Categoria: Resistenza

Rojava: un’esperienza di democrazia comunitaria

9 Febbraio 2026

La situazione dei curdi nel Rojava è tragica. Un racconto di speranza distrutta dalla brutalità della geopolitica. Il popolo curdo, da sempre oppresso, ha cercato di costruire una democrazia popolare dal basso. Una lotta per l’autodeterminazione si traduceva in un sistema che respingeva le milizie dell’ISIS, che cercava di costruire un futuro dove il potere non fosse imposto dall’alto, ma deciso dalle comunità stesse. Uno spiraglio di luce nel caos della guerra siriana in cui etnie e culture diverse avrebbero convissuto. Ma niente da fare. Pochi giorni fa, un’invasione del governo siriano, sostenuto dalla Turchia e dalle grandi potenze internazionali, ha messo fine a questa volontà. Noi ci chiediamo: se i curdi sono riusciti a creare questo in mezzo alla guerra, perché noi, che viviamo in un mondo più pacifico e privilegiato, non siamo in grado di fare lo stesso? La loro lotta non è solo una lotta per la sopravvivenza, ma per una visione di un mondo più giusto, una visione che sembra sempre sfuggire, sconfitta dalla crudeltà e dall’indifferenza della politica internazionale. Una democrazia popolare, in cui ogni quartiere ha voce, un potere che non dipende da un’unica autorità, ma si distribuisce senza discriminazioni di genere o religione. La partecipazione non si ferma al voto. Si tratta di responsabilità quotidiana. Prendersi cura del proprio spazio, della propria vita, e di quella degli altri. Questo è il nostro obiettivo.

RIFONDAZIONE & GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

Edoardo Casati

NEL GIORNO DELLA MEMORIA ABBIAMO UN SOLO MESSAGGIO: “MAI PIU’”, E QUESTO SIGNIFICA MAI PIU’ PER NESSUNO

27 Gennaio 2026

MILU’ CHISARI

Oggi, 27 gennaio, ricordiamo. Ricordiamo la Shoah, uno dei punti più bassi e disumani della storia dell’umanità. Ricordiamo milioni di persone deportate, umiliate, torturate e uccise in nome dell’odio, del razzismo, del profitto e del potere. Ricordiamo perché dimenticare sarebbe una seconda morte, ancora più infame.
Ma la memoria, se è vera memoria, non può essere solo rituale. Non può essere una data sul calendario, una corona di fiori, un minuto di silenzio che ci assolva la coscienza. La memoria deve essere scomoda, deve interrogare. Altrimenti non serve a nulla.
“Mai più” non doveva essere uno slogan vuoto. Doveva essere una promessa, un monito, un impegno collettivo. E invece oggi siamo qui, nel 2026, a guardare altri popoli sterminati, affamati, bombardati, cancellati. Genocidi che avvengono sotto i nostri occhi, in diretta, normalizzati, giustificati, coperti da un silenzio complice o da una propaganda oscena.
La Shoah avrebbe dovuto insegnarci che nessuna vita vale meno di un’altra, che nessun popolo è sacrificabile, che nessuna violenza è legittima quando colpisce civili, bambini, donne, corpi indifesi. E invece il mondo capitalista e imperialista ha dimostrato di non aver imparato nulla.
Oggi la memoria viene spesso usata come arma politica selettiva: si ricorda solo quando conviene, si piange solo chi è “ricordabile”, si tace quando i carnefici sono alleati, quando il sangue non disturba gli equilibri di potere, quando il profitto viene prima della vita.
Essere fedeli alla memoria della Shoah significa non chiudere gli occhi oggi. Significa rifiutare ogni genocidio, senza gerarchie del dolore. Significa dire che ogni vita conta, sempre. Significa stare dalla parte degli oppressi, non dei potenti.
La memoria non è neutra. O è antifascista, antirazzista, anticolonialista, o è solo retorica.
Ricordare davvero vuol dire lottare. Lottare perché nessun popolo venga più cancellato. Lottare contro la guerra, contro il razzismo, contro il capitalismo che trasforma la morte in calcolo politico. Lottare perché il “mai più” non resti una bugia.
Oggi ricordiamo. Ma soprattutto oggi scegliamo da che parte stare. 

27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA

27 Gennaio 2025

Anpi: https://www.anpi.it/27-gennaio-giorno-della-memoria-0


Il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli di Auschwitz. E apparve l’orrore.

Il 27 gennaio 2026 celebreremo il Giorno della Memoria.
In questo tempo avvelenato da guerre, da pesanti rotture della legalità internazionale e da una incredibile, diffusa e violenta ignoranza del senso di umanità, ripensiamo all’altissimo prezzo pagato tanti anni fa per il bellicismo dei nazifascisti e per il loro razzismo.

Ricordiamolo insieme quel giorno, perché sono incancellabili le responsabilità del nazismo e del fascismo, è incancellabile la memoria delle leggi razziali, della Shoah, di tutte le vittime, è incancellabile il valore di chi, anche a rischio della vita, si oppose a tutto questo.

Mai più, sempre.

Il programma della prima parte del ciclo 2026 a cura del Collettivo Culturale Rosa Luxemburg – Rete delle Alternative di Vigevano

21 Gennaio 2026

Cultura e politica per l’alternativa.
Un mondo nuovo è possibile.
Ciclo 2026

Vigevano – Biblioteca Civica Lucio Mastronardi
Corso Cavour 82

1. sabato 31 gennaio 2026 – ore 15.30-18
Un campo creato dalla Gestapo solo per i comunisti: il Sonderlager Feste Göbel a Metz (Mosella)
relatrice
Maria Antonietta Arrigoni (ANED provincia di Pavia)
in collaborazione con Aned Provincia di Pavia e Anpi sezioni di Vigevano, Cassolnovo e Mortara

2. sabato 21 febbraio 2026 – ore 15.30-18
Un popolo, la sua storia, la sua cultura, il genocidio. Gli Ezidi in Medio Oriente
relatrice
Carla Gagliardini (autrice del libro)

in occasione della presentazione del libro
Ezidi. Storia e cultura di un popolo in lotta contro il suo genocidio, RedStarPress, Roma 2025

3. sabato 7 marzo 2026 – ore 15.30-18
Antonio Gramsci e György Lukács contro il nazismo
relatore
Salvatore Talia (esponente del gruppo di ricerca storiografica Nicoletta Bourbaki)

4. sabato 18 aprile 2026 – ore 15.30-18
L’impero dell’Intelligenza Artificiale. Economia, lavoro, ambiente, democrazia, nuovo ordine coloniale mondiale.
relatori
Antonio Bruno (Informatica Consapevole Genova)
Andrea Fumagalli (economista, Università di Pavia)

5. sabato 9 maggio 2026 – ore 15.30-18
Rodari e la Costituzione.
Gli articoli della Costituzione animati e cantati dai Cantosociale con i bambini, non solo attraverso le rime di Gianni Rodari.

partecipa il gruppo di Cantosociale

Un lager creato dalla Gestapo solo per i comunisti: il Sonderlager di Metz

17 Gennaio 2026

Più di 1.600 italiani antifascisti sono stati deportati dalla Francia ai Lager nazisti. Tra di essi 189 sono stati arrestati in Mosella. Erano operai e minatori esuli dall’Italia, a causa delle persecuzioni fasciste. Facevano parte di una formazione partigiana francese creata da un gruppo di comunisti di varie nazionalità. Le SS allestirono un Lager speciale a Metz solo per questo gruppo, con l’obiettivo di annientarlo in poco tempo. Questo Lager aveva caratteristiche diverse rispetto alla “galassia concentrazionaria”, era gestito direttamente dalla Gestapo. Vi si attuava un tipo di repressione più dura e meno nota, che ha provocato morti e deportazioni verso altri Lager.

Il futuro non si aspetta: si costruisce

30 Dicembre 2025

In questi ultimi mesi non ci siamo fermati un attimo.
Idee, tempo, presenza.
In strada, nei quartieri, negli spazi della città.

Giovani che si organizzano. Volontariato. Partecipazione reale.
Amore per questa città, senza retorica. Con responsabilità.

Ogni iniziativa è un passo avanti. Ogni momento condiviso conta.

Perché il futuro non si aspetta: si costruisce.
Qui. Ora. Insieme.

GIOVANI COMUNISTI/E VIGEVANO

La camicia del soldato

14 Dicembre 2025

L’Anpi di Cassolnovo presenta sabato 20 dicembre ore 21 al teatro Verdi, entrata ad offerta, lo spettacolo teatrale che trova il filo rosso tra i conflitti di oggi e le guerra a casa nostra del passato, la Lomellina coma l’Ucraina, la Palestina…

Grazie e Buone Feste dall’ANPI Cassolnovo

di Valerio Incerto

(2025)

SINOSSI

Prima guerra mondiale, sul fronte del Piave, due soldati vigevanesi, uno socialista, l’altro anarchico, durante una ritirata si ritrovano in una villa bombardata e abbandonata. Sentendo dei rumori ne esplorano le camere dove, in un armadio, trovano una camicia e un paio di mutande che decidono di sottrarre. Ma il Generale Graziani era nella villa insieme a loro e con l’accusa di saccheggio predispone un plotone di esecuzione per farli fucilare.

Abbiamo realizzato uno spettacolo teatrale a partire da una storia vera ambientata sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale.

Durante il 1917, nel pieno della Grande Guerra, due soldati vigevanesi, Giovanni Bussola e Antonio Santagostino, stremati dalla fame, dal freddo e dalla disperazione trovano rifugio in una villa abbandonata e semi-distrutta dai bombardamenti vicino al fronte del Piave, in località Nervesa. Cercando un fucile che uno dei due aveva perso, esplorano le camere della villa dove in un armadio trovano una camicia ed un paio di mutande che decidono di sottrarre. Ma questo piccolo furto, gesto apparentemente banale in tempi di guerra, viene scoperto dal Generale Graziani.

Sono accusati di saccheggio e condannati alla fucilazione solo per dare l’esempio.

La pièce indaga l’assurdità della guerra, la spietatezza della disciplina militare e l’umanità calpestata per mantenere l’ordine. Un’azione minima – un furto quasi infantile – viene pagata con la vita. Lo spettacolo vuole portare alla conoscenza di tutti un fatto vero accaduto a due cittadini vigevanesi ed evidenziare il tema delle numerose fucilazioni sommarie e senza processo eseguite durante la Grande Guerra.

Testo e regia: Valerio Incerto

Musiche: canti della prima guerra mondiale, Bruckner, Beethoven, Schumann, Valerio Incerto

Attori: Pietro Temporin, Emilio Stangalini, Francesco Maestrone, Simone Lambra.

Durata: Un’ora circa

Sabato 20 Dicembre 2025 ore 21:00

Teatro Verdi, via Oberdan 6, Cassolnovo (PV)

ingresso a offerta

Il ricordo di Noemi Tognaga Gregorio

20 novembre 2023

Il 20 novembre ricorre l’ottavo anniversario della scomparsa di Noemi Tognaga Gregorio.

Come compagne e compagni del Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano, a cui era iscritta, la ricordiamo con profonda stima.

Noemi è stata una compagna veramente straordinaria.

Insegnante elementare. Cresciuta Antifascista. Partigiana. Sempre dalla parte delle donne e dei bambini.

Scrittrice di storia locale e di racconti per l’infanzia.

Da sempre comunista. Comunista non ortodossa, controcorrente anche nel Pci.

Prima consigliera comunale donna di Vigevano. Promotrice e protagonista di un’infinità di lotte sulle questioni più varie: dalla lotta per la pace a quella per i diritti civili, alla difesa ed estensione dei servizi sociali alle lotte per la liberazione delle donne e per i diritti dell’infanzia, passando sempre per la riaffermazione e l’attualizzazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione.

Sempre al fianco dei più deboli e all’insegna dell’unità politica e della radicalità dei contenuti.

Una persona generosa, passionale, schietta, mai settaria e sempre aperta alla società civile.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Compleanno di Noemi Tognaga 19 mar 2012

Buon compleanno NOEMI! Una donna. Una maestra. Una partigiana. Una compagna sempre dalla parte giusta! 17 marzo 2012 Vigevano (Pv) Coop. Portalupi.
29 mag 2010

Discorso di Noemi Tognaga Presidente dell’Anpi di Vigevano, per la commemorazione del 25 aprile.
25 aprile 2010 in Castello a Vigevano.

Il genocidio in Palestina e il ruolo complice dell’Occidente, degli Usa e dell’Europa in primo luogo

30 Settembre 2025

Giù le mani dal Centro Sociale Leoncavallo

22 Agosto 2025

Andrea Fumagalli e i Cantosociale condannano fermamente lo sgombero del Centro Sociale Leoncavallo, dove lo scorso 19 giugno hanno portato in scena lo spettacolo-concerto: Grateful Dead Economy & il Blues dei Precari a difesa dello spazio e a conferma di una libera espressione, parole e musica contro il sistema del capitale e l’economia dei pochi ricchi padroni del mondo.

Lo sgombero del C.S. Leoncavallo conferma ancora di più il declino di Milano. Negli anni ’90, Milano era la capitale underground d’Europa, più di Berlino e Amsterdam, grazie proprio a quelle attività politiche, culturali, musicali e artistiche avviate dalla rete dei centri sociali milanesi. Il dibattito politico e di analisi storico-socioeconomica era molto alto e innovativo, coinvolgendo personalità come Fortini, Balestrini, Moroni, Bologna, Marazzi, Cartosio una parte di quell’Italian Thought che si è poi diffuso in Europa e negli Usa. Per non parlare del fermento musicale che non era solo punk, post-punk, rap, reggae, Jazz…

ma declinato nelle diverse sfaccettature delle espressioni più libere e anticonsumistiche e spesso collegato anche al mondo letterario che da quel clima quei luoghi traeva linfa, vedi Philippot, Dazieri…

Poi è subentrata la finanziarizzazione del territorio e la mercificazione della città. Sempre meno spazio per le persone e la vita, sempre più spazio alla gentrification e all’economia degli eventi, che hanno reso invivibile questa città, sino agli scandali odierni. Da città viva, dinamica, aperta e inclusiva, oggi Milano avrà pure i grattacieli ma è diventata chiusa, grigia, escludente, semimorta. La stessa cultura che (non) ha prodotto in questi ultimi anni è figlia di un conformismo da reality e contest che noi avversiamo in piena consonanza con i centri sociali autogestiti purtroppo i pochi rimasti che si vogliono cancellare cancellando ogni residua forma di controcultura. Che 100 Leoncavallo fioriscano ancora!

Andrea Fumagalli e Cantosociale