Tag: Rifondazione comunista Vigevano

14^ Festa di Rifondazione Comunista di Vigevano 2022 terminata. Grazie. Stupendo risultato!

5 Settembre 2022

Ricordiamo a tutti/e che questa festa è stata la prima festa senza Roberto Guarchi e non è poco…

Tutti/e hanno dato il massimo e questo è stato il nostro modo migliore per ringraziarlo e ricordarlo… “chi ha compagni/e non muore mai” recita una canzone e Lui li aveva e li ha…
Ringraziamo i grandi “Blues e Barlafus” di Piero Carcano, impagabili nella loro perfomance… Sembravano i Beatles della Lomellina e noi eravamo i fans di Liverpool.

Ringraziamo la Cooperativa Portalupi e il suo insuperabile staff, sono stati al di sopra di ogni aspettativa per collaborazione, gentilezza e simpatia, in particolare il cuoco che con la sua alta professionalità da chef stellato ha deliziato i palati più sofisticati.

Ringraziamo tutti/e i partecipanti che con il loro contributo di passione politica ed economico nonostante la crisi ha permesso il grande successo della festa.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

In questo video della festa di venerdì 2 settembre, gli interventi di Piero Rusconi, Edoardo Casati e Iara Savoia.

Seguiranno altri video per gli altri giorni della festa.

14^ FESTA di RIFONDAZIONE COMUNISTA Vigevano (PV) – Sabato 3 Settembre 2022 – ore 21:30 Cooperativa Portalupi – Frazione Sforzesca – Strada dei Ronchi 7: BLUES & BARLAFUS IN CONCERTO

20 Agosto 2022

14^ FESTA di RIFONDAZIONE COMUNISTA
Vigevano (PV) – Sabato 3 Settembre 2022 – ore 21:30
Cooperativa Portalupi – Frazione Sforzesca – Strada dei Ronchi 7
14^ Festa di Rifondazione Comunista
BLUES & BARLAFUS IN CONCERTO

AVANTI BOP/OLO.
Canzoni e musiche tra risaie, campi di cotone e globalizzazione.
Contro il meteorismo del neoliberismo

Piero Carcano e la band Blues & Barlafus presenteranno in anteprima, nell’ambito della Festa di Rifondazione, il loro nuovo progetto

AVANTI BOP/OLO.
Come evidenzia il titolo, si tratta di un percorso tra canzoni d’impegno e disimpegno, ironiche e satiriche, “militanti” e divertenti con cui “…ridare colore al rosso”, secondo i loro stessi propositi.

Ci si divertirà, non senza rabbia, tra canzoni originali dai toni sarcastici e ironici e canti politico-sociali mutuati dal vasto repertorio accumulato negli anni dal gruppo – ben noto – dei Cantosociale da cui proviene gran parte dei musicisti, rivisitati in chiave “attuale”. Quindi, non mancheranno i canti popolari e di lavoro (dalle mondine alle miniere ai campi di cotone) e quelli “cantautorali” dei vari Woody Guthrie, Bob Dylan… e dei “nostri” Ivan Della Mea, Fausto Amodei, Enzo Jannacci, Dario Fo, dei Cantacronache, del Nuovo Canzoniere Italiano.

In piena sintonia con la Festa, saranno proposti i temi della precarietà, delle guerre, dei razzismi insieme a quelli della sanità lombarda o delle mafie contestualmente alla deriva della odierna “politica politicante”, all’indifferenza, al qualunquismo, all’egoismo. Ci sarà anche spazio per il teatrino dell’informazione contemporanea e … via cantando.
Saranno argomenti trattati con passione e graffiante ironia, con una punta di cabaret popolare anche se… c’è ben poco da ridere.

Non mancheranno gli omaggi al repertorio più “roots” della Black Music: dai work song agli spiritual ai blues, dal soul al funky… e alle commistioni politico-musicali, così che uno spiritual potrà trasformarsi in un’invettiva collettiva contro il Jobs Act e un blues del Mississipi in un “Ciau Tisin” di accorata denuncia ecologista.

Molto spazio avrà comunque la musica anche a dispetto dei temi, che spesso inducono a tristi riflessioni. Una volta tanto si canterà e si ballerà a ritmo di rock, ska e R&B grazie ai BLUES & BARLAFUS, condotti su e giù per i diversi registri dell’impegno e del divertimento.

Si tratta di una sorta di “canto e controcanto” condotta da Piero Carcano, presenza immancabile in questo tipo di contesti, qui in veste anche di strumentista con un personale e virtuoso uso del kazoo, accompagnato dall’inseparabile compagno Gianni Rota (voce e chitarra).

Il sound è caratterizzato da accenti bluesy e soul, con un pizzico di jazz, grazie a una corposa sezione di fiati: i sax (soprano, alto, tenore) sono suonati con grande evidenza e con il giusto groove e personalità dal vigevanese Marcello Turcato. Altrettanto significative sono le presenze della poderosa ritmica di Lele Pascale alla batteria e di Davide Buratti al basso elettrico e al contrabbasso.

Oltre al dovuto rispetto e alla solennità che impongono brani come l’Internazionale, Cara Moglie, Bella Ciao, Hasta Siempre Comandante, c’è anche molta autoironia nel riproporre “testi sacri” come Bandiera Rossa che, avendo perso via via l’autentico valore delle parole ne perde anche dei pezzi fino a diventare Avanti Bop, alla riscò…bandiera rò… o come nell’originale Comunista rasta dove Pino, che era comunista ma la sua era una fede e basta… adesso è diventato rasta… No Pino don’t cry.

Insomma, insieme ai Blues & Barlafus ci sarà da ridere di rabbia e di gusto in un concerto di militante Passione e Rianimazione Sociale. Tutto – beninteso – per mantenere vivi i valori di un’idea… che, per dirla con le parole del grande Ivan Della Mea, l’è mai morta!!!

Menù della 14^ festa di Rifondazione Comunista di Vigevano

30 Agosto 2022

E’ gradita la prenotazione telefonando ai seguenti numeri: 3426489617 da martedì a venerdì dalle ore 20 alle ore 22 – sabato e domenica dalle ore 11 alle ore 22, oppure al numero 3927552204 da lunedì a domenica dalle ore 20 alle 22.

Vi aspettiamo numerosi.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano.

Gli interventi politici nella festa di Rifondazione Comunista di Vigevano: Edoardo Casati, Paolo Ferrero e le candidate per UNIONE POPOLARE Iara Savoia, Francesca Strichis e Mara Ghidorzi

30 Agosto 2022

RIDARE DIGNITÀ ALL’ISTRUZIONE E INVESTIRE NELLA RICERCA E NELLA CULTURA

28 Agosto 2022

IARA SAVOIA, candidata Lombardia 4 u02 in UNIONE POPOLARE

PILLOLE PROGRAMMATICHE…

RIDARE DIGNITÀ ALL’ISTRUZIONE E INVESTIRE NELLA RICERCA E NELLA CULTURA – 1

Uno dei punti salienti del nostro programma è ridare dignità all’istruzione e investire nella ricerca e nella cultura, troppo spesso relegate in un angolo.

Ci sono degli interventi concreti da poter attuare.

Il primo è eliminare le classi “pollaio”, un problema enorme per chi in queste aule apprende o insegna. In questo contesto di sovraffollamento è troppo difficile dedicare all’educazione tutta la sensibilità che merita, poiché la scuola non è (e non deve essere) un passivo passaggio di informazioni insegnante-classe.

Di conseguenza, ci sarà un aumento del personale docente, per permettergli di svolgere al meglio il loro fondamentale ruolo, ad esempio stabilizzando e assumendo il personale attualmente precario.

Anche il personale tecnico-amministrativo sarà da rinnovare, con la previsione di inserire nell’organico la figura di medic* e psicolog* scolastic*.

IARA SAVOIA, candidata Lombardia 4 u02


PILLOLE PROGRAMMATICHE…

RIDARE DIGNITÀ ALL’ISTRUZIONE E INVESTIRE NELLA RICERCA E NELLA CULTURA – 2

La scuola dell’infanzia, a partire dai 3 anni, deve essere garantita a TUTT*, sia essa comunale o statale. Abbiamo anche l’obiettivo di costruire asili nido pubblici su tutto il territorio italiano.

Troppo spesso si è costretti a rivolgersi al privato per mancanza di strutture pubbliche. Non tutti i genitori, specialmente lavoratori, hanno la possibilità di affidare i figli e le figlie in età prescolare a parenti o persone vicine, ma non si vedono garantita la scelta di una scuola pubblica.

Inoltre, nido e scuola dell’infanzia non devono essere visti come un luogo di ripiego per chi non può seguire a casa i figli e le figlie. Sono l’inizio di un percorso educativo che elicita comportamenti prosociali, inserendo bambin* in un contesto di convivenza.

Ai genitori deve essere assicurata la possibilità di scelta tra iscrizione o no.

Questa problematica riguarda anche Vigevano e il nostro territorio, il quale non dispone di sufficienti risorse pubbliche in questo importantissimo settore.

IARA SAVOIA, candidata Lombardia 4 u02 in UNIONE POPOLARE

Cappuccetto verde. Fiaba per “diversamente” settentrionali

26 Agosto 2022

Ci sarà una volta una ragazza che dovrà andare in città a cercare lavoro.

La mamma le prepara la valigia e la rassicura: 

-Non ti preoccupare, vai dalla nonna, e vedrai che lei ti sistemerà per il meglio, non solo a casa sua, ma ti troverà pure un bel lavoro. Lei è sempre vissuta in città, conosce un sacco di gente e senz’altro saprà metterti a posto. Stai solo attenta in treno e poi in metropolitana. Arriverai tardi, e di sera ci sono in giro dei tipi loschi, non fermarti a parlare a nessuno, né uomo né donna, vai subito alla casa della nonna, piuttosto prendi un taxi. Anzi prendilo alla stazione, non scendere in metropolitana, è troppo pericolosa –

– Va bene mamma farò quello che dici tu, non darmi troppi soldi, se no poi ho paura davvero che mi derubino, tanto poi con l’aiuto della nonna, vedrai quanti ne guadagnerò e ne manderò pure a casa. Stai tranquilla, non sono più una bambina -.

Il viaggio in treno è lungo, ma abbastanza tranquillo, la ragazza non dà confidenza a nessuno e nessuno la infastidisce, anche se o forse proprio perché il treno è stracolmo e non c’è posto a sedere. Lei infatti è costretta a stare tutto il viaggio su un piccolo sedile sul corridoio e deve alzarsi ogni momento per lasciar passare i viaggiatori.

– Così mi abituo al traffico e alla confusione della città – pensa, stanca ma anche incuriosita da quel viavai di gente di tutti i tipi e dall’idea di andare a vivere in una grande metropoli.

È così eccitata che arrivata alla stazione, dopo un attimo di smarrimento in quegli spazi enormi (non ha mai visto un edificio così grande, più alto e lungo della stessa chiesa parrocchiale del paese) vede l’insegna della metropolitana, non chiede l’indicazione per non dover parlare con qualcuno, in questo seguendo il consiglio della mamma, ma dall’altra parte vuole provare l’esperienza (è sempre stata incuriosita dall’idea dei treni che viaggiano sottoterra).

Con qualche difficoltà, ma senza mai domandare a nessuno, riesce a prendere il biglietto, passare il tornello, scegliere la linea e salire sulla vettura giusta. Anche sul vagone è costretta a rimanere in piedi. Il tratto da percorrere per raggiungere la via della nonna è lungo e, appena si libera un posto a sedere, subito viene occupato oppure c’è un anziano e lei, volendo mostrarsi civile, lo lascia accomodare. A un certo punto è avvicinata, o almeno così crede, da un uomo di colore, che ha appeso la mano proprio vicino al suo viso. Lei imbarazzata cerca di allontanarsi un poco, finché si libera un posto e questa volta si siede senza guardare se ci sono anziani o donne incinte. Appunto una donna che sembra incinta è seduta accanto a lei, ma è tutta coperta, come non ha mai visto neppure le suore del paese: non ha solo un velo in testa ma anche una specie di fazzoletto davanti al viso, in modo che si vedono solo degli occhi nerissimi. Anche quella donna la mette in soggezione, cerca di farsi piccola e di discostarsi il più possibile, mentre l’altra sembra a suo agio, come se fosse lei l’italiana. Per fortuna, almeno crede, si siede vicino un uomo distinto con la barba e una vistosa cravatta verde che le rivolge la parola. Disubbidendo la seconda volta alla mamma, ma per togliersi dall’imbarazzo, la sfortunata risponde. Il signore è molto gentile, capisce subito che lei viene dalla campagna, e in poche frasi le dipinge un quadro della città:

-Ormai sono loro i padroni – indicando la donna incinta – tra un po’ ci obbligheranno a salire su vagoni solo per noi. E poi gli uomini sono tutti sfaticati e sai come fanno a mantenersi? Con la droga e la prostituzione! Stai attenta ragazzina non fermarti a parlare con loro e non dargli mai l’elemosina, sono peggio degli zingari, si mostrano magari gentili e bisognosi, poi spacciano e rubano-

Proprio il quel momento sale sul vagone un ragazzino con un violino e suona in un modo incredibile un motivo che non ha mai sentito e che sicuramente proviene da un lontano paese, poi passa con un bicchierino di carta a raccogliere qualche monetina. Quasi nessuno dà qualcosa; lei mette la mano in tasca, ma lo sguardo severo del signore con la barba la fa desistere e per la prima volta non dà la carità a chi chiede l’elemosina.

-Se cominci con uno non finisci più: sai qui in città quanti sono, nella metro e poi ai semafori, agli incroci, davanti ai supermercati e alle chiese, e magari sono pieni di soldi perché spacciano e rubano. Sta’ attenta ragazzina! Ma non mi hai ancora detto cosa sei venuta a fare in città. La domestica o la badante no di sicuro, ci sono loro e hanno il monopolio – dice, indicando ancora la donna velata – Ah vai dalla nonna, che ti deve cercare un lavoro. E dove abita la nonnina? Ah proprio la mia zona e come si chiama? Ah Donata… Fede Donata, è mica una donna alta e magra con gli occhiali? La conosco. Il mondo è piccolo! Allora magari ci rivediamo, scusa adesso devo scendere, tu invece alla prossima. Allora a presto e mi raccomando, niente confidenza e niente soldi agli stranieri, li riconosci subito, difendiamoci tra di noi finché siamo in tempo. A presto, ciao-

E scende alla prima fermata, dove crede di dover scendere pure lei, ma l’indicazione del signore è di aspettare ancora e così fa, anche se poi deve fare ancora un bel po’ di strada ed è costretta a chiedere informazioni a un giovane forse straniero, disubbidendo ancora una volta alle raccomandazioni della mamma e pure a quel signore della metropolitana.

Appena arrivata dalla nonna dopo baci e abbracci viene fatta cenare. La nonna sembra molto contenta, quasi euforica e non vuole sentire lamentele:

-Sono tanti mesi che sono disoccupata. Ho spedito centinaia di curriculum. Ho fatto diversi stage gratuiti e non mi hanno neppure ringraziata –

-Vedrai che adesso la tua vita cambierà. Qui al Nord il lavoro si trova, basta sapersi muovere e io ho una bella sorpresa per te, ma adesso mangia e poi subito a letto che sarai stanca e domani devi alzarti presto per correre a cercare una bella occupazione, qui nella grande metropoli non si perde tempo, siamo attivi noi, non ci piangiamo addosso come fate voi giù-.

La casa della nonna non è cambiata dall’ultima volta, ma qualcosa di nuovo lo nota e chiede:

-Come mai hai appeso alla parete un piatto con il fiore della mariuana, nonna? –

– Sciocchina, è il sole delle Alpi –

– Quanti soprammobili verdi che hai –

– Per raccomandarti meglio, piccina –

– Come raccomandarmi, nonna cosa dici? –

– Non vuoi cercare un lavoro? E qui al Nord, come da voi, se non hai una spintarella, se non ungi un po’… Volevo dirtelo domani, ma visto che siamo in argomento, devi sapere che appena prima che arrivassi tu è venuto a casa mia un consigliere del nostro quartiere, un signore molto distinto, e mi ha segnalato la sua agenzia di lavoro interinale, che ha un sacco di offerte di lavoro, per gli amici naturalmente, e io lo sono, l’ho votato, me li ha regalati lui quegli oggettini e i piatti con il sole delle Alpi–

– C’è del verde in tutti i suoi regali, sarà un ecologista il tuo consigliere –

– Come sei giovane e ingenua, nipotina, ma presto capirai, in città qui al Nord si capiscono prima certe cose-

Con queste parole tra il rassicurante e il preoccupante la nonna l’accompagna a dormire.

L’indomani mattina, dopo un’abbondante colazione la nonna le dice: – Scriviti l’indirizzo di questa agenzia e va’ subito per le nove che il signore ti aspetta e vedrai come ti troverai contenta –

L’agenzia “Lavoro Nostro” è abbastanza vicina: anche la vetrina è tutta bordata di verde e lo zerbino ha disegnato… il sole delle Alpi, ormai l’ha capito, anche se le Alpi da lì non si vede dove siano. Appena entrata riconosce il signore della metropolitana che la fa accomodare e comincia, col tono paterno della sera prima, a interrogarla:

– Ah sei del Sud? Non fa niente, tua nonna ormai è dentro… dentro al partito. Ah è tuo padre che è sceso giù? Per lavoro? E perché non è tornato? Beh le radici lombarde ci sono. Allora hai voglia di lavorare? No il diploma non serve. Il curriculum neppure. Sarai mica incinta? Sta’ attenta che poi ti licenziano, non fare come quelle là. Come chi?! Quella sulla metro non la ricordi, la donna tutta fasciata anche in faccia? Sei automunita? Almeno patentata? E allora ho solo un posto per te, ma bello vedrai, è un call-center qui in periferia. Puoi iniziare già domani e fare pure gli straordinari, però devi renderti disponibile la domenica e la sera. Sì, ci arriva la metro e funziona fino a tardi, avrai mica paura? Per i soldi non preoccuparti: tu ti affidi a noi per il lavoro, noi te lo troviamo e ti paghiamo pure, sempre noi. Firma qua, è una semplice formalità, prendi quella biro lì col cappuccetto verde, te la regalo, sta’ tranquilla scrive nero, l’unico nero che ci piace è quello dell’inchiostro, ah, ah, ah… – e ride da solo.

In quel mentre entra un signore in borghese seguito da due agenti vestiti di grigio.

– Sono il commissario Cacciatori la dichiaro in arresto per evasione fiscale, corruzione e truffa aggravata. Lei signorina esca per favore, spero non abbia firmato qualche carta, non sa cosa ha rischiato con questo bel ceffo! –

La ragazzina racconta tutto piangendo alla nonna, che chissà perché corre a stracciare una tesserina e a staccare dei piatti dalla parete, poi saluta così: – Nonna domani torno al paese, niente mi lega a questi luoghi, il Nord non fa per me, c’è troppo… verde marcio – e già il giorno dopo parte.

E vivrà felice e con decoro, speriamo… con un lavoro.

CASSINETTA DI LUGAGNANO: CONFERENZA STAMPA DI UNIONE POPOLARE CON DE MAGISTRIS, FINIGUERRA E CANDIDATI

25 Agosto 2022

Oggi nello splendido borgo di Cassinetta di Lugagnano, dopo l’eccezionale risultato di 60.000 firme raccolte in soli 10 giorni in questo torrido agosto, inizia la vera campagna elettorale  di Unione Popolare, l’unica forza alternativa al Liberismo trasversale dei fantocci della politica.

Con pochi mezzi, ma motivati dalle nostre Grandi Ragioni cercheremo di fermare quelle logiche perverse che stanno portando alla   rovina   il nostro paese; De Magistris e Finiguerra  partendo dalle nostre idealità “CONTRO LA GUERRA, PER L’AMBIENTE E LA GIUSTIZIA SOCIALE hanno  ribadito che combattere questa battaglia è un dovere che oggi , non possiamo esimerci; di combattere il pensiero unico per dare continuità alla Resistenza che non è finita nel 1945 come sperano PD e i vari cespugli (Verdi e  SI) ma continua nelle

lotte di tutti i proletari che  lottano quotidianamente.

Aumenti delle bollette per i cittadini. Aumento degli stipendi per gli amministratori…

20 Agosto 2022

Forse il concetto di giustizia sociale è stato travisato.

Apprendiamo dall’Informatore Vigevanese e dalla Provincia Pavese degli aumenti per i nostri Amministratori, che per il momento si accontentano del 45% di quanto previsto, sino a conoscere l’esatto contributo statale… dopodiché decideranno in merito… ovvero se triplicarsi l’emolumento come da tabella.

Riteniamo non sia giusto accettare aumenti per giunte dove si litiga per giochi di potere interni alla stessa maggioranza; o peggio volano insulti sessisti indegni di un paese civile.

E’ curioso che a fronte di una diminuzione dei poteri degli Enti  Locali e del numero degli Amministratori, siano solo i loro stipendi ad aumentare!

Come Rifondazione Comunista,  e dal programma di Unione  Popolare proponiamo che:

  • Gli stipendi degli Amministratori non debbano superare lo stipendio medio di un operaio o impiegato.
  • Reintrodurre un meccanismo automatico di aumento dei salari e delle pensioni “scala  mobile” per difendere i salari più bassi.

Come Rifondazione Comunista  VIGILEREMO affinché dopo gli exploit di buone intenzioni circa la riduzione di questi aumenti, il tutto non cada come sempre nel dimenticatoio.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

UNIONE POPOLARE