Anche quest’anno apriamo la nostra campagna di tesseramento al partito, in una situazione politica e sociale difficile.
Venti di guerra soffiano sempre più forti in Europa e nel mondo, sono più di 50 le guerre in corso in varie parti del nostro pianeta, oltre a quella in Ucraina che presenta un potenziale rischio nucleare.
Siamo in piena crisi climatica, le condizioni di vita e di lavoro della gente comune peggiora a vista d’occhio e sembra che non ci sia nulla da fare che siamo di fronte a processi irreversibili di fronte ai quali tutti ci sentiamo impotenti.
Quello della sfiducia e impotenza sono i sentimenti più diffusi e sono quelli più pericolosi, soprattutto per chi come noi lavora per un radicale cambiamento.
Ma è proprio in questa fase, così difficile che non ci dobbiamo rassegnare, anzi dobbiamo aumentare il nostro impegno e lavoro per un mondo migliore.
Per questo chiediamo a tutti/e i giovani e non, alle donne e uomini a tutti/e quelli che non si vogliono rassegnare di darci il loro contributo aderendo al nostro partito.
Rafforzare Rifondazione Comunista per una alternativa.
“Ho chiesto che i seggi per le #primariepd2023 espongano e . A testimoniare il nostro impegno per la pace e al fianco, sempre, dell’aggredito”.
Sarebbe assai più onesto e rispettoso dell’intelligenza di cittadine e cittadini esporre la bandiera della NATO davanti a quelle sedi.
Siamo di fronte all’ennesima presa in giro da parte di un partito che si è caratterizzato per la totale identificazione con l’aumento delle spese militari e le politiche di guerra e riarmo della NATO.
Il PD è talmente guerrafondaio che ha preferito perdere le elezioni che allearsi con chi metteva in dubbio la scelta di proseguire con l’invio di armi.
È talmente allineato con gli USA che si complimenta continuamente con Meloni per aver proseguito nello schieramento del paese sulle posizioni di oltranzismo NATO.
Il PD è NATO, come raccontano i cablo di Wikileaks sull’entusiasmo degli USA nel 2008, per garantire che i governi di “centrosinistra” non fossero più condizionati da sinistra pacifista.
Il PD porta grandi responsabilità nella crisi ucraina avendo sostenuto acriticamente Euromaidan facendo finta di non vedere i gruppi paramilitari di estrema destra.
Che il Pd sia sempre dalla parte dell’aggredito non ci sembra proprio visto che è il partito che si è schierato, sul palco con la destra, dalla parte di Israele anche quando Netanyahu bombardava Gaza.
Il PD è talmente guerrafondaio che nessuna/o alle primarie si è candidata/o proponendo lo stop all’invio di armi.
Sulla guerra, fino all’arrivo di Giorgia Meloni, il PD è riuscito a battere la destra che nel militarismo ha uno dei suoi valori fondanti.
Ricordate quando Berlusconi titubava sulla guerra alla Libia come il PD insistette per partecipare ai bombardamenti?
L’identificazione del PD con i “socialisti” europei della razza di Blair e Stoltenberg e con il Partito democratico USA ha rappresentato una rottura con la tradizione di lotta per la pace e il disarmo e per il superamento dei blocchi militari di Enrico Berlinguer, Willy Brandt, Olof Palme.
Dalle ceneri del partito che guidò il movimento contro l’istallazione degli euromissili a Comiso è nato per inesorabile involuzione il partito che ha trasformato l’Italia, in totale accordo con la destra, nella piattaforma militare per le guerre degli USA nel Mediterraneo.
Quelle bandiere della pace davanti alle sedi del PD rappresentano in maniera visibile l’ennesimo tentativo di egemonizzare e di assumere la rappresentanza di tutto ciò che nega con la sua politica.
Il PD fa la guerra ma vuole occupare lo spazio della pace, fa le leggi contro lavoratrici e lavoratori ma pretende di occupare lo spazio della sinistra, ha svuotato la democrazia costituzionale ma pretende di rappresentare l’argine contro la destra che ha vinto grazie alla legge elettorale che il Pd ha voluto.
L’appropriazione indebita della bandiera della pace è l’ennesima presa in giro cinica e spregiudicata.
Solo l’autonomia e la rottura dei movimenti per la pace con il PD può dare efficacia alla lotta contro la guerra nel nostro paese.
Le bandiere della pace portiamole oggi nelle piazze dove si chiede lo stop all’invio di armi, il taglio delle spese militari, il cessate il fuoco e la trattativa.
Ciao a tutte/i. Vi inoltro il comunicato per la consueta campagna “Uova di Pasqua” organizzata dall’Associazione Verso il Kurdistan di Alessandria. Quest’anno la campagna è finalizzata alla raccolta di fondi per le famiglie delle zone terremotate del Kurdistan settentrionale e occidentale, in Turchia e in Siria.
Offerta minima Euro 15 per un uovo di cioccolato da 500 grammi fondente o al latte. La prenotazione deve avvenire entro sabato 11 marzo, per Vigevano e dintorni.
Per chi abita a Vigevano e dintorni, dovete rivolgervi alla Cooperativa Portalupi ai seguenti numeri:
0381 346333 (sabato e domenica dalle ore 12 alle ore 22; gli altri giorni, escluso il martedì, dalle ore 21 alle ore 22);
342 6489617 (Leo, dalle ore 18 alle ore 19).
Per chi abita ad Abbiategrasso, inviate gli ordini via email al sottoscritto.
Nell’ambito del ciclo di incontri organizzati dal Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative di Vigevano si terrà a
sabato prossimo 4 marzo alle ore 15.30
presso la Biblioteca Civica – Corso Cavour 82 – Vigevano
l’incontro
“La sovranità alimentare. Cos’è e perchè la difendiamo. L’esempio dell’India”
relazione di Daniela Bezzi, saggista e attivista.
Segue la proiezione del documentario “Too Much Democracy” (con sottotitoli in italiano) sulla lotta dei contadini e delle contadine in India. Uno sciopero così partecipato e così lungo tale da indurre il governo Modi a ritirare alcune leggi che penalizzavano i contadini e l’agricoltura contadina indiana a vantaggio delle grandi imprese e delle multinazionali.
Le grandi questioni del pianeta rimangono insoluti. Anzi si aggravano. La nebbia della guerra offusca e come “sonnambuli” veniamo presi per mano e condotti tranquillamente nel baratro. A morire naturalmente sono “gli altri”, non le élite e la casta massmediatica.
UNIONE POPOLARE ADERISCE E INVITA A PARTECIPARE A TUTTE LE INIZIATIVE TERRITORIALI INDETTE DAL COORDINAMENTO EUROPE FOR PEACE DAL 23 AL 26 FEBBRAIO
Il 25 febbraio saremo a Genova alla manifestazione nazionale ‘Abbassiamo le armi, alziamo i salari’ promossa dai portuali che hanno bloccato le navi che trasportano armi.
La destra al governo e il centrosinistra sono uniti nella violazione dell’articolo 11 della Costituzione.
Meloni come Draghi prosegue sulla linea dell’obbedienza ai diktat di NATO e Stati Uniti. Abbiamo condannato immediatamente l’invasione di Putin ma riteniamo folle continuare a sostenere e fomentare Zelensky nel suo proposito di proseguire la guerra “fino alla vittoria”. È ora di dire basta all’escalation e di esigere un immediato cessate il fuoco e l’apertura delle trattative.
Riteniamo il governo e le forze politiche italiane che hanno votato e continuano a votare per il proseguimento della guerra corresponsabili del massacro in corso. Centinaia di migliaia di esseri umani sono morti. È ora di dire basta.
Cari amici, ci raccontiamo l’un l’altro molte frottole per giustificare perché sia una buona idea costruire sempre più armi, partecipare alle guerre, ammazzare altri esseri umani. Ma i motivi delle guerre sono solo due.
Il primo è la sete di dominio, l’arroganza del potere, l’ingordigia per la ricchezza.
Il secondo è la psicologia malata del “noi buoni” contro “loro cattivi”, l’eterna demonizzazione del nemico, sempre simmetrica in ogni guerra. Sono solo queste ragioni malate che nutrono il clima di propaganda di guerra in cui siamo immersi.
Tanto senso morale da un lato, quanto la ragione dall’altro, convergono, nell’indicare che la guerra è stupida.
Ce lo ripetono tutti i leader religiosi come i politici più illuminati alle Nazioni Unite.
Ucciderci a vicenda, per “punire gli altri cattivi”, per “contenere il nemico cattivo” è moralmente sbagliato e profondamente miope. Il vantaggio comune è collaborare, rispettare le differenze e le paure altrui, rispettare gli altri, non cercare di dominare il mondo intero, come sta facendo l’Occidente.
Minoranza ricca e super armata del mondo, che chiama sé stessa “comunità internazionale”; che pretende di essere il campione della democrazia, ma a patto di decidere per tutti gli altri, e imporre il suo volere riempiendo il mondo intero delle sue armi.
L’Occidente siamo anche noi. Che mille voci diverse, insieme, facciano sentire il loro no alla logica del “noi” contro “loro”, alla demonizzazione di ogni nemico, alla propaganda di guerra in cui siano immersi.
Siamo in guerra con la Russia, stiamo andando alla guerra con la Cina, perché la leadership dell’Occidente pretende di dominare il mondo.
Fermiamo questa follia. Il pianeta è di tutti.
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