portare avanti. Perché la storia non è finita, e finché esisterà anche un solo sfruttato che alza la testa, un solo compagno che crede ancora nella possibilità di un mondo diverso, allora Enrico Berlinguer sarà ancora con noi, nella lotta, nella speranza, nella fedeltà silenziosa e potente a quel comunismo che non chiede permesso per esistere, ma cammina, testa alta e schiena dritta, verso il domani.
“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile mondo di oggi, può essere cambiato.”
— Enrico Berlinguer

Sì alla cittadinanza per chi nasce, vive e lavora in 5 anni
25 Maggio 2025












