Categoria: Libri

Un bracciante di Cozzo Lomellina, intervistato da linguisti austriaci durante la prigionia nella Prima Guerra Mondiale. In assoluto una delle prime registrazioni sonore di italiani

21 Maggio 2024

La prima guerra mondiale accende i riflettori sul piccolo paese di Cozzo in Lomellina.

Fino a ieri imperava la prospettiva dell’ufficiale sulla guerra, una visione strategica non priva di critiche per le inutili perdite di vite umane in azioni spesso insensate.

Ma dall’esercito dei fanti, emerge, sempre meglio delineata in questi ultimi anni di ricerca, la figura di un altro abitante di Cozzo, un oscuro bracciante, Luigi Barbonaglia, classe 1881, destinato a diventare fino ai giorni nostri la voce viva del suo paese, la sua memoria sonora. Intervistato e registrato fonograficamente in un campo di prigionia austriaco nel 1918, lascia un documento che possiamo ancora ascoltare per farci un’idea di come si parlava ai suoi tempi. La vicenda di Luigi e della sua registrazione è stata studiata da Antonietta Arrigoni e Marco Savini nel libro Voci di prigionieri italiani della prima guerra mondiale, a cura di Serenella Baggio, Firenze, Accademia della Crusca, 2023.

Cozzo deve a Luigi Barbonaglia il fatto di essere diventato in seguito un punto d’inchiesta ripetutamente indagato dai dialettologi che ne hanno monitorato le specificità lomelline e l’evoluzione nel tempo: prima come punto dell’atlante italo-svizzero (AIS), poi come punto dell’atlante italiano nato in contemporanea a quello e ancora in fase di pubblicazione, e infine come punto imprescindibile per un’ équipe zurighese, che verifica in questi mesi, con nuove inchieste, i risultati raccolti dall’AIS cent’anni fa.

È a tutt’oggi, insomma uno dei paesi più studiati e meglio noti dell’intera Lombardia, sia dal punto di vista linguistico che da quello etnografico e sociale, aspetti che è bene continuino a restare associati nella ricerca storica.

A questo si aggiunge che, ricostruendo la biografia di Luigi Barbonaglia, si è scoperto che era un membro della Lega Contadina aderente al sindacato nazionale della Federterra, fratello del primo consigliere socialista di Cozzo. Emigrato in Argentina forse per problemi legati alla sua appartenenza politica e tornato, per non diventare disertore, nel 1915.

“Gaza delle genti” vita e speranze del popolo palestinese. Presentazione del libro con l’autore RANIERO LA VALLE

20 Maggio 2024

Mentre le guerre imperversano, e feriscono ogni sentimento umano, perché smembrano e uccidono l’umanità, il 3 aprile, Raniero La Valle ha presentato per la prima volta il suo libro Gaza delle genti.

Israele contro Israele nella moschea Taiba, uno dei luoghi del dialogo cristiano-islamico a Torino.

Domenica 26 maggio, alle ore 10,30 l’on. Raniero La Valle sarà a Vigevano, per la seconda presentazione nella Sala dell’Affresco, al Castello Sforzesco, il suo libro Gaza delle Genti. Israele contro Israele (Edizioni Bordeaux, 2024) Evento voluto dall’associazione Sostenibilità Equità Solidarietà.

La Valle ha scritto questo libro per amore di Israele, che si sta suicidando: quale visione propone per il domani? Distinguere la fede ebraica dallo Stato, come vedeva Primo Levi, che poneva il centro dell’ebraismo, come spirito e cultura, nella Diaspora e non nello Stato. Hamas è frutto del fallimento di “due stati per due popoli”. Anche Hamas deve convertirsi alla riconciliazione. C’è una terza via tra i due opposti genocidi: la misericordia tra i popoli. Forse dal male assoluto può venire la redenzione: non un miracolo richiesto, ma un’azione realizzata da noi. È un discorso politico.

Nel libro libro Gaza delle Genti ha raccolto una serie di saggi sul conflitto israelo-palestinese, in cui prendendo atto del fallimento della proposta “due popoli due Stati”, propone ai due popoli in guerra da 75 anni di ispirarsi al vero insegnamento delle loro religioni per lavorare alla costituzione di un unico Stato in cui convivere pacificamente.

Raniero La Valle, nato a Roma nel 1931, ha diretto il quotidiano cattolico L’Avvenire d’Italia durante il Concilio Ecumenico Vaticano II, uno dei più importanti della storia del cattolicesimo, che si è volto a Roma dal 1962 al 1965. Nel periodo della sua direzione L’Avvenire d’Italia è stato tra gli organi d’informazione che hanno coperto più capillarmente l’evento, diventando il portavoce dei fermenti innovatori presenti nell’assemblea e pubblicando servizi che ebbero eco anche nella stampa internazionale. Si è dimesso dalla direzione del giornale nel 1967, negli anni difficili del post- Concilio in cui iniziò la spinta normalizzatrice delle tendenze progressiste che si riconoscevano nel magistero dell’Arcivescovo di Bologna, cardinale Giacomo Lercaro.

Ha cominciato da cattolico a confrontarsi con le varie anime che compongono la sinistra, marxista, socialista, laica contribuendo in modo determinante a una visione unitaria

Nel 1974 si è schierato contro l’abrogazione della legge sul divorzio con il gruppo dei cattolici democratici per il «No». Senatore della Repubblica dal 1976 al 1987 e Deputato dal 1987 al 1992 nel gruppo della Sinistra indipendente. Nel 2016 ha promosso il Manifesto dei “cattolici per il no” al referendum costituzionale.

Tutta la sua attività politica è stata contrassegnata da un forte impegno per la pace.

Dialogherà con Maurizio Pallante fondatore dell’Associazione Sostenibilità Equità Solidarietà e del Movimento della Decrescita Felice

Presentano l’evento Massimo Gallina e Edoardo Casati.

Massimo Gallina Portavoce Sostenibilità Equità Solidarietà Sezione Lomellina

RITA SCAPINELLI PRESENTA IL LIBRO: “DODICESIMA DISPOSIZIONE”. Fascismo e neofascismo: conoscerli per combatterli

10 Dicembre 2023

Presentazione del libro: “Dodicesima disposizione” dalla compagna Rita Scapinelli.

Si è tenuto l’8 Dicembre a Bereguardo presso la Cooperativa di Consumo Via Ticino 23, il nostro consueto pranzo di fine anno. Quest’anno abbiamo deciso di caratterizzare il nostro incontro discutendo di antifascismo, parlandone con la compagna Rita Scapinelli della segreteria nazionale del PRC. La compagna ci ha presentato il libro “Disposizione XII” prodotto dal dipartimento Antifascismo.

Come al solito la partecipazione dei compagni/e è stata positiva e il dibattito molto interessante e di questo dobbiamo ringraziare la compagna Rita.

RIFONDAZIONE COMUNISTA, FED. DI PAVIA

Un pianeta diviso e ingiusto tra Nord Globale e Sud Globale. Sabato 25 Novembre 2023 – ore 15,30 incontro pubblico presso la Biblioteca Lucio Mastronardi di Vigevano

15 Novembre 2023

Presentazione a Vigevano del libro di Samir Amin “Eurocentrismo”.

sabato 25 novembre 2023 – ore 15.30-18

presso Biblioteca Civica Luigi Mastronardi – Via Cavour 82

Un pianeta diviso e ingiusto tra Nord Globale e Sud Globale.

La cultura dei dominanti e la cultura dei dominati.

“Eurocentrismo” di Samir Amin

Partecipano

Massimiliano Lepratti e Giorgio Riolo

intervengono

Giuseppe Abbà e Nunzia Augeri

In occasione della presentazione del libro Samir Amin, “Eurocentrismo. Modernità, religione e democrazia. Critica dell’eurocentrismo e critica dei culturalismi”, La Città del Sole, Napoli 2023

a cura del Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative

ROBERTO LEYDI, il “monello” che ci fece conoscere l’altra musica

Ed. Associazione Culturale Baraban

26 Ottobre 2023

Venerdì 27 ottobre ore 21.00 – Sala Franzoso – Biblioteca Civica

Marco Savini dialoga con l’autore Aurelio Citelli dell’Associazione Baraban

A cura dell’Associazione Culturale delle Genti Lucane

A vent’anni dalla scomparsa di Roberto Leydi (1928 – 2003), etnomusicologo, docente, giornalista, saggista, conduttore di programmi televisivi e radiofonici, viene pubblicata una sua testimonianza inedita raccolta nel 1996 in occasione della lavorazione del video Roberto Leydi. L’altra musica.
Il racconto di Leydi spazia dal suo interesse giovanile per il jazz al lavoro a “L’Europeo”, dai viaggi con Ferdinando Scianna allo ‘scandalo’ di Bella ciao, dalla nascita del folk revival in Italia ai rapporti con i cantori e i suonatori popolari, dall’insegnamento al DAMS di Bologna alla nascita dell’Ufficio Cultura del Mondo Popolare della Regione Lombardia fino alla sua collezione di oggetti e strumenti musicali.
Illustrato da numerose immagini, alcune delle quali di prestigiosi fotografi italiani (Ferdinando
Scianna, Maria Vittoria Backhaus, Mario De Biasi, Fedele Toscani, Oliviero Toscani, Lisetta Carmi, Luigi Ciminaghi), il libro ricostruisce la figura di Leydi anche attraverso la testimonianza dei suoi collaboratori e amici: Umberto Eco, Bruno Pianta, Ferdinando Scianna, Moni Ovadia, Febo Guizzi, Cesare Bermani, Renata Meazza, Franco Castelli, Luigi Pestalozza, Francesco Giannattasio, Nico Staiti, Ignazio Macchiarella, Nicola Scaldaferri, Elena Bergomi.
Tante voci che, da diverse prospettive e con vivacità intellettuale, tracciano un quadro ricco e
variegato della poliedrica personalità dello studioso che con il suo sguardo ha cambiato l’Italia e la sua cultura.

Aurelio Citelli, ricercatore, musicista e autore di docufilm, si dedica da sempre alla raccolta di musiche tradizionali, memorie etnografiche e storia orale, ma è soprattutto socio e fondatore dei Barabàn, tra i più rappresentativi gruppi di musica popolare italiana, apprezzato in tutta Europa e America.

L’Associazione Culturale delle Genti Lucane, memore degli incontri tenuti nel passato, lo ha
invitato a presentare il proprio lavoro chiamando Marco Savini a dialogare con lui.

Tutti i cittadini sono invitati.

Memorie di un operaio comunista

19 Ottobre 2023

Sabato 21 ottobre 2023 ore 16,00

Castello Sforzesco Vigevano – Sala Leonardiana

All’interno della Mostra “La Comune di Parigi”

Presentazione del Libro di Arturo Ferraris

“Memorie di un operaio comunista”

Presenti i due Curatori Liliana Lanzardi e Massimo Bovo

Modera Piero Rusconi ANPI

Introduce gli ospiti Massimo Gallina “Rete Antifascista”

Un libro indispensabile per capire il ventennio, la Liberazione e il viaggio verso la Democrazia

Nella storia dell’antifascismo torinese Arturo Ferraris spicca per la sua inflessibile fedeltà all’insegnamento teorico e pratico di Gramsci assimilato nell’esperienza diretta dell’occupazione delle fabbriche del ’20, della democrazia dei Consigli; le sue “Memorie” sono cronaca del contributo dato dalla fabbrica alla difesa e conquista della democrazia, a mostrare che “è la pesante catena del salario che spinge alla rivolta gli operai e che questi combattono per la libertà e la gestione politica soltanto in quanto combattono per una eguaglianza economica e sociale”.

Nella sua biografia sono descritti minuziosamente i numerosi controlli, i fermi, gli arresti ed i processi a cui è sottoposto dal regime fascista, l’attività antifascista in fabbrica e l’impegno nella Resistenza.

Le “Memorie” sono un esempio “di storia non addomesticata”, che Artuto Ferraris ha fortemente voluto integrare con la ricerca documentaria delle schede individuali dei suoi compagni di lavoro e di militanza antifascista, raccolte presso l’Archivio di Stato a Roma.

Durante il periodo della Resistenza le incomprensioni nel partito sfociano nella sua espulsione nel 1944, ma nel 1945 viene subito riabilitato grazie all’ intervento dei suoi compagni d’officina: rimarranno le divergenze, soprattutto per le sue critiche allo stalinismo e per la sua ostinata difesa delle Commissioni interne dalle cellule e dal partito.

Non ha mai voluto scrivere nulla sugli anni del dopoguerra, per lui troppo dolorosi, perché “ne aveva abbastanza di fraterne persecuzioni”, tuttavia materiali di documentazione e testimonianza tra i suoi compagni di fabbrica e di partito sono stati raccolti dalla storica Liliana Lanzardo nel volume “Personalità operaia e coscienza di classe – Comunisti e cattolici nelle fabbriche torinesi del dopoguerra” ediz. Franco Angeli, 1989.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante clarinetto

Barbero a Vigevano

22 Settembre 2023

EDOARDO CASATI

I biglietti per Barbero sono finiti in circa 30 secondi.
Questa giunta é riuscita nella grande impresa di rovinare anche una delle poche cose rimaste che davano lustro alla nostra città.
Gli organizzatori sono stati davvero impeccabili, la Barriera (come al solito) disponibilissima e molto professionale nel mettersi a disposizione una volta capito che né il teatro Cagnoni né la cavallerizza sarebbero state pronte. Il problema non era dunque nei trecento posti, quanto più nel non essere riusciti a mettere a disposizione in tempo locali sufficientemente grandi da accogliere un’iniziativa del genere, che sicuramente avrebbe attratto parecchie persone.

Ancora una volta la colpa é di una amministrazione comunale che non riesce guardare oltre il proprio naso e che non conosce la parola “programmazione”.


Per approfondimenti clicca sul link: http://rassegnaletterariavigevano.comune.vigevano.pv.it/rassegna/eventi/premio-nazionale-alla-carriera