Tag: Rifondazione comunista Vigevano

La nostra Vigevano, le nostre idee e proposte per una città migliore

24 Maggio 2023

VIGEVANO VERDE

  • Stop alla cementificazione, compresa la costruzione selvaggia di supermercati, riqualificando le aree dismesse.
  • Riorganizzare il verde pubblico, arrivando fino a 9 m2 per abitante;
  • aumentare il numero di centraline ARPA per il rilievo dell’inquinamento dell’aria;
  • contrarietà all’abbattimento del Palabasletta, spreco economico e danno ambientale, crediamo sia più saggio puntare sulla ristrutturazione;
  • contrarietà al progetto della superstrada Vigevano – Malpensa, crediamo che per superare la strozzatura ad Abbiategrasso sia più utile costruire una circonvallazione a basso impatto ambientale dalla Soria fino al ponte sul Naviglio Grande di Abbiategrasso.

VIVIAMO VIGEVANO

  • Adibire l’area dell’ex macello a spazio di condivisione culturale per i giovani autogestito;
  • piano di intervento straordinario che restituisca decoro e bellezza alla città;
  • promuovere la costruzione di una rete territoriale di ambulatori per avvicinare le prestazioni sanitarie alla popolazione di età più avanzata e quindi con minore mobilità.

VIGEVANO TURISTICA

  • Navetta elettrica che compia il tragitto dal centro storico al parco del Ticino per incentivare il turismo naturale di prossimità;
  • creare un’area camping al Parco del Ticino, che punti anche alla creazione di percorsi turistici naturalistici all’interno del parco;
  • creazione di percorsi turistici riguardanti il centro storico, che includano luoghi poco frequentati, ad esempio il Museo della calzatura, la Leonardiana, e la Torre del Bramante e la storia di Vigevano coinvolgendo le scuole e l’archivio storico;

Moreschi chiude i reparti orlatura e pelletteria, previsti 35 licenziamenti. La crisi del settore scaricata sulla pelle dei lavoratori

12 Maggio 2023

Apprendiamo che il calzaturificio Moreschi chiuderà il reparto orlatura e pelletteria licenziando altri 35 dipendenti.

Una situazione di crisi che si trascina da parecchio tempo.

Terminati tutti gli ammortizzatori sociali e le ricollocazioni, ora si passa ai licenziamenti.

Rifondazione Comunista di Vigevano esprime la totale solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Moreschi.

Pensiamo che si tratti di una vertenza mal gestita dalle organizzazioni sindacali che hanno preferito la concertazione alla lotta, creando isolamento e debolezza nei rapporti di forza tra lavoratori e azienda.

Non si è fatta conoscere questa grave vicenda con manifestazioni, presidi e pubblicizzazione attraverso i mezzi di informazione per coinvolgere la cittadinanza di Vigevano.

Numerose fabbriche in analoghe situazioni di crisi sono state lasciate sole, nell’attesa che le

condizioni migliorassero (?) ma la competitività, la concorrenza del mercato, i profitti delle

aziende non lasciano spazio a soluzioni e tutela dei diritti, dei salari e della dignità.

Per la difesa dei posti di lavoro, è indispensabile che si esca dall’attendismo delle confederazioni sindacali e che si organizzi uno sciopero generale cittadino e territoriale contro il padronato locale, l’assenza/asservimento delle istituzioni locali – Giunta, Provincia, Prefettura e Confindustria, costruendo una vertenza territoriale che coinvolga tutti i soggetti che stanno subendo la crisi economica, in particolare le donne e i giovani, come hanno insegnato i lavoratori della GKN di Firenze.

Denunciamo la subalternità ai piani padronali e la strumentalità delle giunte leghiste e di destra, che si sono succedute in tutti questi anni, insieme a quella delle cosiddette opposizioni che sono intervenute esclusivamente in funzione elettorale senza dare continuità agli impegni assunti.

Si ricorda che l’azienda Moreschi ha goduto di rilevanti finanziamenti pubblici con le finalità di garantire i livelli occupazionali e produttivi.

Chiediamo l’intervento della Regione Lombardia e del governo nazionale per attivare un tavolo di trattativa con tutte le parti sociali al fine di ricercare soluzioni CERTE e definitive in difesa dell’occupazione e della produttività.

BASTA SOLDI PUBBLICI AI PRIVATI che speculano, socializzando le perdite ma tengono per sé i profitti.

SOLO LA LOTTA PAGA!

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano, parte di UNIONE POPOLARE

Il 25 Aprile: una festa per la libertà!

21 Aprile 2023

25 APRILE A VIGEVANO

PALAZZO MERULA

Rete Antifascista Vigevano e Arte il Faro, con il patrocinio di Rete Cultura presentano:

Una festa per la Libertà!

Programma:

15.30 Laroom

17.00 “Marci su Roma” di Giovanni Taurasi

18.30 Merenda Antifascista e dj set di Dimitri Veleno

19.00 Anita Jardine

19.30 Emma Traino e Massimo Ronzi – Jazz & Surroundings

20.00 Iguana Club

20.30 Ilon

21.00 Mofw

E con: Aned, Anpi, Anppia, Apc, Archivio Twana, CCD, CGIL SPI PAVIA, Collettivo Pianura, Coming-aut LGBTI+ Community Center, Cooperativa Portalupi, Emmelunga, Laroom, MIMOAL, Musarte, Ondedurto arte, San Vincenzo, S/\TOR collettivo noise, Sergio La Macchia, Soci Coop.

Mostra collettiva “Libera espressione” a cura di Lucrezia Arrigoni.

Espongono: Melita Briguglio, Jessica Campo, Elena Castelli, Maria Colli, Fabio Corsico Piccolino, Vincenzo Cuccaro (Zen), Pier Gagliardi, Silvana Giannelli, Cesare Giardini, Chiara Luise, Gabriella Maldifassi, Ale Puro, Cristina Solano, Andrea Spinelli, Natalia Yeudashenka.

Non solo resilienza: resistere, resistere, resistere!

Il 25 aprile le organizzazioni antifasciste assieme al mondo dell’associazionismo e della cittadinanza attiva, con l’apporto della comunità degli artisti vigevanesi, si riuniranno per festeggiare la Liberazione.

Tutti insieme coordinati da Rete Antifascista Vigevano e Arte il Faro faranno da cornice ad una giornata di festa in cui ritrovarsi per celebrare i valori della Libertà.

La giornata verrà aperta dalla musica live degli allievi dell’associazione Laroom.

A seguire ci sarà uno spettacolo teatrale e musicale dal titolo “Marci su Roma” di Giovanni Taurasi.

Dopo una “merenda antifascista” offerta da Rete Antifascista, Soci Coop e Cooperativa Portalupi, si susseguiranno sul palco alcuni musicisti locali in acustico.

Alle 21, in conclusione, si esibirà Mofw con una performance di elettronica e videomapping.

Rete Antifascista presenterà la mostra dei giornali usciti subito dopo la resistenza, ideata e prodotta dalla CGIL SPI Pavia.

La conferenza San Francesco dell’associazione San Vincenzo de Paoli esporrà delle borsette realizzate durante il progetto “In punta d’ago”, scuola di sartoria nata per aiutare le donne a reinserirsi nel mondo del lavoro.

Il collettivo S/\TOR presenterà una mappatura sonora dei luoghi della resistenza cittadina con un’esposizione di carte e mappe dell’epoca.

Coming-Aut Pavia LGBTI+ Community Center e MIMOAL-Il treno dei diritti dei lavoratori – saranno presenti con un banchetto informativo.

Nella sala Zimonti ci sarà una collettiva di 14 artisti vigevanesi che esporranno le loro opere in una mostra curata da Lucrezia Arrigoni.

Verranno inoltre esposti degli scatti di Rawsht Twana, fotografo kurdo-iracheno che seguendo le orme del padre ha deciso di utilizzare la macchina fotografica per raccontare e documentare la storia del suo popolo e della sua terra, i Curdi e il Kurdistan iracheno, raccontare la vita di coloro che incontrava, ossia la gente comune, i rappresentanti politici, i paesaggi, le città e i villaggi, i combattenti Peshmerga contro la dittatura del regime Baathista di Saddam Hussein.

BARBERO SPIEGA VIA RASELLA A LA RUSSA (VIDEO)

3 Aprile 2023

Vi proponiamo una lezione di qualche anno fa dello storico Alessandro Barbero su via Rasella che smonta punto su punto le falsificazioni che anche il presidente La Russa va diffondendo.

Ringraziamo  Alessandro Barbero per aver condiviso l’appello che abbiamo promosso per le dimissioni di La Russa.

Potete firmare qui

APPELLO PER LE DIMISSIONI DI IGNAZIO LA RUSSA

2 Aprile 2023

“Di fronte alle parole gravissime del Presidente del Senato non possiamo tacere. Abbiamo raccolto in poche ore le firme su un appello per le dimissioni di La Russa che vi chiediamo di pubblicare. In particolare segnaliamo quelle dei partigiani Gastone Cottino e Aldo Tortorella, dell’ex-presidente della Camera Fausto Bertinotti, del presidente dell’Arci Walter Massa, di storici, intellettuali, artisti, attivisti e ex-parlamentari. Da alcuni minuti la petizione è online e chiediamo di firmarla a tutte le cittadine e i cittadini che si riconoscono nella Costituzione nata dalla Resistenza”.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Elena Mazzoni, segretaria della federazione di Roma di Rifondazione Comunista.

Appello per le dimissioni di Ignazio La Russa
Il presidente del Senato deve dimettersi. Le sue esternazioni sulla Resistenza non sono riconducibili ad opinioni. Non sono nemmeno uno dei purtroppo assai diffusi episodi di revisionismo storico Sono un falso storico, la negazione di atti giudiziari, un’offesa alla Resistenza e un inquinamento delle responsabilità storiche del fascismo e del nazismo. Noi ci riconosciamo nelle affermazioni fatte dal Presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo. Quanto affermato dal Presidente del Senato è incompatibile con la carica che ricopre. Siamo certi che tale evidenza porterebbe in molti Paesi d’Europa alla sua immediata decadenza. E sarebbe grave che ciò non avvenisse in Italia.

Primi firmatariMaurizio Acerbo, Daniela Alfonzi, Cesare Antetomaso, Pier Giorgio Ardeni, Francesco Auletta, Stefano Azzara’, Franco Bartolomei, Michela Becchis, Fausto Bertinotti, Franco Berardi Bifo, Piero Bevilacqua, Daniele Biacchessi, Maria Luisa Boccia, Salvatore Bonadonna, Stefania Brai, Enrico Calamai, Eliana Como, Gastone Cottino, Massimo Dapporto, Luigi de Magistris, Angelo d’Orsi, Donatella Della Porta, Daniela Padoan, Giuseppe De Marzo, Antonio Di Stasi, Paolo Favilli, Paolo Ferrero, Eleonora Forenza, Francesca Frediani, Stefano Galieni, Domenico Gallo, Dino Greco, Giorgio Cremaschi, Giovanni Greco, Fabio Grossi, Leo Gullotta, Sabina Guzzanti, Alessandro Hobel, Raniero La Valle, Maria Lenti, Fabiomassimo Lozzi, Ramon Mantovani, Elena Mazzoni, Lucio Manisco, Laura Marchetti, Walter Massa, Sandro Mezzadra, Maria Grazia Meriggi, Raul Mordenti, Isidoro Mortellaro, Roberto Morea, Tomaso Montanari, Roberto Musacchio, Paola Nugnes, Moni Ovadia, Daniela Padoan, Tiziana Pesce, Ulderico Pesce, Giovanni Russo Spena, Rita Scapinelli, Silvia Scola, Marino Severini, Barbara Spinelli, Simona Suriano, Aldo Tortorella, Vauro Senesi, Gianpasquale Santomassimo, Marco Trasciani, Raffaele Tecce, Vincenzo Vita, Massimo Zucchetti

La petizione on line.

Il presidente del Senato deve dimettersi


Le sue esternazioni sulla Resistenza, in particolare sull’atto di Via Rasella, non sono riconducibili ad opinioni. Non sono nemmeno uno dei purtroppo assai diffusi momenti di revisionismo storico.


Sono un falso storico, la negazione di atti giudiziari, una offesa alla Resistenza e un inquinamento delle responsabilità storiche del fascismo e del nazismo.


Noi ci riconosciamo nelle affermazioni fatte dal Presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo.


Quanto affermato dal Presidente del Senato è incompatibile con la carica che ricopre.

Siamo certi che tale evidenza porterebbe in molti Paesi d’Europa alla sua immediata decadenza.

E sarebbe grave che ciò non avvenisse in Italia.

(clicca e firma l’Appello) 

Segreteria regionale Rifondazione Comunista Lombardia

Aumenta l’inflazione. Più famiglie in povertà e più profitti per le imprese. Impariamo dalla Francia a reagire

1° aprile 2023

Antonello Patta*

Il costo della vita continua a colpire sempre di più l’Italia rispetto agli altri paesi e in Italia soprattutto i ceti popolari. I dati Eurostat dicono che l’inflazione a marzo nell’area euro dovrebbe attestarsi sul 6,9%, in Spagna al 3%, ma in Italia all’8,2%. Quindi non va proprio bene come ci raccontano le destre al governo e i media al loro servizio a partire dalla Rai.

Ma è guardando dentro questo dato generale che emerge come a essere colpiti duramente sono i ceti popolari i cui magri salari finiscono in gran parte nel carrello della spesa. L’inflazione sui beni alimentari registra infatti anche a marzo tassi sopra il 15% facendo ben capire perché i consumi delle famiglie siano diminuiti nel 2022, siano raddoppiate rispetto al 2021 le famiglie in gravi difficoltà a fare la spesa e tutte le stime prevedano un peggioramento nel 2023. Nel frattempo sono aumentati i profitti, sempre a due cifre, delle catene dei discount cui le famiglie popolari sono costrette a rivolgersi per far quadrare i conti. Tutto questo, il caro prezzi che non accenna a finire, avviene, lo denunciano fonti Bce, non a causa dello spettro degli aumenti salariali, che sono fermi e quindi diminuiscono, ma a causa degli aumenti ingiustificati dei profitti delle aziende che hanno colto l’occasione per aumentare i prezzi a dismisura.

Il governo cosa fa? Continua con le politiche di austerità del governo precedente verso i ceti popolari, taglia la spesa pubblica, colpisce i lavoratori e i poveri, mentre dirotta le risorse pubbliche a sostenere rendite e profitti, taglia le tasse ai ricchi e vara norme che favoriscono l’evasione e la corruzione.
La Francia indica la strada che in Italia sarebbe ancora più urgente percorrere: quella della ripresa delle lotte per aumenti generalizzati dei salari e delle pensioni, per una nuova scala mobile, per prezzi e tariffe calmierati. E occorre subito l’introduzione di un salario minimo per legge.

*Responsabile lavoro, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea