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Rifondazione Vigevano: COMUNICATO SULL’USO DEL PARCO DEGLI ALPINI DA PARTE DELLA PARROCCHIA DI SANTA CECILIA

Edoardo Casati Segreteria Rifondazione Comunista Vigevano

28 giugno 2022

Prendiamo spunto dalla delibera 156 del 2022, che concede l’uso esclusivo del “Parco degli Alpini” (parco pubblico) alla parrocchia di Santa Cecilia dal 20 giugno al 28 luglio, per riproporre il problema dei luoghi pubblici (nidi, materne e parchi) che vengono lasciati all’uso esclusivo del privato.

Partiamo dai dati: in Vigevano esistono 14 strutture scolastiche per l’infanzia, di cui 6 statali e ben 8 paritarie.

Tutto è iniziato da quando il sindaco Sala ha avviato, qualche anno fa, lo smantellamento dei servizi educativi che sono da sempre stati il fiore all’occhiello di Vigevano. La scusa? Ridurre i costi…

La stessa cosa vale per i centri estivi dove una città come Vigevano, che era sempre stata all’avanguardia al punto di vista socio-pedagogico, si va a rifugiare nel privato e/o nel religioso senza pensare al fatto che una città come la nostra, che conta comunque 60.000 abitanti, avrebbe bisogno di offrire più servizi possibile per tornare ad essere appetibile almeno come centro residenziale “a misura d’uomo”.

Continuiamo a sostenere una cosa molto semplice: i bilanci comunali si salvano tagliando gli sprechi, non i servizi assistenziali.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

La scuola inclusiva non è più solo un sogno

14 Giugno 2022

Al liceo Adelaide Cairoli di Pavia viene approvata la prima Carriera Alias.

La Carriera Alias si propone come soluzione per gli studenti transgender che presso gli istituti (scuole o università) vogliono vedere riconosciuta la propria identità di genere.

Si segna così un grande passo in avanti verso una scuola veramente inclusiva, passo reso possibile anche grazie a due compagni dei Giovani Comunisti/e studenti presso il liceo in questione, una dei quali rappresentante d’istituto: la presenza di nostri iscritti all’interno dei consigli d’istituto è utile per il raggiungimento di determinati obiettivi che vogliamo vedere realizzati all’interno delle scuole.

La strada verso una scuola realmente inclusiva è ancora lunga, perciò è necessario lottare per la conquista dei nostri diritti anche all’interno degli istituti, e per far sì che la Carriera Alias non rimanga un provvedimento fine a sé stesso.

GIOVANI COMUNISTI/E

E per una volta siamo noi a dire: GIÚ IL CAPPELLO. Ciao Roberto, hasta la victoria siempre!

Edoardo Casati

Oggi ho guardato molte volte il tuo profilo; non mi capacitavo di questa notizia che é arrivata in quello che era un momento di gioia e spensieratezza, durante uno degli ultimi giorni di scuola di tutta la mia vita.Ti descrivo così: gentilezza, passione e coerenza.

Avevi una forza interiore fuori dal comune, forza che hai saputo utilizzare per affrontare tutte quelle sfide che la vita ti ha posto. Avevi voglia di lottare, dentro e fuori la politica. Avevi sempre voglia di sognare un mondo migliore e noi possiamo dire, con molto onore, di aver sognato questo mondo assieme a te.

Per me e per molti giovani del nostro amato circolo sei stato e sarai sempre una grandissima fonte d’ispirazione: da quando mi hai accolto, ormai 5 anni fa, in quella sede in Corso Garibaldi a quando, solo pochissimi giorni fa, abbiamo discusso della situazione politica locale. Proprio in quella occasione mi hai dato l’ennesima e purtroppo ultima lezione di vita e di politica. Tante lezioni impartite e tanti consigli regalati, anche a costo di qualche lavata di capo che però, se mai avrò acquisito un decimo della tua capacità di unire la fermezza delle idee alla gentilezza con cui le si espone, saranno servite sicuramente.

Dicevi che “c’è sempre una ragione per tutto” e possiamo quindi dire che non é sicuramente un caso che tu te ne sia andato lo stesso giorno in cui, anni fa, Enrico Berlinguer pronunciava quel suo ultimo famoso discorso a Padova. Proprio quell’Enrico il cui insegnamento volevi portare in comune. Dicevi “Sarò un sindaco che vi parlerà anche di Partigiani e di Berlinguer…” ora che non lo puoi più fare, ti possiamo promettere una cosa: continueremo a farlo noi. Continueremo a tenerti vivo nelle nostre lotte.

Da te abbiamo da imparare moltissimo e non basta certo un post sui social per spiegare tutto.

Ci carichiamo sulle spalle il tuo insegnamento, la tua coerenza, la tua passione e la tua dedizione; portiamo tutto con noi, nel nostro viaggio, che é partito da lontano e che arriverà lontano.

E per una volta siamo noi a dire: GIÚ IL CAPPELLO.

Ciao Roberto, hasta la victoria siempre!

8 giugno 2022

Ciao Roberto, un comunista generoso e gentile

Ieri sette giugno è improvvisamente mancato il nostro compagno Roberto Guarchi da sempre figura carismatica del mondo politico Vigevanese.

Roberto come tanti altri compagni si è formato nelle esperienze dei movimenti/partiti della Nuova Sinistra; trasferendo poi questo enorme bagaglio di esperienza politica e umana nella nascita del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, del quale è stato dirigente e più volte rappresentante istituzionale.

Il sentirsi oggi orfani della sua presenza, accentuata dalla improvvisa mancanza, ci getta nello sconforto totale, che immediatamente però si trasforma nella assunzione degli impegni politici di Roberto.

E’ pratica di noi comunisti affrontare e superare tutte le avversità considerandole un impegno preso per conto dei nostri compagni prematuramente scomparsi.

Il ricordo e la stima in Roberto, sarà la forza che metteremo nelle lotte future, certi di averlo ancora e per sempre al nostro fianco come se nulla fosse accaduto.

Che la terra ti sia lieve caro Roberto.

I tuoi compagni e compagne.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Giovani Comunisti/e  e Collettivo culturale Rosa Luxemburg di Vigevano.

CIAO ROBERTO, CHE LA TERRA TI SIA LIEVE

È con grande dolore apprendiamo della scomparsa del Compagno Roberto Guarchi della Federazione di Pavia.

Non ci sono parole, Roberto è sempre stato un compagno generoso e determinato, sempre pronto a dare il massimo per le battaglie del nostro Partito. Ricordiamo con affetto la bellissima campagna elettorale del 2020 dove accettò di fare il Candidato sindaco a Vigevano (PV) in una lista di Rifondazione Comunista portando con grande determinazione i nostri contenuti nel dibatto amministrativo.

In questo momento di grande dolore ci stringiamo alle/i amiche/i e alla famiglia di Roberto,  alle/i compagne/i della Federazione di Pavia e porgiamo loro le nostre più sentite condoglianze.

La sua morte lascia un vuoto incolmabile. Che la terra ti sia lieve caro Roberto.

Milano, 07 giugno 2022

La Segreteria regionale del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Lombardia

Basta supermercati a Vigevano

6 Giugno 2022

Facciamo seguito all’articolo Ascom apparso su l’Informatore, che comparava la situazione degli esercizi commerciali alimentari e non, per esprimere le nostre perplessità inerenti non alla tenuta o alla scomparsa di molti esercizi ma alla peculiarità degli stessi e non al loro numero.

Pensiamo che debbano essere privilegiati qualità e manufatti di provenienza artigiana.
Ci sembra opportuno riproporre alcuni obiettivi, già espressi nel nostro programma elettorale, al fine di riqualificare Vigevano e di evitare ulteriori colate di cemento e devastazione del territorio:

  • favorire il “Commercio a chilometro zero”, cioè commercializzare prodotti di agricoltori locali incentivando la formazione di Gruppi di Acquisto Solidale e Gruppi di Acquisto Popolare;
  • creare Mercati rionali al coperto, cioè strutture dove si commercializzano prodotti di provenienza controllata, al posto di quelli di dubbia qualità veicolati da campagne pubblicitarie;
  • operare per lo sviluppo e rilancio e riqualificazione del commercio di vicinato e biologico;
  • per il mercato settimanale del sabato si potrà pensare di prolungare le attività di vendita anche nel pomeriggio, sentite le esigenze degli ambulanti;
  • non concedere ulteriori autorizzazioni a centri commerciali, verificando la possibilità di fermare i progetti approvati negli ultimi mesi dal consiglio comunale.

Non abbiamo bisogno di miracoli ma di interventi onesti che, scevri da logiche affaristiche, operino per il bene comune.

Circolo “Hugo Chavez” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Salutiamo Antonio, compagno, fratello, amico

1 giugno 2022

Carissimi Eleonora e Francesco, cari familiari tutti,

proviamo un dolore immenso.

Consideriamo la sua perdita un’ingiustizia e una crudeltà, di fronte alla quale ci sentiamo impotenti, e che dobbiamo subire.

Ci sono però tutti gli aspetti positivi della sua personalità che dobbiamo raccogliere.

Tonino era una persona generosa e disponibile, altruista, d’animo buono; era difficile litigare con lui. Personalmente siamo sempre stati in sintonia rispetto alle questioni della vita e su quelle più strettamente politiche.

Era una persona dotata di grande ironia ed era autoironico, sarcastico. Con la battuta sempre pronta, una persona a cui piaceva scherzare, mai superficiale.

Intelligente e sagace.

Era una persona curiosa, a cui piaceva informarsi e conoscere, che leggeva molto, di tutto, letture sugli argomenti più vari.

Era una persona colta, ancor più apprezzabile perché era autodidatta. Non aveva seguito un percorso formativo scolastico, avendo dovuto iniziare a lavorare presto.

Era principalmente appassionato di storia e di fisica. Gli piaceva il cinema. Si interessava di astronomia e di fisica quantistica.

Perché la cultura è bella e piacevole in sé. Perché appropriarsi della cultura significa acquisire un pensiero critico, diventa uno strumento di riscatto, diviene uno strumento di liberazione per le classi subalterne. La cultura non deve essere appannaggio delle classi dominanti: il padrone è tale perché conosce 1000 parole mentre l’operaio o il cafone ne conosce 100.

Sviluppare capacità critica significa prendere coscienza della propria condizione, diventare persone protagoniste, non manipolabili.

Ad Antonio piacevano le persone; voleva conoscerle e confrontarsi con esse. Confrontarsi con le loro storie e le loro culture. Ed è anche questa empatia / vicinanza / capacità di ascolto che l’ha portato a stare dalla parte dei più deboli, sia sul piano sociale sia su quello strettamente individuale, quelle più fragili a livello personale.

“Siate capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. È la virtù più bella di un rivoluzionario” scrisse il Comandante Che Guevara rivolgendosi ai propri figli. Per Tonino questo è stato un approdo naturale.

Tonino era una persona pratica. Possedeva una manualità straordinaria. Sapeva fare di tutto: idraulico, elettricista, meccanico d’auto, lavori di muratura, falegnameria, giardiniere, imbianchino.

Lo abbiamo conosciuto in tanti in Cooperativa Portalupi; abbiamo visto come si prodigava per recuperare questo spazio alla socialità. È stato uno dei maggiori protagonisti e animatori della sua rinascita.

Anche presso l’Oratorio di Morimondo, successivamente, ha portato il suo contributo ed entusiasmo.

Tonino era un creativo. Lo ricordiamo anche come animatore culturale delle programmazioni stagionali della Portalupi per quanto riguarda proposte musicali, teatrali, di jazz, di mostre d’arte.

Lui stesso era attore: una capacità innata. Indimenticabili le sue imitazioni di Totò o di Sordi quando si “esibiva” per gli amici in compagnia. Ha potuto anche recitare come attore amatoriale, in un gruppo teatrale, nel ruolo di apprezzato protagonista.

Penso che la creatività fosse per lui anche un’eredità del Movimento del ’77. Gli anni Settanta sono stati l’espressione di una straordinaria voglia e bisogno di protagonismo delle giovani generazioni, che incontrandosi con gli altri movimenti che permeavano tutta la società, primo fra tutti il movimento operaio, volevano cambiare il mondo. Con entusiasmo, con passione, con gioia.

A Tonino apparteneva la fantasia: aveva una capacità di narrazione con cui incantava Francesco -il suo bimbo amato e desiderato- per giorni, inventando delle stupende favole.

Prima ancora, anzi, contemporaneamente, Tonino è stato un operaio metalmeccanico, orgoglioso del suo stato, con un’alta professionalità, acquisita con l’esperienza, un lungo percorso lavorativo iniziato presto.

Sapeva maneggiare con talento ogni strumento del suo lavoro; conosceva ogni fase del processo produttivo, quello legato in particolare alla produzione delle macchine per calzature. Tonino sapeva leggere il progetto e da quello costruire la macchina.

Apparteneva a quella che, nella storia del movimento operaio, fu definita “aristocrazia operaia”. Questa professionalità – unita alla sua coscienza di classe-, gli ha permesso di affermare e di difendere la sua dignità, di non andare col cappello in mano, di tenere sempre la testa alta (come insegnava Giovanni Di Vittorio), di camminare eretti (come scriveva Ernest Bloch). “Orgoglio operaio” perché in possesso di una coscienza di classe.

Tonino era un compagno, un comunista.

La sua formazione era iniziata da giovane ribelle. Ci eravamo incrociati dopo la metà degli anni 70 ai tempi del Circolo del Proletariato Giovanile, uno spazio “occupato” presso i locali al piano terra del Liceo Cairoli (inizialmente chiesti al Comune per svolgervi il mercatino dei libri usati), un’esperienza esauritasi in un paio d’anni.

Lui attivista di un collettivo che faceva riferimento all’Autonomia Operaia, io militante del PdUP per il Comunismo.

Ha continuato il suo impegno sociale con coerenza. Ci siamo reincontrati in Rifondazione Comunista, di cui è stato militante, in particolare dal dopo-Genova, dal movimento altermondialista. Faccio notare la drammatica attualità di quelle tematiche: crisi ambientale, giustizia ecologica-climatica, giustizia sociale, crisi epidemiologica, neoliberismo, guerre, etc. La storia ci ha dato ragione! Un altro mondo è necessario!

Comunista ha continuato ad esserlo.

È stato partecipe della vita di Partito: durante l’ultimo Congresso e fino a qualche settimana fa. Ricordo gli ultimi due contributi fatti pervenire a noi compagni (leggibili sul nostro sito):

uno sull’ ”informazione ai tempi della guerra”, unidirezionale, manipolatoria, guerrafondaia, censurata, che propone il pensiero unico e che criminalizza il dissenso, che propone un giornalismo con l’elmetto, che se esprimi un dubbio ti arruola con Putin; basta pensare all’aggressione mediatica a cui è stata sottoposta l’ANPI, con il suo Presidente, nelle settimane scorse solo per aver espresso la sua contrarietà all’invio di armi all’Ucraina, per aver chiesto il rispetto dell’Art. 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra), per aver sollecitato il ruolo della diplomazia. Tonino era iscritto all’ANPI;

l’altro era sull’espansionismo della Nato: la sua storia, il ruolo, etc.

Tonino ha mantenuto sempre l’attenzione per le iniziative anche recenti di Rifondazione e gradiva esserne aggiornato.

Era iscritto anche al Collettivo Culturale Rosa Luxemburg: gli sarebbe piaciuto in particolare poter partecipare alla prossima iniziativa programmata su Pier Paolo Pasolini, di cui ricorre quest’anno il suo centenario: Pasolini, una presenza profetica.

Tonino aveva espresso fiducia nei nuovi movimenti mondiali che si sono affacciati sulla scena politica negli ultimi anni, in particolare quello ambientalista che vede protagonisti in special modo settori significativi di giovani generazioni a livello internazionale, con istanze rivolte alla giustizia climatica e sociale.

Carissimi Eleonora e Francesco, vi vogliamo bene. Cari familiari abbracciamo anche voi.

Antonio ci ha lasciato una bella eredità.

Sono tempi difficili, cupi, in cui bisogna indurirsi senza perdere la tenerezza, ma neanche la dolcezza, neanche il gusto per la bellezza. E bisogna mantenere la speranza con determinazione e fierezza, come piaceva a lui.

Continuiamo a essere un popolo di sognatori, vogliamo il pane e le rose ma anche la luna! Vogliamo la giustizia sociale e l’eguaglianza e rivendichiamo il diritto al bello. Perciò ti salutiamo con le stesse parole che gridavamo con gioia e con una certa dose di insolenza in gioventù:

diritto alla vita! diritto alla cultura! con questa società facciamola finita!

Lettura di Tonino Linfanti di un brano dal libro del deportato spagnolo Josè Semprun.