22 Agosto 2025
Andrea Fumagalli e i Cantosociale condannano fermamente lo sgombero del Centro Sociale Leoncavallo, dove lo scorso 19 giugno hanno portato in scena lo spettacolo-concerto: Grateful Dead Economy & il Blues dei Precari a difesa dello spazio e a conferma di una libera espressione, parole e musica contro il sistema del capitale e l’economia dei pochi ricchi padroni del mondo.
Lo sgombero del C.S. Leoncavallo conferma ancora di più il declino di Milano. Negli anni ’90, Milano era la capitale underground d’Europa, più di Berlino e Amsterdam, grazie proprio a quelle attività politiche, culturali, musicali e artistiche avviate dalla rete dei centri sociali milanesi. Il dibattito politico e di analisi storico-socioeconomica era molto alto e innovativo, coinvolgendo personalità come Fortini, Balestrini, Moroni, Bologna, Marazzi, Cartosio una parte di quell’Italian Thought che si è poi diffuso in Europa e negli Usa. Per non parlare del fermento musicale che non era solo punk, post-punk, rap, reggae, Jazz…
ma declinato nelle diverse sfaccettature delle espressioni più libere e anticonsumistiche e spesso collegato anche al mondo letterario che da quel clima quei luoghi traeva linfa, vedi Philippot, Dazieri…
Poi è subentrata la finanziarizzazione del territorio e la mercificazione della città. Sempre meno spazio per le persone e la vita, sempre più spazio alla gentrification e all’economia degli eventi, che hanno reso invivibile questa città, sino agli scandali odierni. Da città viva, dinamica, aperta e inclusiva, oggi Milano avrà pure i grattacieli ma è diventata chiusa, grigia, escludente, semimorta. La stessa cultura che (non) ha prodotto in questi ultimi anni è figlia di un conformismo da reality e contest che noi avversiamo in piena consonanza con i centri sociali autogestiti purtroppo i pochi rimasti che si vogliono cancellare cancellando ogni residua forma di controcultura. Che 100 Leoncavallo fioriscano ancora!
Andrea Fumagalli e Cantosociale





