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Al via la campagna regionale Lombardia di Unione Popolare: basta guerra – Pace subito – Giù le armi su i salari!

La guerra in Ucraina, a più di un anno dal suo inizio, continua a seminare morte e distruzione ai danni del popolo e del martoriato territorio e colpisce duramente sia le economie che i ceti popolari europei attraverso l’inflazione generata dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime.

Abbiamo condannato l’aggressione di Putin, non dimenticando però le responsabilità di NATO USA e UE che rivelano la vera natura di scontro tra potenze per procura con un’escalation sempre più sanguinosa accompagnata da una corsa al riarmo e da un aumento dissennato delle spese militari a discapito di quelle sociali. L’Europa fa guerra dicendo di volere la pace non vergognandosi nemmeno di sottrarre due miliardi allo stesso fondo europeo per la pace destinandoli poi all’invio di armi in Ucraina.

Ora, ad aggravare il tutto, arriva anche l’ipotesi di invio, da parte dell’Inghilterra, di munizioni contenenti uranio impoverito come se il dramma causato dall’utilizzo di questo tipo di armi nel corso della guerra dei Balcani non fosse mai esistito.

Il coinvolgimento sempre maggiore della Nato e dell’UE ci porta dritti verso un allargamento del conflitto e la conseguente degenerazione in guerra mondiale nucleare.
Una società sempre più irreggimentata grazie ad una feroce propaganda di guerra portata avanti da tutti i principali partiti, di maggioranza e di opposizione che, insieme alla stampa mainstream dimostrano il loro asservimento alla follia bellicista euroatlantica. Tutto questo rappresenta una grave ferita alla democrazia e alla libertà d’informazione, al quale è giunto il momento di rispondere con la mobilitazione.

Per tutte queste ragioni a partire da sabato 25 Marzo Unione Popolare sarà in tutte le città della Lombardia con la campagna BASTA GUERRA – PACE SUBITO – giù le armi su I salari e parteciperà al presidio indetto per il prossimo 2 aprile davanti alla base NATO di Ghedi (BS) per chiedere con forza:

●      Cessate il fuoco e l’avvio immediato di trattative di pace

●      Stop all’ invio di armi in ucraina

●      Messa al bando di tutte le armi nucleari

●      Chiusura delle basi atomiche in Italia

●      Riduzione drastica delle spese militari

●      Fuori l’Italia dalla Nato

Milano, 24 marzo 2023

Unione Popolare Lombardia

È MORTO IL COMPAGNO CITTO MASELLI

Pubblicato il 21 mar 2023

Con grande dolore debbo comunicare la notizia della morte, avvenuta poco fa, del compagno Citto Maselli. L’ho appena appreso dalla moglie, Stefania Brai, che gli è sempre stata vicina e a cui va l’abbraccio solidale di tutte le compagne e i compagni del Partito.

Il cinema e la cultura italiana perdono un maestro e un grande regista, la sinistra un intellettuale militante e un esempio di rigore e coerenza, noi di Rifondazione Comunista un compagno imprescindibile.

Citto ha sempre conservato la passione che da ragazzino lo spinse a entrare nelle fila dell’antifascismo e della Resistenza. Per tutta la sua vita ha messo intelligenza, sensibilità, passione e spirito critico al servizio di un progetto collettivo di liberazione e trasformazione.

Dopo lo scioglimento del PCI, a cui si oppose, è stato tra i fondatori di Rifondazione Comunista. Ha continuato a essere un militante comunista e antifascista fino all’ultimo giorno.

Citto non è mai diventato un ex, non si è mai atteggiato a reduce di epoche gloriose ma passate. Lo ricordiamo con noi più giovani con la cinepresa a raccontare un altro mondo possibile a Genova nel 2001 e sempre disponibile a dare il suo contributo alla lotta politica e culturale.

Citto Maselli era un comunista italiano, un rifondatore orgoglioso della storia di cui era stato tra i protagonisti, un compagno che non ha mai rinunciato all’idea di rivoluzione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

RIAPARTIAMO: RIAPRIAMO E RIPARTIAMO! Benvenuta Primavera + Festa dell’equinozio

18 Marzo 2023

Cari Amici del Vignolo, della Lipu, della Natura,

la Primavera bussa alle porte, anzi, ha già messo un piede dentro! ☺

E noi l’abbiamo fatta entrare

e Lei si è accomodata 

e ha disteso il suo mantello 

variegato, colorato, profumato…

Uno spettacolo che vale la pena di godere, perché breve. 

Ma intenso. 

In particolare la Nostra Oasi è un tripudio di Coridali (o Colombine che dir si voglia) così belle da ricordare le orchidee…😍

Quindi: per festeggiare uno dei momenti più belli dell’anno abbiamo previsto non un singolo ma un 

DOPPIO APPUNTAMENTO, 

DOMENICA 19 ed eccezionalmente Lunedì 20, in occasione dell’EQUINOZIO di primavera.

DOMENICA 19 MARZO

ore 10 e ore 15

VISITE GUIDATE: 

I PRIMI FIORI e I PRIMI CANTI ci aspettano

all’Oasi Lipu Bosco del Vignolo

in Via Cabassa, frazione Bozzola di Garlasco.

La primavera è già arrivata nella nostra oasi, con molti giorni di anticipo…possiamo così già godere lo spettacolo delle tante fioriture del nostro sottobosco: le colombine stanno già ricoprendo di bellezza molti tratti, le polmonarie hanno già steso una coperta colorata e varia nel nostro querceto, le ultime scille si allungano e occhieggiano. Intanto sopra di loro le cince sono indaffaratissime a costruire nidi e cantare, i picchi rintoccano, l’usignolo di fiume a volte lancia in suo canto veloce…

Vi aspettiamo tutti per conoscere e godere di uno dei momenti più belli dell’anno, non mancate l’appuntamento con la Primavera!

Visite guidate gratuite per i soci Lipu, ad offerta per i non soci.

Si consigliano scarpe adeguate al fondo forestale.

Collettivo culturale “Rosa Luxemburg” di Vigevano: Ballata Pasolini. Canzoni, poesie, parole di e per Pier Paolo Pasolini

12 Marzo 2023

CANTOSOCIALE

Vi aspettiamo al nostro concerto dedicato alla poesia alle canzoni alla passione civile di Pier Paolo Pasolini

sabato prossimo 18 Marzo ore 15.30 organizzato dal Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” a

Vigevano Biblioteca Mastronardi C.so Cavour, 82

Entrata Libera

Biblioteca Civica L. Mastronardi

Vigevano Sabato 18 Marzo ore 15,30

Il Collettivo Culturale ROSA LUXEMBURG  presenta

I Cantosociale   in

Ballata PASOLINI  

Canzoni ,  Poesie,  Parole , Visioni

di e per   Pier Paolo Pasolini

Non vedo perché sia la musica che le parole delle canzonette non dovrebbero essere più belle.

Un intervento di un poeta colto e magari raffinato non avrebbe niente di illecito.  Anzi la sua opera sarebbe sollecitabile e raccomandabile.…»  Pier Paolo Pasolini

Non tutti sanno che oltre alle poesie ai numerosi scritti, ai film , nella sua all’attività di intellettuale a 360° Pasolini ha anche scritto canzoni, poche ma significative della sua poetica . Canzoni scritte non solo per il cinema e non solo per divertirsi, poesie messe in musica. 

I Cantosociale hanno  realizzato BALLATA PASOLINI in occasione del centenario dalla nascita  un omaggio a P.P. P. su vari livelli recuperando un repertorio reso ancor più suggestivo e ancora dagli originali arrangiamenti  talvolta vicini al jazz e al blues talaltra al folk e alla ballata popolare ma non mancheranno anche sconfinamenti verso la musica sperimentale persino il rap e aggiunte di brani originali  realizzati sia rivestendo musicalmente alcune sue liriche sia realizzando canzoni ispirate ad alcune suoi scritti anche giornalistici. 

Nell’appuntamento promosso dal Collettivo Culturale Rosa Luxemburg di Vigevano  Piero Carcano leader storico dei Cantosociale accompagnato dal gruppo ci guiderà attraverso canzoni musiche letture monologhi nell’avvolgente e sempre sorprendente  mondo pasoliniano fatto di  letteratura cinema filosofia cronaca e soprattutto poesia politica e società.

I temi maggiormente toccati sono quelli del rapporto di Pasolini con la gente e i luoghi ai margini delle città, la sua critica al consumismo, causa principale della perdita dei valori della civiltà contadina e del disagio dei più poveri, quegli umili infelici perché non possono raggiungere i miraggi luccicanti del “finto  progresso sociale e poi ancora altri tasti della sua poetica:  dalle tradizioni furlane all’etica religiosa alla  libertà del sesso fino  alla sacralità del linguaggio e della passione politica

Così dalle grandi opere letterarie ai saggi, dalla poesia al cinema  fino ad arrivare alla canzone i forti  segni del pensiero pasoliniano, più che mai profetici e attuali anche oggi, verranno proposti e aggiornati.

Si tratta di rare canzoni scritte negli anni  60’  e musicate pur con l’inequivocabile stile della canzone leggera d’epoca con un certo gusto sperimentale da musicisti di prestigio come Ennio Morricone, Piero Piccioni, Piero Umiliani.

In versione da trio con voce, chitarra, flauto, contrabbasso, percussioni con la consueta passionalità  renderanno omaggio oltre che a Pasolini anche ai cantanti suoi amici: Sergio Endrigo, Domenico Modugno, e soprattutto Laura Betti e Gabriella Ferri che fornirono intense interpretazioni dei suoi versi naturalmente ignorate dall’establishment dello spettacolo dell’epoca e tutt’ora ai margini della canzone che “conta”.

Le canzoni: Macrì Teresa detta Pazzia, I ragazzi giù nel campo, Valzer della toppa, C’è forse vita sulla terra? RAP persuasori occulti, GenoTVcidio… ci daranno la chiave per capire le storie, la vita di quei personaggi  pasoliniani ancora oggi ben presenti nella nostra società soprattutto nelle periferie , sradicati dalle propria terra  senza aver trovato posto reale nella società e nelle città. Un mondo parallelo ai margini della “normale“ vita delle città  fatto di gente umile con le paure, i sentimenti, una poetica spesso cruda di  miserie, brutture ma anche di slanci di vero amore, orgoglio e dignità e non senza slanci onirici  Cosa sono le nuvole? visioni.   

Non mancheranno nello spettacolo-recital anche brani originali del gruppo ispirati ai diversi interventi critici dei suoi saggi e dei suoi articoli sul corriere della Sera, quegli scritti corsari spesso feroci sulla società italiana avviata di gran corsa verso il consumismo sfrenato. Del resto questo tema strettamente collegato alla perdita delle radici popolari e della memoria civile è particolarmente  caro sia all’autore che al gruppo lomellino-milanese I CANTOSOCIALE infatti negli ultimi anni hanno realizzato concerti e spettacoli teatrali riproponendo a fianco del canto popolare, di lavoro, protesta e tradizione contadina sconfinamenti frequenti e apprezzati nella “canzone – letteraria” e nella poesia recuperando testi inediti o dimenticati di autori come Calvino, Fortini, Rodari…

Una ricerca che non poteva che approdare a  Pasolini, la cui attenzione per la cultura popolare è stata peraltro fondamentale  per tutta  la sua opera.

Nella lezione – concerto rivolta alle scuole superiori la multimedialità è ancor più presente con le immagini proiettate, l’audio della voce  autentica di Pasolini si alternano a quella delle musiche delle canzoni e dei monologhi dei Cantosociale, non mancheranno cenni opportuni e successivi spazi agli approfondimenti e alle discussioni che le tematiche pasoliniane ancor oggi suscitano.

Dalla poetica  degli emarginati, dei migranti alle tensioni giovanili, ai rapporti con la comunicazione, il consumismo con la cultura popolare fino alla critica sociale e politica, tematiche affrontate nelle diverse arti in modo personale e attualissimo, dal cinema alla letteratura , dalla cronaca alle canzoni , appunto. 

Info Cantosociale  cell 3335740348  www.cantosociale.it   FB: Cantosociale

La sovranità alimentare. Cos’è e perchè la difendiamo. L’esempio dell’India

10 Marzo 2023

A causa di un problema tecnico l’audio risulta a basso volume. Ce ne scusiamo.

L8 e sciopero contro la guerra del patriarcato

Pubblicato il 8 mar 2023

La guerra è l’espressione più violenta del patriarcato. Vogliamo gridarlo ancora più forte, oggi che l’Europa e l’Italia sono in guerra.
Oggi che torna a invadere le nostre vite l’incubo del nucleare e che l’Europa è risucchiata dal militarismo, dalla logica della frontiera, del confine.
Come donne non abbiamo patria, la nostra patria è il mondo intero, come ci ha insegnato Virginia Woolf.

Siamo femministe e pacifiste. Non indossiamo i colori di una nazione, non avalliamo la costruzione di muri, né l’invio di armi. Anche quando sappiamo che sono donne a fare queste scelte.
Ripudiamo la guerra, come hanno voluto le partigiane e i partigiani che hanno scritto col loro sangue la Costituzione

Ripudiamo la guerra di Putin, e con lui la sua ideologia e machista omofoba, il suo autoritarismo che semina morte dentro e fuori i confini della Russia.
Ripudiamo la guerra della Nato, il suprematismo che considera la democrazia valore occidentale, e che vuole tornare a governare il mondo con la logica amico/nemico.
Siamo contro l’aumento delle spese militari: spese di morte, sottratte alle nostre vite.

Scioperiamo contro ogni guerra, solidarietà con le donne kurde, palestinesi, sahrawi, afgane iraniane e con tutte le donne che subiscono la violenza del patriarcato.
Scioperiamo per il salario minimo legale, il reddito di autodeterminazione, il superamento di ogni forma di gender pay gap.
Scioperiamo perché si torni a investire sulla scuola, sulla sanità, sulla ricerca pubbliche.
Scioperiamo contro la Fortezza Europa e il Governo italiano, perché Stragi di stato come quella di Cutro non si ripetano più.
Scioperiamo per una scuola laica e antifascista.
Scioperiamo perché non siamo mai state indifferenti.

Sono stanca

4 Marzo 2023

IARA SAVOIA

Sono stanca di sentire colpevolizzare chi emigra perché se il mare s’incazza te la sei cercata.
Sono stanca di sentire che vengono qui a rubare il lavoro (quale?).

Sono stanca di sentire minimizzare i problemi che fai presente sulla questione peso corporeo, perché del resto cosa c’è di male se chiedi a una persona, con cui peraltro hai pochissima confidenza, “oh ma sei ingrassata/o un po’?”.

Sono stanca di sentire che la depressione è solo mancanza di volontà.
Sono stanca della gara al dolore, perché “io ho sofferto più di te e non faccio queste scene”.

Sono stanca di sentire prediche sull’essere donna e quindi madre, perché nascere con l’utero non fa di te una donna in attesa di diventare madre sin dalla nascita.

Sono stanca di sentire che se vuoi, puoi. Perché non sempre puoi, e se fallisci significa che non lo volevi abbastanza.

Sono stanca di sentire che questi giovanotti svogliati preferiscono starsene sul divano invece che lavorare, fondamentalmente perché è giusto subire e sacrificare tutto sul lavoro e devono ringraziare (Chi? Cosa?) che almeno un lavoro lo possono avere. Sottopagato, in nero, o non pagato, senza garanzie, continuità e tutele.

Sono stanca di sentire che “Tanto c’è di peggio”. Il peggio non esclude lavorare su quello che non funziona per migliorarlo.

In questo momento sono stanca.

Ma poi torna, prepotente, la speranza. E la speranza porta a fare.

Covid: Rifondazione, Conte e Fontana coimputati nello stesso processo… Manca la lobby degli industriali

2 Marzo 2023

Il tribunale di Bergamo manda sul banco degli imputati tutta la catena di comando della Sanità che nel marzo del 2020 per negligenza e sottovalutazione ha riaperto l’ospedale di Alzano, malgrado si sapesse che vi erano dei contagiati di Covid e che la chiusura fosse già stata prevista dai dirigenti dell’ospedale, quella catena di comando che non ha fatto la zona rossa, che non ha aggiornato il piano epidemico e ha causato migliaia di morti che si  potevano evitare (più di 4000).

Conte, Speranza, Fontana, Gallera, Fumagalli e Brusaferro, nello spazio pubblico si sono sempre trincerati dietro la teoria della catastrofe imprevedibile, dell’aver fatto tutto il possibile o addirittura nel reciproco scaricabarile sulle competenze.  Le imputazioni sono pesanti: epidemia colposa, omicidio colposo plurimo e rifiuto di atti d’ufficio. 

Con questo rinvio a giudizio la magistratura da dignità e riconoscimento al dolore delle famiglie dei deceduti per Covid che hanno avuto il coraggio di volere la verità, di tener ferma la volontà di avere giustizia. Rifondazione ha sempre sostenuto la loro tenacia e il loro non facile percorso, rimane fuori dal processo la causa prima di questi atteggiamenti di omissione e negligenza, il difetto irriformabile di un  sistema economico, il neoliberismo che in Lombardia vede un laboratorio e un anticipatore dei processi strutturali .

Non si è fatta la zona rossa perché la produzione non si fermasse, perché prima delle vite delle persone vengono i profitti. Il timore di danneggiare questa attività è stato comune ai dirigenti politici del centro destra e del centro sinistra. Sta alla politica riempire questo tassello e proporre strumenti e prospettive per uscire da questa barbarie.

Fabrizio Baggi, Segretario regionale

Giovanna Capelli, Responsabile regionale sanità

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Lombardia