14 Gennaio 2025

14 Gennaio 2025

29 Ottobre 2024
Marco Savini
Prima dell’esibizione teatrale del regista Valerio Incerto con l’attore Pietro Temporin, che prende spunto dall’arresto e dalla fucilazione di un soldato vigevanese, ci sarà una parentesi storica.
Si mostreranno soprattutto documenti locali: per esempio canti raccolti in Lomellina sulla Grande Guerra, lettere di soldati, la nuova scoperta di giornali pubblicati nei campi di prigionia, la notizia delle registrazioni sui dialetti degli italiani (tra cui uno di Cozzo) intrapresa nei campi da linguisti tedeschi e austriaci. Infine le notizie su Antonio Santagostino e Giovanni Bussola i due fucilati vigevanesi dopo Caporetto.

12 Ottobre 2024


21 Maggio 2024
La prima guerra mondiale accende i riflettori sul piccolo paese di Cozzo in Lomellina.
Fino a ieri imperava la prospettiva dell’ufficiale sulla guerra, una visione strategica non priva di critiche per le inutili perdite di vite umane in azioni spesso insensate.
Ma dall’esercito dei fanti, emerge, sempre meglio delineata in questi ultimi anni di ricerca, la figura di un altro abitante di Cozzo, un oscuro bracciante, Luigi Barbonaglia, classe 1881, destinato a diventare fino ai giorni nostri la voce viva del suo paese, la sua memoria sonora. Intervistato e registrato fonograficamente in un campo di prigionia austriaco nel 1918, lascia un documento che possiamo ancora ascoltare per farci un’idea di come si parlava ai suoi tempi. La vicenda di Luigi e della sua registrazione è stata studiata da Antonietta Arrigoni e Marco Savini nel libro Voci di prigionieri italiani della prima guerra mondiale, a cura di Serenella Baggio, Firenze, Accademia della Crusca, 2023.
Cozzo deve a Luigi Barbonaglia il fatto di essere diventato in seguito un punto d’inchiesta ripetutamente indagato dai dialettologi che ne hanno monitorato le specificità lomelline e l’evoluzione nel tempo: prima come punto dell’atlante italo-svizzero (AIS), poi come punto dell’atlante italiano nato in contemporanea a quello e ancora in fase di pubblicazione, e infine come punto imprescindibile per un’ équipe zurighese, che verifica in questi mesi, con nuove inchieste, i risultati raccolti dall’AIS cent’anni fa.
È a tutt’oggi, insomma uno dei paesi più studiati e meglio noti dell’intera Lombardia, sia dal punto di vista linguistico che da quello etnografico e sociale, aspetti che è bene continuino a restare associati nella ricerca storica.
A questo si aggiunge che, ricostruendo la biografia di Luigi Barbonaglia, si è scoperto che era un membro della Lega Contadina aderente al sindacato nazionale della Federterra, fratello del primo consigliere socialista di Cozzo. Emigrato in Argentina forse per problemi legati alla sua appartenenza politica e tornato, per non diventare disertore, nel 1915.

3 Marzo 2024

28 Novembre 2023
Vigevano – Biblioteca Civica “Lucio Mastronardi” – C.so Cavour 82
Sabato 2 dicembre 2023 – ore 15:30
1943 – 1944: GLI SCIOPERI CONTRO IL REGIME FASCISTA E L’INIZIO DELLA RESISTENZA.
Contesto generale e situazione locale.
Partecipa
Marco Savini (studioso di storia locale)
Lo sciopero non è mai stato un diritto acquisito e mai ha rappresentato per i lavoratori una vacanza, anzi un tempo comportava rischi mortali.
Ecco perchè ricordare ancora oggi quegli anni 1943 – 1944.
Nell’occasione dell’ottantesimo dell’anno cruciale 1943, che ha segnato una svolta nella Seconda Guerra Mondiale, si ricorderanno gli sioperi del marzo, che sono stati definiti la premessa della Resistenza, e quelli del marzo dell’anno successivo che ha visto una recrudescenza della repressione nazifascista.
Un’attenzione sarà dedicata all’8 settembre che, tra le altre cose, ha segnato anche l’inizio delle deportazioni dall’Italia verso i lager.
Dopo una veloce cronologia dei principali avvenimenti del 1943 fino a marzo 1944, sia a livello generale che locale, si analizzeranno i casi degli scioperi di Cilavegna e di Abbiategrasso, con le vicende dei deportati dai Comuni.
Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative
Vigevano

Ed. Associazione Culturale Baraban
26 Ottobre 2023
Venerdì 27 ottobre ore 21.00 – Sala Franzoso – Biblioteca Civica
Marco Savini dialoga con l’autore Aurelio Citelli dell’Associazione Baraban
A cura dell’Associazione Culturale delle Genti Lucane
A vent’anni dalla scomparsa di Roberto Leydi (1928 – 2003), etnomusicologo, docente, giornalista, saggista, conduttore di programmi televisivi e radiofonici, viene pubblicata una sua testimonianza inedita raccolta nel 1996 in occasione della lavorazione del video Roberto Leydi. L’altra musica.
Il racconto di Leydi spazia dal suo interesse giovanile per il jazz al lavoro a “L’Europeo”, dai viaggi con Ferdinando Scianna allo ‘scandalo’ di Bella ciao, dalla nascita del folk revival in Italia ai rapporti con i cantori e i suonatori popolari, dall’insegnamento al DAMS di Bologna alla nascita dell’Ufficio Cultura del Mondo Popolare della Regione Lombardia fino alla sua collezione di oggetti e strumenti musicali.
Illustrato da numerose immagini, alcune delle quali di prestigiosi fotografi italiani (Ferdinando
Scianna, Maria Vittoria Backhaus, Mario De Biasi, Fedele Toscani, Oliviero Toscani, Lisetta Carmi, Luigi Ciminaghi), il libro ricostruisce la figura di Leydi anche attraverso la testimonianza dei suoi collaboratori e amici: Umberto Eco, Bruno Pianta, Ferdinando Scianna, Moni Ovadia, Febo Guizzi, Cesare Bermani, Renata Meazza, Franco Castelli, Luigi Pestalozza, Francesco Giannattasio, Nico Staiti, Ignazio Macchiarella, Nicola Scaldaferri, Elena Bergomi.
Tante voci che, da diverse prospettive e con vivacità intellettuale, tracciano un quadro ricco e
variegato della poliedrica personalità dello studioso che con il suo sguardo ha cambiato l’Italia e la sua cultura.
Aurelio Citelli, ricercatore, musicista e autore di docufilm, si dedica da sempre alla raccolta di musiche tradizionali, memorie etnografiche e storia orale, ma è soprattutto socio e fondatore dei Barabàn, tra i più rappresentativi gruppi di musica popolare italiana, apprezzato in tutta Europa e America.
L’Associazione Culturale delle Genti Lucane, memore degli incontri tenuti nel passato, lo ha
invitato a presentare il proprio lavoro chiamando Marco Savini a dialogare con lui.
Tutti i cittadini sono invitati.
